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di Adelino Cattani (UNIPD) per l'esame di Teoria dell'Argomentazione
Tipologia: Sintesi del corso
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Dibattere serve per sopravvivere in un mondo pieno di argomenti avvelenati ( funzione ecologica ). Quando dobbiamo dibattere, siamo tenuti a valutare i pro e i contro basati su parametri di ragionevolezza. Esistono diversi modi per dibattere:
La discussione ideale avviene quando si espone chiaramente una tesi seguendo un ragionamento plausibile, tentando di farla valere con il supporto della persuasione. Tuttavia, possono nascere dei conflitti dallo scontro di tesi opposte dovute soprattutto dall’incomprensione o dall’errata esposizione ( prospettivismo / illusione percettiva ). Per evitare conflitti, bisogna esporre al meglio la propria idea sin dal suo esordio tramite definizioni e descrizioni.
Ogni soggetto pensante osserva il mondo a modo suo, ma non può fare a meno delle convenzioni oggettive che gli permettono di vivere all’interno di una società gerarchizzata. Quindi, per raggiungere gli obiettivi comuni, l’uomo deve per forza confrontarsi con gli altri ( confronto politico ).
La disputa si può suddividere in:
Le mosse principali della disputa sono:
Questa è la forma moderna della disputa basata sul modello sillogistico aristotelico, ma c’è anche lo stile socratico che comporta nel metter in dubbio il contendente attraverso l’interrogazione, le domande senza accorgersene.
Discutere significa impegnarsi nella difesa della propria tesi, ma non con la volontà di imporla. Se si cerca di farla prevalere, si ha un atteggiamento combattivo mentre sarà conciliante se si trova un fine comune. Sarebbe corretto rispettare la posizione altrui mantenendo, tuttavia, la propria (atteggiamento tollerante ). In mancanza di quest’ultimo, nasce un dibattito antagonistico e ci si trova ad un punto morto, ovvero sempre sentirsi sulla difensiva.
soluzione ad un problema comune. Si conclude con il cedimento di uno dei contendenti o con un accordo comune.
caratterizzate da attacchi rivolti alla persona e non alla tesi in questione. Terminano con un punto morto.
parte deve decretare il vincitore.
Le condizioni che caratterizzano un dibattito sono: la partenza, gli obiettivi, gli scopi, i mezzi, l’esito. Però, vi sono diversi tipi di dibattito:
Esistono tre tipi di disputa:
Ma esistono anche tipi diversi di dialogo:
I criteri di identificazione di un dibattito avvengono attraverso: POLEMICA, TRATTATIVA, CONFRONTO, INDAGINE, COLLOQUIO.
Scontro agonistico per dare prova della superiorità della propria tesi e delle proprie capacità didattiche, mettendo in difficoltà l’oppositore (gioco di tira e molla). Il polemista tende attaccare, che a rispondere; le tecniche privilegiate per difendere le proprie posizioni sono:
Nella discussione operativa si cerca di venirsi in contro per sistemare una questione in comune, oppure uno dei due tende a cedere più dell’altro. I due possono mettere atto degli atteggiamenti persuasori. Si tratta quindi di opinioni diversamente espresse, ma che tuttavia non possono essere prive di tutti quei trucchetti e quelle fallacie che gli rendono maggiore il risultato di persuasione. Ciò che fa di una discussione una buona una discussione è quindi attenersi all’onesto.
Esordio e conclusione di un dibattito sono molto importanti. La conclusione solitamente accetta la tesi avversaria, tuttavia può concludersi con due persone che rimangono convinte della propria idea anche senza scontri aggressivi. In un dibattito disciplinato è più semplice perché sappiamo chi vince grazie a una giuria imparziale che valuta secondo canoni pre-stabiliti:
L’uditorio deve farsi coinvolgere sotto l’aspetto formativo e l’aspetto ludico-sportivo. Si avvia un procedimento di SQUADRA. La valutazione è quindi di natura comparativa risultato di un calcolo di vantaggi e svantaggi.
Le mezze verità possono diventare anche modi per rispondere senza confessare o per sviare dal discorso richiestoci, spesso lasciando all’altro conclusioni che non stessi esplicitarle. Questo atteggiamento è tipico del polemista.
accettata in un dibattito regolamentato).