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Sintesi del Cap 2 di Falcetto, Storia della Narrativa Neorealista, Mursia 1992.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il senso della discontinuità: la guerra e la Resistenza Serie incalzante di eventi tra il 25 luglio 1943 e il 25 aprile 1945. La guerra e la Resistenza agiscono in profondita’ sulle idee e gli atteggiamenti degli uomini di cultura, costituendo l’occasione e la spinta per un bilancio e un esame di coscienza. La collettività e i suoi bisogni sono all’improvviso diventati molto reali. IMMAGINI DI UN NUOVO INIZIO E DI UNA NUOVA NASCITA: pubblicistica della Resistenza e periodo immediatamente successivo alla Liberazione. UNA MAPPA MENTALE TIPICA DELLA CULTURA DI SINISTRA TRA FASCISMO, RESISTENZA E DOPOGUERRA: Giaime Pintor, Lettera al fratello Luigi Novembre 43: la guerra per Pintor ha finalmente ‘persuasi che non c’e’ possibilita’ di salvezza nella neutralita’ e nell’isolamento’. Persino Pintor stesso ammette che forse non si sarebbe mai interessato di politica se non fosse stato per questo sconvolgimento totale della societa’. Dice, dell’azione politica, che ‘una gioventù' che non si conserva ‘disponibile’, che si perde completamente nelle varie tecniche, e’ una gioventu’ compromessa’. E che gli intellettuali, quando viene l'ora, ciascuno deve prendere il suo posto in un’organizzazione di combattimento. COMPRESENZA DI DISTRUZIONE E APERTURA DI POSSIBILITA’, NUOVI MATERIALI GREZZI DELL’ESPERIENZA. LA GUERRA SI CONFIGURA COME ‘PASSO DECISIVO’ PER PORTARE L’INTELLETTUALE DI MATRICE CULTURALE LIBERALE E ILLUMINISTA ALL’AZIONE COLLETTIVA. CHIARIAMO CHE PINTOR DICE CHE QUESTO E’ UN IMPERATIVO MORALE, NON POLITICO. Infatti quando il suo ragionamento torna sul politico, si fa retorico e inefficace. Pintor e molti suoi contemporanei confidano in questo momento nell'illusoria egemonia e centralità dell’intellettuale, concezione che non prende le mosse da un’analisi effettiva della situazione. VUOLE INSERIRE LA RESISTENZA IN CONTINUITA’ CON LA TRADIZIONE RISORGIMENTALE. CASO OPPOSTO A QUELLO DI PINTOR: PASOLINI un intellettuale non integrato a differenza di Pintor, ha solo pubblicato una piccola raccolta di poesie dialettali - Scrittura commossa all’amico Luciano Serra nel 43 da Casarsa - una ‘nuova giovinezza’ data dall’emergere dell’uomo politico che il fascismo (con cui Pasolini era cresciuto) aveva soffocato in maniera per lui inconscia. OPPOSIZIONE E RESISTENZA COME MISSIONE DI CIVILTA’, IN UNA PROSPETTIVA IPER SOGGETTIVA E POETICA. PUNTI COMUNI PINTOR / PASOLINI: ● SENSO DI INTERRUZIONE DI CONTINUITA’ CHE RICHIEDE PROFONDA TRASFORMAZIONE ● RICONOSCIUTA INESPERIENZA E ‘INEDUCAZIONE’ DATA DAL CONTESTO FASCISTA
GIACOMO DEBENEDETTI 1947 in Personaggi e Destino ● DEBENEDETTI analizzando in questo lavoro sulla letteratura contemporanea la ‘NEKUIA’, discesa agli inferi, sarebbe a dire l’incontro con il lato oscuro che porta ad una presa di coscienza di se’ prodonda, dice che per l’Europa la GUERRA e’ stata questa N. nella vita reale, superamento di un VARCO OSCURO rituale. ● MOMENTO DI STACCO QUINDI, E FORTE INTERRUZIONE RISPETTO AL PRIMA. In quest’analisi si riflette l’interesse di Debenedetti per il romanzo modernista di Proust e Mann, con il suo interesse per la psicologia. Il “clima” neorealista: esperienze storiche, mentalita’ collettiva e scelte culturali Un ‘bisogno antropologico’ di dire ● Intensita’ della fioritura letteraria ed intellettuale di questo periodo. Calvino nella riedizione del 1964 de I Sentieri ricostruisce il clima dell’epoca con un MULTICOLORE UNIVERSO DI STORIE animato dalla VOGLIA POPOLARE DI RACCONTO delle vicissitudini della guerra. L’esplosione letteraria si configura quindi come un fatto ‘FISIOLOGICO, ESISTENZIALE, COLLETTIVO’. Cit. Vittorio Sereni, la storia intreccia ECCEZIONALE OGGETTIVO ed ECCEZIONALE SOGGETTIVO. ● Sergio Antonielli: di fronte al nuovo, grande turbamento davanti al reale, si era costretti a considerare sinonimi il campare e il vivere, il rito antichissimo del parlare delle comuni sventure per congedarsi dal passato e puntare all’avvenire. GUERRA COME GRANDE DISPOSITIVO DI STRANIAMENTO SULLA MENTALITA’ COLLETTIVA. STRANIAMENTO = La tecnica dello straniamento «consiste nell'adottare, per narrare un fatto e descrivere una persona, un punto di vista completamente estraneo