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cambiamento climatico e come risolvere, Guide, Progetti e Ricerche di Italiano

questa è una ricerca sul cambiamento climatico, più nello specifico si vanno ad analizzare le possibili soluzioni per contrastarlo

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2021/2022

In vendita dal 02/04/2023

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(combattere il cambiamento climatico)
È importante sapere la differenza tra tempo meteorologico e clima.
Il primo è quello che osserviamo fuori dalla finestra, quindi se piove, c’è il sole o se nevica, o quello che
ascoltiamo al meteo per sapere se questa settimana farà caldo o freddo.
Il clima, invece, è la temperatura media di una zona estesa in un periodo di tempo lungo almeno un
decennio.
Per questo non è sufficiente un inverno molto freddo per smentire il cambiamento climatico, come non lo è
un’ondata di caldo anomala. Allo stesso modo, non è vero che tutto il pianeta si sta scaldando in maniera
uniforme: la Terra è un sistema caotico. Certo è, però, che l’intero pianeta continua a scaldarsi. Il 2019 è
stato il secondo anno più caldo mai registrato sulla Terra, e in Europa la temperatura media è stata di 3,2
gradi in più rispetto al periodo usato dagli scienziati come riferimento (1981-2010).
È importante sapere anche la differenza tra inquinamento e cambiamento climatico, infatti, l’inquinamento
è causato dall’immissione in atmosfera di sostanze inquinanti. Tra queste ci sono le cosiddette polveri sottili
come le Pm10 o Pm2,5 (dove la sigla sta per materia particolata e il numero indica il diametro delle
particelle in micron), i due particolati più noti e dannosi per la salute umana.
Il cambiamento climatico, invece, è causato dall’emissione di gas serra, in particolare dalla CO2, ovvero
l’anidride carbonica, che però – è bene ricordarlo – non è un inquinante. Ciò non significa che cambiamento
climatico e inquinamento siano problemi separati, solo che non possiamo legarli in maniera diretta. Da
sempre il clima della terra subisce mutamenti, attraversando ere glaciali e periodi con temperature medie
elevate.
Il problema è che i cambiamenti climatici osservati a partire dall’inizio del novecento non sono naturali,
bensì causati da attività umane, in particolare dall’utilizzo dei combustibili fossili, ma anche dal cambio
dell’agricoltura e nello sfruttamento del suolo, come la deforestazione, la creazione di discariche e l’utilizzo
di gas fluorurati industriale. Un’interferenza nei delicati equilibri della natura che sta determinando siccità,
scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, aumento delle precipitazioni e perdita della
biodiversità.
Il cambiamento climatico è una realtà, e sta provocando già impatti e fenomeni di frequenza ed intensità
mai visti nella storia umana e con essi sofferenze, perdita di vite, sconvolgimento degli ecosistemi e della
ricchezza di biodiversità che sostengono la nostra vita.
I gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto livelli senza precedenti. Ogni altro ritardo nell’azione climatica
metterà il pianeta e chi lo abita a rischio di sconvolgimenti inimmaginabili.
Per evitare che la situazione precipiti e che gli impatti del climate change siano ancora più violenti, è
necessario limitare il riscaldamento globale a 1.5°C, e per farlo dobbiamo azzerare le emissioni di CO2 ben
prima del 2050.
Il report dell'IPCC (gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) sul riscaldamento di 1,5°C, il report
IPBES (intergovernmental science-policy platform on biodiversity and Ecosystem Services) sulla perdita di
natura e gli ultimi report IPCC, fra cui quello su oceani e criosfera, mostrano con evidenza i pericoli e i costi
di una eventuale mancanza di azioni e i benefici che invece deriverebbero da azioni urgenti e radicali e con
il dimezzamento delle emissioni di CO2 provocate da attività antropiche entro il 2030.
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(combattere il cambiamento climatico) È importante sapere la differenza tra tempo meteorologico e clima. Il primo è quello che osserviamo fuori dalla finestra, quindi se piove, c’è il sole o se nevica, o quello che ascoltiamo al meteo per sapere se questa settimana farà caldo o freddo. Il clima, invece, è la temperatura media di una zona estesa in un periodo di tempo lungo almeno un decennio. Per questo non è sufficiente un inverno molto freddo per smentire il cambiamento climatico, come non lo è un’ondata di caldo anomala. Allo stesso modo, non è vero che tutto il pianeta si sta scaldando in maniera uniforme: la Terra è un sistema caotico. Certo è, però, che l’intero pianeta continua a scaldarsi. Il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato sulla Terra, e in Europa la temperatura media è stata di 3, gradi in più rispetto al periodo usato dagli scienziati come riferimento (1981-2010). È importante sapere anche la differenza tra inquinamento e cambiamento climatico, infatti, l’inquinamento è causato dall’immissione in atmosfera di sostanze inquinanti. Tra queste ci sono le cosiddette polveri sottili come le Pm10 o Pm2,5 (dove la sigla sta per materia particolata e il numero indica il diametro delle particelle in micron), i due particolati più noti e dannosi per la salute umana. Il cambiamento climatico, invece, è causato dall’emissione di gas serra, in particolare dalla CO2, ovvero l’anidride carbonica, che però – è bene ricordarlo – non è un inquinante. Ciò non significa che cambiamento climatico e inquinamento siano problemi separati, solo che non possiamo legarli in maniera diretta. Da sempre il clima della terra subisce mutamenti, attraversando ere glaciali e periodi con temperature medie elevate. Il problema è che i cambiamenti climatici osservati a partire dall’inizio del novecento non sono naturali, bensì causati da attività umane, in particolare dall’utilizzo dei combustibili fossili, ma anche dal cambio dell’agricoltura e nello sfruttamento del suolo, come la deforestazione, la creazione di discariche e l’utilizzo di gas fluorurati industriale. Un’interferenza nei delicati equilibri della natura che sta determinando siccità, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, aumento delle precipitazioni e perdita della biodiversità. Il cambiamento climatico è una realtà, e sta provocando già impatti e fenomeni di frequenza ed intensità mai visti nella storia umana e con essi sofferenze, perdita di vite, sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di biodiversità che sostengono la nostra vita. I gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto livelli senza precedenti. Ogni altro ritardo nell’azione climatica metterà il pianeta e chi lo abita a rischio di sconvolgimenti inimmaginabili. Per evitare che la situazione precipiti e che gli impatti del climate change siano ancora più violenti, è necessario limitare il riscaldamento globale a 1.5°C, e per farlo dobbiamo azzerare le emissioni di CO2 ben prima del 2050. Il report dell'IPCC (gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) sul riscaldamento di 1,5°C, il report IPBES (intergovernmental science-policy platform on biodiversity and Ecosystem Services) sulla perdita di natura e gli ultimi report IPCC, fra cui quello su oceani e criosfera, mostrano con evidenza i pericoli e i costi di una eventuale mancanza di azioni e i benefici che invece deriverebbero da azioni urgenti e radicali e con il dimezzamento delle emissioni di CO2 provocate da attività antropiche entro il 2030.

