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BUONE PRASSI PER L'AUTISMO
Quaderni CNOP
CONSIGLIO
NAZIONALE
ORDINE
PSICOLOGI
Quaderni CNOP
CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE PSICOLOGI
BUONE PRASSI PER L'AUTISMO
INDICE
- INTRODUZIONE
- Storia: evoluzione della concezione e della diagnosi dell’autismo
- 1.1 L’autismo è sempre esistito?
- nostri 1.2 L’autismo e la scienza ufficiale: da Kanner e Asperger fino ai giorni
- 1.3 L’autismo nelle classificazioni diagnostiche fino ad oggi
- 1.4 L’autismo nella prospettiva del neurosviluppo
- Quanto e perché: epidemiologia ed etiopatogenesi
- 2.1 Epidemiologia
- 2.2 Cause del disturbo dello spettro autistico
- 2.2.1 Cause genetiche
- 2.2.2 Fattori ambientali
- 2.2.3 Correlati anatomo-patologici
- 2.2.4 Correlati elettrocorticali
- Come si manifesta il disturbo
- 3.1 Le modalità di esordio del Disturbo
- 3.2 La comunicazione e l’interazione sociale
- 3.3 Gli interessi e i comportamenti
- 3.4 Le anomalie della reattività agli stimoli
- 3.5 Il funzionamento mentale
- 3.6 Stabilire una relazione
- La diagnosi di disturbo dello spettro autistico
- 4.1 Criteri diagnostici e diagnosi differenziale
- 4.2 Peculiarità cliniche e limiti delle attuali procedure diagnostiche
- autistico 4.3 Strumenti per l’individuazione precoce dei disturbi dello spettro
- 4.4 Strumenti di supporto per la diagnosi
- dello spettro autistico ad alto funzionamento 4.5 Strumenti di supporto alla diagnosi e di screening per i disturbi
- 4.6 Strumenti di supporto alla diagnosi per l’età adulta
- 4.7 I rischi psicopatologici e comorbilità
- La valutazione intellettiva e l'assessment funzionale
- 5.1 La valutazione del funzionamento cognitivo
- 5.2 La valutazione del funzionamento adattivo
- 5.3 La valutazione funzionale
- 5.4 Analisi funzionale
- PARTE PRIMA
- CONOSCERE I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO
- PARTE SECONDA
- DIAGNOSI E TRATTAMENTO DEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO
- Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico
- 6.1 Approcci al trattamento
- 6.2 La Linea Guida dell’Istituto Superiore di Sanità
- 6.3 Individualizzazione del trattamento e pratiche di intervento mirate
- 6.4 Riflessioni sulla pratica basata sull’evidenza
- 6.5 Misure di esito e di efficacia
- 6.6 Il contributo della psicoterapia
- Lo Psicologo
- 7.1 Ruolo dello psicologo nella presa in carico della persona con autismo
- 7.2 Psicologo come componente di un’équipe multidisciplinare
- 7.3 Lo psicologo e la diagnosi
- 7.4 Trattamenti e psicoterapie
- 7.5 Alleanze: Psicologo, Servizi, Scuola e Famiglia
- L'inclusione scolastica
- 8.1 L'evoluzione dell'inclusione scolastica in Europa
- 8.2 La via italiana all’inclusione
- 8.3 Diritti e opportunità a scuola
- L’intervento educativo e didattico a scuola
- 9.1 Spunti per la didattica
- 9.2 Strategie didattiche
- Modelli di formazione e intervento nel contesto scolastico italiano
- 10.1 Gli Sportelli Autismo
- 10.2 Formazione e accompagnamento: esperienza del Trentino
- secondaria di secondo grado: l’esperienza nel contesto laziale 10.3 Programma COMPASS ed interventi mediati dai pari nella scuola
- 10.4 Una Scuola per tutti: una esperienza in Toscana
- 10.5 Il Progetto dei 300 giorni: una esperienza in Emilia Romagna
- Psicologia, medicina, pedagogia: verso un modello di intervento integrato
- 11.1 La legge sull'autismo e i nuovi LEA
- La famiglia e la società
- 12.1 Forme diverse di sostegno alla genitorialità
- Ascoltare e supportare ognuno dei membri della coppia genitoriale
- Relazione e rapporto con il figlio
- L’osservazione dei cambiamenti del figlio
- L’autonomia del figlio
- 12.2 Il progetto di vita
- PARTE TERZA
- LA SCUOLA, LA FAMIGLIA, LA SOCIETÀ
- BIBLIOGRAFIA
- RIFERIMENTI NORMATIVI
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modo appropriato le nostre emozioni, riuscendo a controllare il nostro
equilibrio quotidiano tra euforia e depressione; relazionale - capacità di
avere e mantenere relazioni con i propri coetanei, con il proprio gruppo di
appartenenza; sociale - in un contesto di degrado, di sottosviluppo, di
oppressione, di razzismo, di deprivazione, cioè in una società malata, non
si può stare bene.
