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Assertività ed Emozioni: Guida Pratica per l'Autostima e la Comunicazione Efficace, Appunti di Psicologia Della Formazione E Dell'orientamento

riassunto assertività ed amozioni

Tipologia: Appunti

2018/2019
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Caricato il 09/05/2019

francesco98picci
francesco98picci 🇮🇹

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ASSERTIVITA' ED EMOZIONI
1 - LA LIBERTA' DI ESSERE SE STESSI
Ogni volta che di fronte ad una difficoltà tendiamo a scaricare la colpa sul mondo esterno, trovando
un capro espiatorio stiamo in realtà occultando le nostre mancanze. Siamo noi i responsabili del
nostro malessere o benessere.
Tale ottimismo non deve risolversi in un processo di negazione della realtà esterna ma deve
concretizzarsi in uno sforzo di comprensione.
Passività ed aggressività sono due facce della stessa medaglia in entrambi i casi e presente una
disistime di se.
Nel superare le difficoltà bisogna agire per, e non contro, ovvero affermare se stessi per essere se
stessi.
Chi subisce gli altri è allo stesso tempo vittima e carnefice: infatti rimanendo sottomesso all'altro
senza affermare la propria identità si finisce per causare male a se stessi.
L'aggressione è l'energia che precede ogni inizio: la rabbia, la violenza e l'aggressività fanno
parte della natura dell'uomo (la nascita può essere vista come un atto impetuoso e violento).
Nella nostra società sono sempre più presenti forme di repressione del principio dell'ad-gredi,
inteso come principio dell'avvicinarsi con determinazione verso qualcuno, del lottare per entrare in
relazione. Questo causa una tiepidezza irresponsabile che sfocia in un atteggiamento vittimistico.
L'eliminazione del principio aggressivo di Marte nel mondo porta ad innegabili disastri,
causando un buonismo di facciata.
Se l'aggressività viene riconosciuta ed agita nelle sue forme necessarie ed essenziali non è
pericolosa.
Esiste un aggressività costruttiva indispensabile per lo sviluppo umano per mantenerci integri nel
nostro diritto di esistere.
Esiste un aggressività distruttiva espressa nella forma dell'eteroaggressione e dell'autoaggressione.
L'aggressività infatti può essere espressa sia contro il mondo esterno quindi gli altri ma anche
contro noi stessi.
La repressione della rabbia causa un debito di anassertività che porterà quest'ultima ad esprimersi
in maniera più violenta e distruttiva di come era inizialmente.
Un esempio di anassertività e la persona troppo normale la quale non si pone mai interrogativi,
non ha quindi una mente pensante ma ragiona solamente secondo schemi fattuali e concreti, perciò
è molto difficile aiutare e lavorare con una persona di questo tipo che non si pone domande
esistenziali ma si lascia subire e si adatta alle richieste del mondo sociale.
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ASSERTIVITA' ED EMOZIONI

1 - LA LIBERTA' DI ESSERE SE STESSI

Ogni volta che di fronte ad una difficoltà tendiamo a scaricare la colpa sul mondo esterno, trovando un capro espiatorio stiamo in realtà occultando le nostre mancanze. Siamo noi i responsabili del nostro malessere o benessere. Tale ottimismo non deve risolversi in un processo di negazione della realtà esterna ma deve concretizzarsi in uno sforzo di comprensione. Passività ed aggressività sono due facce della stessa medaglia in entrambi i casi e presente una disistime di se. Nel superare le difficoltà bisogna agire per, e non contro, ovvero affermare se stessi per essere se stessi. Chi subisce gli altri è allo stesso tempo vittima e carnefice : infatti rimanendo sottomesso all'altro senza affermare la propria identità si finisce per causare male a se stessi. L'aggressione è l'energia che precede ogni inizio: la rabbia, la violenza e l'aggressività fanno parte della natura dell'uomo (la nascita può essere vista come un atto impetuoso e violento). Nella nostra società sono sempre più presenti forme di repressione del principio dell' ad-gredi, inteso come principio dell'avvicinarsi con determinazione verso qualcuno, del lottare per entrare in relazione. Questo causa una tiepidezza irresponsabile che sfocia in un atteggiamento vittimistico. L'eliminazione del principio aggressivo di Marte nel mondo porta ad innegabili disastri, causando un buonismo di facciata. Se l'aggressività viene riconosciuta ed agita nelle sue forme necessarie ed essenziali non è pericolosa. Esiste un aggressività costruttiva indispensabile per lo sviluppo umano per mantenerci integri nel nostro diritto di esistere. Esiste un aggressività distruttiva espressa nella forma dell'eteroaggressione e dell'autoaggressione. L'aggressività infatti può essere espressa sia contro il mondo esterno quindi gli altri ma anche contro noi stessi. La repressione della rabbia causa un debito di anassertività che porterà quest'ultima ad esprimersi in maniera più violenta e distruttiva di come era inizialmente. Un esempio di anassertività e la persona troppo normale la quale non si pone mai interrogativi, non ha quindi una mente pensante ma ragiona solamente secondo schemi fattuali e concreti, perciò è molto difficile aiutare e lavorare con una persona di questo tipo che non si pone domande esistenziali ma si lascia subire e si adatta alle richieste del mondo sociale.

