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Cos'è e a cosa serve il campionamento probabilistico.
Tipologia: Appunti
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E’ la tecnica probabilistica per eccellenza. il meccanismo di questa tecnica è del tutto analogo a quello di estrazione di una pallina da un’urna. Questa tecnica può essere fatta con (con ripetizione significa reimmettere il calcolo che noi abbiamo già estratto una prima volta dall’urna, rimetterla nell’urna e girare, quindi vi è la possibilità di riestrarre un calcolo già estratto, questa tecnica nelle scienze sociali non ha ragion d’essere sia per un problema di reperimento delle persone, sia perché ripetere le osservazioni sarebbe un suicidio, oggi si mette a punto attraverso l’uso di software) o senza ripetizione. CAMPIONAMENTO SISTEMATICO. Abbiamo bisogno di ordinare la popolazione secondo qualche criterio, ma a differenza del caso precedente, non abbiamo bisogno di attribuire una sorta di etichetta. Il campionamento sistematico si basa sull’estrazione di una unità campionaria ogni k, cioè ogni numero che è una proporzione tra la dimensione del campione e la dimensione del campione. Per esempio, se si ha una popolazione di 1000 persone e si vogliono estrarre 50 persone, la frazione del campionamento sarà uguale a 1000/50, ossia 20 (quindi dovrei prendere un numero ogni venti a partire dal primo estratto). Quindi, se estraiamo il soggetto numero 3 di una lista ordinata, dovremo poi estrarre il soggetto numero 23, 43, 63 etc. Questa tecnica evita il problema della necessità di creare una lista di campionamento, però può presentare un altro tipo di problema: ovvero se c’è un ordinamento intrinseco ad una popolazione, questo ordinamento potrebbe andare casualmente a coincidere con la frazione di campionamento.
N= numero della popolazione, n = numero dei soggetti che faranno parte del campione. IL CAMPIONAMENTO A STADI. E’ un campionamento più articolato che riesce ad ovviare al problema della reperibilità, per ogni stadio il ricercatore deve decidere le caratteristiche di delimitazione, la numerosità delle unità da estrarre, le probabilità di inclusione e le tecniche adeguate di selezione. Il campionamento a stadi non richiede la completezza della lista dei casi, ma solo una lista delle unità primarie aggregative che vengono estratte casualmente. La lista completa delle unità è necessaria solo in un momento successivo, a livello di unità primarie aggregative estratte. Esempio: estrazione casuale di un campione di comuni (primo stadio), poi estrazione causale di famiglie (unità di secondo stadio) da ciascuna lista anagrafica per ogni comune selezionato, in fine estrazione di uno dei membri delle famiglie selezionate (unità di terzo stadio). IL CAMPIONE A GRAPPOLI. Consiste nella ripartizione della popolazione iniziale in base a qualche criterio e poi selezionare, dopo aver ripartito la popolazione magari anche in più tappe, tutti i soggetti che fanno parte dell’ultimo livello di selezione. Esempio: se dovessi rilevare all’interno dei quartieri di una certa città: le scuole, poi all’interno delle scuole le classi e poi intervisto tutti gli individui di una certa classe.
Il vantaggio di questa tecnica sta nel riuscire a reperire più soggetti contemporaneamente grazie all’ultima tappa dell’acquisizione dei casi. IL CAMPIONE STRATIFCATO. Campione che si ottiene ripartendo la popolazione in base ad una certa variabile, per esempio in base alla popolazione europea ed extraeuropea, e si campiona in modo proporzionale alla dimensione che le modalità di quella variabile, in questo caso la cittadinanza, ha nella popolazione. Esempio se volessi prendere 4 soggetti e volessi tenere le proporzioni iniziali della popolazione di riferimento non dovrei fare altro che seguire che la procedura del campione stratificato.