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Campionamenti Non Probabilistici: Tipi e Caratteristiche, Schemi e mappe concettuali di Metodologia della ricerca

I campionamenti non probabilistici, i loro tipi e le loro caratteristiche. Si distingue il campionamento a casaccio, a scelta ragionata, a valanga e per quote. Ogni metodo ha vantaggi e svantaggi, come la semplicità organizzativa e la velocità di esecuzione, ma anche la mancanza di rappresentatività e l'erratezza dei dati. Si usano soprattutto nelle ricerche qualitative e in presenza di popolazioni difficili da contattare.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 22/02/2022

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CAMPIONAMENTO NON PROBABILISTICO
I campionamenti non probabilistici
si definisce tale quando non è nota la
probabilità di essere incuso nel campione. In tal caso la scelta del campione è
calcolata. La scelta delle unità è legata alla soggettività del ricercatore, la
selezione del campione si basa cioè su criteri di praticità, comodità o scelta
ragionata sulla base delle conoscenze e delle convinzioni del ricercatore; ciò
potrebbe però fornire dati non affidabili e soggetti a distorsioni. Si usa nelle
ricerche di approccio qualitativo. In un campionamento simile le risorse
economiche sono molto ridotte rispetto ad un campionamento probabilistico, in
quanto spesso si scelgono pochi casi. Di conseguenza uno dei vantaggi è
proprio la semplicità organizzativa e la velocità di esecuzione della ricerca. Allo
stesso tempo non è possibile stimare la rappresentatività e l’errore
campionario.
Può essere: A CASACCIO, PER QUOTE, A VALANGA E A SCELTA RAGIONATA.
1. A casaccio: è detto anche DI CONVENIENZA O ACCIDENTALE; si tratta di un
campionamento letteralmente a casaccio: infatti il ricercatore si limita a
selezionare i rispondenti fra le prime persone che capitano, o quelle più vicine,
entrambe facilmente raggiungibili. È guidato solo da criteri di comodo e
praticità. È utile nelle fasi esplorative di una ricerca o nell’eseguire un pretest
di un questionario; ma non dovrebbe essere usato con lo scopo di descrivere
l’intera popolazione. E’ un metodo rischioso perché non permette di avere
alcun controllo sulla rappresentatività del campione. I dati prodotti solo
raramente hanno un valore generale. Questo metodo assicurerà di certo una
riduzione dei costi e dei tempi, ma contemporaneamente sarà ridotta
l’accuratezza del campione.
2. A scelta ragionata: il ricercatore agirà selezionando un campione sulle
basi delle (buone) conoscenze di una popolazione, dei suoi elementi e dello
scopo della ricerca; utilizzerà il proprio giudizio e selezionerà solo coloro che
secondo lui sono più compatibili alle finalità di indagine. In questo tipo di
campionamento, almeno, si segue una strada, una logica (anche se
soggettiva). È un metodo adatto per indagini esplorative o pretest di
questionari ma lo svantaggio principale è la dipendenza da scelte soggettive,
unito poi agli svantaggi caratteristici dei campionamenti non probabilistici.
3. A valanga: è utile quando è molto difficile contattare i membri di una certa
popolazione così che si chiede ad ogni intervistato di fornire i contatti per altre
interviste. Nel pratico, si selezionano poche unità con determinate
caratteristiche; a questi elementi viene poi chiesto di indicare altre unità. La
ricerca dei contatti avviene quindi a “valanga” uno tira l'altro: il campione è
inizialmente piccolo e poco numeroso e cresce in quanto ad ogni fase sono
coinvolte nuove unità. È utilizzata soprattutto per indagini esplorative in cui è
difficile reperire dati (come ad esempio, immigrati clandestini, lavoratori a nero
o comunque categorie che preferiscono non esporsi), o quando si indagano
temi delicati.
4. Per quote: avviene componendo una matrice delle caratteristiche della
popolazione che vogliamo studiare. Si studiano quindi le caratteristiche della
popolazione in esame rispetto ad alcune variabili (ad esempio l’età, il genere,
reddito e simili). Si suddividerà poi la popolazione in sottoinsiemi, gruppi o
strati. Dopo aver creato la matrice, la raccolta dei dati riguarda persone che
possiedono le caratteristiche indicate in ciascuna cella. Terminata la raccolta, i
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CAMPIONAMENTO NON PROBABILISTICO I campionamenti non probabilisticisi definisce tale quando non è nota la probabilità di essere incuso nel campione. In tal caso la scelta del campione è calcolata. La scelta delle unità è legata alla soggettività del ricercatore, la selezione del campione si basa cioè su criteri di praticità, comodità o scelta ragionata sulla base delle conoscenze e delle convinzioni del ricercatore; ciò potrebbe però fornire dati non affidabili e soggetti a distorsioni. Si usa nelle ricerche di approccio qualitativo. In un campionamento simile le risorse economiche sono molto ridotte rispetto ad un campionamento probabilistico, in quanto spesso si scelgono pochi casi. Di conseguenza uno dei vantaggi è proprio la semplicità organizzativa e la velocità di esecuzione della ricerca. Allo stesso tempo non è possibile stimare la rappresentatività e l’errore campionario. Può essere: A CASACCIO, PER QUOTE, A VALANGA E A SCELTA RAGIONATA.