Le competenze dello psicologo si declinano nei vari contesti in cui espleta
le proprie funzioni, anche in quelle particolarmente sofisticate.
La condizione che si può manifestare nel corso dello sviluppo del bambi-
no, afferente a quella che oggi viene definito come parte dei disturbi dello
spettro autistico , è caratterizzato da deficit sociali ed emotivi, stereotipie e
possibile disabilità intellettiva.
In altre parole, un disturbo del neurosviluppo che può compromettere il
percorso di interazione sociale del bambino con una alterazione delle com-
petenze e delle prestazioni comunicative verbale e non verbale.
Si tratta indubbiamente di problematiche di specifica competenza anche
dello psicologo, quale professionista in grado di valutare, progettare e
coordinare interventi nei quali vengono posti al centro i reali bisogni del
bambino e della sua famiglia.
Infatti, il rischio che si può correre è quello di orientare le azioni terapeuti-
che verso un apparente pragmatismo, che può mettere in secondo piano la
sfera affettiva e relazionale del bambino, con una eccessiva delega da parte
dei genitori.
Sono questioni professionali di grandissimo interesse epistemologico ed
applicativo perché rappresentano uno scenario ancora poco esplorato
dalla ricerca scientifica.
Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, quale agenzia pubblica preposta
alla promozione ed alla tutela del benessere e della qualità della vita di tuti
gli individui (Costituzione della Repubblica Italiana, art. 32), con questo
documento ha inteso fornire un contributo al dibattitto in corso affinché
possano essere messe in atto una serie di strategie d'intervento degne di
un paese moderno, e, senza affatto scavalcare quanto oggi viene prodotto
dalle società scientifiche, ha inteso rivedere tutta la problematica con-
BUONE PRASSI PER L'AUTISMO
nessa all'autismo al fine di poter dare un contributo non solo agli psicologi
interessati, ma anche al mondo della scuola ed alle famiglie.
Ringrazio tutti i componenti del Gruppo di Lavoro “ Buone prassi
sull'autismo ” per l'impegno e la grande professionalità profusi nella reda-
zione di questo documento, che di fatto è un manuale applicativo di facile
lettura.
Il Presidente
dott. Fulvio Giardina
PREFAZIONE
Perchè dare indicazioni per “Buone prassi per l'autismo”?
Nel corso degli anni la ricerca ha migliorato notevolmente la conoscenza
della sindrome del disturbo autistico riconoscendone la presenza in una
ampia varietà di forme che prima erano classificate in modo diverso (es.
autismo, sindrome di Asperger, psicosi infantile…).
Raggruppare in una unica classe la varietà delle forme ha comportato
l'aumento considerevole del numero di diagnosi di autismo; questo ha
motivato e dato impulso alla ricerca sulla etiologia, sui possibili interventi
e sulla loro efficacia.
