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Definizione, progetto imprenditoriale, attitudini dell’imprendito, elementi, destinatari, redattori, contenuti del business plan, analisi economica-finanziaria, pianificazione strategica, pianificazione operativa
Tipologia: Sintesi del corso
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Per business plan si intende quel documento dove vengono fatte confluire tutte le informazioni relative all’idea imprenditoriale ed in particolare l’indicazione del progetto imprenditoriale, l’analisi del mercato, la struttura aziendale e le previsioni economiche finanziarie.
Per rendere concreta l’idea bisogna elaborare il così detto progetto imprenditoriale che si fonda sui seguenti 5 elementi:
Le principali attitudini dell’imprenditore sono:
Rischio patrimoniale: mette a rischio il proprio patrimonio - concetto statico di ricchezza. Rischio finanziario: mette a rischio le proprie finanze - concetto dinamico di ricchezza.
§ INADEMPIMENTO (assoggettato alle procedure individuali): è uno stato di difficoltà momentanea, assolutamente reversibile (può cambiare) per questo motivo lo stato di difficoltà momentanea prevede l’assoggettabilità dell’imprenditore inadempiente alle procedure individuali quali pignoramento dei beni. § INSOLVENZA (assoggettato alle procedure concorsuali): è uno stato di difficoltà finanziaria dell’imprenditore gravissima in quanto egli non riesce più a far fronte ai pagamenti con gli ordinari mezzi di pagamento; lo stato di difficoltà finanziaria è irreversibile in quanto i costi superano strutturalmente i ricavi (BILANCIO AZIENDALE). L’imprenditore è quindi assoggettato alle procedure concorsuali come il fallimento. Esso si verifica quando l’azienda è decotta e si può attuare solo con gli imprenditori commerciali (no con imprenditori agricoli, artigiani, piccoli imprenditori).
Essi possono variare sulla base delle situazioni, degli obiettivi, delle motivazioni, delle aziende cui si riferiscono. Generalmente, il business plan comprende i seguenti elementi:
Destinatari del business plan sono l’imprenditore, principale beneficiario delle informazioni contenute nel piano, e gli stakeholder interni ed esterni, in particolare:
Redattori del business plan possono essere:
I contenuti del business plan sono suddivi in più settori:
inoltre deve contenere le politiche di commercializzazione, le strategie di comunicazione, la sicurezza del lavoro, l’analisi economico-finanziaria.
verificare se è opportuno investire) L’analisi di mercato é importantissima perché mira ad inquadrare la situazione macroeconomica di una nazione, quindi prende in considerazione i seguenti elementi: il reddito pro-capite, il reddito familiare, il PIL, la capacità di spesa, la capacità di risparmio, il tasso di inflazione, l’indice di produttività. Inoltre mira ad evidenziare le usanze e le tradizioni di un popolo, strutture e infrastrutture esistenti.
L’analisi di settore si concentra maggiormente per comprendere l’insieme delle imprese che producono servizi in concorrenza. In questo genere di indagine possono risultare utili le informazioni fornite da coloro che da tempo operano nel comparto e dalle associazioni di categoria, così come le notizie raccolte mediante le visite a fiere di settore o sulle riviste specializzate. L’individuazione di ostacoli e costi riguardanti l’ingresso sul mercato di una nuova impresa servono a definire meglio il progetto imprenditoriale evidenziandone le caratteristiche.
