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Sistemi contabili e controllo costi: tipologie e centri responsabilità., Sintesi del corso di Economia Aziendale

Una introduzione alla contabilità economica e al controllo dei costi, discutendo le tipologie di sistemi di controllo e i centri di responsabilità. Il testo copre il controllo economico, monetario e patrimoniale, i costi per centro e per commessa, e la distinzione tra costi fissi, variabili e semivariabili. Vengono inoltre presentate le componenti economiche e patrimoniali dei costi e ricavi, e la struttura tecnico contabile di queste rilevazioni.

Tipologia: Sintesi del corso

2010/2011

Caricato il 26/11/2011

clod89black
clod89black 🇮🇹

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7.1.4 La contabilità nanziaria p 174
Contabilità finanziaria: Rilevazione in uno schema contabile delle entrate o incassi e delle uscite o pagamenti; è
fondamentale nelle imprese pubbliche.
Di recente nelle aziende pubbliche è stata imposta la contabilità economica: si rilevano i costi e i ricavi con i conseguenti
rapporti di debito e credito fra l’impresa e i terzi.
Nuova terminologia: contabilità economico patrimoniale: rilevazione delle informazioni aziendali secondo il sistema del
reddito.
Altro termine utilizzato è financial accounting che si riferisce però alla contabilità economica e non finanziaria.
A-Contabilità finanziaria nelle imprese industriali:
il sistema contabile nelle imprese industriali può essere definito con il termine contabilità economica, in quanto rileva i
costi, i ricavi, i debiti e i crediti.
Per non perdere,nel momento in cui si rileva l’uscita, la natura reddituale che era inserita nella precedente rilevazione, si
inserisce nella prima nota di natura numeraria(fornitori/banca), il codice finanziario corrispondente(uscita per materie
prime,per immobilizzazioni, ecc).
Con un’opportuna progettazione del sistema amministrativo è possiblile una rilevazione automatica del codice finanziario.
Con queste applicazioni è possiblile una rilevazione delle entrate e uscite di provenienza contabile in perfetta quadratura
con il sistema contabile.
B-La contabilità finanziaria ed economica: inverisione di tendenza fra aziende pubbliche ed imprese private
Azienda pubblica(sviluppo contabilità economica e analitica al fine del controllo di gestione): ha sempre elaborato una
contabilità finanziaria, attua ora, una contabilità economica, al fine di pervenire ad una contabilità analitica, ovvero al
controllo dei costi.
Imprese private(sviluppo del controllo finanziario aziendale): orientate alla rilevazione dei fatti aziendali secondo i.l
sistema del reddito, oggi attua una rilevazione dei flussi di cassa.
Metodologia di formulazione del budget che si sta evolvendo in una previone del budget di tesoreria o dei flussi di entrata
ed uscita. Una evoluzione dei sistemi di controllo finanziario dell’azienda è dimostrata dalla funzione di cash manager:
gestione della liquidità nell’ambito delle strutture organizzative aziendali.
Nel sistema di cash management aziendale assume rilievo la gestione anticipata della liquidità, che riguarda la
previsione a breve termine dei flussi di entrata ed uscita (giornaliera, settimanale).
7.2 sistema di programmazione e controllo p 177
Elementi fondamentali del sistema di programmazione e controllo:
tipologie dei sistemi di controllo
principi del controllo di gestione
centri di responsabilità
7.2.1 Tipologie dei sistemi di controllo
Il sistema di programmazione e controllo si articola diversamente:
a)Articolazione in relazione all’oggetto(strategie aziendali e sistemi aziendali)
Controllo strategico rivolto a pianificare la strategia aziendale (Pianificazione strategica) e a monitorare a
consuntivo il piano di creazione di valore delle attività
Controllo organizzativo
controllo di qualità
controllo di gestione economico, finanziario e patrimoniale
Questa articolazione di controllo viene rafforzata dalla concezione di controllo bilanciato (balanced scorecard) di Norton e
Kaplan negli anni ’90.
B)Articolazione in relazione al tempo:
controllo antecedente(programmazione e pianificazione): prima che si verifichiil fatto o evento aziendale
controllo susseguente o consuntivo:dopo che si è verificato il fatto o evento aziendale. Si distingue in:
-controllo feed back: che si propone di intervenire e rimuovere le disfunzioni rilevate nei fatti o eventi aziendali
-controllo feed forward (rivolto al futuro): che indaga sulle cause che comporteranno disfunzioni in futuro
c) articolazione in relazione alle metodologie di controllo
le tipologie di controllo richiedono differenti sistemi di controllo quali:
budget e piani per il controllo antecedente
sistema di contabilità analitica o gestionale per il controllo consuntivo
sistema di reporting con analisi per varianti per il controllo consuntivo feed back
sistema di forecasting o outlook o preconsuntivo per il controllo consuntivo feed forward.
Non tutte le imprese sono in grado di attuare i diversi sistemi di controllo:
-per le imprese che lavorano su commessa la previsione delle vendite è quasi impossibile, è più agevolo la formulazione di
forecasting sulla base del portafoglio ordini
-per le aziende pubbliche (non c’è sist del reddito) è complesso impostare una contabilità gestionale o analitica
-per le piccole imprese i costi di attuazione e gestione di un sistema integrato di controllo possono essere elevati.
7.2.2 I principi del controllo di gestione
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Tra i sistemi di programmazione e controllo quello più utilizzato nelle imprese è il controllo di gestione; a seconda degli
aspetti considerati si può distinguere in:
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7.1.4 La contabilità finanziaria p 174

