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Bernini, Borromini e Caravaggio, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Cenni biografici su Bernini, Borromini e Caravaggio, le loro opere principali

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 15/11/2021

ilaria2491
ilaria2491 🇮🇹

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BERNINI
Grazie a lui nacque a Roma il
barocco
intorno agli anni 20. Fu uno scultore, architetto, pittore e urbanista;
nacque a Napoli e si trasferì a Roma, lavorando con suo padre Pietro come scultore. Era un cattolico
convinto e per lui la chiesa doveva manifestarsi al mondo attraverso le sue opere d'arte, per questo
ricevette l'approvazione della curia.
APOLLO E DAFNE
Scipione Borghese commissionò a Bernini svariate opere tra cui questa. Il Dio della musica Apollo è intento
a seguire la ninfa Dafne di cui è perdutamente innamorato ma non ricambiato. La posizione delle due figure
rappresenta il momento in cui lei si trasforma in alloro per sottrarsi all’abbraccio di Apollo che ha già la sua
mano nel fianco. La scultura è ovviamente di tema mitologico. La natura umana di Dafne viene a mancare
sempre di più: le mani divengono rami, i piedi invece radici e la pelle corteccia. L’innovazione è costituita
dal movimento che viene rappresentato nella scultura, ciò è tipico del Barocco. Dafne possiede il busto
inarcato, in quanto correva per scappare ed è sollevata, mentre Apollo poggia completamente la gamba
destra. La lavorazione del marmo è ben curata, levigata e lucidata, infatti fa trasparire bene tutti i dettagli.
CAPPELLA CORNARO
Il cardinale Federico Cornano incarico Bernini di progettare una cappella funeraria per la propria famiglia
nel transetto sinistro della chiesa di Santa Maria della vittoria a Roma. Abbiamo tre pareti allestite in
maniera scenografica, tipica del barocco. Nelle pareti laterali rappresenta in prospettiva la famiglia Cornaro
che parla e commenta come se fosse nella loggia di un teatro. Al centro invece troviamo L’ESTASI DI
SANTA TERESA, all’interno di una nicchia. La Santa qui è semi-distesa su una nuvola con gli occhi
socchiusi, la bocca semi aperta e le braccia abbandonate, troviamo poi il classico velo della religiosa e più
in alto un angelo che scopre il petto alla Santa pronto a trafiggerle il cuore con un dardo dorato, simbolo di
amore divino e qui la Santa va in estasi. La scultura è in marmo bianco e bronzo dorato.
BALDACCHINO DI SAN PIETRO
È il coronamento dell’altare della basilica Vaticana; per la sua realizzazione collaborerà con Borromini. I
due pensano ad una struttura con quattro colonne tortili in bronzo con decorazioni dorate; sotto le colonne
troviamo quattro basamenti in marmo, la colonna si completa con un capitello composito ed una porzione
di trabeazione che si congiunge con del bronzo che simula la stoffa. Queste quattro colonne alte 22 metri
rappresentano però un problema statico che viene risolto formando la colonna con tre rocchi sovrapposti
riempiti di calcestruzzo.
COLONNATO DI PIAZZA SAN PIETRO
È un intervento urbanistico su scala cittadino. La chiesa voleva riproporsi come nuova e quindi viene
rappresentata con due colonnati, ognuna con quattro colonne accoppiate a due a due. È uno spazio
completamente aperto con copertura. Le colonne hanno un andamento ellittico in stile dorico con sopra
delle statue ad ogni asse di colonne. Al centro della piazza troviamo un obelisco; da qui partono i
pellegrinaggi.
BORROMINI
Non fu italiano ma svizzero e nacque nell’attuale Canton Ticino. Nonostante du un geniale architetto non
godé degli stessi privilegi di Bernini, suo rivale poiché a differenza sua fu indipendente. Borromini è un
precursore della metodologia architettonica, usava le proiezioni ortogonali. Produce un’infinità di disegni
che bruciò prima di morire poiché temeva che venissero riutilizzati e per questo ne possediamo pochi.
SAN CARLO ALLE QUATTRO FONTANE
Borromini realizza per i Trinitari Scalzi la chiesa, il chiostro e il quarto (ala del dormitorio). L’edificio oggi è
noto come San Carlino. La chiesa è a pianta centrale di forma ellittica. Riuscì a risolvere il problema del
poco spazio della facciata alternando elementi concavi e convessi. Il chiostro si articola invece con colonne
binate se gittavate in stile dorico. Esso presenta il problema dell’angolo e decide di tagliarlo usando una
curva.
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BERNINI