Viene svolta sia a livello qualitativo che quantitativo. A livello quantitativo serve per stimare numericamente la domanda potenziale. A livello qualitativo si concentra sui comportamenti dei consumatori che vengono suddivisi in gruppi (segmenti) e in sottogruppi (target) in base
All’interno di questa parte trovano ospitalità anche le strategie di comunicazione (pubblicità: advertising, marketing). Questa sezione del business plan è normalmente suddivisa in tre parti:
Il business plan si completa con l’analisi delle previsioni economico- finanziarie relative al progetto imprenditoriale. In questa sezione si va a verificare quanto la business idea sia conveniente, cioè sia sufficientemente remunerativa rispetto ad altre forme di investimento e se la nuova attività economica abbia:
remunerazione degli azionisti, divisione degli utili, puntualità nel pagamento delle tasse). Infine la redditività economica rivela la convenienza economica del progetto imprenditoriale intesa come valutazione della redditività dell’investimento (confronto con altro investimento). L’analisi economico-finanziaria si sviluppa attraverso quattro documenti specifici:
È un documento che ha la funzione di individuare i costi tipici nella fase di avvio dell’impresa vale a dire nei primi 12 mesi di vita, ovvero nel periodo in cui si affrontano costi certi a fronte di ricavi molto incerti nonché l’ammontare del capitale proprio che vuole investire nell’azienda. Il piano di start up comprende l’elenco dei seguenti costi:
È un documento, fondamentale parte integrante del business plan, che serve per valutare immobilizzazioni (impianti, attrezzature, software) richieste in fase di avvio della azienda nonché il capitale circolante necessario per sostenere i costi di gestione iniziali, concretamente l’imprenditore, mediante il preventivo finanziario, deve valutare:
Con la pianificazione strategica l’imprenditore o il suo management adeguano l’attività aziendale agli stimoli provenienti dall’esterno relativi sia al macro che al micro ambiente mediante la definizione di obiettivi da raggiungere, mediante l’elaborazione di strategie per attuarli. In particolare l’ambiente esterno è costituito dal macroambiente, vale a dire l’ambiente politico, economico, sociale, culturale e tecnologico sul quale l’azienda intesa come impresa poco può influire; il microambiente è costituito da fornitori, clienti, competitors, banche e da gli stakeholder. Ai fini della gestione pianificata, l’imprenditore deve considerare solo le variabili esterne aventi un forte impatto sul futuro della propria impresa, mentre incidono in misura minore i componenti relativi al microambienti. Insomma per una corretta pianificazione strategica, l’imprenditore non può e non deve trascurare le variabili del macroambiente.
Tra gli strumenti a disposizione dell’imprenditore per lo studio del macroambiente e ai fini di una corretta pianificazione strategica un posto di primo piano è occupato da:
L’AMBIENTE POLITICO: è importante comprendere la posizione del potere politico e come esso può cambiare una nazione, cioè le ripercussioni che può avere sul macroambiente economico e quindi sulle aziende. L’AMBIENTE ECONOMICO: anche i cambiamenti economici possono avere ricadute sulla domanda e sull’offerta e quindi sulla redditività delle aziende. Si pensi ad una misura di abbassamento dei prezzi che aumento l’attrattività turistica rispetto i paesi concorrenti. L’AMBIENTE SOCIO-CULTURALE: anche gli stili di vita, le tradizioni possono influire sulle capacità di una impresa a radicarsi in un territorio, ad esempio sarà molto complicato per un brand famoso di moda radicarsi in mercati o aree socioculturale di stato musulmano. L’AMBIENTE TECNOLOGICO: anch’esso può determinare le capacità di scelta di un imprenditore perché esso può rappresentare un opportunità ma anche una minaccia qualora il mercato sia tecnologicamente arretrato. Si pensi ad una start up che per poter operare necessita della banda larga. L’AMBIENTE COMPETITIVO: riguarda tutti i concorrenti che caratterizzano il mercato in cui l’impresa compete o ha intenzione di competere.
Il microambiente è rappresentato dall’impresa stessa e da ciò che ruota intorno ad essa ovvero i clienti, i fornitori, gli stakeholder. L’analisi di tale microambiente è fondamentale per determinare se è il settore in cui l’azienda intende operare sia particolarmente attrattivo, ciò si potrà comprende attraverso un’analisi riguardante i diretti concorrenti, i potenziali entrati, i fornitori, i clienti e i prodotti sostitutivi.
La programmazione aziendale può riguardare tutta l’impresa (in questo caso consiste nella redazione di un programma che riguardi gli aspetti tecnici, commerciali, economici e finanziari dell’intera impresa), oppure può riguardare singoli settori (cioè le singole funzioni aziendali, come marketing, produzione, risorse umane).