Il riscaldamento globale avrà effetti catastrofici come l’innalzamento del livello del mare, l’incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, delle alluvioni, l’aumento per numero e intensità delle tempeste e degli uragani. Questi fenomeni avranno un impatto su milioni di persone, con effetti ancora maggiori su chi vive nelle zone più vulnerabili e povere del mondo, danneggeranno la produzione alimentare, minacciano specie di importanza vitale, gli habitat e gli ecosistemi. Il riscaldamento globale è causato dall’utilizzo di combustibili fossili: il carbone, il petrolio e i gas naturali. Quando li bruciamo produciamo CO2. Esistono dei pozzi di assorbimento naturali della CO2 come il suolo, le foreste e gli oceani, ma questi sono del tutto insufficienti a bilanciare gli impatti delle attività umane. Nel 2017 i pozzi naturali hanno assorbito solo un terzo dell’anidride carbonica prodotta. Il resto si è accumulato nell’atmosfera. Oltre all’anidride carbonica esistono altri gas serra, come il metano o il protossido di azoto. L’anidride carbonica è il più problematico perché rimane a lungo nell’atmosfera. L’accumulo di gas serra nell’atmosfera causa un aumento dell’effetto serra. Un effetto di per sé benefico che rende il nostro pianeta abitabile: fa sì che una parte dell’energia che la Terra cede all’universo rimanga intrappolata nell’atmosfera riscaldandola. A partire dal periodo preindustriale si stima che le sole attività umane abbiano aumentato la temperatura media globale di circa 1 grado Celsius. Può sembrare poco, ma è non lo è affatto. Basti pensare che durante l’ultima glaciazione la temperatura media globale era di appena 4 o 5 gradi inferiore a quella di oggi. E mentre un’era dura migliaia di anni, l’aumento delle temperature a cui stiamo assistendo riguarda un periodo di neanche due secoli. Il 2020 sarà un anno strategico per i Paesi firmatari dell'Accordo di Parigi, che potranno evitare la catastrofe climatica rivedendo gli obiettivi dei loro contributi nazionali (NDC) e presentando strategie a lungo termine (LTS) ambiziose, per avvicinare il mondo all'obiettivo di limitare il riscaldamento globale. Tra le principali conseguenze, dirette e indirette, dei cambiamenti climatici ci sono: Lo scioglimento dei ghiacciai che porta a l’innalzamento dei mari; alluvioni e inondazioni; il deterioramento della qualità dell’acqua, e progressiva carenza di risorse idriche; aumento d’incendi e siccità; danni alla biosfera; danni ad abitazioni e infrastrutture; aumento dei fenomeni migratori dovuti ai cambiamenti climatici; e infine la diminuzione delle produttività agricola e della sicurezza alimentare, poiché un cambiamento di clima può rendere incoltivabile la zona colpita. Innanzitutto è necessario sottolineare il fatto che le temperature in Europa sono in crescita, con un forte incremento a partire dai primi anni 2000. In conseguenza di ciò, nell'Europa centro-meridionale si registrano ondate di calore, incendi forestali e siccità sempre più frequenti. Il Mediterraneo si sta trasformando in una regione arida, il che lo rende ancora più vulnerabile di fronte alla siccità e agli incendi boschivi. L'Europa settentrionale sta diventando molto più umida e le alluvioni invernali potrebbero diventare un fenomeno ricorrente. Le zone urbane, nelle quali vivono oggi 4 europei su 5, sono esposte a ondate di calore e alluvioni e all’innalzamento del livello dei mari, ma spesso non sono preparate per adattarsi ai cambiamenti climatici. Alcuni piccoli gesti che ognuno di noi potrebbe fare per il clima sono i seguenti:  Usando lampadine a LED al posto di quelle a incandescenza o a fluorescenza. Consumano il 60% di energia in meno e non annullano ma riducono drasticamente le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.  Spegnendo le luci quando non ci siamo.