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Vita di brecht, analisi e opere.
Tipologia: Appunti
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BERTOLT BRECHT (Augusta 1898 – Berlino Est 1956) Opere
1925 "Un uomo è un uomo" Fu influenzato da Hegel e Marx perché era anche affascinato dallo studio della nuova scienza della società. Inizio dell’esilo 1933 – fine 1948 Il 28 febbraio 1933, giorno successivo all’incendio del Reichstag, Brecht, insieme con la moglie, il figlio Stefan ed alcuni amici, abbandonò Berlino perché venne accusato di alto tradimento. Va prima a Praga, poi Vienna, Zurigo, Parigi e Danimarca, dove in quest'ultima per 5 anni. Nel maggio dello stesso anno i suoi libri vennero messi al rogo. L'esilio fu molto duro ma in quegli anni produsse le sue opere più note. Viaggiò molto tra Parigi, Londra e New York per rappresentare i suoi testi teatrali. Nel 1935 partecipò a Parigi al Congresso internazionale degli scrittori antifascisti, dove lesse un suo testo per la difesa della cultura e contro il nazismo e per questo motivo venne privato della cittadinanza tedesca. Abbiamo anche una poesia, Il cambio della ruota (1935) dimostra che Brecht è insoddisfatto e affranto, non era contento di nulla, nemmeno dell’America, eppure c’era in lui un’inquietudine che lo esortava a riprendere il viaggio. Nel 1939 lasciò la Danimarca e si recò a Stoccolma in una fattoria nell'isola di Lidingö. A questo periodo risale anche Vita di Galileo. Nel 1940 passò dalla Svezia alla Finlandia. Nel 1941 abbandonò anche la Finlandia per recarsi a Mosca e incomincia ad essere sedotto dallo stalinismo, scrive dei testi molto legati alla Russia sovietica. Sperava che l’unica liberazione dal nazismo sarebbe venuta da questa. Quindi, attraversò la Russia , imbarcandosi a Vladivostok per stabilirsi in California. Per cinque anni abitò a Santa Monica, non lontano da Hollywood. Il suo tentativo di entrare nel mondo del cinema non ebbe successo per cui si limitò ad organizzare alcune rappresentazioni per piccoli teatri. Accusato di avere opinioni comuniste (maccartismo), il 30 ottobre 1947 fu interrogato dalla Commissione per le attività antiamericane. Il giorno successivo si trasferì a Zurigo , dove rimase per un anno (l'ingresso in Germania gli fu proibito). Tre anni dopo ottenne la cittadinanza austriaca. Nel 1948 ritornò insieme con la moglie, Helene Weigel, a Berlino Est, dove fondò il teatro Berliner Ensemble che diventò una delle più importanti compagnie teatrali europee e si dedicò soprattutto alla attività di regista. Anche qui è “contro” e riesce a litigare con tutti. Nel 1953 compose le poesie Elegie di Buckow e assistette all'insurrezione degli operai di Berlino: da qui scrisse una lettera in cui difendeva l'ideale comunista, anche se in realtà ne furono pubblicati solo i passaggi relativi all'appoggio dato al Partito e la propria dichiarazione di lealtà mentre nella sostanza il documento era fortemente critico nei confronti della repressione del movimento operaio. Gli anni successivi lo videro impegnarsi molto per il teatro. 1956 cattive condizioni di salute e morì. Brecht e la sua personalità Non si limita a descrivere qualcosa, è l’uomo “contro” : contro l’arte borghese, normalizzata, aderisce all’espressionismo, è anarchico, è alternativo, soprattutto non si lascia ingannare dal nazismo. Lui cambia la sua letteratura, non più quella scapigliata, diventa una letteratura contro l’imbianchino (Hitler voleva fare il pittore). Riesce a litigare con tutti. Uomo oppositivo. Sensibile alla natura e alla storia, borghesia tedesca negli anni della guerra era oppressiva, c’era la censura. Del povero Bertol Brecht “ Io, Bertolt Brecht, vengo dai boschi neri. Mia madre dentro la città mi portò
