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Appunti del corso, tratti dalle lezioni
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Chi è Antigone e che cosa rappresenta per lui: CONTESTO: è un testo con il quale Brecht si confronta una volta tornato in Germania tra il ’46 e il ‘47, dopo l’esilio negli Stati Uniti. Si stabilisce prima a Zurigo, poi definitivamente a Berlino Est, poco prima che venisse proclamata la Repubblica Democratica Tedesca. Gli anni dell’esilio, sono stati per lui anni di grande produzione e una volta tornato inizia a lavorare come drammaturgo e direttore teatrale, tant’è che otterrà la cessione di un teatro di Berlino in cui metterà in scena le sue opere e si impegnerà a diffondere la sua dottrina, del teatro dialettico-didattico e dell’effetto di straniamento ecc. Si impegnerà ad educare gli attori su l’arte scenica del teatro epico, non scriverà più drammi, ma metterà in scena quelli scritti durante l’esilio o altri drammi, tra cui l’Antigone. ANTIGONE: testo classico di Sofocle, che lui riprende – Brecht utilizza i materiali letterari e li rielabora a modo suo e così fa anche con questo, che nelle sua mani diventa un testo completamente diverso – In questo testo si serve proprio della tecnica del montaggio e lo fa accostando il testo classico alla traduzione di Goethe, testo molto controverso e complesso, che era stato scarsamente tenuto in considerazione – Brecht decide quindi di recuperare una traduzione fatta da Goethe e di metterla in scena; recupera un testo classico e una traduzione fatta da un poeta romantico - considerato folle - e a questi testi già di per sé importanti, sovrappone l’ATTUALITA’. Il testo di Brecht inizia con un preludio che non c’è in Sofocle, ambientato a Berlino nell’aprile del 1945; 3 momenti e 3 luoghi temporali, che si sovrappongono ma che comunicano l’un l’altro; i due testi antecedenti completano e commentano la realtà attuale di Berlino. Le protagoniste di questo preludio son due sorelle, che poi nel testo di Sofocle sono Antigone e sua sorella; è molto importante perché contiene tutto il significato dell’opera, rende chiaro quel perpetuarsi nella storia e nella cultura la storia di Antigone, che è anche la storia della Berlino del ’45. E’ anche la storia di due sorelle, di Antigone incarna la ribellione, che decide di non sottomettersi alla legge del re, ovvero alla legge di Hitler; quindi è sia eroina greca, che un’eroina comune nella Germania del ’45 che decide di compiere un atto di ribellione verso il potere politico. Opera pensata da Brecht per essere rappresentata tanto che alla presentazione collabora con il suo amico, il quale gli ha dipinto tutte le scenografie. Quindi c’è uno studio non solo sul tempo, ma anche sullo spazio scenico che nell’Antigone è uno spazio buio, con pochi elementi e colori – scenario si oppone a quello di Anna Seghers – quasi in bianco e nero. L’attrice protagonista ha attaccato sul dorso una porta, che è quella che si ritrova nel preludio, che è quella che divide il dentro e il fuori, ma che divide anche la collettività dalla singolarità, dal soggetto e che contraddistingue il lavoro stesso dello scrittore, la porta che viene portata sulle spalle dall’Antigone rappresenta simbolicamente anche il peso che porta lo scrittore, o chiunque voglia ribellarsi contro le autorità … un fardello. Rappresenta anche il punto di confine tra dentro e fuori, il confine del pubblico e il privato, tutti temi importantissimi in tutta la prosa e la poesia dell’esilio di Brecht, in quanto vive oltre i confini ‘ oltre la porta ‘, oltre le coordinate geografiche della Germania. Antigone si ribella al re perché vuole dare degna sepoltura a suo fratello morto, qualche citazione di Sofocle – re: ‘’questo io voglio, nessun si rammarichi, che lo