all'oggetto». UNA TRASFORMAZIONE NON SOLO SOCIALE, MA ANTROPOLOGICA, E’ IL PUNTO DI PARTENZA DELLA NARRATIVA NEOREALISTA, UNA LETTERATURA CHE SI VUOLE ‘NUOVA’. Es. Primo Levi in Se questo e’ un uomo, il bisogno di raccontare e’ tale da rivaleggiare con i bisogni elementari. NECESSITA’ ANTROPOLOGICA DEL DESIDERIO DI DIRE. es. fiorire della memorialistica. ● RUOLO DELLA STAMPA PARTIGIANA NELLE VICENDE DELLA RESISTENZA es. ‘La Vallata’ di Aosta, CLN settembre 1944: il distribuire i ‘poveri fogli’ della resistenza e’ un atto concreto di partecipazione alla lotta di Liberazione. FORZA DI UNA PAROLA CHE INFORMA E COMUNICA, RAFFORZATA NELLA SUA FUNZIONE POLITICO-MORALE, DI VASTO DIALOGO COLLETTIVO. ● Pavese sull’Unita’ di Torino nel 1945: valorizzare le parole non per la loro bellezza, ma per la loro efficacia di strumenti comunicativi. La scrittura di mestiere viene quindi arricchita dal senso che trova presso il suo destinatario. PROBLEMA DEL DESTINATARIO: DI MASSA, MENO ACCULTURATO DI QUELLO ABITUALE. Lo scrittore dialoga con gli uomini tutti, dialogo serio e profondo con tutta la collettivita’. VAGHEZZA DI QUESTO MESSAGGIO GENERICO FA PARTE DELLE CONTRADDIZIONI DELLA SCRITTURA DI QUESTO PERIODO.
1948 (es. Franco Fortini sulla 'tournée' del Politecnico tra gli operai, scoperta di un popolo della provincia che era fin lì rimasto ai margini della storia e della letteratura) p. 85 Il rapporto tra politica e cultura e la vicenda del ‘Politecnico’ ● Viene RIPRISTINATA una nuova dialettica politica data dalla fine del regime e i partiti politici di massa (comunista e socialista, DC) ● IMPEGNO: due livelli 1) Concreti ed espliciti orientamenti degli scrittori 2) incidenza di queste posizioni sulla pratica letteraria (contenuti e forma) → Quadro assai differenziato della interazione tra questi due livelli, che non e’ affatto automatica ● Confronto tra intellettuali e PCI: spiegato dalla storia stessa del PCI e importanza della cultura, e del suo rapporto con la cultura: durante gli anni Trenta il PCI aveva gia’ invitato i giovani intellettuali ad unirsi ai Gruppi Universitari Fascisti per poter raccogliere ed indirizzare il dissenso. PCI unico a dimostrare di avere una struttura organizzativa tale da poter agire nel concreto. ● ARRIVO DI TOGLIATTI IN ITALIA, SVOLTA DI SALERNO 1944 prende il nome da una iniziativa di Palmiro Togliatti, su impulso dell'Unione Sovietica, finalizzata a trovare un compromesso tra partiti antifascisti, monarchia e Badoglio, che consentisse la formazione di un governo di unità nazionale al quale partecipassero i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nel Comitato di Liberazione Nazionale, accantonando quindi temporaneamente la questione istituzionale. ● Deliberazione del V Congresso del PCI 1946 - eliminazione del requisito di adesione al marxismo-leninismo per unirsi al PCI, che sembra voler creare il piu’ ampio consenso possibile tra gli intellettuali (confluenza massiccia e variegata nel PCI di intellettuali segue). Es. Ranuccio Bianchi Bandinelli, critico d’arte e archeologo, primo direttore di Societa’ e autore di Diario di Un Borghese (1946), itinerario intellettuale emblematico comune a molti in questo periodo. Periodico del PCI “Rinascita” luogo di riflessione ideologica del partito. ● Riferimenti culturali del PCI: STORICISMO IDEALISTICO IN FILOSOFIA (DESANCTIS, LABRIOLA, CROCE) E ASSE MANZONI-VERGA (REALISMO LETTERARIO). Sostanziale incomprensione dell’arte contemporanea, decadentismo e avanguardie. Nomi di chi ha dato forma alla politica culturale del PCI in questo periodo: PALMIRO TOGLIATTI, EMILIO SERENI (storico), MARIO ALICATA (’battaglia per il realismo’ su ‘La Ruota’ anni 40), LUIGI RUSSO, NATALINO SAPEGNO, CARLO SALINARI (critici letterari). ● Influsso dello ZDANOVISMO = Forma di stretto controllo ideologico e politico a carico degli intellettuali da parte di regimi totalitari, con particolare riferimento a quello esercitato dall'Unione Sovietica in epoca staliniana. Non si puo’ parlare in questo momento di Zdanovismo vero e proprio, complice la mediazione della cultura idealistica. ● LA VERA CRISI DEL NEOREALISMO AVVIENE TRA IL 47 (ESTROMISSIONE DELLE SINISTRE DAL GOVERNO) E IL 48 (ELEZIONI CON SCONFITTA DEL FRONTE POPOLARE). INVOLUZIONE IN ATTO CHE SEGNA LA FINE
ALLORA. Scritti di Alvaro, Jovine e Brancati lo testimoniano (p. 93) ● Vicenda del Politecnico: