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Business Plan e rischio d’impresa, Sintesi del corso di Economia aziendale

Definizione, progetto imprenditoriale, attitudini dell’imprendito, elementi, destinatari, redattori, contenuti del business plan, analisi economica-finanziaria, pianificazione strategica, pianificazione operativa

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018

In vendita dal 01/11/2018

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Lezione del 11/01/2018 Riferimento: pag. 74 a 97
BUSINESS PLAN
1)
DEFINIZIONE:
Per business plan si intende quel documento dove vengono fatte
confluire tutte le informazioni relative allidea imprenditoriale ed in
particolare l’indicazione del progetto imprenditoriale, l’analisi del
mercato, la struttura aziendale e le previsioni economiche finanziarie.
2)
IL PROGETTO IMPRENDITORIALE:
Per rendere concreta lidea bisogna elaborare il co detto progetto
imprenditoriale che si fonda sui seguenti 5 elementi:
1.
il RUOLO che lazienda vuole assumere sul mercato (scelta target
di clientela)(mission);
2.
i BENI e/o SERVIZI che lazienda vuole produrre per fare affari
(core business)(è il prodotto che ha maggior fatturato);
3.
la STRUTTURA ORGANIZZATA, cioè la definizione dei ruoli
operativi e di coordinamento (management);
4.
la FORMA GIURIDICA (impresa individuale o società di persone o
di capitali)(importante per i finanziamenti);
5.
l’UBICAZIONE è il luogo dove è situata lazienda.
3)
LE ATTITUDINI DELL’IMPRENDITORE:
Le principali attitudini dellimprenditore sono:
1.
la prontezza di cogliere le occasioni al volo;
2.
la capacità di trovare soluzioni per affrontare le problematiche
che si verificano nella quotidianità aziendale (CAPACITÀ DI
PROBLEM SOLVING);
3.
avere una forte motivazione;
4.
capacità di leardship;
5.
l’autostima (essere consapevole delle proprie capacità);
6.
la pazienza, la tenacia;
7.
la capacità di assumersi i rischi derivanti dalla propria scelta
imprenditoriale.(requisiti mentali, professionali, adempimenti)
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Lezione del 11/01/2018 Riferimento: pag. 74 a 97

BUSINESS PLAN

1) DEFINIZIONE:

Per business plan si intende quel documento dove vengono fatte confluire tutte le informazioni relative all’idea imprenditoriale ed in particolare l’indicazione del progetto imprenditoriale, l’analisi del mercato, la struttura aziendale e le previsioni economiche finanziarie.

2) IL PROGETTO IMPRENDITORIALE:

Per rendere concreta l’idea bisogna elaborare il così detto progetto imprenditoriale che si fonda sui seguenti 5 elementi:

  1. il RUOLO che l’azienda vuole assumere sul mercato (scelta target di clientela)(mission);
  2. i BENI e/o SERVIZI che l’azienda vuole produrre per fare affari (core business)(è il prodotto che ha maggior fatturato);
  3. la STRUTTURA ORGANIZZATA, cioè la definizione dei ruoli operativi e di coordinamento (management);
  4. la FORMA GIURIDICA (impresa individuale o società di persone o di capitali)(importante per i finanziamenti);
  5. l’UBICAZIONE è il luogo dove è situata l’azienda.

3) LE ATTITUDINI DELL’IMPRENDITORE:

Le principali attitudini dell’imprenditore sono:

  1. la prontezza di cogliere le occasioni al volo;
  2. la capacità di trovare soluzioni per affrontare le problematiche che si verificano nella quotidianità aziendale (CAPACITÀ DI PROBLEM SOLVING);
  3. avere una forte motivazione;
  4. capacità di leardship;
  5. l’autostima (essere consapevole delle proprie capacità);
  6. la pazienza, la tenacia;
  7. la capacità di assumersi i rischi derivanti dalla propria scelta imprenditoriale.(requisiti mentali, professionali, adempimenti)

RISCHIO D’IMPRESA

1) ECONOMICO Rischio patrimoniale

Rischio finanziario

Rischio patrimoniale: mette a rischio il proprio patrimonio - concetto statico di ricchezza. Rischio finanziario: mette a rischio le proprie finanze - concetto dinamico di ricchezza.

2) GIURIDICO Inadempimento

Insolvenza

§ INADEMPIMENTO (assoggettato alle procedure individuali): è uno stato di difficoltà momentanea, assolutamente reversibile (può cambiare) per questo motivo lo stato di difficoltà momentanea prevede l’assoggettabilità dell’imprenditore inadempiente alle procedure individuali quali pignoramento dei beni. § INSOLVENZA (assoggettato alle procedure concorsuali): è uno stato di difficoltà finanziaria dell’imprenditore gravissima in quanto egli non riesce più a far fronte ai pagamenti con gli ordinari mezzi di pagamento; lo stato di difficoltà finanziaria è irreversibile in quanto i costi superano strutturalmente i ricavi (BILANCIO AZIENDALE). L’imprenditore è quindi assoggettato alle procedure concorsuali come il fallimento. Esso si verifica quando l’azienda è decotta e si può attuare solo con gli imprenditori commerciali (no con imprenditori agricoli, artigiani, piccoli imprenditori).