2 - L'ASSERTIVITA'

Il termine assertività deriva dall'inglese to assert che in inglese all'origine significava mettere uno schiavo in libertà. Essere assertivi è infatti una condizione dell'essere liberi in cui siamo in grado di scegliere responsabilmente. Essere liberi non significa scioccamente fuggire da ogni vincolo ma essere in grado di riconoscere i propri valori e agire responsabilmente e con determinazione affinché si realizzino. Per essere assertivi e quindi liberi e perciò fondamentale essere in grado di prendere responsabilmente della scelte perciò è necessario avere coraggio e praticare il discernimento. Il coraggio è necessario in quanto ogni scelta da prendere comporta il rinunciare a qualcosa e addentrarsi in uno stato di insicurezza che ci fa paura. Il discernimento invece è una riflessione profonda su di se consiste nel mettersi in contatto con il proprio io più profondo, con le nostre emozioni e con i nostri conflitti interiori (maschere e ombre) per capire quali sono i nostri bisogni insoddisfatti e i desideri, per capire dove orientare la nostra scelta. La competenza assertiva promuove risorse e sviluppa capacità nei seguenti ambiti:

  • relazionale : migliora la comunicazione esprimendosi autenticamente
  • psicologico : permette di affrontare stati depressivi, d'ansia o paure
  • psicosomatico : l'espressione assertiva della rabbia ne contrasta la somatizzazione
  • professionale : facilità processi di valorizzazione delle risorse umane, negoziazione e leadership
  • spirituale : rafforza la volontà, acquisizione di uno stato di coerenza tra valori, intenzioni e azioni, permette l'autodeterminazione e la pratica di un percorso etico orientato all'autenticità 3 - I PREREQUISITI DELL'ASSERTIVITA' Diventare assertivi è un transitare da uno stato di alienità ad uno stato di autenticità. Se nello stato di alienità il mio vero se è alienato, assoggettato al mondo e alle altrui aspettative, nello stato di autenticità il soggetto sfugge alla condizione di dipendenza assoluta e individuandosi si determina nel mondo senza assoggetarsi. Diventare assertivi significa trovare la forza di volontà per affrancarsi dal bisogno infantile di dipendenza e protezione, e di assumere su di se l'inevitabile fatica di diventare adulto. Vi sono alcuni prerequisiti che caratterizzano l'essere assertivi: 1. la consapevolezza di se stessi la natura dell'assertività sta nella capacità di affermare se stessi e questo può avvenire solo se si ha consapevolezza di chi si è realmente e della propria identità. Essere assertivi implica

di dare consigli e di ostentare pregiudizi che potrebbero inibire le capacità dell'altro di risolvere autonomamente eventuali problemi.

2. Saper esprimere e condividere emozioni e sentimenti Le emozioni rappresentano una grande risorsa all'interno della relazioni umane, infatti permettono di esprimere la propria autenticità, condividere le proprie debolezze significa essere in grado di affrontare le difficoltà e la vergogna. Tuttavia è importante ricordare che le emozioni vanno inviati e non scaricate sull'altro. 3. Saper dissentire, rifiutare e dire di no La persona assertiva non è accondiscendente né oppositiva ma onesta e in grado di dichiarare cosa è disposta o no a fare. Imparare a dire “no” è importante per: tutelare i confini per non dissolvere la propria identità – mantenere la propria autostima – imparare ad essere veri ed autentici – mantenersi centrati sugli scopi che si intende raggiungere – aiutare gli altri a responsabilizzarsi - imparare ad essere persone stimate e rispettabili – mantenere la vita sotto la propria guida e prendere le decisioni nel momento opportuno – superare il trip narcisistico del sentirsi indispensabili – imparare a dire di si, se non sappiamo dire di no non siamo in grado di proferire un si pieno di desiderio e passione. 4. Saper ascoltare L'ascolto attivo è una dimensione dell'assertività, ascolto attivo significa: cogliere i messaggi impliciti dell'altro – mantenere la concentrazione su ciò che l'altro dice, senza interromperlo nel suo discorso – cercare motivi di interesse comune – cogliere in ogni frangente la positività dell'altro – abbassare la soglia della propria soggettività e trattenersi da reazioni emotive inadeguate. 5. Saper gestire i conflitti e negoziare La persona assertiva sa gestire i conflitti e sa negoziare ovvero trovare forme di accordo generativo che può essere ostacolato da pregiudizi sull'altro, conflitti apparenti, argomentazioni di superficie. Quando lo stato di conflitto permane probabilmente è presento un sentimento del potere a somma zero. La negoziazione assertiva non comporta l'elusione del conflitto ma al contrario necessita dell'insorgenza di quest'ultimo il quale però non rimane irrisolto ma si risolve in termini generativi e costruttivi. 6. Saper rischiare Rischiare significa entrare nel mondo delle ipotesi possibili, non significa vagabondare nell'ignoto ma avventurarsi verso nuove mete. Le resistenze che ostacolano il saper rischiare sono: l'eccesso di emotività – la carenza di emotività – l'eccesso di programmazione – la carenza di programmazione.

