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BILANCIO E ANALISI STATISTICA CONTO ECONOMICO STATO PATRIMONIALE
Tipologia: Appunti
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(*) Salvatore Cincimino eRicercatore di Economia Aziendale nella Fa- colta di Scienze Motorie dell’Universitadi Palermo. (**) Salvatore Tomaselli e Professore Associato di Economia Aziendale nella Facoltadi Economia dell’Universita di Palermo. Il presente contributo eil risultato di riflessioni svolte congiuntamente da- gli autori. I paragrafi 1, 2 e 5 sono stati elaborati dal Dottore Cincimino; i pa- ragrafi 3 e 4 dal Professore Tomaselli. Il paragrafo 6 e stato elaborato congiun- tamente dagli autori. ( 1 ) La fondamentale caratteristica distintiva tra il professionismo e il di- lettantismo si sostanzia nella piuampia dimensione economica, e quindi nella maggior produzione di volumi di proventi e nella maggior remunerazione delle risorse produttive impiegate, del primo rispetto al secondo (S ALVATORE C INCI- MINO , La valutazione e la rappresentazione della risorsa calciatore nei bilanci delle societa di calcio professionistiche, Gulotta, Palermo, 2008, 15). Ed infatti, anche nel periodo antecedente alla legge n. 91/1981 — che ha disciplinato e qualificato i rapporti tra societae sportivi professionisti — veniva considerato professionista chi faceva dello sport la principale attivita , finalizzata al conse- guimento di un guadagno; dilettante colui il quale praticava attivita` sportiva senza scopo di lucro, considerando lo sport un mezzo di svago e di benessere (M ARIA T ERESA S PADAFORA , Diritto del lavoro sportivo, Giappichelli, Torino, 2004, 43-44). Le organizzazioni dilettantistiche sono peraltro caratterizzate
dalla ‘‘absence of explicit organizational objectives’’ che rendono difficoltoso un ‘‘successful development’’; il processo decisionale, altresıe ostacolato dalla ‘‘incongruity of power and professional competence, and the ambiguous distri- bution of tasks’’ (A NSGAR T HIEL and J OCHEN M AYER , ‘‘Characteristics of Volun- tary Sports Clubs Management: a Sociological Perspective’’, European Sport Management Quarterly, vol. 9, n. 1, March 2009, 81-98). Va comunque segna- lato come ‘‘il futuro del calcio professionistico in Europa eminacciato dalla crescente concentrazione della ricchezza economica e del potere sportivo’’ (Ri- soluzione del Parlamento europeo del 29 marzo 2007 sul futuro del calcio pro- fessionistico in Europa (2006/2130(INI)) in GUCE C27E/232 del 31.1.2008). Elemento che accomuna gli ambiti professionistici e dilettantistici sono co- munque quei ‘‘principi di lealta , impegno e rispetto che dovrebbero essere alla base della pratica sportiva ad ogni livello, sia che si tratti di atleti dilettanti che di professionisti.’’ (http://it.wikipedia.org/wiki/Sport). Si veda, al riguardo, an- che A NNA T ANZI , Le societacalcistiche. Implicazioni economiche di un ‘‘gioco’’, Giappichelli, Torino, 1999, 11. ( 2 ) Snyder e Spreitzer definiscono lo sport ‘‘a competitive human physi- cal activity that is governed by institutional rules’’ (E. E LDON S NYDER and A. E LMER S PREITZER , Social aspects of sport, Englewood Cliffs, Prentice Hall, NJ, 1989). Piantoni individua quattro ‘‘raggruppamenti strategici dello sport’’, com- binandoli sulla base di due criteri, ciascuno articolato su due dimensioni: la ca- pacita di generare flussi finanziari intersettoriali (elevata, bassa); la diffusione della pratica sportiva (elitaria, di massa). I quattro raggruppamenti sono: lo sport di specializzazione (con capacitadi generare flussi finanziari elevata, e ad elitaria diffusione della pratica sportiva), lo sport ad alta intensita di business (elevata capacitadi generare flussi finanziari, con diffusione della pratica spor- tiva di massa), lo sport di localismo (bassa capacita di generare flussi finanziari e diffusione della pratica sportiva elitaria), lo sport amatoriale (con bassa capa- citadi generare flussi finanziari e con livello di massa di diffusione della pra- tica) (G IANFRANCO P IANTONI , Lo sport tra agonismo, business e spettacolo, ETAS, Milano, 1999, 46-49). ( 3 ) L’etimo deriva dal latino: cum (insieme) e petere (dirigersi verso). Quindi: cercare di ottenere insieme, o ‘‘nello stesso tempo’’: gareggiare, dispu- tare (www.etimo.it). ( 4 ) D. J OSEPH L ICHTENBERG , Psychoanalysis and Motivation, The Analytic Press, Hillsdale, N.J., 1989.
