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Assertività e Training Assertivo: Guida alla Comunicazione Efficace, Dispense di Psicologia Generale

Riassunto Assertività e Training Assertivo

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 18/06/2019

Aurelia.Spatola
Aurelia.Spatola 🇮🇹

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3 documenti

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Assertività e training assertivo
Capitolo 1
il comportamento assertivo si esprime attraverso la capacità di utilizzare lo stile
relazionale e la modalità di comunicazione più adeguati al contesto e all’obiettivo per
cui ci si sta relazionando con l’interlocutore. OBIETTIVO: ridurre le componenti
aggressive e passive coltivando una relazione equa con l’altro; quindi migliorare le
relazioni sociali in quei contesti in cui la relazione sia conflittuale o in cui le esigenze
proprie o altrui siano in contrasto.
Quando non si riesce ad adottare uno stile assertivo:
COMPORTAMENTO PASSIVO_ incapaci di esprimere le proprie opinioni, si
teme il giudizio degli altri, ci si sottomette al volere altrui. L’obiettivo è evitare
ogni possibile conflitto, ridurre l’ansia di esporsi, rimandare le decisioni.
COMPORTAMENTO AGGRESSIVO_ tipico di quando si tenta di soddisfare
unicamente i propri bisogni prevaricando gli altri, si ritiene di essre sempre nel
giusto, si è irrimovibili rispetto le priprie posizioni. L’obiettivo è averla vinta
a tutti i costi.
Esistono anche comportamenti: AGGRESSIVO-PASSIVO, PASSIVO-
AGGRESSIVO, MANIPOLATIVO.
I diritti assertivi: diritto di essere se stessi, diritto di avere bisogni e necessità,
diritto di dire no senza sentirsi in colpa…
L’autostima: è basata sulla combinazione di: informazioni oggettive riguardo se
stessi, valutazione soggettiva di quelle informazioni, è il rapporto di: come ci
vediamo e come vorremmo essere. I problemi di Autostima nascono quando: vi è
una elevata discrepanza tra i 2. Una buona autostima favorisce il rispetto per se e
per gli altri e incoraggia un comportamento assertivo, inoltre permette che la
persona si senta accettata per quello che è ritenendo appropriato esprimere i
propri pensieri emozioni e bisogni.
Capitolo 2
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Assertività e training assertivo

Capitolo 1

il comportamento assertivo si esprime attraverso la capacità di utilizzare lo stile relazionale e la modalità di comunicazione più adeguati al contesto e all’obiettivo per cui ci si sta relazionando con l’interlocutore. OBIETTIVO: ridurre le componenti aggressive e passive coltivando una relazione equa con l’altro; quindi migliorare le relazioni sociali in quei contesti in cui la relazione sia conflittuale o in cui le esigenze proprie o altrui siano in contrasto.

Quando non si riesce ad adottare uno stile assertivo:

▲ COMPORTAMENTO PASSIVO_ incapaci di esprimere le proprie opinioni, si teme il giudizio degli altri, ci si sottomette al volere altrui. L’obiettivo è evitare ogni possibile conflitto, ridurre l’ansia di esporsi, rimandare le decisioni.

▲ COMPORTAMENTO AGGRESSIVO_ tipico di quando si tenta di soddisfare unicamente i propri bisogni prevaricando gli altri, si ritiene di essre sempre nel giusto, si è irrimovibili rispetto le priprie posizioni. L’obiettivo è averla vinta a tutti i costi.

▲ Esistono anche comportamenti: AGGRESSIVO-PASSIVO, PASSIVO- AGGRESSIVO, MANIPOLATIVO. I diritti assertivi: diritto di essere se stessi, diritto di avere bisogni e necessità, diritto di dire no senza sentirsi in colpa…

L’autostima: è basata sulla combinazione di: informazioni oggettive riguardo se stessi, valutazione soggettiva di quelle informazioni, è il rapporto di: come ci vediamo e come vorremmo essere. I problemi di Autostima nascono quando: vi è una elevata discrepanza tra i 2. Una buona autostima favorisce il rispetto per se e per gli altri e incoraggia un comportamento assertivo, inoltre permette che la persona si senta accettata per quello che è ritenendo appropriato esprimere i propri pensieri emozioni e bisogni.

