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Arti figurative dello sport, Dispense di Storia Dello Sport

Arti figurative dello sport, materiale preso dalle dispense del professore Massimo Tommaso Guastella

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 08/12/2025

francesco-faggiano
francesco-faggiano 🇮🇹

5 documenti

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Lezione 8 (25/10/2023)
Le guerre, a partire dal ‘500, non avvengono più solamente per scontro tra lance e spade. L’evoluzione
tecnologica ha inventato le armi da fuoco: i primi cannoni e archibugi -> non c’è bisogno di andare alla
carica perché, da lontano non lanciano più la freccia, ma sparano dei pallettoni. Il torneo rimane così uno
sport, una tradizione, poiché in guerra ormai si fanno altri tipi di scontri con altre armi.
Non c’è una continuità filologica (culturale, stilistica, comportamentale) tra l’esperienza dell’antico e l’arte
medievale, anzi quasi tutte le attività ludiche e non sportive del Medioevo sono distanti dalla pratica
sportiva degli antichi greci. In qualche caso ci sono degli elementi che hanno a che fare con le esperienze
romane, soprattutto a livello di spettacolo (destrezza di muoversi a cavallo).
Il concorso del 1401 per il battistero di Firenze vede partecipanti Lorenzo Ghiberti e Brunelleschi (l’artista a
cui si accredita l’inizio del Rinascimento). Durante l’età moderna nasce la prospettiva, che prevede lo spazio
percettivo come se fosse fittiziamente tridimensionale per via del punto di fuga. È una visione monoscopica
-> dipende da un unico punto di vista consentendo agli artisti di mettere le figure in primo piano, in secondo
piano, in terzo piano
Cavaliere in tenuta da torneo, incisione, Milano, Raccolta Bertarelli
Immagine legata al XVI secolo. Notiamo appesi gli armamenti del cavaliere, che
generalmente utilizza.
Attribuito al Maestro Venceslao, Il ciclo dei mesi, affresco, fine XIV inizio XV
sec., particolare mese di gennaio Gioco delle bocce, Trento, Castello del
Buonconsiglio
Se si escludono le attività connesse alla guerra o all'uso delle armi, la pratica
sportiva non ricopri un ruolo sociale di particolare importanza. Tale dimensione
della vita è in buona parte trascurata e di conseguenza anche l'aspetto
iconografico del tema. Salvo per raffigurazioni, come il “gioco delle bocce”,
anche se a gennaio, sono “lanci di palle di neve. Si tratta di un momento di
svago.
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Lezione 8 (25/10/2023) Le guerre , a partire dal ‘500, non avvengono più solamente per scontro tra lance e spade. L’ evoluzione tecnologica ha inventato le armi da fuoco : i primi cannoni e archibugi - > non c’è bisogno di andare alla carica perché, da lontano non lanciano più la freccia, ma sparano dei pallettoni. Il torneo rimane così uno sport, una tradizione, poiché in guerra ormai si fanno altri tipi di scontri con altre armi. Non c’è una continuità filologica (culturale, stilistica, comportamentale) tra l’esperienza dell’antico e l’arte medievale, anzi quasi tutte le attività ludiche e non sportive del Medioevo sono distanti dalla pratica sportiva degli antichi greci. In qualche caso ci sono degli elementi che hanno a che fare con le esperienze romane, soprattutto a livello di spettacolo (destrezza di muoversi a cavallo). Il concorso del 1401 per il battistero di Firenze vede partecipanti Lorenzo Ghiberti e Brunelleschi (l’artista a cui si accredita l’inizio del Rinascimento). Durante l’ età moderna nasce la prospettiva, che prevede lo spazio percettivo come se fosse fittiziamente tridimensionale per via del punto di fuga. È una visione monoscopica

