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I Giochi Panatenaici o Panatenee erano la più importante festa religiosa e civile dell’antica Atene. Istituite secondo la tradizione da Teseo e celebrate in onore di Atena Poliade nel mese di ecatombeone (all’incirca luglio). A queste festività potevano partecipare tutti i cittadini liberi, comprese le donne. Tradizionalmente furono istituite da Erittonio o da Teseo ,le versioni sono discordanti,nel 566 a.C. vennero riorganizzate da Pisistrato. Le Panatenee, per volere di Pisistrato, ebbero luogo in due diverse forme: le Grandi Panatenee, ogni quattro anni, e le Piccole Panatenee, con cadenza biennale. Le prime avevano una durata di nove giorni: i primi tre giorni erano riservati agli agoni musicali e letterarie; nei restanti giorni,invece,si disputavano le gare ginniche. I Giochi Panatenaici consistevano in delle gare sportive a partecipazione libera: la gara di maggior rilievo era,senza ombra di dubbio, la corsa dei carri. Molti dei giochi tradizionali,però, erano riservati ai soli cittadini ateniesi: la corsa con le fiaccole, che si svolgeva lungo il tratto di strada che collegava il Pireo con l’ acropoli di Atene. I premi, riservati ai vincitori degli agoni, consistevano in delle anfore di olio proveniente dagli uliveti sacri. Nel settimo giorno, invece, si svolgevano le danze pirriche, accompagnate dalla musica dei flauti, simulavano un attacco in armi. Alla sera si svolgeva una lampadedromia, una gara di corsa notturna, illuminata dalle torce. Al mattino dell’ottavo giorno partiva la processione cittadina che dal Kerameikos saliva verso l’Acropoli, il cui scopo era quello di portare ad Atena un nuovo peplo. Alla statua della dea veniva fatto indossare il nuovo peplo, ove erano ricamati episodi della Gigantomachia. Il peplo era di lana gialla ricamato con fili d’oro, nel corso dei quattro anni, dalle fanciulle di famiglia aristocratica, di età compresa tra i sette e gli undici anni. Con tale peplo veniva rivestita la statua lignea di Atena, che la tradizione diceva essere caduta dal cielo e che veniva conservata nell’Eretteo, una specie di cappella votiva. Il termine della processione era sancito dal sacrificio di oltre cento animali, la cui carne era distribuita alla cittadinanza.Il nono giorno era dedicato a una gara navale.
Come già sottolineato nel punto precedente le gare si dividevano in gare aperte a tutti: Pugilato Lotta
Pancrazio: è un antico sport da combattimento faceva parte dell'atletica pesante di origine greca e consisteva in un misto di lotta e pugilato. Un combattimento era dichiarato terminato quando l'avversario era immobilizzato e impossibilitato a muoversi. l’ etimologia della parola deriverebbe da παγκράτιον, pankrátion , è l'unione di due termini, Pan , tutto e Kratos , potenza; il significato di questo legame è proprio "onnipotenza", (e non come viene spesso erroneamente tradotto: "tutta-forza"). Alla lotta e al pancrazio venivano attribuite origini mitologiche e divine: si diceva che Teseo, l'eroe vincitore del Minotauro, l'avesse insegnata agli uomini dopo averla appresa dalla dea Atena Pentathlon: una gara che si articola su cinque discipline diverse: stadion (una gara di velocità),salto in lungo, lancio del giavellotto,lancio del disco,lotta La corsa dei carri Vi erano specialità riservate ai soli cittadini ateniesi: Una corsa da disputarsi reggendo una fiaccola che andava dal Pireo all’ Acropoli Delle simulazioni di combattimenti tra opliti e cavalieri il lancio del giavellotto da cavallo Apobatie, delle gare tra carri nelle quali il guidatore doveva saltare giù dal carro, corrergli affianco e balzare nuovamente a bordo Le Pirriche, che probabilmente consistevano in esercitazioni militari effettuate con un accompagnamento musicale L'Evandria, che era essenzialmente una gara di bellezza tra gli atleti.
La pittura vascolare era la pittura realizzata dai Greci sui vasi in terracotta. La terracotta era modellata dai ceramisti greci. Questi incidevano con particolari strumenti le figure e il ceramografi decoravano il vaso. Spesso infatti nei vasi greci troviamo la doppia firma del ceramista incisore e del ceramografo. Le varie fasi della lavorazione della ceramica. La ceramica inizialmente era lavorata al tornio,un disco montato su un perno che veniva fatto girare dal ceramista mentre questi sagoma l’ argilla con le mani. La cottura avveniva nella fornace seguendo la seguenti fasi: foro di tiraggio aperto : si ottiene un vaso impermeabile e di colore rosso brillante forno chiuso: il monossido di carbonio satura: decorazione e vaso diventano neri foro di tiraggio riaperto. L’argilla porosa del fondo assorbe l'ossigeno e così facendo torna rossa e brillante, la vernice invece resta nera.