Parlando di ricerca dobbiamo però pensare ad un fenomeno molto com-
plesso in cui singoli gruppi di studiosi si sono mossi in modo autonomo
entro cornici teoriche di riferimento tra loro molto diverse individuando
una molteplicità di oggetti di studio, ipotesi etiologiche e proposte di
intervento in cui è assai difficile orientarsi.
Non è facile per i genitori scegliere le cure per il proprio figlio, non è facile
per gli insegnanti capire quali atteggiamenti educativi mantenere e quali
proposte didattiche fare, non è facile, infine, neanche per il professionista
psicologo muoversi con consapevolezza e competenza nel momento della
diagnosi e della presa in carico di una persona con autismo e della sua fami-
glia. Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi ha raccolto
l'esigenza di tanti colleghi di comprendere questa complessità e superare
le divergenze interne teorico-metodologico che nel corso del tempo si
sono determinate promuovendo un confronto tra professionisti diversi,
con esperienze diverse e con orientamenti teorici diversi, nel tentativo di
fare il punto della situazione sui risultati della ricerca, sulle modalità di
diagnosi e di intervento e nella speranza di poter costruire delle buone
prassi condivise.
Nella collaborazione che il CNOP ha da anni con il MIUR è emersa anche la
necessità di fornire un orientamento agli insegnanti coinvolti nel processo
di inclusione scolastica e socializzazione, riferimento importante per le
famiglie.
Così è nato il gruppo di lavoro costituito da ricercatori, professionisti del
settore, insegnanti e referenti istituzionali.
BUONE PRASSI PER L'AUTISMO
Metodo di lavoro
Data la diversità degli orientamenti, delle esperienze e dei linguaggi sape-
vamo tutti che avremmo affrontato un compito arduo, una vera e propria
sfida che avrebbe potuto anche non portare ad un superamento delle
divergenze, ad una non composizione delle diversità.
La maturità di tutti i membri del gruppo di lavoro ha consentito il supera-
mento di alcuni momenti molto critici che hanno richiesto una volontà
all'incontro, apertura da parte di tutti. Abbiamo iniziato a confrontarci
ricostruendo innanzitutto la storia della concettualizzazione e della dia-
gnosi dell'autismo.
Questa prima fase è stata molto utile soprattutto a integrare i diversi punti
di vista che erano molto più vicini di quanto non immaginavamo perché
spesso la differenza era legata agli specifici linguaggi tecnici utilizzati dai
singoli orientamenti e anche ad una non piena conoscenza dello sviluppo
della ricerca effettuata dalle diverse società scientifiche.
Così abbiamo analizzato e confrontato il linguaggio proprio di ciascun
orientamento, abbandonando i tecnicismi e risignificandolo, riuscendo
quindi a costruire il discorso con un linguaggio in cui tutti potessero rico-
noscersi e forse anche più vicino a quello dell'uomo comune, potendolo
così non solo condividere tra noi ma anche e soprattutto ritrovando
valenze affettive più consone alla sofferenza delle persone con autismo e
dei loro familiari.
In una seconda fase di lavoro, grazie allo sforzo iniziale di comprenderci,
abbiamo costruito la struttura del documento e sulla base di questo
abbiamo organizzato il lavoro di stesura del resto del testo per sottogrup-
pi. Le stesure dei capitoli sono poi state discusse e revisionate in plenaria.
Il documento finale si propone come una guida per una diagnosi precoce e
tempestiva, per un aiuto e sostegno psicologico alle persone con autismo e
alle loro famiglie e per l'attuazione di buone prassi in ambito scolastico.
Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a que-
sta stesura con passione, competenza e capacità collaborativa.
Anna Maria Ancona
Vicepresidente CNOP
CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEGLI PSICOLOGI
internazionali. Il 22 settembre 2011 ha ricevuto la Honorary Membership dell'Assoc. Mondiale di Psichiatria (WPA) per l'eccellenza nell'attività svolta.
