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Vita, opere e caratteristiche letterarie di Aristofane
Tipologia: Appunti
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Aristofane nacque ad Atene nel Demo di Cidateneo intorno al 444 a.C. ed entrò sin da giovane nel mondo della commediografia infatti lavorò insieme ad altri commediografi (in un primo periodo) per poi darsi alla produzione propria. In circa quarant’anni di attività teatrale Aristofane compose quaranta commedie cinque delle quali ottennero la vittoria alle feste Lenee (quattro) e Dionisie (una). Il teatro di Aristofane non attingeva i personaggi e le vicende da cui prendeva spunto dal mito ma bensì dalla realtà cittadina di Atene (sul palco si alternavano i personaggi più rappresentativi dei vari campi della vita ateniese). Spesso l’obbiettivo che Aristofane si pone è quello di essere per la collettività una sorta di maestro, guida, consigliere. COMMEDIE DELL’IRRISIONE POLITICA Sono caratterizzate da una forte satira politica Arcanesi La fine della guerra (il cui esordio l’autore, con molto coraggio e temerarietà, attribuisce ad un reciproco rapimento di prostitute tra Megara e Atene--- > motivo banale e dissacrante che però ha già dei precedenti letterari come in Omero ed Erodoto) e il ritorno della pace ad Atene è l’argomento chiave della commedia. Trama Ad Arcane (grosso borgo presso Atene abitato da carbonai e taglialegna rovinati dall’invasione spartana) il carbonaio Diceopol i (nome parlante --- > cittadino giusto) esasperato dalla guerra decide di stipulare personalmente una pace con gli Spartani e nonostante la rabbiosa reazione dei suoi compaesani che vorrebberlo condannarlo per tradimento (tanto che è costretto a travestirsi da mendicante con dei vestiti fornitigli da Euripide) riesce a rendere la sua casa un porto franco, una sorta di stato indipendente, dove chiunque può commerciare. Rifornitosi di tutte le prelibatezze possibili Diceopoli si appresta celebrare la festa dei Boccali. Lo rimprovera lo stratego della guerra in corso Lamaco che però viene richiamato per una missione militare. Cavalieri L’obbiettivo di questa commedia è demolire il potente stratego Cleone (che in quanto venditore di cuoio è avvantaggiato dal proseguire della guerra), obbiettivo non raggiungibile però a causa delle importanti vittorie riportate da quest’ultimo che lo avevano reso intoccabile agli occhi dei cittadini. Tutta la commedia è caratterizzata da una forte rabbia causata dal vedere come i propri concittadini cadano facilmente preda dei demagoghi e da un odio profondo nei confronti di Cleone (un avversione tanto nota che nessun artigiano volle realizzare la maschera satirica di Cleone per la commedia di Aristofane). Trama Lo schiavo Paflagone (immagine satirica di Cleone) ha completamente asservito tramite ignobili raggiri il suo anziano padrone Demo (figura del Popolo). Altri due schiavi devoti a Demo (identificati come Nicia e Demostene) vengono a sapere da un oracolo che Paflagone verrà soppiantato da un Salsicciaio (squallido e deplorevole individuo). Una volta trovato il Salsicciaio i due lo convincono a sfidare in un duello di bassezze Paflagone assicurandogli l’aiuto dei cavalieri. Lo scontro vede vincitrice il Salsicciaio che libera Demo dal servo. Nella scena finale il Salsicciaio sottopone ad una magica bollitura Demo facendolo ringiovanire (simboleggia la rinascita della città in seguito al peggio).
In queste commedie vediamo un abbandono della realtà politica della città e gli avvenimenti avvengono lontani da essa. Pace L’argomento è simile a quello de Arcanesi infatti vediamo come protagonista un uomo appartenente a quella categoria che maggiormente soffriva la guerra e ne desiderava la fine. In ogni caso l’opera assume forti connotati politici. Trama Un contadino attico di nome Trigeo (nome parlante --- >vendemmiatore) esasperato dal protarsi della guerra decide di chiederne la fine a Zeus, così parte per l’Olimpo in groppa ad un enorme scarabeo stercorario (parodia del cavallo alato Pegaso nell’opera perduta di Euripide Bellerofonte). Ma giunto a destinazione scopre che gli dei disgustati da questa guerra fratricida se ne sono andati lasciando al loro posto Polemos (dio della guerra caotica contrapposto ad Ares dio della guerra ordinata e della virtù militare). Quest’ultimo ha rinchiuso in una caverna Pace , Opora (--- > Abbondanza) e Theoria (--- > Festa) Polemos vorrebbe triturare le città greche dentro un enorme mortaio ma dato che il suo servitore Kydoimis (--- > Tumulto) non è riuscito a trovare un pestello adatto né ad Atene né a Sparta esce a cercare uno strumento idoneo. Trigeo approfitta della sua assenza e aiutato dal coro (composto dai contadini attici) libera le tre prigioniere. In seguito, nella seconda parte dell’opera sono mostrati gli effetti della Pace ritrovata: Trigeo sposa Opora e un indovino e alcuni mercanti d’armi (i cui servigi non sono più utili) vengono cacciati. Uccelli In quest’opera vediamo come la situazione invivibile della città di Atene porti l’autore ad affermare che l’unica soluzione possibile è allontanarsi da essa (posizione molto forte dato lo stretto legane tra il cittadino greco e la sua poleis ). Trama Evelpide (nome parlante --- > colui che spera bene) e Pistetero (nome parlante--- > colui che non tradisce i compagni) sono due vecchi ateniesi che abbandonano la loro città dominata da cattivi valori per cercarne un’altra in cui si possa vivere in pace. Un Upupa però gli riferisce che non esiste nessuna città con tal requisito. Sconfortati i due decidono allora di costruire loro stessi, aiutati dagli uccelli, una nuova città sospesa tra la terra e il cielo. Questa nuova città chiamate Nefelococcigia (ovvero città dei baggiani tra le nuvole), presa sin da subito come bersaglio da diversi lestofanti e miserabili (portatori di quei mali che hanno rovinato la terra) prontamente scacciati da Pistereo, intercetta i fumi delle offerte sacrificali fatte sulla terra per gli dei olimpici riducendo questi ultimi alla fame (informazione data agli abitanti della nuova città da Prometeo); così parte un progetto ricattatorio che vedrà l’ambasceria olimpica formata da Poseidone , Eracle e il dio barbaro Triballo accettare rapidamente la capitolazione degli Olimpi e il riconoscimento della signoria di Pistereo, re degli uccelli, a cui andrà in moglie Sovranità (precedentemente legata a Zeus).