Denominazione: Anfora di tipo Panatenaico con coperchio Autore: Pittore di Antimenes Provenienza:Vulci Datazione:530-510 a.c Dimensioni:Altezza: 52,2; altezza con coperchio 57; diametro orlo 18, Luogo di conservazione: Roma-ETRU( museo nazionale etrusco) Tipologia e descrizione:Su un lato dell’anfora, fra due colonne che sorreggono dei galli, la dea Atena avanza verso sinistra brandendo una lancia. Il Iato opposto mostra due pugili in combattimento, alla presenza di un compagno e del giudice di gara, il quale è ammantato e impugna un’asta. Gli atleti hanno una folta barba, sembrano aver superato la prima giovinezza e indossano delle protezioni sulle mani.Il vaso, è chiaramente ispirato alle anfore panatenaiche ma ha una forma leggermente diversa (il collo è più largo e il piede meno affusolato), dimensioni minori ed è privo dell’iscrizione « ton Athenethen athlon » Immagine del vaso: Viene rappresentata una scena di pugilato
Lato n. Lato n 2 Denominazione: Anfora da premio panatenaica in terracotta Autore: Il Pittore di Eufileto Provenienza: Vulci Datazione:530 a.c circa Dimensioni: 62.2cm d’ altezza Luogo di conservazione:The Metropolitan Museum of Art-New York
Autore:Pittore di Eucharides Provenienza:Vulci Datazione:490 a.c Dimensioni: altezza 66.7cm; diametro della bocca 18,7 cm diametro del piede 14,5 cm Luogo di conservazione:The Metropolitan Museum of Art -New York Tipologia e descrizione:Anfora panatenaica a figure nere attribuita Un doppio fregio di palmette corre lungo tutta la circonferenza del collo, mentre la parte superiore della spalla è bordata da un motivo a linguette alternativamente rosse e nere. Sul secondo lato è rappresentata la dea Atena in armi, che incede verso sinistra brandendo la lancia e lo scudo decorato con un serpente sovradipinto in bianco. Inquadrano la dea due colonne doriche sormontate da galli. Lungo la colonna di sinistra si sviluppa verticalmente l’iscrizione “τον Αθενεθεν αθλον” ([ io sono ] delle gare di Atene ). Sul primo lato , sono rappresentati due giovani in sella ai propri destrieri con frustino in mano impegnati in una corsa di cavalli, agone per il quale l’anfora stessa doveva costituire il premio. Un motivo a denti di lupo diparte dal piede Immagine del vaso: rappresentazione della corsa dei cavalli Lato n
Lato n 2 Denominazione: Anfora da premio panatenaica in terracotta Autore: Kittos Provenienza:Taucheria Datazione:365 a.C.-360 a.C. Dimensioni:altezza: 71,40 centimetri,peso: peso: 7 chilogrammi, larghezza: 36 centimetri Luogo di conservazione: The British Museum-Londra Tipologia e descrizione: Per questo vaso è stata utilizzata la tecnica delle figure nere su sfondo rosso. Nel primo lato troviamo due atleti nudi impegnati nel pancration (lotta): quello di sinistra ha la testa dell'altro nel braccio sinistro, e sta per colpirlo con la mano destra; l'altro cerca di liberarsi premendo la mano sinistra contro la fronte del primo e respingendo il suo colpo con la mano destra. A destra c'è un paidotribes (allenatore), o ephedros , che guarda, nudo e senza barba, con la mano sinistra sulla coscia, la destra tesa; a sinistra un brabeus (giudice) a destra, barbuto, con una ghirlanda di ulivi e himation sugli arti inferiori, nella mano destra un ramo di palma. Immagine del vaso: Anfora con scena di pancrazio
Lato n. Denominazione: Anfora da premio panatenaica in terracotta Autore:Pittore di Berlino Provenienza:Spinz Datazione:480-470 a.C. Dimensioni: altezza 60 cm Luogo di conservazione:Ferrara, Museo Archeologico Nazionale Tipologia e descrizione La tecnica utilizzata per questo vaso è figure nere su sfondo rosso. Nel secondo lato vi è Atena armata tra coppie di colonne sormontate ciascuna da un gallo. Lungo la colonna di sinistra si legge “sono io” dei giochi di Atena. Nel primo lato le corse di quadrighe nelle gare panatenaiche Immagine del vaso: corse quadrighe