Grazie a lui nacque a Roma il barocco intorno agli anni 20. Fu uno scultore, architetto, pittore e urbanista; nacque a Napoli e si trasferì a Roma, lavorando con suo padre Pietro come scultore. Era un cattolico convinto e per lui la chiesa doveva manifestarsi al mondo attraverso le sue opere d'arte, per questo ricevette l'approvazione della curia. APOLLO E DAFNE Scipione Borghese commissionò a Bernini svariate opere tra cui questa. Il Dio della musica Apollo è intento a seguire la ninfa Dafne di cui è perdutamente innamorato ma non ricambiato. La posizione delle due figure rappresenta il momento in cui lei si trasforma in alloro per sottrarsi all’abbraccio di Apollo che ha già la sua mano nel fianco. La scultura è ovviamente di tema mitologico. La natura umana di Dafne viene a mancare sempre di più: le mani divengono rami, i piedi invece radici e la pelle corteccia. L’innovazione è costituita dal movimento che viene rappresentato nella scultura, ciò è tipico del Barocco. Dafne possiede il busto inarcato, in quanto correva per scappare ed è sollevata, mentre Apollo poggia completamente la gamba destra. La lavorazione del marmo è ben curata, levigata e lucidata, infatti fa trasparire bene tutti i dettagli. CAPPELLA CORNARO Il cardinale Federico Cornano incarico Bernini di progettare una cappella funeraria per la propria famiglia nel transetto sinistro della chiesa di Santa Maria della vittoria a Roma. Abbiamo tre pareti allestite in maniera scenografica, tipica del barocco. Nelle pareti laterali rappresenta in prospettiva la famiglia Cornaro che parla e commenta come se fosse nella loggia di un teatro. Al centro invece troviamo L’ESTASI DI SANTA TERESA , all’interno di una nicchia. La Santa qui è semi-distesa su una nuvola con gli occhi socchiusi, la bocca semi aperta e le braccia abbandonate, troviamo poi il classico velo della religiosa e più in alto un angelo che scopre il petto alla Santa pronto a trafiggerle il cuore con un dardo dorato, simbolo di amore divino e qui la Santa va in estasi. La scultura è in marmo bianco e bronzo dorato. BALDACCHINO DI SAN PIETRO È il coronamento dell’altare della basilica Vaticana; per la sua realizzazione collaborerà con Borromini. I due pensano ad una struttura con quattro colonne tortili in bronzo con decorazioni dorate; sotto le colonne troviamo quattro basamenti in marmo, la colonna si completa con un capitello composito ed una porzione di trabeazione che si congiunge con del bronzo che simula la stoffa. Queste quattro colonne alte 22 metri rappresentano però un problema statico che viene risolto formando la colonna con tre rocchi sovrapposti riempiti di calcestruzzo. COLONNATO DI PIAZZA SAN PIETRO È un intervento urbanistico su scala cittadino. La chiesa voleva riproporsi come nuova e quindi viene rappresentata con due colonnati, ognuna con quattro colonne accoppiate a due a due. È uno spazio completamente aperto con copertura. Le colonne hanno un andamento ellittico in stile dorico con sopra delle statue ad ogni asse di colonne. Al centro della piazza troviamo un obelisco; da qui partono i pellegrinaggi.

BORROMINI

Non fu italiano ma svizzero e nacque nell’attuale Canton Ticino. Nonostante du un geniale architetto non godé degli stessi privilegi di Bernini, suo rivale poiché a differenza sua fu indipendente. Borromini è un precursore della metodologia architettonica, usava le proiezioni ortogonali. Produce un’infinità di disegni che bruciò prima di morire poiché temeva che venissero riutilizzati e per questo ne possediamo pochi. SAN CARLO ALLE QUATTRO FONTANE Borromini realizza per i Trinitari Scalzi la chiesa, il chiostro e il quarto (ala del dormitorio). L’edificio oggi è noto come San Carlino. La chiesa è a pianta centrale di forma ellittica. Riuscì a risolvere il problema del poco spazio della facciata alternando elementi concavi e convessi. Il chiostro si articola invece con colonne binate se gittavate in stile dorico. Esso presenta il problema dell’angolo e decide di tagliarlo usando una curva.

