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Riassunto cinema neorealista, Appunti di Storia Del Cinema

Riassunto sul cinema neorealista

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 01/06/2025

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CINEMA NEOREALISTA
Il neorealismo fu un movimento culturale che si sviluppò in Italia tra il 1945 e il 1951 ed ebbe nel cinema la
sua maggiore espressione.
Il neorealismo cinematografico italiano esercitò un vasto e duraturo impatto sull'intero cinema mondiale.
L'Italia era riuscita a liberarsi dal fascismo e dall'occupazione tedesca anche grazie a un enorme movimento
di resistenza che contribuì a creare un clima di speranza e di rinnovamento che si diffuse nell'ambiente
cinematografico.
Purtroppo la guerra aveva danneggiato gli studi cinematografici di Cinecittà, sede della gran parte delle
produzioni e le truppe statunitensi occupanti ne avevano approfittato per assicurarsi il dominio del mercato.
L'entusiasmo e le idee erano molte ma le risorse economiche poche.
Nonostante ciò una serie di film, anche a budget ridotto, ebbero un forte successo internazionale. L'esempio
più eclatante fu Ossessione (r. di L. Visconti, 1942) considerato il film iniziatore di questo filone
cinematografico, che uscì durante la Repubblica di Salò, ma rompendo coi canoni fascisti.
I film neorealisti si distinsero nettamente dalla produzione precedente italiana e mondiale.
Non erano girati nei teatri di posa, ma nelle strade e nelle campagne. Proponevano storie che raccontavano
le vicende attraversate dall'Italia, la resistenza partigiana, le condizioni sociali delle classi più povere.
Per la prima volta i protagonisti erano degli operai, dei contadini, degli adolescenti, dei pensionati. Vennero
impiegati in alcune pellicole anche attori non professionisti.
Non erano film di evasione, ma descrivevano criticamente la situazione difficile attraversata dall'Italia, in un
modo così fedele alla realtà che alcuni di quei film possono oggi essere visti come documentari di un'epoca.
La drammaturgia non seguiva più i canoni hollywoodiani: le trame erano costruite per somma di episodi ed
a volte i finali erano aperti.
Il neorealismo cominciò a guadagnarsi fama internazionale con Roma città aperta del 45 di R. Rossellini.
Tra i film più importanti del movimento neorealista troviamo La terra trema del 1948, di L. Visconti, tratto
dal romanzo "I malavoglia" di G. Verga, Ladri di biciclette del 48 di Vittorio De Sica, Germania anno zero del
47, realizzato da R. Rossellini e Paisà sempre di Rossellini, che è un film che rievoca l'avanzata delle truppe
alleate dalla Sicilia al Nord Italia attraverso 6 episodi: Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, Appennino Emiliano,
Porto Tolle.
I principali registi di questa corrente cinematografica sono, appunto, Luchino Visconti, Vittorio De Sica e
Roberto Rossellini.
Il cinema neorealista, quindi, si colloca nel periodo che viene definito come <miracolo economico>.
Dopo la seconda guerra mondiale le economie europee si riprendono con una rapidità sorprendente, tanto
da far parlare di <miracolo economico>. Ad aiutare questa rapida ripresa economica sono diversi aspetti:
- La spinta fondamentale arriva, sicuramente, dalla crescita della spesa statale per gli armamenti. Ciò
ha un’importante ricaduta economica su tutti i settori industriali che forniscono mezzi e materiali per
la produzione bellica.
- Un altro aspetto fondamentale è costituito dal Piano Marshall. Una parte di questi prestiti vengono
impiegati nella costruzione di edifici e reti di trasporto distrutte dalla guerra. Anche questi
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Scarica Riassunto cinema neorealista e più Appunti in PDF di Storia Del Cinema solo su Docsity!

CINEMA NEOREALISTA

Il neorealismo fu un movimento culturale che si sviluppò in Italia tra il 1945 e il 1951 ed ebbe nel cinema la sua maggiore espressione.

Il neorealismo cinematografico italiano esercitò un vasto e duraturo impatto sull'intero cinema mondiale.

L'Italia era riuscita a liberarsi dal fascismo e dall'occupazione tedesca anche grazie a un enorme movimento di resistenza che contribuì a creare un clima di speranza e di rinnovamento che si diffuse nell'ambiente cinematografico.

Purtroppo la guerra aveva danneggiato gli studi cinematografici di Cinecittà, sede della gran parte delle produzioni e le truppe statunitensi occupanti ne avevano approfittato per assicurarsi il dominio del mercato. L'entusiasmo e le idee erano molte ma le risorse economiche poche.

Nonostante ciò una serie di film, anche a budget ridotto, ebbero un forte successo internazionale. L'esempio più eclatante fu Ossessione (r. di L. Visconti, 1942) considerato il film iniziatore di questo filone cinematografico, che uscì durante la Repubblica di Salò, ma rompendo coi canoni fascisti.

I film neorealisti si distinsero nettamente dalla produzione precedente italiana e mondiale.

Non erano girati nei teatri di posa, ma nelle strade e nelle campagne. Proponevano storie che raccontavano le vicende attraversate dall'Italia, la resistenza partigiana, le condizioni sociali delle classi più povere.

