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I campionamenti non probabilistici, i loro tipi e le loro caratteristiche. Si distingue il campionamento a casaccio, a scelta ragionata, a valanga e per quote. Ogni metodo ha vantaggi e svantaggi, come la semplicità organizzativa e la velocità di esecuzione, ma anche la mancanza di rappresentatività e l'erratezza dei dati. Si usano soprattutto nelle ricerche qualitative e in presenza di popolazioni difficili da contattare.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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CAMPIONAMENTO NON PROBABILISTICO I campionamenti non probabilistici si definisce tale quando non è nota la probabilità di essere incuso nel campione. In tal caso la scelta del campione è calcolata. La scelta delle unità è legata alla soggettività del ricercatore, la selezione del campione si basa cioè su criteri di praticità, comodità o scelta ragionata sulla base delle conoscenze e delle convinzioni del ricercatore; ciò potrebbe però fornire dati non affidabili e soggetti a distorsioni. Si usa nelle ricerche di approccio qualitativo. In un campionamento simile le risorse economiche sono molto ridotte rispetto ad un campionamento probabilistico, in quanto spesso si scelgono pochi casi. Di conseguenza uno dei vantaggi è proprio la semplicità organizzativa e la velocità di esecuzione della ricerca. Allo stesso tempo non è possibile stimare la rappresentatività e l’errore campionario. Può essere: A CASACCIO, PER QUOTE, A VALANGA E A SCELTA RAGIONATA.
1. A casaccio: è detto anche DI CONVENIENZA O ACCIDENTALE; si tratta di un campionamento letteralmente a casaccio: infatti il ricercatore si limita a selezionare i rispondenti fra le prime persone che capitano, o quelle più vicine, entrambe facilmente raggiungibili. È guidato solo da criteri di comodo e praticità. È utile nelle fasi esplorative di una ricerca o nell’eseguire un pretest di un questionario; ma non dovrebbe essere usato con lo scopo di descrivere l’intera popolazione. E’ un metodo rischioso perché non permette di avere alcun controllo sulla rappresentatività del campione. I dati prodotti solo raramente hanno un valore generale. Questo metodo assicurerà di certo una riduzione dei costi e dei tempi, ma contemporaneamente sarà ridotta l’accuratezza del campione. 2. A scelta ragionata: il ricercatore agirà selezionando un campione sulle basi delle (buone) conoscenze di una popolazione, dei suoi elementi e dello scopo della ricerca; utilizzerà il proprio giudizio e selezionerà solo coloro che secondo lui sono più compatibili alle finalità di indagine. In questo tipo di campionamento, almeno, si segue una strada, una logica (anche se soggettiva). È un metodo adatto per indagini esplorative o pretest di questionari ma lo svantaggio principale è la dipendenza da scelte soggettive, unito poi agli svantaggi caratteristici dei campionamenti non probabilistici. 3. A valanga: è utile quando è molto difficile contattare i membri di una certa popolazione così che si chiede ad ogni intervistato di fornire i contatti per altre interviste. Nel pratico, si selezionano poche unità con determinate caratteristiche; a questi elementi viene poi chiesto di indicare altre unità. La ricerca dei contatti avviene quindi a “valanga” uno tira l'altro: il campione è inizialmente piccolo e poco numeroso e cresce in quanto ad ogni fase sono coinvolte nuove unità. È utilizzata soprattutto per indagini esplorative in cui è difficile reperire dati (come ad esempio, immigrati clandestini, lavoratori a nero o comunque categorie che preferiscono non esporsi), o quando si indagano temi delicati. 4. Per quote: avviene componendo una matrice delle caratteristiche della popolazione che vogliamo studiare. Si studiano quindi le caratteristiche della popolazione in esame rispetto ad alcune variabili (ad esempio l’età, il genere, reddito e simili). Si suddividerà poi la popolazione in sottoinsiemi, gruppi o strati. Dopo aver creato la matrice, la raccolta dei dati riguarda persone che possiedono le caratteristiche indicate in ciascuna cella. Terminata la raccolta, i
dati sono ponderati in modo appropriato in base alla proporzione della popolazione totale che rappresentano. Questo tipo di campionamento ha molti problemi: le quote devono essere accurate e non sempre è facile ottenere le informazioni per raggiungere questo scopo, per cui il ricercatore cercherà di indirizzarsi verso elementi facilemente contattabili e disponibili. Per cui la selezione degli elementi potrebbe essere comunque errata anche se la proporzione della popolazione è stimata accuratamente. Nonostante sia un metodo più elaborato rispetto agli altri tipi di campionamento, è comunque non probabilistico quindi non è assicurata la rappresentatività dei risultati.