Contabilità finanziaria : Rilevazione in uno schema contabile delle entrate o incassi e delle uscite o pagamenti; è fondamentale nelle imprese pubbliche. Di recente nelle aziende pubbliche è stata imposta la contabilità economica: si rilevano i costi e i ricavi con i conseguenti rapporti di debito e credito fra l’impresa e i terzi. Nuova terminologia: contabilità economico patrimoniale : rilevazione delle informazioni aziendali secondo il sistema del reddito. Altro termine utilizzato è financial accounting che si riferisce però alla contabilità economica e non finanziaria. A-Contabilità finanziaria nelle imprese industriali: il sistema contabile nelle imprese industriali può essere definito con il termine contabilità economica, in quanto rileva i costi, i ricavi, i debiti e i crediti. Per non perdere,nel momento in cui si rileva l’uscita, la natura reddituale che era inserita nella precedente rilevazione, si inserisce nella prima nota di natura numeraria(fornitori/banca), il codice finanziario corrispondente(uscita per materie prime,per immobilizzazioni, ecc). Con un’opportuna progettazione del sistema amministrativo è possiblile una rilevazione automatica del codice finanziario.

Con queste applicazioni è possiblile una rilevazione delle entrate e uscite di provenienza contabile in perfetta quadratura con il sistema contabile. B-La contabilità finanziaria ed economica : inverisione di tendenza fra aziende pubbliche ed imprese private Azienda pubblica (sviluppo contabilità economica e analitica al fine del controllo di gestione): ha sempre elaborato una contabilità finanziaria, attua ora, una contabilità economica, al fine di pervenire ad una contabilità analitica, ovvero al controllo dei costi. Imprese private (sviluppo del controllo finanziario aziendale): orientate alla rilevazione dei fatti aziendali secondo i.l sistema del reddito, oggi attua una rilevazione dei flussi di cassa. Metodologia di formulazione del budget che si sta evolvendo in una previone del budget di tesoreria o dei flussi di entrata ed uscita. Una evoluzione dei sistemi di controllo finanziario dell’azienda è dimostrata dalla funzione di cash manager : gestione della liquidità nell’ambito delle strutture organizzative aziendali. Nel sistema di cash management aziendale assume rilievo la gestione anticipata della liquidità , che riguarda la previsione a breve termine dei flussi di entrata ed uscita (giornaliera, settimanale).

