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CASO STUDIO SECONDARIA, Esercizi di Didattica Pedagogica

UN CASO STUDIO DI RAGAZZI CON BES E LA PROGETTAZIONE DEL PEI

Tipologia: Esercizi

2020/2021

Caricato il 17/10/2025

maria-ester-castroflorio
maria-ester-castroflorio 🇮🇹

6 documenti

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Esercitazione. Studio del caso M.
M. un ragazzo di 17 anni frequentante il quarto anno di un
istituto tecnico. La diagnosi di ingresso di M. di Disturbo da
Deficit dell’Attenzione e Iperattivit" (), con funzionamento
intellettivo borderline, difficolt" di apprendimento e difficolt"
emotive relazionali caratterizzate da inibizione.
M. presenta difficolt" a mantenere l’attenzione su compiti di
natura visiva. Nell’esecuzione dei compiti, riesce ad avviare il
compito ma raramente lo porta a termine. Tuttavia, quando
l’insegnante di sostegno presente grazie al richiamo con
contatto visivo ritorna sul compito e prosegue l’attivit".
M. presenta difficolt" anche nella comprensione tramite ascolto,
che tuttavia migliore su lettura autonoma del testo. La
competenza ortografica e le abilit" numeriche e del calcolo sono
molto deficitarie, tuttavia su sollecitazione dell’insegnante
all’autocorrezione individua e corregge parte degli errori.
M. tende ad evitare l’interazione verbale, ed inibito nell’entrare
in relazione con gli altri in particolar modo con i pari. Tende ad
intraprendere di rado la conversazione e a rispondere alle
domande solo in modo telegrafico.
Se per+ sono gli altri ad iniziare la conversazione con lui, si sente
pi, sereno e procede in modo pi, sicuro.
La produzione verbale caratterizzata da lievi accenti di
disfluenza, ed carente rispetto alla struttura morfosintattica
della frase. Quando viene chiesto a M. di esporre un argomento
in classe, presenta evidenti stati di ansia che non gli permettono
di avere una sicurezza espositiva. Se, invece, lo studente viene
interrogato in disparte, lontano dalla classe e in un contesto
protetto, ha una prestazione sufficiente e mostra di avere anche
una fluenza espositiva migliore.

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Esercitazione. Studio del caso M.

M. è un ragazzo di 17 anni frequentante il quarto anno di un istituto tecnico. La diagnosi di ingresso di M. è di Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (), con funzionamento intellettivo borderline, difficoltà di apprendimento e difficoltà emotive relazionali caratterizzate da inibizione. M. presenta difficoltà a mantenere l’attenzione su compiti di natura visiva. Nell’esecuzione dei compiti, riesce ad avviare il compito ma raramente lo porta a termine. Tuttavia, quando l’insegnante di sostegno è presente grazie al richiamo con contatto visivo ritorna sul compito e prosegue l’attività. M. presenta difficoltà anche nella comprensione tramite ascolto, che tuttavia è migliore su lettura autonoma del testo. La competenza ortografica e le abilità numeriche e del calcolo sono molto deficitarie, tuttavia su sollecitazione dell’insegnante all’autocorrezione individua e corregge parte degli errori. M. tende ad evitare l’interazione verbale, ed è inibito nell’entrare in relazione con gli altri in particolar modo con i pari. Tende ad intraprendere di rado la conversazione e a rispondere alle domande solo in modo telegrafico. Se però sono gli altri ad iniziare la conversazione con lui, si sente più sereno e procede in modo più sicuro. La produzione verbale è caratterizzata da lievi accenti di disfluenza, ed è carente rispetto alla struttura morfosintattica della frase. Quando viene chiesto a M. di esporre un argomento in classe, presenta evidenti stati di ansia che non gli permettono di avere una sicurezza espositiva. Se, invece, lo studente viene interrogato in disparte, lontano dalla classe e in un contesto protetto, ha una prestazione sufficiente e mostra di avere anche una fluenza espositiva migliore.