CARAVAGGIO

Nacque nel 1571 a Milano e morì giovane ed ucciso a causa del suo carattere. La sua formazione lombarda fu essenziale per lo sviluppo della sua pittura e da qui prese lo stile rivoluzionario e attento allo studio della natura e della luce. Si recò poi all’età di 24 anni a Roma per proseguire la sua arte. Nel primo periodo si concentra sui ritratti e con lui prende vita la natura morta. Generalmente utilizza il soggetto di un giovane ragazzo che viene però vestito di forma mitologica. BACCHINO MALATO Il giovane possiede una vista di profilo ed era un bacco, da qui infatti il nome dell’opera. Non possiede i vestiti del 600, bensì una veste bianca, mentre in testa possedeva una corona con i tralci della vite. Il fondo è monocromatico e quindi nulla importa se non il soggetto e fa si che la luce rifletta. Il vero soggetto è però lo studio della luce che rappresentava il volume, dando così tridimensionalità. La profondità è data dagli oggetti di natura morta presente. Nel bacco è presente un fiocco nero come simbolo di cristianità e stessa cosa vale per il vino, usato durante l’eucarestia. Le seguenti caratteristiche valgono anche per “Ragazzo con canestra di frutta” e per il “Bacco”. TESTA DI MEDUSA Quest’opera gli è stata commissionata dal cardinale Francesco Maria del Monte. Medusa è una figura mitologica. Il disegno è un tutt’uno con i colori, infatti non ne vediamo i tratti grafici. Ruolo importante è quello della luce. La realtà subentra con il ritrarre il momento della morte, senza dare però la sensazione di macabro. Si tratta di un olio su tela a sua volta incollata sopra uno scudo circolare di legno leggermente concesso. Il fondo è di colore verde; esso rappresenta con realismo, richiamando la ritrattistica la testa mozzata di 3/4 di Medusa sanguinante, che al posto dei capelli possiede dei serpenti aggrovigliati. L’espressione della mostruosa creatura è colta nell’istante in cui la testa viene mozzata, probabilmente durante il suo ultimo urlo. CANESTRA DI FRUTTA È stata anch’essa commissionata dal cardinale Francesco Maria del Monte. Si tratta di un olio su tela di piccole dimensioni. È una natura morta con elementi vegetali recisi, che hanno interrotto la continuità della vita. In Caravaggio la natura morta è fedele alla realtà, con una particolare attenzione alla luce che dona volume e profondità, dando maggiore definizione agli oggetti. Lo sfondo è talmente uniforme che sembra appiattire, ma grazie alle ombre tutti prende vita. La canestra non è perfettamente in asse ma spostata sulla sinistra, ma l’equilibrio viene dato dalle foglie di vite che sporgono. Il cesto viene rappresentato secondo una visione frontale. VOCAZIONE DI SAN MATTEO Si tratta della grande tela di sinistra delle tre che gli sono state commissionate dal cardinale Matteo Contarelli per la decorazione della Cappella Contarelli. Tutti i temi delle tele sono ispirati a San Matteo, un gabelliere per conto dell’impero Romano che viene chiamato da Gesù e Matteo stesso iniziò a seguirlo. La narrazione avviene inserendo i personaggi in un ambiente chiuso. Gli abiti dei personaggi sono del 600, tranne quello di Gesù che segue la tradizione e possiede un filo di luce che gli crea un’aureola. Facilmente riconoscibili sono Matteo (che punta se stesso), San Pietro (a destra) e Cristo (dietro San Pietro). Nello sfondo troviamo una finestra murata, con lo scopo di definire lo spazio. Ruolo fondamentale lo ha la luce, funzionale alla pittura. Ci sono tre differenti luci, una sulla destra, una dal basso che punta le gambe, mentre un’altra proviene dall’osservatore. Il realismo di Caravaggio è evidente nella definizione dei vari caratteri, nelle posture e negli abiti. CROCIFISSIONE DI SAN PIETRO Viene dipinta per la Cappella Cerasi in Santa Maria del popolo a Roma. Si tratta di una grande tela raffigurante San Pietro crocifisso a testa in giù, poiché non si riteneva degno della stessa morte di Gesù. La composizione si sviluppa diagonalmente; le diagonali sono due, una segnata dalla croce e una dalla corda. Il corpo di San Pietro è visto in prospettiva, è un uomo vecchio, munito di barba bianca e al di sotto troviamo un uomo accovacciato e un altro uomo che che tira la fune. Le diagonali servono a rendere lo spazio, definito da luci e oggetti illuminati. Gli abiti sono quelli della sua epoca (di Caravaggio). I personaggi