7.2 sistema di programmazione e controllo p 177

Elementi fondamentali del sistema di programmazione e controllo:

• tipologie dei sistemi di controllo

• principi del controllo di gestione

• centri di responsabilità

7.2.1 Tipologie dei sistemi di controllo

Il sistema di programmazione e controllo si articola diversamente: a)Articolazione in relazione all’oggetto (strategie aziendali e sistemi aziendali)

• Controllo strategico rivolto a pianificare la strategia aziendale (Pianificazione strategica) e a monitorare a

consuntivo il piano di creazione di valore delle attività

• Controllo organizzativo

• controllo di qualità

• controllo di gestione economico, finanziario e patrimoniale

Questa articolazione di controllo viene rafforzata dalla concezione di controllo bilanciato (balanced scorecard) di Norton e Kaplan negli anni ’90. B)Articolazione in relazione al tempo:

• controllo antecedente (programmazione e pianificazione): prima che si verifichiil fatto o evento aziendale

• controllo susseguente o consuntivo :dopo che si è verificato il fatto o evento aziendale. Si distingue in:

-controllo feed back: che si propone di intervenire e rimuovere le disfunzioni rilevate nei fatti o eventi aziendali -controllo feed forward (rivolto al futuro): che indaga sulle cause che comporteranno disfunzioni in futuro c) articolazione in relazione alle metodologie di controllo le tipologie di controllo richiedono differenti sistemi di controllo quali:

• budget e piani per il controllo antecedente

• sistema di contabilità analitica o gestionale per il controllo consuntivo

• sistema di reporting con analisi per varianti per il controllo consuntivo feed back

• sistema di forecasting o outlook o preconsuntivo per il controllo consuntivo feed forward.

Non tutte le imprese sono in grado di attuare i diversi sistemi di controllo: -per le imprese che lavorano su commessa la previsione delle vendite è quasi impossibile, è più agevolo la formulazione di forecasting sulla base del portafoglio ordini -per le aziende pubbliche (non c’è sist del reddito) è complesso impostare una contabilità gestionale o analitica -per le piccole imprese i costi di attuazione e gestione di un sistema integrato di controllo possono essere elevati.

7.2.2 I principi del controllo di gestione

pag 2 Tra i sistemi di programmazione e controllo quello più utilizzato nelle imprese è il controllo di gestione; a seconda degli aspetti considerati si può distinguere in:

• controllo economico della gestione espresso dai costi e dai ricavi, che misura l’aspetto economico della gestione

• controllo monetario della gesrione espresso dai flussi di entrata e di uscita, che misura l’aspetto monetario della

gestione

• controllo patrimoniale della gestione espresso dal capitale investito, he misura l’aspetto patrimoniale-finanziario

della gestione. Si sviluppa su sei dimensioni di controllo:

1. La natura delle rilevazioni del controllo di gestione : riguardano:

-componenti economiche dei costi e ricavi -componenti patrimoniali delle attività e passività -flussi finanziari di entrate e uscite La struttura tecnico contabile di queste rilevazioni si differenzia x ambito del: controllo antecedente:metodologia del budget economico, finanziario e patrimoniale controllo consuntivo:metodologia della contabilità gestionale e del cash management

2. Centri di responsabilità : riflettono la struttura organizzativa dell’impresa; diverse tipologie:

-centri di spesa -centri di costo: si misura l’efficienza -centri di ricavo: vi confluiscono i ricavi -centri di profitto: raccolgono i costi e i ricavi, hanno una struttura simile al conto economico (si può rilevare il profitto) -centri di investimento: raccolgono le attività e passività (si può rilevare il profitto e il capitale) -centri finanziari: confluiscono i flussi finanziari e vengono utilizzati laddove si voglia misurare il cash flow -centri contabili: vi confluiscono conti che non hanno rilevanza economico finanziaria; servono per le quadrature contabili in un sistema amministrativo.

