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Riassunto del primo capitolo: Lo studio delle diversità.
Tipologia: Dispense
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L'antropologia è la disciplina che studia le somiglianze e le differenze della specie umana. La diversità viene vista come spunto per le disuguaglianze e siamo spin� a rivendicare l'uguaglianza di tra�amento in nome della somiglianza tra tu� gli esseri umani. Accade anche di rivendicare il diri�o alla diversità quando la somiglianza tra tu� gli esseri umani viene u�lizzata per imporre conformismo e so�omissione a regole generali. La valorizzazione delle somiglianze ha un ruolo importante nella costruzione dei gruppi e nelle alleanze tra ques�, la valorizzazione delle diversità incrementa l'instaurarsi di rappor� os�li tra i gruppi. Tu�avia accade anche che due gruppi siano os�li tra loro perche simili e quindi in compe�zione, o che gruppi diversi si accordino più facilmente perchè complementari.
L'antropologia parte dal presupposto che la specie umana è una specie sociale, quindi non studia individue ma società umane: le relazioni che tengono insieme gli individui, le stru�ure sociali ossia i sistemi stabili di relazioni, i fa� sociali cioè il funzionamento delle stru�ure di relazioni, e le persistenze e i mutamen� che stru�ure e fa� sociali presentano.
La nozione di specie umana è stata messa in discussione varie volte nel corso della storia. Nella storia occidentale e mediorientale un requisito considerato essenziale per millenni, per appartenere alla specie umana, era il possesso dell'anima, difficile da accertare empiricamente. Al'interno di molte società vengono considera� meno umani di altri l esseri umani appartenen� a determinate categorie. Questo ci porta a parlare non solo di umanità ma di riconoscimento/ misconoscimento dell'umanità, nel senso che vari grupi per includere/escludere nella specie umana altri gruppi o individui si appellano a criteri di somiglianza o diversità, che variano dal possesso di una certa lingua, all'appartenenza a un determinato sesso o al colore della pelle. I requisi� non sono sempre gli stessi per tu� i popoli e in tu� i tempi, non possiamo quindi considerarli indicatori permanen� dell'umanità, sono piu�osto indicatori del fa�o che un certo gruppo vuole includere o meno un altro gruppo nella categoria degli esseri umani. Per quanto possa essere nega�vo il giudizio di un gruppo nei confron� di un altro, questo non ha mai impedito un conta�o tra loro, forme di comunicazione e di scambio. Spesso gli scambi sono ineguali e la comunicazione asime�rica, uno dei gruppi riceve molto e dà poco, impar�sce ordini e o�ene obbedienza. Il conta�o tra gruppi diversi produce sempre risulta� vitali condivisi: lingue nuove, usanze e costumi ibridi, tecniche e abilità trasmesse, copiate o apprese e alla fine condivise, pra�che religiose in cui si mescolano credenze, ri� e preghiere dell'uno e dell'altro gruppo; sopra�u�o prole me�ccia nata da genitori appartenen� a gruppi diversi. Quindi l'appartenenza alla specie umana si basa sulla capacità di costuire relazioni con altri gruppi di esseri umani, che siano relazioni coopera�ve o antagoniste.
Potrebbe sembrare ovvio che la somiglianza facili� l'intesa e la diversità facili� l'os�lità, ma non è sempre così.
Gli indicatori delle diversità variano da società a società, addiri�ura da gruppo a gruppo e nel tempo. Chi è diverso è sempre diverso per qualcuno, non si è diversi perchè si ha una cara�eris�ca o un certo tra�o, si è diversi perchè chi individua quella cara�eris�ca o quel tra�o li considera indicatori di diversità. Le diversità possono essere viste come immutabili o mutabili, come permanen� o transitorie. Un'altra spiegazione della diversità ha un fondamento scien�fico, la fa derivare dalla trasmissione di cara�eri ereditari di generazione in generazione, nel Dna. Con questa teoria si ri�ene che con il sangue vengano trasmessi anche cara�eri morali e intelle�uali. Da qui la convinzione che vi siano razze superiori e razze inferiori. Nella teoria razziale i cara�eri razziali vengono concepi� come immodificabili. Allo sterminio di un'intera popolazione si da il nome di genocidio, si usa invece etnocidio per indicare la distruzione di una cultura collegata con un gruppo umano, la dispersione dei suoi sostenitori e la loro assimilazione in altre culture. Un'altra teoria sulle cause della diversità le collega a fa�ori ambientali, a�ribuisce i cara�eri sociali e culturali di una popolazione all'ambiente naturale in cui vive. Altre ipotesi sostengono invece che le diversità dipendono dall'effe�o dell'ambiente sociale sugli individui. Altri autori a�ribuiscono le diversità sociali e culturali ai diversi rappor� sociali e alle diverse possibilità di accesso ai beni materiali e non. Tu�e le teorie ambientaliste concordano nel dire che alcuni cara�eri potrebbero essere modifica� per favorire la convinvenza tra gruppi diversi. Si è anche ipo�zzato che i cara�eri trasmessi per via ereditaria, anche se non modifcabili, possano essere orienta� a fini u�li per la società a�raverso processi di inculturazione, ossia l'educazione
Il gruppo che giudica diverso un altro gruppo, è consapevole anche della propria diversità. Questa consapevolezza può restare implicita o può essere rivendicata per valorizzare la propria iden�à, affermare la propria superiorità, gius�ficare il dominio che si esercita o che si vuole esercitare.
La diversità viene caricata di un giudizio di valore, le viene assegnata una valutazione assoluta, ossia buona o ca�va, e una valutazione compara�va ossia rispe�o a che la de�ene o ne è privo. E' tramite questo giudizio di valore che una diversità viene trasformata in una differenza. Si forma così il sistema delle differenze proprie di un gruppo, al cui interno ogni cara�eris�ca diversa riscontrata negli altri gruppi o nel proprio, ha una sua collocazione in termine di valore, per�nenza e gerarchia. Questo sistema viene appreso nel proprio gruppo fin dall'infanzia e diventa parte integrante della visione del mondo.
Il sistema delle differenze opera in tre modi diversi:
Non esiste una percezione universale della diversità, nè un'opinione universale sul valore da riconoscere alle diversità. Alcuni studiosi hanno ipo�zzato il cara�ere immaginario dei sistemi
Etnocentrismo è il termine che descrive la concezione secondo cui il proprio gruppo è considerato il centro di ogni cosa e tu� gli altri sono classifica� e valuta� in rapporto a esso.