Essi possono variare sulla base delle situazioni, degli obiettivi, delle motivazioni, delle aziende cui si riferiscono. Generalmente, il business plan comprende i seguenti elementi:

  • descrizione dell’attività
  • descrizione del prodotto o servizio offerto;
  • analisi della domanda;
  • analisi dell’offerta;
  • analisi dei concorrenti;
  • individuazione del target;
  • descrizione delle scelte commerciali;
  • analisi della struttura organizzativa e delle risorse umane;
  • descrizione della normativa sulla sicurezza;
  • preventivo finanziario e economico.

2) I DESTINATARI DEL BUSINESS PLAN

Destinatari del business plan sono l’imprenditore, principale beneficiario delle informazioni contenute nel piano, e gli stakeholder interni ed esterni, in particolare:

  • i soci (nel caso di una costituzione di una società);
  • i finanziatori che analizzano l’idea imprenditoriale (banche, istituti di credito, enti pubblici);
  • il management (è chiamato a condividere il piano di sviluppo dell’azienda).

3) I REDATTORI DEL BUSINESS PLAN

Redattori del business plan possono essere:

  • l’imprenditore (che ha concepito l’idea imprenditoriale);
  • il management (nelle imprese di medio-grandi dimensioni);
  • i professionisti esterni all’impresa (consulenti specializzati nelle varie discipline aziendali).

I CONTENUTI DEL BUSINESS PLAN

I contenuti del business plan sono suddivi in più settori:

1) analisi di mercato;

2) analisi di settore;

3) analisi della domanda e della concorrenza;

4) analisi tecnica e tecnologica;

inoltre deve contenere le politiche di commercializzazione, le strategie di comunicazione, la sicurezza del lavoro, l’analisi economico-finanziaria.

1) ANALISI DI MERCATO(primi ad essere analizzati per

verificare se è opportuno investire) L’analisi di mercato é importantissima perché mira ad inquadrare la situazione macroeconomica di una nazione, quindi prende in considerazione i seguenti elementi: il reddito pro-capite, il reddito familiare, il PIL, la capacità di spesa, la capacità di risparmio, il tasso di inflazione, l’indice di produttività. Inoltre mira ad evidenziare le usanze e le tradizioni di un popolo, strutture e infrastrutture esistenti.

2) ANALISI DI SETTORE

L’analisi di settore si concentra maggiormente per comprendere l’insieme delle imprese che producono servizi in concorrenza. In questo genere di indagine possono risultare utili le informazioni fornite da coloro che da tempo operano nel comparto e dalle associazioni di categoria, così come le notizie raccolte mediante le visite a fiere di settore o sulle riviste specializzate. L’individuazione di ostacoli e costi riguardanti l’ingresso sul mercato di una nuova impresa servono a definire meglio il progetto imprenditoriale evidenziandone le caratteristiche.

3) ANALISI DELLA DOMANDA

Viene svolta sia a livello qualitativo che quantitativo. A livello quantitativo serve per stimare numericamente la domanda potenziale. A livello qualitativo si concentra sui comportamenti dei consumatori che vengono suddivisi in gruppi (segmenti) e in sottogruppi (target) in base

All’interno di questa parte trovano ospitalità anche le strategie di comunicazione (pubblicità: advertising, marketing). Questa sezione del business plan è normalmente suddivisa in tre parti:

  • quella che si interessa di quanto investire in comunicazione per l’avvio dell’impresa;
  • quali strumenti utilizzare per il miglior risultato;
  • quali messaggi utilizzare. Infine è auspicabile che il business plan indichi anche le misure di sicurezza sul lavoro che l’imprenditore intende adottare, cioè gli interventi e gli strumenti che l’imprenditore intende adottare per realizzare una seria politiche di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali in azienda.

L’ANALISI ECONOMICO-FINANZIARIA

Il business plan si completa con l’analisi delle previsioni economico- finanziarie relative al progetto imprenditoriale. In questa sezione si va a verificare quanto la business idea sia conveniente, cioè sia sufficientemente remunerativa rispetto ad altre forme di investimento e se la nuova attività economica abbia:

  • solidità patrimoniale;
  • solvibilità finanziaria;
  • redditività economica; La solidità patrimoniale dell’impresa rivela la capacità dell’impresa di assicurare l’equilibrio tra il capitale da investire (investimenti) e il capitale proprio o di terzi (vale a dire con le fonti di investimento). La solvibilità finanziaria che esprime la propensione della azienda a far fronte in maniera tempestiva alle proprie obbligazioni finanziarie (pagamento degli stipendi, pagamento fatture, pagamenti interessi passivi alle banche, puntualità nel rimborso di finanziamenti,

remunerazione degli azionisti, divisione degli utili, puntualità nel pagamento delle tasse). Infine la redditività economica rivela la convenienza economica del progetto imprenditoriale intesa come valutazione della redditività dell’investimento (confronto con altro investimento). L’analisi economico-finanziaria si sviluppa attraverso quattro documenti specifici:

  • il piano di start up;
  • il preventivo finanziario;
  • il preventivo economico;
  • il piano dei flussi di cassa. Il business plan si completa infine con tutta una serie di allegati che sono il curriculum vitae dell’imprenditore e quello dei tuoi soci, eventuali articoli di giornali e riviste, e altro. Il materiale fornito in questa sezione non deve superare 1/5 del business plan.