Lui si definisce come un cittadino della città d’asfalto. La città è d’asfalto, solo asfalto, è nero, piatto, oppressivo, anti sociale. Immagine della sua casa è brulla, brusca, nulla di idealizzante, ma lì è lui. Il movimento espressionista vive dentro la città con la speranza e i turbamenti di questa. Prende il calco di chiesa e trasforma gli elementi in blasfemia. Parla dei sacramenti , “Giornali, tabacco e cognac” , non parla di libri, non vuole profilarsi come un intellettuale, ma di come uno che perde la sua vita, un vagabondo, si presenta come un vizioso, lui è alternativo e vuole essere alternativo, vuole sconvolgere la mentalità comune. “ Diffidente e pigro e contento alla fine”. Dice anche che la sua contentezza non è la natura, né i sacramenti, ma nella diffidenza e nella pigrizia. Ma quando si tratta davvero di combattere per qualcuno, lui è un combattente appassionato. Felice di una vita di peccato, della quotidianità. Prima strofa dedicata alla natura, seconda dedicata alla religione e alla città, la terza alla vita sociale. Lui però sa stare anche al mondo. È un travestimento , non si identifica col suo cappello, col suo vestito , lui prende in giro i borghesi, non è come loro. Affermazione con la società di disprezzo, per il modo di vivere dei borghesi. Il mondo è un cappello duro (usa solo un frammento per dare un’idea). Poi elemento provocatorio in cui dice che i borghesi sono animali che hanno un odore speciale. Lui sostiene che l’uomo è impastato di impulsi primitivi , problema di dominio, dell’ uomo che prevarica l’uomo. Gli uomini in realtà, per quanto eleganti e raffinati, sono delle bestie. Elemento bestiale che non si può negare nemmeno sotto un cappello duro. Posizione provocatoria , non pensa davvero di essere una bestia, evidente provocazione. Vuol dar uno schiaffo in faccia a chi lo segue. Non si idealizza, non si sottrae a questa visione. Poi comincia a parlare della sua vita privata , c’è un cinismo insopportabile che è coerente con la poesia, ma vi è l’idea della mancanza d’impegno, idea che lui è sfuggente per definizione. Senza affanno contempla le donne, guarda le donne senza passione, perché è un animale pigro ed è contento perché non si lascia sedurre. Blasfemo, peccatore e non si lascia sedurre dalle ideologie del momento. “Su di me non potete contare” non solo è rivolto alle donne, ma a tutto. Lui vuole essere diverso da tutti gli altri. Parte dopo mette insieme elementi interessanti : cenacolo degli artisti di Berlino e visione degli intellettuali del tempo. Con gli uomini ci passa le sue serata. Parlano di politica una volta rispettate le forme, frequenta questo gruppo di intellettuali di sinistra interessati ad un cambiamento radicale della situazione. Non si interroga quando, per lui sono solo discorsi astratti, non sono concreti, non c’è il quando, non c’è impegno. Altro confronto fra lui e la natura, molto abbruttita, molto violenta e poco idealizzabile. Lui finisce il bicchiere, ha fumato il sigaro e finalmente riesce a dormire nell’ inquietudine. Noi siamo gli epiloghi , dopo di noi non ci sarà niente, andiamo verso la distruzione , non abbiamo costruito niente, dopo di noi nulla di notevole, inquietudine del non senso della sua vita. Rapporto con il dio della città: in tutti i casi c’è la distruzione, ma lì c’è un destino, c’è una provvidenza, ma qui c’è solo il vuoto. Aspetta solo la fine. Conclusione è amara : il sigaro potrebbe spegnersi per l’amarezza. Ha due sentimenti : capacità di prevedere il futuro e che il sigaro si spenga. Cerchio : finisce come aveva cominciato nel contrasto fra città e campagna. L’estrema unzione sono per lui i giornali, il tabacco e il cognac, quindi ancora più forte. Dato fondamentale: l’alternativa, parlare degli uomini esattamente come sono.
