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Power point sull'Autismo, dove viene descritto e spiegato
Tipologia: Appunti
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Autismo: aspetti psicopedagogici, principali teorie Tommaso Fratini a.a. 2018/
L’autismo di Kanner un tempo era detto anche “infantile”; termine scomparso dai più recenti quadri nosografici, in quanto l’autismo si manifesta sì a partire dai primi anni di vita, ma è una condizione poi, nella stragrande maggioranza dei casi, destinata a mantenersi per tutto l’arco della vita.
Kanner descrisse il caso di undici bambini, i quali, pur con debite differenze, mostravano tutti delle peculiari caratteristiche, che egli collegò in modo geniale a quelli che ancora oggi funzionano come criteri diagnostici fondamentali della sindrome.
Significativo è anche il quadro clinico, oggi universalmente noto come sindrome di Asperger. Si tratta di una sindrome scoperta dal medico viennesse Asperger nel 1944, riscoperta dal lavoro di Lorna Wing nel 1981
Grado variabile di impaccio motorio. I soggetti con sindrome di Asperger sono quasi sempre persone impacciate nella motricità, rispetto alla quale mostrano una tipica goffaggine. Per questo possono avere difficoltà negli sport, nell’esercizio del corpo, nell’attività grafopittorica e nella motricità fine.
Bettelheim, riportando alcune descrizioni di casi di suoi pazienti in trattamento, esponeva la concezione, oggi divenuta classica, della psicoanalisi sull’autismo, intesa come forma di ritiro e di reazione estrema a un ambiente familiare, caratterizzato da grande freddezza emotiva come forma di violenza, e in se stesso dunque responsabile dell’insorgenza dell’autismo, inteso appunto come forma precoce di psicosi infantile.
La seconda fase degli studi sull’autismo inizia invece dai primi anni Settanta, quando la ricerca sull’autismo comincia a caratterizzarsi per il massiccio incremento dei contributi in campo neuroscientifico e della psicologia clinica sperimentale, di estrazione non psicoanalitica.
Questa fase è proseguita poi a partire dagli anni Ottanta con l’emergere dei modelli attualmente più noti dell’autismo, sotto l’insegna della teoria della mente, del contributo della neuropsicologia cognitiva, e della Infant Research nel campo dell’osservazione controllata del bambino nei primi mesi e anni di vita
Tale momento più vicino si caratterizza per l’abbandono del concetto di schizofrenia infantile, per la definizione sempre più chiara dei criteri diagnostici dell’autismo, per l’esplorazione sempre più approfondita delle peculiarità di questa sindrome, e per la messa a punto di nuove forme di trattamento, caratterizzate dall’imporsi degli approcci cognitivo-comportamentali dell’autismo.