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Cezanne, vita e opere, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Appunti ben impostati su Cezanne, vita e opere

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 30/11/2021

alicedib
alicedib 🇮🇹

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Paul Cezanne
Vita e formazione
Un uomo che si è sempre concentrato sull’osservazione della natura e ha fatto della sua
esistenza una continua ricerca.
È un uomo che dice di aver vissuto fino a quaranta anni da bohémien, perché in realtà non
ha lavorato, che poi incontra un pittore Pizarro, uno degli impressionisti, che lo apprezza e
da lì parte per iniziare un lavoro che non ha mai fine e pieno di sperimentazioni.
È un uomo dell’ottocento, infatti nasce nel 1839 e muore nel 1906. Il novecento lui lo
assaggia solo per pochissimi anni eppure lui è stato padre di molte correnti solo per la
semplice intuizione, correnti come il cubismo ma anche la pittura astratta. È stato padre di
queste correnti perché ha avuto delle intuizioni che lo hanno portato verso il secolo nuovo,
e forse proprio per questo suo essere molto avanti è stato incompreso.
Nasce, appunto, nel 1839 in Provenza e fa le scuole con Zolà, amico di quasi tutta la
vita, litigheranno solo alla fine della sua esistenza.
Il padre di Cezanne faceva il cappellaio ma essendo molto capace poi diventa bancario, è
per questo che vede bene il figlio negli studi giuridici, studi che però non si realizzeranno
mai in quanto egli si iscrive in giurisprudenza ma solo per un anno riesce a sopravvivere a
questi studi e poi ritorna alla pittura.
L’incontro con l’impressionismo
Nel 1861, anche per gli stimoli dell’amico, si trasferisce a Parigi.
Parigi è una città in cui non riuscirà ad adattarsi veramente bene, si ricorda di quando
andava nei caffè disordinato e macchiato ancora di colore.
I pittori del periodo lo apprezzano molto ma non riuscivano a cogliere alcuni aspetti della
sua vita, Cezanne era un uomo veramente molto solitario.
Questo espone con gli impressionisti nella mostra del 1864 con l’opera “La casa
dell’impiccato”.
È un'opera interessantissima dove da un lato vuole
ritornare alla natura, al paesaggio al naturale ma dall’altro
lato mostra le differenze rispetto agli altri maestri; questo
perché la casa dell'impiccato da un lato è vero che vuole
rappresentare la freschezza della natura con questi
bellissimi colpi di pennello ma dall’altro torna a certe
geometrie: gli alberi sembrano dei cilindri e la casa è un
solido geometrico. La cosa che più colpisce di questo quadro è il cielo, perché non è
presente la leggerezza dei cieli impressionisti ma c’è una pesantezza che deriva dalla
forma.
L’occhio per lui è fondamentale perché serve al pittore per dargli la forza di osservare e
lavorare. Tutto è un continuo guardare, di cui non è mai soddisfatto, infatti c’è sempre una
continua riflessione razionale. Tanto che i suoi quadri erano molto lenti ad essere eseguiti,
poteva partire con l’idea di dipingere la primavera e poi finire con il ritrarre la neve
invernale.
Le opere iniziano ad avere sostanza lo si vede nel cielo, nelle case.
Interessante mettere a confronto due opere, una di Monet e una di Cezanne.
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Paul Cezanne

➔ Vita e formazione

Un uomo che si è sempre concentrato sull’osservazione della natura e ha fatto della sua esistenza una continua ricerca. È un uomo che dice di aver vissuto fino a quaranta anni da bohémien, perché in realtà non ha lavorato, che poi incontra un pittore Pizarro, uno degli impressionisti, che lo apprezza e da lì parte per iniziare un lavoro che non ha mai fine e pieno di sperimentazioni. È un uomo dell’ottocento, infatti nasce nel 1839 e muore nel 1906. Il novecento lui lo assaggia solo per pochissimi anni eppure lui è stato padre di molte correnti solo per la semplice intuizione, correnti come il cubismo ma anche la pittura astratta. È stato padre di queste correnti perché ha avuto delle intuizioni che lo hanno portato verso il secolo nuovo, e forse proprio per questo suo essere molto avanti è stato incompreso. Nasce, appunto, nel 1839 in Provenza e lì fa le scuole con Zolà, amico di quasi tutta la vita, litigheranno solo alla fine della sua esistenza. Il padre di Cezanne faceva il cappellaio ma essendo molto capace poi diventa bancario, è per questo che vede bene il figlio negli studi giuridici, studi che però non si realizzeranno mai in quanto egli si iscrive in giurisprudenza ma solo per un anno riesce a sopravvivere a questi studi e poi ritorna alla pittura.