Tamburi nella notte ( Trommeln in der Nacht ) Scritta nel 1919. In prima assoluta il 29 settembre 1922 a Monaco di Baviera. Forti elementi espressionisti, troviamo il pathos (per esempio il modo in cui Andreas parla, o anche la storia d’amore in sé). Storia attuale, storia di un reduce. Situazione piccolo-borghese, non idealizzabile. ► Brecht riprende dal teatro espressionista:
**- il cabaret (in questo caso l’inserimento di musica e le battute);
Personaggi Andrea Kragler, reduce, è arrivato fino in Africa ed è tornato Anna Balicke, ha aspettato il fidanzato per 4 anni Karl Balicke, suo padre Amalia balicke, sua madre Friedrich Murk, fidanzato di Anna Bausch, giornalista (rispecchia Brecht) Glubb, taverniere Manke, barman del Piccadilly Agustura e Maria, prostitute Un cameriere Una giornalaia ATTO I Africa Casa Balicke Stanza illuminata; tendine di mussola alle finestre. È sera. Balicke e la Signora Balicke parlano di Andreas Klager, fidanzato di Anna che è andato in guerra 4 anni fa. Entrambi i genitori lo descrivono con " putrefatto, cadavere, sepolto e putrefatto, marcio e putrefatto, morto e stramorto ". Anna non riesce a dormire ed è pallida. Balicke descrive Andreas ad Anna con le stesse parole di sopra. Si sentono fucilate durante il tramonto. Friedrich Murk, ragazzo che i genitori di Anna hanno scelto per lei, arriva (" il tempo è denaro ") pp. 17 I borghesi sono stati a casa ad approfittarsene della guerra. Balicke " peggio di tutto, sono i soldati che tornano dal fronte: selvaggi demoralizzati, avventurieri che han perso il gusto del lavoro, che non han più niente di sacro ". In una battuta si spiega tutto del conflitto sociale di quel tempo: questa nuova borghesia tedesca arricchita non ha un minimo di sensibilità sociale, non capiscono i veri problemi. Parlano di voler aprire una fabbrica di carrozzine. Il grammofono suona Deutschland, Deutschland über alles. Balicke " La guerra m'ha portato fortuna. Il denaro era per la strada: perché non pigliarlo? Sarei stato troppo fesso, se lo sarebbe fregato un altro. [...] per noi la guerra è stata una pacchia. Ci abbiamo il nostro malloppetto al sicuro, bello, tondo, pieno, comodo ." fine pp. 18 Sta arrivando il signor Babusch "Ragazzi! Siete ben al riparo dal sabba rosso (la rivolta), qui!". Babusch è la controfigura di Brecht. Parlano degli spartachisti ed è il giorno del fidanzamento di Anna e Murk. Vogliono andare al Bar Piccadilly, che adesso si chiama Caffè della Patria. Non hanno paura, perché credono che la gente che si spara fra di loro non li riguardi. pp. 20 Babusch ha un atteggiamento nichilista: parla delle albicocche. Anna, Murk e Babusch escono. pp. 22
Luna rossa Appare Kragler sulla soglia. I due Balicke e Kragler parlano. Escono e vanno al Bar Piccadilly, lasciando Kragler da solo. ATTO II Pepe Bar Piccadilly Dietro i vetri la luna rossa. La luna è metaforica: il rosso è un aspetto pittorico del movimento Espressionista; la luna è un elemento romantico ma viene fatta diventare rossa in riferimento alla notte sanguinosa che verrà. Bausch, Anna e Murk sono già al bar a parlare. Murk: " che notte da romanzo ", in realtà è una notte di dramma. C’è una storia da raccontare ma che Brecht non racconta, vuole che lo spettatore ripensi alla rivolta nel Quartiere dei Giornali. I due Balicke arrivano provenienti da casa. Il padre non dice ad Anna che Kragler è tornato dall'Africa. Continuano a parlare della luna così rossa che è una presenza perturbante e Balicke vuole chiudere le tendine, perché nessuno vuole vedere. Pure il cavallo sente la presenza. Babusch ha un atteggiamento di nuovo nichilista. A lui basta scrivere su qualsiasi cosa. pp. 28 Appare Kragler