  • dipende da un unico punto di vista consentendo agli artisti di mettere le figure in primo piano , in secondo piano , in terzo pianoCavaliere in tenuta da torneo , incisione, Milano, Raccolta Bertarelli Immagine legata al XVI secolo. Notiamo appesi gli armamenti del cavaliere, che generalmente utilizza. Attribuito al Maestro Venceslao, Il ciclo dei mesi , affresco, fine XIV inizio XV sec., particolare mese di gennaio Gioco delle bocce, Trento, Castello del Buonconsiglio Se si escludono le attività connesse alla guerra o all'uso delle armi, la pratica sportiva non ricopri un ruolo sociale di particolare importanza. Tale dimensione della vita è in buona parte trascurata e di conseguenza anche l'aspetto iconografico del tema. Salvo per raffigurazioni , come il “ gioco delle bocce” , anche se a gennaio, sono “ lanci di palle di neve ”. Si tratta di un momento di svago.

Attribuito al Maestro Venceslao, Il ciclo dei mesi , affresco, fine XIV inizio XV sec., gennaio particolare della caccia, Trento, Castello del Buonconsiglio Nel fluire del tempo e dei mesi, le diverse attività sono raffigurate con grande realismo: l' aratura , la vendemmia , la semina e la raccolta della legna così come i giochi all'aperto , i tornei , le passeggiate e la caccia. Attribuito al Maestro Venceslao, Il ciclo dei mesi , affresco, fine XIV inizio XV sec., febbraio il torneo, Trento, Castello del Buonconsiglio Immagine dove il sole è già un po’ più caldo. Benozzo Gozzoli, affresco, 1459-62, Firenze, Palazzo Medici Riccardi Ci mostra un corteo, delle famiglie più in vista di Firenze, che si reca in maniera organizzata a fare la caccia, rincorrendo l’animale con i cani da caccia e le lance pronte a colpirlo. Attività di tempo libero ( pseudo- sportiva ) che incarna un ideale sportivo del tempo. Antonio Tempesta, Scena di caccia al toro , XVI sec., acquaforte (tecnica di incisione destinata alla stampa dove l'artista deve riportare su una lastra metallica, generalmente in rame o zinco, ricoperta da uno strato di cera (o vernice) il disegno, incidendo la superficie con una punta d'acciaio, asportando la cera e scoprendo così il metallo) , Napoli, Certosa di S. Martino Caccia di animali allo stato brado che ricorda le esperienze di intrattenimento dei quadri rustici al Palazzo di Siena. Viene rappresentata una caccia al toro, dove i due cavalieri con le spade feriscono l’animale, mentre un cane è stato da ausilio per rintracciare ed inseguire l’animale (lo sta azzannando) e l’altro è capitato sotto gli zoccoli delle zampe della bestia, subendone le conseguenze. Così si passava il tempo libero. Le incisioni sono multiple - > non c’è un solo originale!!!

Maestro dei giochi Borromeo, Gioco della palla, Milano, Palazzo Borromeo. Particolare Con il Rinascimento riaffiora lo sport inteso come passatempo e gioco. Tra questi il gioco della palla, che ebbe larghissima diffusione da quegli anni in poi e fu praticato anche dalle dame. Questo particolare fa parte di un ciclo di affreschi datati al 1450 circa. La dama utilizza una mazza per colpire una palla (sfera di cuoio riempita da strofinacci) verso un gruppo di fanciulle che cercano di raccoglierla in grembo. Questo gioco di corte femminile ci mostra l’ipotesi del baseball o del cricket. Artista francese, Gioco della pallamaglio , miniatura da «Le libre d’heures de la duchesse de Bourgogne», Chantilly, Museo Condè, datato circa 1460 o 1477 Il gioco (probabilmente originario di Napoli) prevedeva l'utilizzo di una palla di più grandi dimensioni (generalmente in legno) che veniva spinta rasoterra tramite l'utilizzo di mazze dall' estremità ricurva e piatta (maglio), non troppo lontana dall'odierna mazza da golf. Lo scopo del gioco era quello di indirizzare la palla lungo un determinato percorso o in un buco. Il numero dei giocatori era così suddiviso: 1 contro 1, 4 contro 4, 6 contro 6 oppure 18 tutti contro tutti. Probabilmente era un gioco diffuso anche a livello popolare. Scuola dei Dossi, Gioco della palla con il bracciale , Ferrara, Castello Estense - > palazzo nobiliare (affresco) Questo gioco (‘400) prevedeva l'utilizzo di un bracciale in legno di noce, che si indossa sull’avambraccio, munito di sette cerchi contornati di denti o punte smussate , per un totale di 105 punte con il peso di circa 1/2 chili. La palla era formata da otto spicchi in pelle di manzo (cuoio) opportunamente conciata. Il campo di gioco misurava mediamente 80 metri in lunghezza e 16 metri in larghezza e può essere affiancato dal muro di ribattuta, alto intorno ai 16 - 18 metri. In un campo con muro di appoggio giocano tre giocatori per ciascuna squadra, denominati battitore , spalla e terzino ; mentre nei campi senza muro di appoggio, definiti campi alla lizza , quattro atleti formano ciascuna squadra (con un terzino in più ). Ancora adesso c’è qualcuno che pratica questo gioco. Era uno sport molto seguito nell’età moderna. Ognuno manteneva gli indumenti abituali addosso, altri invece per sentirsi più liberi si denudavano. Sport quasi di incontro organizzato in maniera sistematica nelle strade. Vennero poi costruiti degli stadi apposta per praticare questi tipi di sport. L’ età moderna introduce alla contemporaneità.