RAFFAELE CIAMBRONE
Dirigente MIUR, ha diretto – dal 2011 al 2018 – l'Ufficio centrale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che si occupa di inclusione scola- stica degli alunni con disabilità. In tale veste, ha promosso l'attivazione dei CTS- Centri Territoriali di Supporto e degli “Sportelli Autismo”, oltre che specifici pro- grammi di formazione per docenti, tra i quali 15 master su “Didattica e psicopeda- gogia per alunni con disturbo dello spettro autistico”. Rappresentante italiano nella European Agency for Special Needs and Inclusive Education, è autore di numerose pubblicazioni sulla didattica inclusiva
TIZIANA CIPRIETTI
Psicologa psicoterapeuta, libero professionista, lavora in qualità di consulente presso la Fondazione"IL CIRENEO" Onlus per l'autismo, Vasto(CH). Ha lavorato presso l'Associazione "ANNI VERDI" Onlus, Roma.
FIORENZO LAGHI
Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Psicologia dello sviluppo tipico e ati- pico e Direttore della Scuola di Specializzazione in Psicologia del Ciclo di Vita presso la Facoltà di Medicina e Psicologia di Sapienza Università di Roma; direttore del Master di II livello in Disturbi dello spettro autistico in adolescenza e del Corso di formazione di Peer Mediated Intervention per ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Ha pubblicato numerosi articoli e volumi prevalentemente sulla preven- zione dei comportamenti a rischio e sulla promozione di esiti positivi in bambini e adolescenti con sviluppo tipico e atipico. In particolare si occupa di inclusione sco- lastica e lavorativa di adolescenti con autismo.
ANNA MOLLI
Psicologo-psicoterapeuta psicoanalitico per Bambini, Adolescenti e Famiglie Modello Tavistock. Didatta con funzioni di training del Corso/Master in Studi di Osservazione Psicoanalitica e della Scuola Quadriennale di Psicoterapia Psicoana- litica per Bambini, Adolescenti e Famiglie Modello Tavistock – CSMH (Centro studi Martha Harris) di Firenze.
CINZIA MORSELLI
Psicologa, psicoterapeuta Psicoanalitica per Bambini, Adolescenti e Famiglia Modello Tavistock; socio dell'Associazione Martha Harris Psicoterapia Psicoanali- tica Infanzia e Adolescenza (AMHPPIA); socio del Coordinamento Internazionale degli Psicoterapeuti e psicoanalisti che si occupano di persone con autismo (CIPPA).
CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEGLI PSICOLOGI
CLAUDIA MUNARO
Dottore in tecniche psicologiche, Insegnante specializzata per le attività di soste- gno alla scuola secondaria di I grado e referente inclusione dell'Ambito Territoriale di Vicenza dell'U.S.R. per il Veneto. Formatore sul territorio nazionale, ha all'attivo pubblicazioni e collaborazioni con varie agenzie educative su tematiche della disabilità, promuove e conduce gruppi di ricerca-azione interistituzionali e territoriali scolastici, tra cui lo Sportello Auti- smo, il Servizio Disturbi Comportamento e dal 2013 il Gruppo Interistituzionale Disturbi di Comportamento di Vicenza. Ha collaborato con alcuni atenei su tematiche relative ai disturbi dello spettro auti- stico, tecnologie e disabilità e con il Dipartimento FISPPA dell'Università di Padova per il Master in Didattica e psicopedagogia per alunni con disturbi dello spettro autistico e per i corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno.
STEFANIA VANNUCCHI
Insegnante specializzata nelle attività di sostegno scuola primaria e referente del CTS e degli Sportelli SOS Autismo e dintorni e CAA dell'IC Gandhi di Prato. Tutor coordinatore CdS Scienze della Formazione Primaria Università degli Studi di Firenze. Operatore Metodo di Riabilitazione Globale a Mezzo del Cavallo ANIRE. Docente esperto FISH, regione Toscana. Presidente CNIS sede di Prato. Componente GdL Buone prassi Educative sull'Autismo CNOP. Componente del Comitato tecnico-scientifico Osservatorio permanente per l'integrazione degli alunni con disabilità del MIUR triennio 2014/2017.