ed è ubriaco. Balicke lo chiama " pezzente, anarchico, reduce, brutto pirata, brutto fantasma ". Babusch vuole lasciar Andreas parlare. Anna e Kragler parlano da soli. Andreas tira fuori tutta la sua fragilità e ha la pelle nera come quella dei pescicani. È rimasto invita solo per il suo amore per Anna. Entrambi sono vittime di questa società. Kragler a un certo punto dice che sanguina ma è una metafora per dire che ha una ferita esistenziale aperta. Anna parla del suo disinnamoramento perché il tempo che passa e annebbia i ricordi. Il fatto che Andrea la vuole comunque è una grande trasgressione per la morale dell'epoca. Cameriere: " l'importante è che lei abbia ancora il giglio ". Il giglio è il simbolo cristiano della purezza, ma Anna non ha più il giglio perché è incinta di un altro. pp. 31 Tornano i due Balicke, Babusch e Murk. Signora Balicke: " Signor Kragler! Bisogna essere forti nelle avversità. L'ha detto il nostro Kaiser! ". La signora è avversa alla Repubblica, è conservatrice. Balicke lo tratta come se non contasse niente tutto quello che ha fatto per la patria. E continua a chiedergli che cosa vuole, anche perché cercano di rifilargli dei soldi presupponendo che poi sarebbe sparito dalla loro vista (i genitori di Anna vorrebbero sistemare la cosa così). Tutti sono bestie: gli altri, pur essendo ben vestiti, hanno una pessima morale. Brecht nelle sue opere mette un gran mix di classi sociali e spesso denigra quelle più alte perché dice che non è importante il ruolo che hai nella vita, la cosa più importante è ciò che sei. Parte dal presupposto che l'uomo è una bestia ma quelli che sono considerati bestie sono spesso meno bestie di quelli che non appaiono così. Andreas è completamente smarrito. Andreas è tornato con la divisa blu, che oramai non viene data più a nessun soldato. Propone ad Anna di venire via con lui e dichiara il suo amore. Tutti ridono. Il cameriere e Maria chiedono a Murk se sia mai stato al fronte. Mentre Andreas continua a dichiararsi, Murk fa battute sui suoi stivali.
Andreas ne ha abbastanza. “ Teatro! Un teatro qualunque! Quattro assi, una luna di carta e, dietro, l’unica cosa vera: un banco da macellaio .” Kragler prende in mano il tamburo del piano elettrico di Glubb e lo percuote. Ripercuote il tamburo "[...] i poveretti muoiono nel Quartiere dei Giornali, gli cascano le case addosso, poi spunta l'alba, loro son stesi sull'asfalto come gatti affogati, e io sono un porco, il porco torna a casa", "ma io domani mattina sarò a letto e mi riprodurrò, così almeno non morirò del tutto ". Rullo di tamburo " Non fatemi quegli occhioni romantici! Strozzini che non siete altro! " Rullo di tamburo " Succhiasangue! ". Il tamburo rappresenta il simbolo della rivolta. Viene scagliato da Kragler contro la luna di carta. E se ne va a letto con Anna. Andreas preferisce il letto della riproduzione, per sopravvivere preferisce il rifugio fra le braccia di Anna. Frase fondamentale del testo: l’unica cosa vera è l’ingiustizia del mondo, il banco del macellaio e l’insurrezione dei giornali, si è scocciato di fare il capretto che viene ucciso. È tutta una messa in scena , l’unica cosa vera è la violenza dell’uomo sull’uomo. Si ribella anche Andreas alla fine, sceglie il materasso, una vita sicura, normale, in cui niente è perfetto, almeno ci si ripara dal pericolo di essere uccisi o di uccidere qualcuno. Scelta nichilista , ma in fondo ci sono dei valori, scegliere una dimensione privata può essere una soluzione, la vita è piena di contraddizioni, imprevisti, cattiverie, e insicurezze. Ma non bisogna scegliere di essere la pedina delle scelte di violenza sugli altri. Non è un atteggiamento eroico. Nessuno