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Questo documento riassume la definizione di BLSD, la catena della sopravvivenza extra-ospedaliera, le fasi del BLS e la defibrillazione.
Tipologia: Sintesi del corso
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Per BLS-D si intende Basic Life Support and Defibrillation, ovvero, il supporto di base alle funzioni vitali e la defibrillazione con l’impiego del defibrillatore semiautomatico (DAE). Lo scopo di tale tecnica è quello di mantenere ossigenati il cervello e il muscolo cardiaco, insufflando aria artificiale nei polmoni della vittima e praticando spinte compressive sul torace in modo da scaturire un minimo di circolazione del sangue. A questo obiettivo si aggiunge un precoce riconoscimento e intervento sui ritmi defibrillabili (fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare senza polso). La defibrillazione (applicazione di una corrente elettrica attraverso il miocardio) è l’unica terapia per arrestare la FV e la TV. Molto importante è la catena della sopravvivenza (extra-ospedaliera)^1 , sequenza di azioni rappresentata da 5 anelli interdipendenti che sintetizzano i passaggi fondamentali per soccorrere una persona in arresto cardiocircolatorio: Immediato riconoscimento dell’arresto cardiaco e attivazione del sistema di emergenza RCP precoce di alta qualità Defibrillazione rapida Supporto vitale avanzato (stabilizzazione rapida e trasporto per il trattamento post-arresto) Trattamento post arresto cardiaco N.B. Importante fare una distinzione tra arresto cardiaco improvviso e attacco cardiaco (infarto del miocardio). L’arresto cardiaco improvviso si verifica quando il cuore sviluppa un ritmo anomalo e il cuore smette di battere inaspettatamente. L’arresto cardiaco improvviso è spesso un problema di ritmo, in pochi secondi la persona diventa incosciente e smette di respirare o presenta solo gasping. La morte avviene in pochi minuti se la vittima non riceve un immediato trattamento salvavita. L’attacco cardiaco , invece, si verifica quando il flusso di sangue si blocca totalmente verso una porzione del muscolo cardiaco. L’attacco cardiaco sia ha quando si forma un trombo nel vaso sanguigno che porta il sangue al cuore (coronarie) e se non viene riaperto rapidamente, il muscolo cardiaco muore. Talvolta il muscolo cardiaco danneggiato sviluppa un ritmo anomalo che può portare all’arresto cardiaco improvviso. I segni di un attacco cardiaco sono: dolore al petto che si irradia alla mandibola, spalla e braccio; dispnea, nausea/vomito e sudorazione algida. Fasi del BLSD L’equipe di soccorso deve essere composta da almeno due persone, in modo tale che: Un soccorritore inizia l’RCP. L’altro soccorritore posiziona il DAE mettendosi all’altezza dell’orecchio della vittima. Per PRIMA COSA assicurarsi che la scena sia sicura per se stessi e per la vittima. Valutare lo STATO DI COSCIENZA della vittima chiamandola a gran voce (es. Signore, mi sente?) NON E’ COSCIENTE chiedere aiuto, far portare un DAE e attivare il sistema di risposta all’emergenza. Posizionare la vittima supina e scoprire il torace. FASE A (AIRWAY) aperture delle vie aeree. Bisogna ispezionare e svuotare il cavo orale da corpi estranei con l’ausilio di pinze oppure liberarlo da liquidi con l’ausilio di un aspiratore. Si esegue posizionando le mani sulla fronte e sul mento, iperestendendo il capo e sollevando il mento, determinando così la massima apertura della faringe (tale manovra va effettuata in assenza di traumi cervicali). (^1) Catena della sopravvivenza INTRA-OSPEDALIERA: Sorveglianza, prevenzione e trattamento delle condizioni pre-arresto Immediato riconoscimento dell’arresto cardiaco e attivazione del sistema di risposta all’emergenza RCP precoce con enfasi sulle compressioni toraciche Defibrillazione precoce Trattamento post-arresto cardiaco con team multidisciplinare