PAOLA VENUTI
Professore di Psicologia Dinamica e Psicopatologia Clinica, Direttrice del Diparti- mento di Psicologia e Scienze Cognitive. È responsabile del Laboratorio di Osser- vazione Diagnosi e Formazione dove si svolgono attività di ricerca, diagnosi e trat- tamento dei disturbi dello sviluppo. L'attività di ricerca è rivolta allo studio dello sviluppo affettivo e cognitivo in sog- getti con sviluppo tipico ed atipico, con particolare attenzione ai comportamenti parentali e alla ricerca sugli indicatori precoci e sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico. Ha pubblicato sulle principali riviste internazionali e nazionali e ha recentemente pubblicato un ulteriore volume sulla genitorialità “Basi biologiche della Funzione genitoriale: Condizioni tipiche e atipiche” (Cortina 2018).
BUONE PRASSI PER L'AUTISMO
PREFAZIONE
Allo stato delle conoscenze scientifiche attuali, l'origine dei disturbi dello
spettro autistico (ASD) è ritenuta di tipo multifattoriale e gli interventi
multidisciplinari sono considerati i più efficaci e rispettosi per la cura
della persona nella sua interezza.
Questa pubblicazione non vuole essere un trattato sui disturbi dello spet-
tro autistico, e non vuole aggiungere nuove conoscenze, bensì presentare
in modo sintetico e sinottico che cosa si intende attualmente per ASD. Il
fine è quello di sottolineare la molteplicità degli apporti e dei diversi
approcci scientifici, insieme ai differenti interventi con lo scopo di inte-
grarli in una visione unitaria.
Quando ci si occupa di persone con autismo è necessario conoscere moda-
lità e tecniche esistenti per riuscire a declinarle alla luce delle caratteristi-
che e dei bisogni di ogni singolo individuo. Per tali ragioni è importante ed
opportuno promuovere una proficua collaborazione tra i professionisti
che operano in ambito socio-sanitario e nella scuola, con il coinvolgimento
attivo e costante della famiglia.
Lavorare insieme, assumendo punti di vista differenti, sostenendo la
sinergia tra medicina, psicologia e pedagogia, integrando le varie prassi, i
linguaggi scientifici e le diverse visioni, è fattore determinante di un qual-
siasi intervento abilitativo personalizzato tenendo conto dello specifico
momento dello sviluppo, in diversi contesti di vita.
Il presente lavoro vuole proporre, quindi, uno sguardo globale e non setto-
riale degli interventi che collocano al centro dell'azione la persona con
autismo che va osservata non solo nei suoi aspetti neurobiologici, comun-
que legati alla dimensione della salute, ma anche in quelli interconnessi
con il suo benessere psicofisico, lo sviluppo socio-affettivo, le dinamiche
dell'apprendimento, la relazione, il gioco.
Il contributo ha, inoltre, lo scopo di proporre una linea di indirizzo sul
ruolo dello psicologo per una presa in carico proficua della persona con
autismo e di presentare in modo conciso le modalità e gli strumenti identi-
ficati come efficaci per la diagnosi e la valutazione funzionale. Una partico-
lare attenzione è dedicata anche ai trattamenti per l'autismo: quelli pro-
posti e riconosciuti nella letteratura perché basati su evidenze scientifi-
BUONE PRASSI PER L'AUTISMO
che, mettendone in rilievo però degli stessi luci e ombre della loro applica-
zione attuale nel nostro contesto riabilitativo e scolastico; quelli oggi al
centro della ricerca e della riflessione professionale.
A tale riguardo una sezione del contributo descrive, in modo sintetico, le
tecniche e le strategie da utilizzare all'interno della scuola, comunità edu-
cante per eccellenza, per favorire un'inclusione di qualità e rispettosa dei
bisogni educativi specifici e complessi degli alunni con autismo, coinvol-
gendo e valorizzando il ruolo della famiglia, in quanto partner attivo e indi-
spensabile per promuovere un'educazione globale e condivisa.
CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEGLI PSICOLOGI