è santo, sono tutti esseri umani, sono impastati di cose buone e cattive. Il cameriere e la prostituta hanno valori più umani, mette in discussioni i valori comuni della vita sociale, in fondo non c’è una palingenesi, ma siamo tutti come siamo, una mezza schifezza, ma possiamo sottrarci alla macchina della contraddizione e possiamo vivere nelle contraddizioni della vita normale. Nel ‘900 ci sono molte fasi di dittatura: Franco in Spagna, Hitler, Mussolini e poi c'è la dittatura sovietica. Ma la rivoluzione sovietica chiama a raccolta quelli che Marx chiamava i proletari, mentre la rivoluzione nazista e fascista chiamano in causa la piccola e grande borghesia che sono deluse. Brecht capisce che la piccola borghesia di quegli anni è pericolosa e questo lo ritroviamo in Tamburi della Notte: si svolge in una sola notte ma si svolge in una casa poi in un bar... l'essere per la strada e fermarsi in alcuni punti ricorda proprio la sacra rappresentazione in stazioni che genera un effetto straniante. In ogni luogo c'è una rappresentazione in particolare. Il genere: Brecht stesso la definisce sia commedia che tragedia. La tragedia non è il dramma stesso ma il conflitto storico dietro il dramma, non c'è il morto in scena ma c'è nel contesto. Inoltre, la storia del reduce Andrea è molto triste. Ma è anche una farsa -> all'interno vi sono delle battute, dei dialoghi espliciti, ripetono che Andreas è un cadavere talmente tante volte che alla fine fa ridere. L'aspetto del cabaret, delle battute, viene fuori in concomitanza con le musiche assurde (canzoni da balera) che venivano usate generalmente nel cabaret dell'epoca. Vi è dunque una continua provocazione nella forma e nei contenuti (es. Andrea si riprende la sposa incinta di un altro). Considerazioni finali: è un testo che confligge con l’idea di bene e di male. Storia è una assoluta follia che obbligano il lettore, il pubblico che sta seduto a sforzarsi di capire. 1928, autore riconosciuto come uno dei maggiori tedeschi che faceva della provocazione la sua arma fondamentale che cambiava tutti i luoghi comuni e tutte le sicurezze della società. Cosa diceva Aristotele nella poetica? La tragedia è fatta per i re, per i grandi miti, la commedia è fatta per i borghesi e questo principio è rimasto fino ad adesso. In genere si racconta una storia che ha una
unità, una rappresentazione a frammenti, a pezzetti. Non c’è più l’idea dell’unità, il ductus è l’espressione creatrice, l’impressionismo ci tiene a scomporre il mondo e a non imitarlo. Vanno contro il naturalismo che insegue una realtà semplificata. Il teatro ha alcune categorie. Procedimento ossessivo: il ritorno del fantasma da una parte e l’essere incinta di lei da una parte. Luna rossa che crea un rapporto allucinato fra storia narrata e la realtà. Andreas è costretto a fare compromessi fino in fondo, prende una donna che aspetta un figlio da un altro. Brecht va avanti su questa linea, teatro antiaristotelico, non c’è nemmeno la struttura a stazioni tipica del teatro espressionista, c’è una confusione dei segni, del modo di fare teatro. C’è l’inserimento della musica di sottofondo, distaccava dall’ azione. L'opera da tre soldi ( Die Dreigroschenoper ) Con la musica di Kurt Weil, messa in scena il 31 agosto 1928 al teatro Schiffbauerdamm di Berlino. È scritta molti anni dopo Tamburi nella Notte , e in questi anni sono cambiate molte cose:
e creare straniamento. Creano confusione e trasformano il testo sempre più in cabaret perché il cabaret non è continuo. Lui inoltre è un moralista e quindi per non risultare pesante cerca di fare la morale in modo spezzettato perché ha sempre qualcosa da dire. Che bisogno c’era di fare tre finali?
Scena prima (pp. 11) CORALE MATTUTINO DI PEACHUM Negozio del signor Peachum. Peachum inizia a rivolgersi al pubblico. Lui è un miscredente totale che usa la religione e la morale per creare compassione negli altri per guadagnare soldi (uso della religione infernale). Ha una grande comprensione dell'animo umano, per esempio sulla compassione che non è eterna “ perché gli uomini sanno rendersi insensibili a proprio piacimento ”. Cala il cartello “ Più felice è il dare che il ricevere ” “ A che servono le massime più belle e più stringenti, dipinte su allettantissimi cartelli, se vanno così preso fuori d’uso ?”. Poi cita la Bibbia. Brecht mette insieme elementi reali e provocatori ma a volte comunque moralmente giusti. Entra il mendicante Filch. Questa è una parte che spiega come mendicare. Peachum gli mostra i vari corredi: Corredo A : Vittima del progresso del traffico stradale. L’allegro sciancato, sempre di buon umore, sempre spensierato; l’effetto è accresciuto da un moncherino. Corredo B : Vittima dell’arte bellica. L’insopportabile uomo dalla tremarella: infastidisce i passanti, fa leva sul ribrezzo; l’effetto è mitigato dalle decorazioni al valore. Corredo C : Vittima dello sviluppo industriale. Il commiserabile cieco, ovverossia l’alta scuola dell’accattonaggio. Allora non si sapeva che dietro i mendicanti c’era un’organizzazione. Brecht cerca proprio di far vedere questo, il pubblico non deve lasciarsi soggiogare , non deve provare compassione, deve andare oltre le apparenze. La prima lezione che ci da Brecht: attenti a dare i soldi al mendicante, non fatevi sedurre. Dietro a questo ci può essere ben altro. pp. 23 Peachum e la signora Peachum introducono nel discorso la figlia Polly Come in Tamburi nella notte , troviamo sempre riferimento crudo al sesso e dietro ad un matrimonio ci sono sempre questioni di interesse. Peachum non vuole far sposare Polly perché gli serve al negozio per attirare clienti. In Tamburi nella notte , invece, il padre vuole far sposare la figlia per creare una ditta di carrozzine per bambini. I personaggi di Brecht difficilmente sono generosi e sentimentali. In tutti i casi Brecht evidenzia il fatto che le persone sono mosse da interessi economici. Peachum è un industriale di mendicanti, vivono sfruttando i mendicanti. Mondo in cui non si salva nessuno. Costruzione strana che suscita interesse, ma ti estranea. Non ce ne è uno normale. Veniamo a sapere che Mackie usa sempre i guanti per non lasciare traccia e ha un bastone con l’impugnatura d’avorio. (pp. 27) CANZONE DELL’INVECE DI cantata da Peachum e dalla signora Peachum. Peachum “ Invece di Far qualcosa con un po’ di buon senso Se la spassano E naturalmente finiscono in malora ”. Acusticamente le due voci sono molto basse. Dietro c'è una visione del teatro, del testo, musica, voglia di dissacrare tutto. Una canzone come questa è oscena, brutale, poco elegante e poco romantico. La musica aiuta a capire questo nichilismo. Fa da entrata nella storia e da uscita. Queste canzoni inoltre aiutano a denunciare, si dice la verità (o almeno si cerca). L’aspetto del cabaret si ritrova nelle musiche che spuntano fuori improvvisamente e che spesso non c’entrano niente. I valori vengono sconvolti. È una storia anche divertente, tutto surreale, strampalato, si prende distanza, coscienza. Il mondo rappresentato è controllato dalla morale, quello che ci hanno insegnato fin da piccoli dove sta? Brecht ti infila nella via di mezzo, cioè non nell’esatto opposto, ma ti dice anche
Peachum si rivolge ad un mendicante “ Sei licenziato. Tra «commuovere» e «dare ai nervi» naturalmente c’è differenza, mio caro. Sì, ho bisogno d’artisti. Soltanto gli artisti, oggi, sanno smuovere il cuore. Se lavoraste come si deve, il pubblico dovrebbe battervi le mani! […]” Peachum fa una riflessione sull’essere artisti, l’arte ti vuole colpire, cioè l’artista vuole smuovere il tuo cuore, non commuoverti, ma avendo delle idee ti voglio smuovere dal tuo torpore, farti cambiare. “ Nur Künstler erschüttern heute noch das Herz ”. Polly ora descrive suo marito. Peachum con la moglie vogliono dire allo sceriffo Brown per scoprire dove sta Mackie. Le prostitute sono affezionate a lui e loro sanno che lui sarà da loro. I° FINALE DA TRE SOLDI : DELLA PRECARIETà DELLE UMANE CIRCOSTANZE cantata da Polly, Peachum e signora Peachum Polly inizia la canzone, Peachum tiene la Bibbia in mano. ATTO II (pp. 93) Scena prima Giovedì pomeriggio (nel primo atto non c’era alcuna indicazione, in questo atto invece viene inserita perché sta per succedere qualcosa) Polly va da Mac nella stalla per informarlo che i suoi genitori hanno parlato con Brown e vogliono farlo giustiziare sfruttando la sua predisposizione al tradimento. Gli porta l’atto d’accusa. Mac affida la direzione della sua “impresa” a sua moglie. Saluta i banditi e poi lei. La signora Peachum e Jenny delle Spelonche escono davanti al sipario calato. (pp. 105) BALLATA DELLA SCHIAVITù SESSUALE cantata dalla signora Peachum La signora Peachum dice alle prostitute che se denunceranno Mac, riceveranno una ricompensa in denaro. Scommette sul fatto che non sarà difficile trovarlo dalle sue prostitute, le quali non fanno resistenza all’idea di tradirlo (il mondo è povero e l’uomo è cattivo) anche se sembrano molto innamorate di lui. Scena seconda (pp. 107) Giovedì sera Mackie è già fra le prostitute. Lo tradiscono. Jenny è con Mac ed i banditi, vede in una visione la galera ed il tradimento di una donna che inizia con J. Mac controbatte e dice che è P. Jenny scivola via verso la porta e decide di andare a denunciare Mac. Mac sta iniziando a cantare e Jenny arriva con Smith e la signora Peachum. (pp. 113) BALLATA DEL MACRò cantata da Mac e Jenny Mac parla del suo vecchio amore per Jenny. Lui si ubriacava e hanno vissuto assieme per sei mesi in un bordello. Jenny appare sulla porta. Jenny canta che lui la picchiava. Jenny è quello che lo ha amato di più, che lui pensava che lei lo amasse di più, è quella che lo tradisce e chiama la polizia. L’elemento ironico c’è : loro parlano d’amore in un momento come questo. Da una parte però c’è l’idea che la donna abbia comunque un’interiorità d’ animo. Smith interrompe il canto e lo ammanetta. Scena terza (pp. 119) Tradito dalle prostitute, Macheath viene liberato dal carcere grazie all’amore di un’altra donna. Prigione di Old Bailey. Una gabbia.
Mac è in prigione. Brown parla e Mac lo sente. Il rapporto fra Mac e Brown non è poi così idilliaco, però qui sembra che Brown abbia un vero senso di amicizia per Mac. Quindi si vede come tutte le persone abbiano tante sfaccettature, da ogni persona abbiamo sia il buono che il cattivo. Perché Brown non è adatto a fare il comandante? È corrotto. Mackie dice che si dispiace per lui. Nomina la Bibbia, la storia di Pietro che dice di no tre volte. Qui è ironico, lui fa come Cristo con Pietro. L’uomo corrotto e quello vero. Mac ha paura che Brown scopra che è stato con Lucy. (pp. 123) BALLATA DELLA VITA PIACEVOLE Visione della vita di Brecht. Mac si contrappone ai borghesi. Nessun mito della povertà, a lui non interessa comandare, avere belle idee e poi patire la fame “ solo chi ha la borsa piena vive piacevolmente ”. Lui si riferisce ad Hayne (poeta romantico) che odiava i borghesi. Brecht copia da questo autore il fatto che tutti dovrebbero avere lo stesso tenore di vita. Non bisogna essere il buon povero che va nel regno dei cieli. Entrambi dicono che tutti devono avere una vita dolente, non solo chi è povero o ricco. Brecht dice che nella vita bisogna avere qualcosa di