1) IL PIANO DI START UP

È un documento che ha la funzione di individuare i costi tipici nella fase di avvio dell’impresa vale a dire nei primi 12 mesi di vita, ovvero nel periodo in cui si affrontano costi certi a fronte di ricavi molto incerti nonché l’ammontare del capitale proprio che vuole investire nell’azienda. Il piano di start up comprende l’elenco dei seguenti costi:

  • le spese relative alla costituzione della società;
  • le spese relativi agli investimenti strutturali (arredamento, impianti, macchinari);
  • gli stipendi e i salari e gli onorari e i compensi ai commercialisti;
  • l’eventuale cauzione per l’affitto;
  • le spese relative al materiale di consumo (spese pubblicitarie);

2) IL PREVENTIVO FINANZIARIO

È un documento, fondamentale parte integrante del business plan, che serve per valutare immobilizzazioni (impianti, attrezzature, software) richieste in fase di avvio della azienda nonché il capitale circolante necessario per sostenere i costi di gestione iniziali, concretamente l’imprenditore, mediante il preventivo finanziario, deve valutare:

LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA

Con la pianificazione strategica l’imprenditore o il suo management adeguano l’attività aziendale agli stimoli provenienti dall’esterno relativi sia al macro che al micro ambiente mediante la definizione di obiettivi da raggiungere, mediante l’elaborazione di strategie per attuarli. In particolare l’ambiente esterno è costituito dal macroambiente, vale a dire l’ambiente politico, economico, sociale, culturale e tecnologico sul quale l’azienda intesa come impresa poco può influire; il microambiente è costituito da fornitori, clienti, competitors, banche e da gli stakeholder. Ai fini della gestione pianificata, l’imprenditore deve considerare solo le variabili esterne aventi un forte impatto sul futuro della propria impresa, mentre incidono in misura minore i componenti relativi al microambienti. Insomma per una corretta pianificazione strategica, l’imprenditore non può e non deve trascurare le variabili del macroambiente.

1) ANALISI DEL MACROAMBIENTE

Tra gli strumenti a disposizione dell’imprenditore per lo studio del macroambiente e ai fini di una corretta pianificazione strategica un posto di primo piano è occupato da:

  • L’ANALISI SWOT
  • L’ANALISI C-PEST Attraverso l’analisi SWOT si prendono in considerazione le opportunità e le minacce provenienti dall’ambiente esterno che possono da un lato favorire e dall’altro danneggiare l’impresa. L’acronimo PEST, invece, individua gli elementi chiave dell’ambiente esterno che possono influire sulla gestione azienda. P:politico E:economico S:socio-culturale T:tecnologico A questi quattro elementi se ne può aggiungere un altro, ovvero C che sta per competitivo, si parla quindi di C-PEST.

L’AMBIENTE POLITICO: è importante comprendere la posizione del potere politico e come esso può cambiare una nazione, cioè le ripercussioni che può avere sul macroambiente economico e quindi sulle aziende. L’AMBIENTE ECONOMICO: anche i cambiamenti economici possono avere ricadute sulla domanda e sull’offerta e quindi sulla redditività delle aziende. Si pensi ad una misura di abbassamento dei prezzi che aumento l’attrattività turistica rispetto i paesi concorrenti. L’AMBIENTE SOCIO-CULTURALE: anche gli stili di vita, le tradizioni possono influire sulle capacità di una impresa a radicarsi in un territorio, ad esempio sarà molto complicato per un brand famoso di moda radicarsi in mercati o aree socioculturale di stato musulmano. L’AMBIENTE TECNOLOGICO: anch’esso può determinare le capacità di scelta di un imprenditore perché esso può rappresentare un opportunità ma anche una minaccia qualora il mercato sia tecnologicamente arretrato. Si pensi ad una start up che per poter operare necessita della banda larga. L’AMBIENTE COMPETITIVO: riguarda tutti i concorrenti che caratterizzano il mercato in cui l’impresa compete o ha intenzione di competere.

2) ANALISI DEL MICROAMBIENTE

Il microambiente è rappresentato dall’impresa stessa e da ciò che ruota intorno ad essa ovvero i clienti, i fornitori, gli stakeholder. L’analisi di tale microambiente è fondamentale per determinare se è il settore in cui l’azienda intende operare sia particolarmente attrattivo, ciò si potrà comprende attraverso un’analisi riguardante i diretti concorrenti, i potenziali entrati, i fornitori, i clienti e i prodotti sostitutivi.

3) IL PIANO DI PROGRAMMAZIONE AZIENDALE

La programmazione aziendale può riguardare tutta l’impresa (in questo caso consiste nella redazione di un programma che riguardi gli aspetti tecnici, commerciali, economici e finanziari dell’intera impresa), oppure può riguardare singoli settori (cioè le singole funzioni aziendali, come marketing, produzione, risorse umane).