➔ L’incontro con l’impressionismo

Nel 1861, anche per gli stimoli dell’amico, si trasferisce a Parigi. Parigi è una città in cui non riuscirà ad adattarsi veramente bene, si ricorda di quando andava nei caffè disordinato e macchiato ancora di colore. I pittori del periodo lo apprezzano molto ma non riuscivano a cogliere alcuni aspetti della sua vita, Cezanne era un uomo veramente molto solitario. Questo espone con gli impressionisti nella mostra del 1864 con l’opera “La casa dell’impiccato”. È un'opera interessantissima dove da un lato vuole ritornare alla natura, al paesaggio al naturale ma dall’altro lato mostra le differenze rispetto agli altri maestri; questo perché la casa dell'impiccato da un lato è vero che vuole rappresentare la freschezza della natura con questi bellissimi colpi di pennello ma dall’altro torna a certe geometrie: gli alberi sembrano dei cilindri e la casa è un solido geometrico. La cosa che più colpisce di questo quadro è il cielo, perché non è presente la leggerezza dei cieli impressionisti ma c’è una pesantezza che deriva dalla forma. L’occhio per lui è fondamentale perché serve al pittore per dargli la forza di osservare e lavorare. Tutto è un continuo guardare, di cui non è mai soddisfatto, infatti c’è sempre una continua riflessione razionale. Tanto che i suoi quadri erano molto lenti ad essere eseguiti, poteva partire con l’idea di dipingere la primavera e poi finire con il ritrarre la neve invernale. Le opere iniziano ad avere sostanza lo si vede nel cielo, nelle case. Interessante mettere a confronto due opere, una di Monet e una di Cezanne.

L’estaque è un luogo vicino Marsiglia, una località marina, dove Cezanne si era riparato nel 1870 perché era esplosa la guerra franco prussiana e lui non voleva essere arruolato in guerra. In questo luogo trova un paesaggio bellissimo, molto luminoso. Differenze principali: ● Mentre in Monet possiamo osservare il vibrare del cielo, dei tocchi di pennello sulla sabbia ma che sulla superficie del mare; in Cezanne troviamo un mare e un cielo solido e un susseguirsi di volumi che rappresentano le case, i comignoli ma è solido anche il fumo che esce dal fumaiolo sulla destra, essenzialmente è come se tutto si fosse rappreso perché egli è un amante della forma. ● È particolare anche il punto di vista, in Monet dall’altezza spettatore; invece nella baia è visto come se l’orizzonte fosse leggermente rialzato rispetto allo spettatore.

Nel 1872 va a Pontuaze dove sosta a lungo con Pizarro, egli sarà il tramite che gli consentirà di incontrare gli impressionisti. La pittura di Cezanne è una pittura di paesaggio che si ispira molto a chi viene prima di lui. Ad esempio lo vediamo qui:

Poussin è un pittore di paesaggi e in questa opera non colpisce tanto Polifemo quanto la natura che lo circonda, proprio perché egli voleva centrare la sua attenzione sul contesto paesaggistico. Vediamo le somiglianze e differenze rispetto al quadro di Cezanne. Un eco a Poussin può essere l’albero che adesso assume una posizione diversa e centrale, inoltre crea una sorta di riquadro per questo monte, il quale è visto proprio come un solido. Interessanti sono anche i campi sotto tale monte. Il monte lo conosce molto bene perché egli ha attraversato questi campi accanto ad un suo amico geologo che gli spiegava passo passo le terre, l’origine di ciascuna di esse che in qualche maniera appunto lui in questi riquadri vuole riprodurre meticolosamente.

➔ Quadri importanti

Un altro quadro importante è quello dei “ Giocatori di carte ”, non perché egli fosse un amante dei caffè ma perché si interessa alla serietà con cui questi personaggi si dedicano all’intrattenimento ma anche la geometria di questi. I due uomini possiamo definirli due statue, non hanno vibrazioni, perché egli trattava la natura umana così come trattava la natura morta.

In “madame Cezanne” egli le taglia l’acconciatura e la poltrona. Mentre nella “Donna con la caffettiera” il tavolo è visto leggermente ribaltato, come se si sollevasse verso l’alto; la caffettiera è vista perfettamente di prospetto mentre la tazza è vista solo di ¾; la porta non è perfettamente centrata. Cezanne inizia ad analizzare le cose come se fossero singolarmente rappresentare da punti di vista diversi, questo cambiamento del punto di vista fa sì che le cose siano ricombinate nel quadro in una maniera del tutto nuova. Possiamo dire che questo sarà proprio il modo di vedere le cose di Picasso. Cezanne introduce nella pittura un nuovo modo di vedere le cose, qui abbiamo oggetti osservati da punti di vista diversi che si ricombinano in un’unica rappresentazione. Ecco perché Matisse dirà “Cezanne è il padre di tutti noi!” È il padre:

▪ dei fauves per il colore; ▪ dei cubisti perché centrerà sulla forma la sua analisi; ▪ dei pittori astratti perché cercherà di sganciarsi dalle geometrie per cercare di analizzare a fondo particolari della realtà e della natura che all’occhio distratto dello spettatore comune sfuggono e isolerà delle macchie di colore in modo straordinario.

Cezanne muore perché in una giornata tempestosa esce per dipingere all’aria aperta e ha un malore per cui cade tra i campi e viene riportato indietro nel carro di un lavandaio, ma da lì non si riprende e va in contro alla morte.