7. Saper criticare La critica permette di modificare comportamenti negativi e chiarire fraintendimenti, esistono critiche distruttive e critiche assertive o costruttive quest'ultime hanno le seguenti caratteristiche: offrono un punto di vista con il quale l'altro si può confrontare – sono rivolte al comportamento e non alla persona – non identificano l'altro come incapace e non lo sminuiscono – sono motivate (viene spiegato il perché della critica) – offrono alternative di comportamento. 8. Saper rispondere alle critiche Le persone anassertiva o aggressive sono suscettibili alle critiche, questo atteggiamento può dipendere dal desiderio di essere perfetti e di non commettere errori, dal bisogno eccessivo di amore e approvazione o dall'eccessiva dipendenza affettiva. Saper rispondere alle critiche tuttavia presuppone anche saper distinguere le critiche costruttive da quelle distruttive e di conseguenza sottrarsi ad esse quando sono del secondo tipo. 9. Saper offrire, chiedere, rifiutare apprezzamenti Ogni apprezzamento rappresenta un'unità di riconoscimento le quali sono importantissime per attribuirci un ruolo e un identità, perciò e giusto essere in grado nel momento oppurtuno di veicolare tali unità di riconoscimento positive. 10. Saper discernere, decidere e realizzare obiettivi concreti La persona asseriva è in grado di discernere, ovvero mettersi in contatto con il proprio io capire i propri limiti e i propri desideri e agire affinché questi si concretizzino. 5 – IMPARARE L'ASSERTIVITA' L'assertività non è una qualità innate infatti le skill assertive possono essere apprese. Per modificare certi comportamenti anassertivi è necessario modificare i pensieri automatici o convinzioni limitanti che vi sono connessi. L'anassertività infatti è il frutto di alcune convinzioni che si sono consolidate nella nostra infanzia. Essere assertivi significa assumersi le proprie responsabilità; essere assertivi, come abbiamo spiegato, significa essere liberi di fare delle scelte concrete ciò significa anche essere responsabili delle conseguenze di tale scelte. Ogni scelta di cambiamento può avvenire solo quando viene scelta in prima persona, perciò per diventare assertivi è necessario assumere la consapevolezza che siamo in gradi di agire diversamente in modo attivo e non passivo o reattivo. Tale consapevolezza coinvolge tre fondamentali direzioni: l'area delle emozioni, consiste nella consapevolezza e nel superamento delle emozioni parassitarie; l'area dei pensieri, processo di ristruttarazione cognitiva tramite il quale il soggetto modifica i propri comportamenti anassertivi a partire da un cambiamento dell'abituale

3. Dichiarare i propri obiettivi Dopo aver individuato le situazioni di maggiore difficoltà, definisci gli obiettivi che intendi raggiungere, fa in modo che tali obiettivi siano in funzione delle tue intenzioni e che siano sensibilmente basati. 4. Dialogare con la propria ombra In un processo di cambiamento è fondamentale diventare consapevoli della propria ombra. Attraverso la nostra maschera manifestiamo compiacenza e arrendevolezza, ma la nostra ombra ci dice che siamo famelici d'amore, bisognosi di protezione, arrabbiati e delusi. 5. Elaborare le emozioni parassitarie Superamento delle emozioni parassitarie, ossia di quelle emozioni che potrebbero ostacolare la messa in atto di skill assertive le principali sono ◦ Rabbia: la rabbia non deve essere espressa in modo eccessivo ma va compresa cercando le motivazioni che l'hanno generata ◦ Senso di colpa: autosvalutazione per qualcosa che non si è riusciti a realizzare al contrario del rimorso che induce ad assumersi la propria responsabilità il senso di colpa è autodistruttivo e invita la persona ad un atteggiamento di vittimismo e lamentela. ◦ Paura: necessaria per preservarci dalla sofferenza non deve però imprigionarci in una stato di stasi decisionale. Le emozioni parassitarie sono generate da pensieri irrazionali caratterizzati dall'ipergeneralizzazione, distorsione, pensiero bipolare, personalizzazione, ragionamento emotivo e pensieri assoluti. 6. Agire il cambiamento Dopo aver controllato le emozioni parassitarie e aver dichiarato i propri obiettivi avendo compreso i propri desideri, diritti e intenzioni è il momento di agire , è importante ricordare che il cambiamento deve essere sempre qualcosa di concreto e tangibile, sensorialmente basato.