Capitolo 2

Secondo la psicologia cognitive esiste una interconnessione tra le nostre emozioni/ comportamenti e i n ostri pensieri tanto da determinare il nostro modo di interpretare la realtà opinioni, idee ecc. Per acquisire uno stile assertivo è fondamentale apprendere la capacità di riconoscere e gestire i pensieri disfunzionali nostri e degli altri. PENSIERI DISFUNZIONALI O IRRAZIONALI: credenze e convinzioni, organizzazioni cognitive che non sono funzionali al nostro benessere, poco realistico e non aderenti con la realtà. Ognuno di noi ha un filtro interpretativo che collega concetti principi idee in modo da influenzarsi reciprocamente. Le principali caratteristiche di questa forma di pensiero sono: l’assolutismo, il dogmatismo, il catastrofismo, l’insopportabilità, l’accusa, la colpa, la condanna. ( ved. Scheda pag 34-35)

Ristrutturazione Cognitiva: i pensieri disfunzionali uno volta fatti emergere ed evidenziati possono essere messi in discussione e trasformati. Domande che possono aiutare a ristrutturare i pensieri nella direzione di un maggior Realismo , veridicità , stimolo verso una responsabilità individuale, utilità rispetto al raggiungimento degli scopi, del benessere che dei comportamenti che si dovrebbero avere. Domande che aiutano a ristrutturare i pensieri: è vero quello che penso? Quali sono le prove che quello che ho pensato sia effettivamente corrispondente con la realtà? Questo mio modo di pensare mi aiuta a ottenetre ciò che desidero? Pensarla così mi aiuta? Data la situazione cosa posso fare io? Cosa posso avere fatto io che ha influenzato il crearsi di questa situazione?

Distorsioni cognitive: le modalità di ragionamento che non seguono la logica e sono per tutti noi all’ordine del giorno e neanche ce ne rendiamo conto, a volte utilizzate perché utili e ci fanno risparmiare tempo. si tratta di errori cognitivi che si trovano alla base o conseguono i comportamenti aggressivi o passivi. Back e Ellis, fondatori del cognitivismo, hanno individuato alcune particolari distorsioni: inferenza arbitraria, astrazione selettiva, eccessiva generalizzazione, ingigantire/ minimizzare, lettura del pensiero, pensiero assolutistico/dicotomico, anticipazione negativa o catastrofizzazione, personalizzazione.

Contenuti e strategie tecniche di un Training Assertivo

Strategie generali di base che vengono usate dai conduttori nei training assertivi:

  • Analisi di alcuni problemi specifici, es. difficoltà nell’autoaffermazione, raggiungimento dei propri obiettivi. Una tecnica utile è ABC che permette di sollecitare i partecipanti a lavorare su situazioni che comportano loro un certo disagio. Situazione(A) Pensieri e interpretazioni sulla situazione (B) reazioni emotive e comportamentali (C) come mi sono sentito e cosa ho fatto cosa avrei voluto fare di diverso cosa mi avrebbe aiutato a fare quello che desidero.
  • La messa a fuoco delle alternative desiderate_ capire cosa di diverso avrebbe dovuto fare, dire o provare quella persona e cos avrebbe aiutato a comportarsi e sentirsi diversamente. È importante focalizzare l’attenzione su cosa lui vorrebbe accadesse che dipenda da lui, provare a modificare quanto è in suo potere cambiare.
  • Lo sperimentare soluzioni_ sollecitando il cliente/paziente e tutto il gruppo si cercano nuovi comportamenti e modi di relazionarsi che siano più utili al raggiungimento dell’obiettivo nel rispetto del sé e dell’altro e coerentemente con il contesto “le regole di casa”. Le diverse soluzioni vengono provate attraverso simulate e rappresentazioni.
  • Altre possibili strategie da utilizzare anche con bambini e ragazzi: lavori di gruppo, apprendimento vicario, simulate e role Playing, giochi, autofeedback, condividere informazioni, ristrutturazione cognitiva, accento sulla responsabilità individuale, compiti, verifiche. Strategie e tecniche comunicative assertive
  • Presentare il proprio punto di vista
  • Manifestare il proprio disaccordo
  • Are una richiesta
  • (^) Rifiutare una richiesta
  • Gestire un conflitto
  • Fare dei complimenti
  • Ricevere complimenti La comunicazione assertiva verbale contiene:
  • Frasi in prima persona( io, per me,)
  • Verbi del tipo “io penso, io credo, io voglio, mi aspetto.”
  • Frasi di supporto apertura alla collaborazione “ cosa ne pensi? tu come la vedi?”
  • Frasi cooperative che includono il noi
  • Fatti che parlano di fatti reali e non di intenzioni presunte.
  • Critiche dirette ai comportamenti e non alle persone
  • Critiche ad avvenimenti, chiare e legate a fatti.

Tecniche che è possibile imparare : Disco rotto, annebbiamento, affermazione o negazione, indagine negativa, messaggi in prima persona, problem solving.