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Vita e opere di Aristofane, appunti dettagliati
Tipologia: Appunti
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Aristofane usufruisce dei meccanismi e degli strumenti del comico, della satira e della parodia. Di Aristofane si conosce il luogo di provenienza, Cidatene, ma non la data di nascita (probabilmente oscilla tra il 455 e il 440 a.C.). La sua più antica commedia è stata portata in scena nel 427 a.C. e quindi è possibile che l’autore sia nato prima del 455 a.C. Aristofane è un osservatore della realtà cittadina, che prova in tutti i modi a risolvere le problematiche della comunità. Non si conoscono altre notizie di Aristofane come uomo. Si può solo seguire nel suo percorso di poeta la campagna contro la guerra.
La commedia antica, derivante da frammenti di Aristofane e numerosi altri autori, è un componimento in versi, in cui si alternano parti cantate e parti recitate. Rispetto alla tragedia (precisa e stabile), la commedia si presenta più complessa e flessibile.
Prologo : parte iniziale mediante cui il poeta porta direttamente sulla scena la vicenda; Parodo : entrata del coro, introdotta principalmente da parti liriche, ma anche da sezioni dialogate tra attori e corifeo; Agone : contesa verbale tra due personaggi con il coro nel ruolo di moderatore. Parabasi : sfilata del coro, che si rivolge direttamente al pubblico con battute e invettive. Episodi : brevi scene comiche di tipo farsesco. Χορικά : parti cantate, eseguite dal coro.
κῶμος : corteo finale che accompagna l’uscita di scena del coro e degli attori. Risulta difficile ricostruire in modo definitivo lo sviluppo di questi elementi. Lo stesso Aristotele, ammetteva di non saper risalire con esattezza alla genesi della commedia e delle sue parti. Nello stesso passo inoltre, egli contesta l’abitudine di far derivare κωμω̢δία da κῶμη (villaggio) e non da κῶμος (festa).
E’ possibile suddividere la produzione poetica di Aristofane in tre parti:
Acarnesi (Αχαρνεῖς): Diceopoli cerca alleati per sostenere la sua proposta di tregua. Dopo essersi recato da Euripide, pronuncia un’orazione per smascherare la logica sottesa alla guerra. In favore di questa gli Acarnesi chiamano a parlare lo stretego Lamaco. La commedia sfocia in una vivace polemica nella quale si discute anche l’organizzazione di Atene. Cavalieri (Ιππεῖς): Due servi di Demo lamentano la situazione in cui versa la città a causa di uno schiavo (Cleone) che si è guadagnato la simpatia del padrone con l’adulazione. Un oracolo rivela che per sbarazzarsi di lui è necessario trovare un salsicciaio che ne prenda il posto. Il prescelto è Agoracrito, sostenuto dai cavalieri e dai cittadini onesti. Il salsicciaio si scontra varie volte con Cleone, ma la vittoria ricade su Agoracito, confermando la profezia.