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L'Antigone di Brecht, Appunti di Storia del Teatro e dello Spettacolo

Analisi sull'Antigone di Brecht

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 30/08/2021

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ANTIGONE, BRECHT
Scritta nel 1947 e messa in scena per la prima volta nel 1948 in Svizzera, l’Antigone di Brecht,
basata sul testo sofocleo tradotto da Holderlinpermette al lettore di visualizzare le immagini date
dalla guerra attraverso un linguaggio di tipo classico. Brecht, a modo suo, sconvolge il mito di
Sofocle adattandolo ad una Germania uscita sconfitta dall’esperimento nazista.
Infatti, scelta di Brecht è quella di aprire l’opera con un prologo ambientato durante la guerra in
cui due sorelle – entrambe senza nome – aspettano il ritorno del fratello dal combattimento che
si scopre essere infine morto, seguito successivamente dall’ingresso di una SS all’interno della
scena. Il prologo anticipa quello che accadrà. Insiste sul V-effct, ovvero il Verfremdung: lo
straniamento. Lo spettatore non deve identificarsi con la scena, motivo per cui si scontrerà con
Stanislavskij.
Una grande difficoltà per Brecht è stata sicuramente riappropriarsi della lingua in quanto, a causa
dell’occupazione nazista, il tedesco era diventato decisamente più militare, immediato, aveva
perso la propria poetica. Cerca di ripulire la lingua dalle oscurità del nazismo provando a
riadattare la sua poetica a un contesto classico-moderno.
Brecht inoltre farà delle aggiunzioni al testo di Holderlin, autore che da sempre aveva considerato
il mondo classico come idilliaco e utopico per i propri contemporanei. Brecht insisterà sul
concetto di potere da parte di Creonte e sui motivi economici. Nonostante i personaggi siano più
o meno gli stessi, l’opera sofoclea originale sembra essere molto lontana da quella che descrive
Brecht.
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ANTIGONE, BRECHT

Scritta nel 1947 e messa in scena per la prima volta nel 1948 in Svizzera, l’Antigone di Brecht, basata sul testo sofocleo tradotto da Holderlinpermette al lettore di visualizzare le immagini date dalla guerra attraverso un linguaggio di tipo classico. Brecht, a modo suo, sconvolge il mito di Sofocle adattandolo ad una Germania uscita sconfitta dall’esperimento nazista. Infatti, scelta di Brecht è quella di aprire l’opera con un prologo ambientato durante la guerra in cui due sorelle – entrambe senza nome – aspettano il ritorno del fratello dal combattimento che si scopre essere infine morto, seguito successivamente dall’ingresso di una SS all’interno della scena. Il prologo anticipa quello che accadrà. Insiste sul V-effct, ovvero il Verfremdung: lo straniamento. Lo spettatore non deve identificarsi con la scena, motivo per cui si scontrerà con Stanislavskij. Una grande difficoltà per Brecht è stata sicuramente riappropriarsi della lingua in quanto, a causa dell’occupazione nazista, il tedesco era diventato decisamente più militare, immediato, aveva perso la propria poetica. Cerca di ripulire la lingua dalle oscurità del nazismo provando a riadattare la sua poetica a un contesto classico-moderno. Brecht inoltre farà delle aggiunzioni al testo di Holderlin, autore che da sempre aveva considerato il mondo classico come idilliaco e utopico per i propri contemporanei. Brecht insisterà sul concetto di potere da parte di Creonte e sui motivi economici. Nonostante i personaggi siano più o meno gli stessi, l’opera sofoclea originale sembra essere molto lontana da quella che descrive Brecht.

L’opera di Antigone si apre quindi con: due sorelle, una SS per il prologo; Antigone, Creonte, Ismene, Emone, Tiresia, una guardia, i vecchi di Tebe (il Coro), i messaggeri e le ancelle. Prima di tutto bisogna dire che l’Antigone di Brecht cambia significamente l’Antigone originale. Il mito di Edipo è quasi totalmente perso, si salvano soltanto i legami familiari. I due fratelli non si uccidono qua a vicenda poiché, in quanto ambientato ai tempi della guerra, Polinice sarà il disertore che verrà ucciso da Creonte. Lo sfondo è un’atmosfera nazista in una guerra combattuta tra Tebe (Berlino) e Argo (Stalingrado). Di conseguenza, Polinice non dovrebbe essere onorato con i riti funebri. Sicuramente, qui il personaggio di grande rilievo è Creonte. Riesce a mettere pure in ombra Antigone. Consiste nella proiezione di Hitler, nella traduzione italiana viete utilizzato l’appellativo duce da parte delle guardie e rispecchia la classica propaganda nazista ai tempi della guerra. Il linguaggio utilizzato dal personaggio è di tipo aulico, un altro riferimento a Hitler; decanta la guerra e il dovere e l’amore per la patria. Brecht insiste su questo personaggio in quanto assassino della gioventù, che parla della gloria della guerra quando in realtà si trova ad avere ucciso i personaggi giovani: mandando il figlio Megareo a combattere e anche Eteocle muore in guerra, uccide Polinice e manda a morte Antigone, con Emone che si uccide per lei. Tutto in nome di una patria che risulta essere quasi finta – così come lo incolperà Antigone – perché ne uccide l’essenza in quanto assetato di potere. L’orrore del personaggio di Creonte viene narrato quasi subito dalla stessa Antigone quando parla della morte di Polinice (viene fatto a pezzi da Creonte).

Commemorano il personaggio di Antigone, parlando di lei come se il suo personaggio fosse morto fin da subito e paragonandola alle antiche eroine mitiche. Parlano di lei come una “vittima divina”. Brecht critica molto questi personaggi poiché non vogliono veder violenza ma al tempo stesso, son coloro che continuano a volere ciò che si può ottenere soltanto con essa a patto che non sia commessa da loro. Antigone, in mezzo a tutti questi personaggi, nonostante tecnicamente sia la protagonista dell’opera passa un po’ in secondo piano poiché il personaggio di Creonte è troppo sovrastante. Si è notevolmente dibattuto sulla sua natura, in quanto tende ad esser vista come la Resistenza. È colei che sfida apertamente Creonte sino alla sua morte, viene accusata per aver insultato la patria – eppure lei difende il concetto di patria, in quanto essa è un luogo in cui non mancano le libertà e ciò spaventa Creonte, poiché il personaggio femminile non riconosce il suo potere. Scontrandosi con Creonte afferma quanto la morte del fratello sia stata inutile poiché egli è morto per gli interessi del dittatore, non per altro. L’unica differenza tra lei e Creonte è che Antigone è “un po’ più mortale”. Il contrasto tra questi due personaggi viene esasperato e Antigone né è la vittima poiché la lotta è impari, ne uscirà sconfitta. Le azioni di Antigone sono decisamente più politiche rispetto alla versione greca: il suo è un rifiuto verso la dittatura e verso la guerra. Ella è paladina della libertà e per questo vittima della tirannia del personaggio maschile princiaple.