si lasci insepolto, ben in vista, banchetto che dilaniano uccelli e cani’’ – non dare degna sepoltura a un morto, è un’offesa – ‘’chi antepone la sua vita alla patria, per me non vale nulla, ma chi alla città vuol bene, vivo o morto, avrà da me sempre lo stesso onore’’ – le parole autorevoli ‘io voglio’, ‘amore per la patria’, sembrano proprio quelle di Hitler – ‘’dobbiamo ripulire la città’’ – altro chiaro riferimento alla pulizia etnica. Antigone risponde: ‘’ perché era la tua legge, di un mortale, quindi un mortale può violarla’’ – presa di posizione davanti al re – ‘’ Rispetto a te io sono solo un po’ più mortale, se devo morire prima lo farò per una giusta causa ‘’ – per essere andata contro l’ordine del re Creonte, Antigone subisce il peggiore dei castighi, il re le dice: ‘’ vai sotto terra, allora se vuoi amarmi e anche laggiù, per me non vive a lungo quassù la gente come te ‘’ – la punizione per lei è essere lei stessa sepolta viva. La condizione di Antigone sotto terra è veramente l’emblema della condizione dell’esiliato, colui che è vivo ma non può fare nulla, ma soprattutto la condizione di coloro che erano nei campi di concentramento. Il re dice di averla sepolta per ‘’proteggere la città’’.
Leggere il testo 16/11/ Brecht indentifica il teatro aristotelico classico come un teatro che fa leva all’immaginazione e ai sentimenti, immedesimazione del pubblico…lo spettatore passivo, non indotto all’azione, proprio come la propaganda nazista, Brecht immagina contrariamente un teatro dialettico-didattico. Note alla città di Mahgony , scritto prima dell’esilio 1931 Teatro classico uomo passivo come propaganda, corso lineare degli avvenimenti. Nel teatro di Brecht i finali rimangono aperti, o ce n’è più di uno o coinvolgono lo spettatore, in quanto lui vuole uno spettare attivo in grado di modificare gli atti scenici; qui abbiamo corse e salti, curve degli avvenimenti, servono all’estraniamento, strumento che permette una critica; lo scopo è di insegnare qualcosa al pubblico ma anche agli attori stessi. Salto e curva rappresentano anche la storia secondo la concezione marxista, Marx infatti non ha andamento lineare, procede per salti, curve e momenti di crisi; altro saggio l’effetto intimidatorio dei classici, si confronta con Antigone e Sofocle, ma in modo nuovo perché dialoga con loro; Brecht non considera il testo classico come testo immutabile, ma come un processo che può cambiare nel corso del tempo, quindi modificabile e che può modificare la storia futura; egli ci dice che non dobbiamo farci intimorire dal testo classico – lo dice anche Crista Wolf – ogni materiale letterario è soggetto alla metamorfosi; bisogna fare propri i testi e attualizzarli. Secondo Brecht il teatro borghese è ormai desueto, un teatro che non ha più rapporto con la realtà; La messa in scena dell’Antigone ci mostra un processo dialettico: nega il testo classico, depurandolo della sua aura e fattualità, per dargli una nuova vita, un nuovo significato per l’attualità. Antigone è simbolo di alterità, prima di tutto in quanto donna, è una colpevole.. eroina femminile che riporta a galla quella memoria femminile taciuta e cancellata dalla storia; portatrice di salvezza di memoria di una storia di una donna ma è anche la memoria di tutti gli oppressi, della sottocultura che viene emarginata dalla politica, che secondo Brecht e Benjamin deve essere portata a galla. Da parte di Hegel la visione dell’Antigone era positiva; Morire per la patria in Hitler significa andare in guerra e combattere per i valori ariani proclamati dal nazionalsocialismo. Per Brecht e Seghers significa agire politicamente attraverso la scrittura per istituire una nuova Germania, Seghers nel ‘35 al Congresso degli scrittori antifascisti fa discorso intitolato l’amore per la patria.