Per la prima volta i protagonisti erano degli operai, dei contadini, degli adolescenti, dei pensionati. Vennero impiegati in alcune pellicole anche attori non professionisti.

Non erano film di evasione, ma descrivevano criticamente la situazione difficile attraversata dall'Italia, in un modo così fedele alla realtà che alcuni di quei film possono oggi essere visti come documentari di un'epoca.

La drammaturgia non seguiva più i canoni hollywoodiani: le trame erano costruite per somma di episodi ed a volte i finali erano aperti.

Il neorealismo cominciò a guadagnarsi fama internazionale con Roma città aperta del ’45 di R. Rossellini.

Tra i film più importanti del movimento neorealista troviamo La terra trema del 1948, di L. Visconti, tratto dal romanzo "I malavoglia" di G. Verga, Ladri di biciclette del ’48 di Vittorio De Sica, Germania anno zero del ’47, realizzato da R. Rossellini e Paisà sempre di Rossellini, che è un film che rievoca l'avanzata delle truppe alleate dalla Sicilia al Nord Italia attraverso 6 episodi: Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, Appennino Emiliano, Porto Tolle.

I principali registi di questa corrente cinematografica sono, appunto, Luchino Visconti, Vittorio De Sica e Roberto Rossellini.

Il cinema neorealista, quindi, si colloca nel periodo che viene definito come .

Dopo la seconda guerra mondiale le economie europee si riprendono con una rapidità sorprendente, tanto da far parlare di . Ad aiutare questa rapida ripresa economica sono diversi aspetti:

  • La spinta fondamentale arriva, sicuramente, dalla crescita della spesa statale per gli armamenti. Ciò ha un’importante ricaduta economica su tutti i settori industriali che forniscono mezzi e materiali per la produzione bellica.
  • Un altro aspetto fondamentale è costituito dal Piano Marshall. Una parte di questi prestiti vengono impiegati nella costruzione di edifici e reti di trasporto distrutte dalla guerra. Anche questi

investimenti hanno un aspetto moltiplicatore, si riverberano, infatti, sulla domanda di macchinari e materiali indirizzata ai diversi settori produttivi. Ciò facilita la crescita dell’attività economica che porta anche ad un accelerato processo di industrializzazione, che, in Italia, si concentra nell’aria settentrionale.

  • Un’altra importante spinta arriva dalla rete di accordi economici che fondano un primo accenno di Europa comunitaria. Il processo ha inizio nel 1951 quando i rappresentanti di sei paesi (Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Francia e Germania Occidentale) si accordano per coordinare la produzione e lo scambio del carbone e dell’acciaio, fondando la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (ceca). Su questa base, con il trattato di Roma, si fonda la Comunità economica europea (Cee). L’obiettivo è quello di creare un Mercato europeo comune (Mec) per abbassare le barriere doganali e facilitare la circolazione di merci e individui. Inoltre i sei paesi fondatori fondano la Comunità europea dell’energia atomica (Ceea) che ha il compito di coordinare le ricerche per poter utilizzare l’energia atomica come fonte per la produzione di energia. Successivamente cominceranno a nascere centrali nucleari per la produzione di maggiore produzione di energia elettrica a costi più bassi.

Affinché il meccanismo si mantenga c’è bisogno di un numero sempre maggiore di lavoratori in un momento in cui le società europee hanno subito gravi perdite demografiche. Per far fronte a questa necessità si incrementano i livelli di impiego femminile e di lavoratori immigrati. In questo periodo infatti si verificano importanti flussi migratori dall’Italia meridionale a quella settentrionale. Inoltre, intorno alle grandi città si crea una vastissima cintura urbanizzata dove le case costano meno e le condizioni abitative sono spesso più piacevoli; si creano così le prime megalopoli (città che si espandono nel territorio circostante).

Ciò ha un effetto sulla richiesta di lavoratori del settore terziario, poiché aumentano i servizi offerti dallo Stato. Questi nuovi bisogni sollecitano la crescita e il miglioramento delle strutture educative di tutti i livelli, luoghi in cui si vogliono formare operai, tecnici e professioni consapevoli.

Lo slancio dell’economia favorisce la diminuzione della disoccupazione e un generale aumento delle retribuzioni. Le famiglie, quindi, sono in grado di acquistare un numero più alto di beni di consumo, come automobili, ciclomotori, frigoriferi, lavatrici e la televisione che cambiano completamente i ritmi e le abitudini delle famiglie. Il rilancio dei consumi è dato anche dalle innovazioni tecnologiche produttive che consentono un abbassamento dei costi e dall’utilizzo delle pubblicità per incentivare l’acquisto dei beni. Con la grandissima diffusione della motorizzazione e dell’aviazione civile aumenta enormemente la domanda di carburanti derivati dal petrolio, che viene soddisfatta dalla crescita della produzione dovuta alla scoperta di nuovi giacimenti.

Tra gli anni Sessanta e Settanta si verificano due processi intrecciati:

  • Si creano nuove compagnie nazionali, tra cui l’Eni che ingloba l’Agip (Azienda generale italiana petroli)
  • Nasce l’Opec (L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) il cui scopo è quello di creare un coordinamento tra i massimi produttori non occidentali per contrastare il dominio delle compagnie euro-statunitensi.
  • L’aumento dell’offerta fa calare i prezzi ed incentiva la motorizzazione.