Durante questa fase può essere inserita una cannula oro-faringea o cannula di Guedel che favorisce il mantenimento della pervietà delle vie aeree. FASE B (BREATHING) valuta la presenza di una normale attività respiratoria. Le ultime linee guida dell’American Heart Association hanno eliminato il metodo GAS (GUARDO il torace che si alza e si abbassa, ASCOLTO l’aria che fuoriesce dalla bocca avvicinandomi con l’orecchio e SENTO il rumore che l’aria produce), stabilendo che il respiro e il circolo devono essere valutati contemporaneamente in 10 secondi, ponendo una mano sul torace e le dita dell’altra a livello dell’arteria carotidea. SE ASSENTE eseguire la ventilazione di soccorso mediante un dispositivo di barriera (pocket mask) o un pallone-maschera, se la strumentazione di emergenza non è disponibile usare la tecnica bocca-bocca o bocca-bocca e naso. Nell’adulto si esegue 1 ventilazione ogni 5-6 secondi (circa 10- 12 ventilazioni al minuto), ogni ventilazione dovrebbe determinare un sollevamento toracico visibile, e controllo del polso ogni 2 min. circa; la differenza nel bambino e lattante è 1 ventilazione ogni 3-5 secondi (circa 12-20 ventilazioni al minuto). SE PRESENTE mettere il pz in posizione laterale di sicurezza FASE C (CIRCULATION) individuare il polso carotideo e palpare per almeno 5 sec. e non più di 10. Nel bambino valutare il polso carotideo o femorale e nel lattante il polso brachiale SE ASSENTE iniziare la RCP partendo dalle compressioni toraciche di alta qualità, 30 compressioni seguite da 2 ventilazioni e utilizzare il DAE appena disponibile. Nel bambino e nel lattante, se presenti due soccorritori, il rapporto compressioni/ventilazioni diventa 15: SE PRESENTE ventilare la vittima L’RCP si effettua ponendosi in ginocchio a fianco della vittima, porre il palmo di una mano al centro del torace della vittima sulla metà inferiore dello sterno, porre il palmo dell’altra mano sopra la prima, tenere le braccia stese e porre le spalle all’altezza delle mani. Bisogna effettuare 30 compressioni con una frequenza di 2 compressioni al secondo, in modo da mantenere la frequenza cardiaca a 100-120 bmp (la frequenza è universale). Comprimere verso il basso per almeno 5 cm e, al termine di ogni compressione, permettere che il torace si risollevi completamente. Vanno alternati 30 compressioni con 2 ventilazioni. Le compressioni toraciche per il bambino possono essere eseguito con una sola mano (il palmo di una mano sopra la metà inferiore dello sterno) oppure due mani come per l’adulto e comprimere verso il basso sempre per circa 5 cm. Nel lattante i soccorritori singoli devono usare la tecnica non 2 dita. Se sono presenti più soccorritori, la tecnica di compressione dei 2 pollici con le mani a cerchio che circondano il torace è quella preferita. Nel lattante comprimere verso il basso per circa 4 cm, o meglio, un terzo del diametro anteroposteriore del torace. I soccorritori devono cambiarsi di ruolo ogni 2 minuti ovvero 5 cicli di rianimazione ed è molto importante ridurre al minimo le interruzioni nelle compressioni a meno di 10 secondi. L’RCP si conclude quando la persona riprende coscienza, all’arrivo dei soccorsi avanzati o allo sfinimento dei soccorritori. DEFIBRILLAZIONE Il defibrillatore automatico esterno (DAE) è un dispositivo computerizzato portatile che consente di identificare un ritmo anomalo defibrillabile. Il DAE dà una scarica in grado di interrompere il ritmo anomalo (FV, TV) e permette che il cuore riprenda il ritmo normale. Mentre un soccorritore si occupa dell’RCP, l’altro deve prendere il defibrillatore e posizionarlo ed è lui che eroga la scarica. Le placche possono essere posizionate: Una a dx sotto la clavicola e l’altra a sx dello sterno a livello dell’apice cardiaco sulla linea ascella media; Laterale al torace sulle linee ascellari di dx e sx; Nel caso vi sia un pacemaker, se possibile evitare di posizionare la placca del DAE direttamente sul dispositivo perché questo può impedire l’erogazione della scarica al cuore.