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UN CASO STUDIO DI RAGAZZI CON BES E LA PROGETTAZIONE DEL PEI
Tipologia: Esercizi
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M. è un ragazzo di 17 anni frequentante il quarto anno di un istituto tecnico. La diagnosi di ingresso di M. è di Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (), con funzionamento intellettivo borderline, difficoltà di apprendimento e difficoltà emotive relazionali caratterizzate da inibizione. M. presenta difficoltà a mantenere l’attenzione su compiti di natura visiva. Nell’esecuzione dei compiti, riesce ad avviare il compito ma raramente lo porta a termine. Tuttavia, quando l’insegnante di sostegno è presente grazie al richiamo con contatto visivo ritorna sul compito e prosegue l’attività. M. presenta difficoltà anche nella comprensione tramite ascolto, che tuttavia è migliore su lettura autonoma del testo. La competenza ortografica e le abilità numeriche e del calcolo sono molto deficitarie, tuttavia su sollecitazione dell’insegnante all’autocorrezione individua e corregge parte degli errori. M. tende ad evitare l’interazione verbale, ed è inibito nell’entrare in relazione con gli altri in particolar modo con i pari. Tende ad intraprendere di rado la conversazione e a rispondere alle domande solo in modo telegrafico. Se però sono gli altri ad iniziare la conversazione con lui, si sente più sereno e procede in modo più sicuro. La produzione verbale è caratterizzata da lievi accenti di disfluenza, ed è carente rispetto alla struttura morfosintattica della frase. Quando viene chiesto a M. di esporre un argomento in classe, presenta evidenti stati di ansia che non gli permettono di avere una sicurezza espositiva. Se, invece, lo studente viene interrogato in disparte, lontano dalla classe e in un contesto protetto, ha una prestazione sufficiente e mostra di avere anche una fluenza espositiva migliore.