Adriaen Van de Venne, Pallone con bracciale davanti a un castello alla campagna , 1614, olio su tela, 16,5x22,9, Los Angeles, Getty Center Il pallone con il bracciale fu lo spettacolo atletico più apprezzato in Italia fino agli inizi del Novecento, tanto che nel 1821 Giacomo Leopardi dedicò all'atleta Carlo Dimini un testo dal titolo “A un vincitore nel pallone”. Gliene fa un elogio, affiancandolo nei versi a delle figure mitologiche, per raccontare la sua virtù in quanto vincitore del gioco. Quante più figure incontriamo nell’affresco, tanto più pensiamo quanto quello sport fosse praticato in quegli anni, perché faceva parte della quotidianità e della cultura di quel momento. Scuola dei Dossi (Settevecchi e Bastianino), Gioco con la palla , Ferrara, Castello Estense Soule è un antico sport di squadra. Originario della Normandia e Piccardia questo gioco, alquanto violento, fu praticato molto in Francia. La soule non aveva regole precise svolgendosi su spazi enormi che comprendevano interi villaggi e paesi; ogni squadra poteva consistere pure di 200 giocatori che dovevano portare un pallone di cuoio (sfera non molto elastica) in una determinata meta, che poteva essere un muro distante molti chilometri dal luogo dove iniziava la partita o una porta (costituita da un cerchio, come nel caso dell'immagine proposta) e per bloccare gli avversari si praticava una sorta di lotta. Le partite potevano durare giorni interi se la meta non era raggiunta. Questo gioco rimanda al rugby. I giochi con la palla sollecitano l’ agonismo. Scuola dei Dossi (Bastianino), Gioco degli otri ; Gare di equilibrio , Ferrara, Castello Nello stesso ciclo di affreschi , si trova un’altra rappresentazione dedicata alla figura dell'atleta. Accompagnati dal flauto, una decina di atleti nudi cercano di mantenersi in equilibrio sopra otri (recipienti di pelle di capra conciata e cucita, usati nell'antichità e ancor oggi da popolazioni primitive, per contenere e trasportare liquidi) cosparsi di grasso o di olio e rigonfi, avendo le mani occupate. Il piede non riusciva a stare fisso sull’otre per via dell’olio. « Il salto su otri con altieri è più complesso » (CAPOROSSI, Gioco e tempo nell’” Appartamento dello specchio ”, «Ludica», 8, 2002, p. 102). Gioco che ebbe una diffusione minore rispetto, ad esempio, a quello del bracciale o a quelli di tradizione classica. Aveva un’origine ellenica e prevedeva abilità non comuni. Delle volte era anche un po’ ridicolo per via delle cadute che si potevano fare.