3. Commesse : dimensione commessa viene utilizzata per diverse finalità:

-rilevazioni di costi di prodotti/servizi lavorativi su commessa -per capire meglio per quale motivo sono stati sostenuti i costi -per rilevare la produzione interna di impianti e macchinari -per rilevare i costi relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria Oggi nel sistema amministrativo integrato i costi vengono rilevati contemporaneamente per centro e per commessa.

4. Attività : si possono rilevare i costi di attività specifiche svolte nell’ambito di 1 o + centri di responsabilità, ed

imputarle ai singoli prodotti o canali.

5. Prodotti o raggruppamenti di prodotto o brand (marchi) : vi sono diversi livelli di analisi.

Il controllo di gestione consente di rilevare i ricavi ed i costi dei singoli prodotti evidenziandoli a vari livelli di margini. I moderni sistemi di controllo di gestione tendono a rilevare oltre ai costi e ricavi, tutti i costi sostenuti nel ciclo di vita del prodotto.

6. Canali/mercati : rappresentati dalle reti di vendita dei prodotti.

7.3 i costi aziendali nel sistema di amministrazione e controllo pag 183

Il costo di prodotto veniva determinato per 2 finalità:

• valorizzazione dei magazzini semilavorati e prodotti finiti

• determinazione del prezzo di vendita.

Nel sistema di controllo di gestione si sono aggiunte altre finalità di calcolo dei costi:

• controllo dellìefficienza economica della gestione

• utilizzo dei costi per le decisioni aziendali.

Processo di formazione dei costi distinto per:

1. costi dei fattori produttivi

2. costi per centro di responsabilità

3. costi per attività

4. costi per processo e per commesse

5. costi del prodotto

1)COSTI DEI FATTORI PRODUTTIVI : Si distinguono in:

I. Componenti originari di costo :

L’origine dei costi proviene dalle variazioni numerarie certe,assimilate e presunte rilevate dell’ambito della contabilità generale, sotto forma di componenti negative di reddito. Si distinguono in:

  • costi numerari
  • costi stimati provenienti da apporti di soci
  • costi nominali provenientei da produzione interna o da impianti in economia. In relazione al periodo di utilizzazione dei fattori produttivi si distinguono in:
  • costi di esercizio pag 3
  • costi pluriennali.

II. Componenti derivati di costo : a volte occore trasformare i componenti originari in costi dei fattori produttivi

distinguendo le seguenti componenti di costo:

a) alternativa centro costo/commessa : tre alternative: -rilevazione per centro produttivo dei soli costi di trasformazione -rilevazione dei costi specifici o diretti per commessa produttiva senza transitare per centro di costo quali materie prime,manodopera diretta, ammortamenti; -rilevazione di tutti i costi per centro di costo e contemporaneamente rilevazione anche per commessa. Le tre alternative sono tutte valide; è importante conoscere in quale fase del processo produttivo si sono verificate inefficienze. b) criteri per l’individuazione dei centri di costo : si basa sul principio della responsabilizzazione; per cui ove si individui un responsabile operativo occorre allocare un centro di responsabilità relativo ai costi dei fattori produttivi. Questo centro di responsabilità viene definito: -centro spesa : non produce un output definito e qndi la misurazione dei costi del centro è discrezionale -centri di costo : produce un output definito. Ulteriori criteri per l’individualizzazione di un centro di responsabilità: -possibilità di individuare un output del processo produttivo (determinabile nella fase finale) -omogeeità delle fasi di lavorazione -omogeneità delle tecnologie impiegate -rilevanza dei costi allocati nei signoli centri

  • comodità di allocare costi per raggruppare dei fenomeni che annnacquerebbero altri centri. Occore, inoltre, allocare solo i costi controllabili dal responsabile del centro, ovver i costi su cui ha leve di azione può intervenire. c) struttura dei centri di costo : E’ di tipo gerarchico priramidale, ovvero ogni centro si aggrega al centro superiore formando in tal modo una piramide al cui vertice si trova il totale dei costi aziendali. Importanti sono i costi allocati nei centri produttici, in quanto consente di determinare i costi dei prodotti. Tre tipologie di piano dei centri produttivi:
    • centri di struttura della produzione : centri di spesa in cui vengono svolte le funzioni di direzione, coordinamente e controllo della produzione
    • centri di servizi o ausiliari : centri di costo produttori di servizi che aiutano o permettono lo svolgimento den processo produttivo
    • centri di produzione : centri in sui si svolge il processo di trasformazione della produzione. Tre fasi:

■ fase di preparazione: si prelevano le materie prime dal magazzino e si effettua una prima lavorazione

■ fase di lavorazione o montaggio o assemblaggio: prende forma il prodotto finito

■ fase di fine linea: termina il processo produttivo e il prodotto finito viene sottoposto a

verniciatura,imballaggio…

3) IMPUTAZIONE DEI COSTI DEI FATTORI PRODUTTIVI AI CENTRI:

è condizionata dal sistema di contabilità gestionale utilizzato; la modalità di imputazione dei costi dei fattori produttivi riguarda la distinzione tra:

I. costi industriali primari: costi imputati con diversi creiteri dal sistema contabile ai centri di produzione, ai centri

di struttura della produzione, ai centri di servizi di produzione. Diversi flussi di imputazione: a. Flusso diretto dalla contabilità generale: costi relativi a fattori produttivi acquistati da terzi per uno specifico centro costo. Nell’ordine al fornitore e nella succ fattura viene indicato il centro di costo delstinatario e automaticamente qst costi vengono imputati dal sistema contabile al centro di costo. b. Flusso proveniente da prelievi di magazzino: materie prime e i materiali vengono imputate ai centri produttivi sulla base delle bolle di prelievo da magazzino in cui viene rilevato il centro richiedente. c. Flussi provenienti dal sottosistema del personale: provengono i flussi relativi al costo del personale per singolo centro di costo. d. Flussi provenienti da rilevazioni extracontabili: costi industriali imputati sulla base di rilevazioni al di fuori del sistema contabile. Costi quali riscaldamento, spese di illuminazione, affitti sulla base di metri quadri, spese telefoniche… e. Flussi di costi imputati per quota parte: costi sostenuti dall’impresa per diversi centri di costo. Si utilizza una percentuale di riparazione che tenga conto della natura del costo e dell’attivita svolta nel centro di costo. (spese postali…) f. Flusso di imputazione delle quote di ammortamento: proviene dal sottosistema dei cespiti in cui sono rilevati per singolo cespite il centro di appartenenza e le quote di ammortamento annuali e mensili.

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II. costi industriali secondari: i costi dei servizi imputati ai centri sono detti costi secondari, in quanto ribaltati sui

centri in seconda battuta. Il costo dei servizi può essere ribaltato ai centri di produzione sulla base delle prestazioni effettuate valorizzate: -sulla base dei costi orari consuntivi del centro di servizio -sulla base dei costi standard del centro di servizio -sulla base di tariffe e prezzi di mercato Tali costi sono controllabili dai centri riceventi in quanto basati sulle prestazioni effettivamente svolte dal centro di servizi.

Metodologia tradizionale di imputazione dei costi Prevede una rilevazione dei costi dei fattori produttivi per centro di osto e una successiva imputazione dei costi dei singoli centri ai costi di prodotto con le seguenti modalità:

- imputazione dei costi sulle materie prime al prodotto sulla base di consumi di materie prime; - imputazione dei costi di manodopera diretta sulla base delle ore di manodopera diretta rilevate per il prodotto; - imputazione dei costi energetici al prodotto sulla base delle ore macchina per prodotto e dei consumi energetici per ora macchina; - imputazione delle quote di ammortamento al prodotto sulla base della quota oraria di ammortamento e delle ore macchina utilizzate - imputazione dei costi primari indiretti di centro e dei costi secondari relativi ai servizi e alle strutture della produzione al centro. 4) COSTI PER PROCESSO E PER COMMESSE :

5) COSTO DEL PRODOTTO :