economico su cui basarsi. Brecht ha l’atteggiamento non di un passivo sognatore, ma vuole mettere insieme cose che possono piacere. Lui vuole essere un buon artista che abbia un atteggiamento giusto, misurato. Questa ballata è un pezzo della vita di Brecht. Lui vuole far cambiare la mentalità delle persone (dopo il nazismo vorrà far cambiare la mentalità delle persone). pp. 127 Entra Lucy (la figlia dello sceriffo), la quale sa bene che cosa vuole nella vita e se la prende con Mac perché ha sposato Polly. (pp. 131) DUETTO DELLA GELOSIA fra Lucy e Polly Mac preferisce Lucy per interesse (per il padre), lui vuole uscire di prigione pp. 141 Mac scappa, Peachum lo vuole morto. Brown (felice della fuga di Mac) si trova in una brutta posizione, anche perché deve parlare col signor Peachum che lo minaccia inventandosi una storia: il giorno in cui Mac viene messo in galera c’è l’inconorazione; il momento è sbagliato, Peachum è ignorante. Brown deve andare contro Mac. II° FINALE DA TRE SOLDI (pp. 145) cantato da Mac, voce dietro la scena e Jenny Abbiamo la visione della vita di Brecht. Mac: “ Voi che alla retta via ci esortate e ad evitare il fango del peccato, prima di tutto fateci mangiare e poi parlate pure a perdifiato ”; “ solo saziato l’uomo può farsi migliore! ”. Voce dietro la scena: “ Wo von lebt der Mensch? Di cosa vive l’uomo?” Mac: “ Solo assaltando gli uomini, torturando, depredando, sbranando ”. Jenny delle Spelonche: “ Voi che dite alle donne cosa devono fare, prima di tutto fateci mangiare , poi, se volete, potrete parlare ”. Brecht pone dei problemi teorici nell’opera a modo suo: lui non parla solo di prostitute e banditi, ma parla di tutti.
lui che sta per morire, il lettore diventa “simpatico”, viene portato ad avere compassione per lui. Il lettore sembra quasi portato a far qualcosa per salvarlo. Alla fine c’è una generale pacificazione quindi sia Polly che Lucy possono stare vicino a lui. c’è un perdono universale per le sue malefatte. Al centro della scena forca dominante. Mackie va verso la forca lentamente. C’è una battuta di Peachum, si rivolge al pubblico come all’ inizio il banditore si rivolge al pubblico, si rivolge per apostrofarlo, diventa di nuovo una sorta di teatro nel teatro. Teatro che si apre allo spettatore per raccontarne la morale. È uno scherzo, fuori dal poco realismo presente. Il più grande nemico di Mackie si affaccia al pubblico e dice di essere clemente. Si alzano dei cartelli e si annuncia. La storia diventa favola, il dramma sociale diventa apologia. Cosa c’ entra questa follia alla fine?
esprime l’impossibilità di ciò che viene rappresentato e dal punto di vista drammaturgico mette quest’ opera nella tradizione letteraria tedesca che è antiaristotelica, anticlassica, shakespeariana, molto moderna. Sfida letteraria che non può essere superata. Lui vuole che il pubblico si confronti, non puoi rimanere seduto a goderti l’opera, ma devi prendere una posizione. Teatro della quarta parete , nel teatro di prima lo spettatore era escluso. In questo la quarta parete si rompe, ma il pubblico viene continuamente chiamato nello spettacolo, distruzione del teatro naturalista e inizio del teatro moderno. Gli attori entrano in platea, teatro più partecipato. Il suo eroe non è negativo, ma bastonato. Non è un eroe, non è quello sconfitto, ma si prende un sacco di schiaffoni, un po’ umiliato, depresso, sfigato. Il tipo di teatro pirandelliano in cui i personaggi stessi del dramma fanno capire di essere semplicemente degli attori e che è solo un teatro, quindi la quarta parete viene distrutta. Brecht è lessinghiano: Brecht denuncia come Lessing. Lessing denuncia in maniera “censurata” la Prussia e l’imperatore autoritario con la storia di un soldato. Brecht fa la stessa cosa ma non censura niente.