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Darwin è considerato il padre della moderna visione dell'evoluzione biologica, secondo cui, tramite una serie di cambiamenti, dalle specie esistenti in passato si sono originate quelle attualmente presenti sulla Terra. Nel 1831, partì per un viaggio intorno al mondo a borgo del brigantino Beagle, nave da perlustrazione che aveva come mete le terre del Sud America, dell'Australia e dell'Africa. Giunto alle Galapagos, rimane colpito dalla straordinaria varietà delle specie presenti (ex. tartarughe e uccelli), e dalla particolare miscela di differenze e somiglianze che vigevano all'interno delle singole specie. Secondo Darwin, specie diverse potevano condividere in antenato comune, da cui derivano attraverso una successione graduale di cambiamenti. Egli chiamò questo processo “discendenza con modificazioni”. Negli anni immediatamente successivi, Darwin concentrò la sua attenzione sulla ricerca delle cause dell'evoluzione, che si basava in particolare su due dati:
Si ha la fusione della teoria evolutiva Darwiniana e genetica Mendeliana: nella prima restava aperta la questione legata all'anello mancante nella documentazione fossile (fossile di transizione, organismi che presentano caratteristiche intermedie) e quella legata all'ereditarietà della variabilità individuale. L'indagine si rivolge non più all'individuo (cambiamento casuale), ma alla popolazione intera:
L'evo-devo, invece, è il campo di ricerca che si occupa del duplice aspetto della biologia evolutiva e della biologia dello sviluppo. Si occupa in ambito embrionale dei geni che controllano lo sviluppo, giocando un ruolo chiave nell'evoluzione (geni omeo-box). La maggior parte degli organismi sono costruiti utilizzando lo stesso set di singolo geni che hanno avuto origine comune. Lo stesso gene, quindi, dà vita a strutture simili ma di impiego differente, grazie ai processi di regolazione del gene, che intervengono solo a un certo punto dello sviluppo embrionale. L'epigenesi è l'insieme degli eventi che avvengono durante il ciclo vitale e che comportano una progressiva acquisizione di informazione non contenuta nel genotipo ma derivante dall'interazione fra questo e l'ambiente (sono caratteri ereditari non trascritti dal DNA, in quanto non si eredita un particolare sequenziamento, ma lo stato di espressione genica di un tratto di DNA → non si differenzia il genoma, ma la modalità in cui il genoma esprime o meno un determinato carattere, ex. Metilazione del DNA e degli istrioni). Il rapporto con l'ambiente determina l'ereditarietà o meno della modalità di espressione. L'epigenetica è lo studio dei cambiamenti dell'espressione genica ereditabili che non sono dovuti a mutazioni nella sequenza del DNA. La pedomorfosi è un fenomeno che consiste nella conservazione nell'adulto delle caratteristiche corporee infantili. Quando questo effetto deriva da un rallentamento della crescita delle parti interessate, si ha un tipo speciale di pedomorfosi definito teofanìa. I geni coinvolti nello sviluppo controllano velocità, cadenza, caratteristiche spaziali dei cambiamenti della forma corporea dello zigote adulto. Un piccolo cambiamento del programma di sviluppo può dare grandi cambiamenti nell'adulto e questo spiegherebbe perchè piccole differenze geniche possono creare grandi cambiamenti tra organismi. La pedomorfosi ha svolto un ruolo importante anche nell'evoluzione umana: osservando lo sviluppo del cranio del feto umano e quello dello scimpanzé porta ad avanzare ipotesi di somiglianza (negli umani, però, il cranio dell'adulto si mantiene omologa a quello del feto, che è simile a quello dello scimpanzé). ESPERIMENTI Ben conscio dei pericoli derivanti dal possibile fraintendimento delle sue teorie nell'Inghilterra vittoriana, Darwin volle sostenere il suo pensiero con il maggior numero possibile di prove raccolte in diversi campi. Per cercare prove a favore della sua teoria, nel 1842 si ritira nel Kent nella Down House (la sua casa di campagna), dove trascorre 20 anni mentre elabora la teoria dell'evoluzione, conducendo straordinari esperimenti. Trasformò infatti la casa, il parco e la serra in un laboratorio.