1. A casaccio: è detto anche DI CONVENIENZA O ACCIDENTALE; si tratta di un campionamento letteralmente a casaccio: infatti il ricercatore si limita a selezionare i rispondenti fra le prime persone che capitano, o quelle più vicine, entrambe facilmente raggiungibili. È guidato solo da criteri di comodo e praticità. È utile nelle fasi esplorative di una ricerca o nell’eseguire un pretest di un questionario; ma non dovrebbe essere usato con lo scopo di descrivere l’intera popolazione. E’ un metodo rischioso perché non permette di avere alcun controllo sulla rappresentatività del campione. I dati prodotti solo raramente hanno un valore generale. Questo metodo assicurerà di certo una riduzione dei costi e dei tempi, ma contemporaneamente sarà ridotta l’accuratezza del campione. 2. A scelta ragionata: il ricercatore agirà selezionando un campione sulle basi delle (buone) conoscenze di una popolazione, dei suoi elementi e dello scopo della ricerca; utilizzerà il proprio giudizio e selezionerà solo coloro che secondo lui sono più compatibili alle finalità di indagine. In questo tipo di campionamento, almeno, si segue una strada, una logica (anche se soggettiva). È un metodo adatto per indagini esplorative o pretest di questionari ma lo svantaggio principale è la dipendenza da scelte soggettive, unito poi agli svantaggi caratteristici dei campionamenti non probabilistici. 3. A valanga: è utile quando è molto difficile contattare i membri di una certa popolazione così che si chiede ad ogni intervistato di fornire i contatti per altre interviste. Nel pratico, si selezionano poche unità con determinate caratteristiche; a questi elementi viene poi chiesto di indicare altre unità. La ricerca dei contatti avviene quindi a “valanga” uno tira l'altro: il campione è inizialmente piccolo e poco numeroso e cresce in quanto ad ogni fase sono coinvolte nuove unità. È utilizzata soprattutto per indagini esplorative in cui è difficile reperire dati (come ad esempio, immigrati clandestini, lavoratori a nero o comunque categorie che preferiscono non esporsi), o quando si indagano temi delicati. 4. Per quote: avviene componendo una matrice delle caratteristiche della popolazione che vogliamo studiare. Si studiano quindi le caratteristiche della popolazione in esame rispetto ad alcune variabili (ad esempio l’età, il genere, reddito e simili). Si suddividerà poi la popolazione in sottoinsiemi, gruppi o strati. Dopo aver creato la matrice, la raccolta dei dati riguarda persone che possiedono le caratteristiche indicate in ciascuna cella. Terminata la raccolta, i

dati sono ponderati in modo appropriato in base alla proporzione della popolazione totale che rappresentano. Questo tipo di campionamento ha molti problemi: le quote devono essere accurate e non sempre è facile ottenere le informazioni per raggiungere questo scopo, per cui il ricercatore cercherà di indirizzarsi verso elementi facilemente contattabili e disponibili. Per cui la selezione degli elementi potrebbe essere comunque errata anche se la proporzione della popolazione è stimata accuratamente. Nonostante sia un metodo più elaborato rispetto agli altri tipi di campionamento, è comunque non probabilistico quindi non è assicurata la rappresentatività dei risultati.