disciplinato da regole cosı da consentire lo, capacita di accettare le( 8 ) Comunicato della Commissione Europea n. IP/99/133 del 24 febbraio
( 9 ) Al riguardo cfr.: H. R UUD K ONING , ‘‘Balance in Competition in Dutch Soccer’’, The Statistician, vol. 49, n. 3, 2000, 419-31; R. B RAD H UMPHREYS , ‘‘Al- ternative Measures of Competitive Balance in Sports Leagues’’, Journal of Sports Economics, vol. 3, n. 2, May 2002, 133-148; L OEK G ROOT , ‘‘De-commer- cializzare il calcio europeo e salvaguardarne l’equilibrio competitivo: una pro- posta welfarista’’, Rivista di Diritto ed Economia dello Sport, vol. I, fasc. 2, 2005, 63-91. ( 10 ) S IMON R OTTENBERG , ‘‘The baseball players’ labour market’’, Journal of Political Economy, vol. 64, n. 3, 1956, 242-258.
di capitali delle aziende che gestiscono attivita spor-( 11 ) R. J OHN S EARLE , Speech acts: an essay in the philosophy of language, Cambridge University Press, Cambridge, 1969. ( 12 ) A. J ASON C OLQUITT , D ONALD E. C ONLON , M ICHAEL J. W ESSON , O.L. C HRISTOPHER H. P ORTER and K. Y EE N G ., ‘‘Justice at the Millennium: a Meta- Analytic Review of 25 Years of Organizational Justice Research’’, Journal of Ap- plied Psicology, vol. 86, n. 3, 2001, 425-445. ( 13 ) Si pensi all’obbligatoria forma in societa` per azioni assunta nel 1966 dalle organizzazioni sportive che gareggiavano in Italia in serie A e B. ( 14 ) Una chiara descrizione del complessivo assetto delle relazioni tra le organizzazioni sportive si trova in M ARIA F ERRARA , L’organizzazione dello sport, Giappichelli, Torino, 2003.
una attivita sportiva si, tanto piu vi e` incer-rant’anni fa sono raddoppiati a 11,44 — perfino un portiere arriva a sei km., la metadi un mediano — con punte oltre i 23 km/h ... L’intensita e i ritmi di gioco chiedono uno sforzo diverso, fatti di scatti e balzi ... si deve allenare l’e- splosivita, la forza, l’elasticita e la resistenza allo scontro fisico, calcolando che in una partita in media i contrasti sono 8-10 a testa’’ (Stefano D’Ottavio in un’intervista di E MILIO M ARRESE , ‘‘Piualto, forte e veloce e il nuovo calciatore’’, La Domenica di Repubblica, 28 agosto 2005). ( 18 ) Lo sport praticato a livello dilettantistico contribuisce a mettere in ri- salto i campioni che, successivamente, diventeranno professionisti. Anche sugli sport praticati a livello dilettantistico si concentrano le attenzioni di sponsor, media, osservatori, appassionati. Il dilettantismo ha una dimensione economico- sociale, tuttavia ridotta rispetto al contesto professionistico, che valorizza mag- giormente le caratteristiche ‘‘spettacolari’’ dello sport.
ad armonizzare abilita, personalita` , valori e motivazioniperformanti e l’assecondamento delle loro sempre piu( 19 ) C HRIS W OLSEY and H ELEN W HITROD -B ROWN , ‘‘Human Resource Ma- nagement and the Business of Sport’’, in L INDA T RENBERTH (Editor), Managing the Business of Sport, Dunmore Press, Palmertson North, NZ, 2003, 163-184. ( 20 ) P ACKIANATHAN C HELLADURAI , Human Resource Management in Sport and Recreation, II ed., Human Kinetics, Champaign, US, 2006, XXV. ( 21 ) J EFFREY P FEFFER , The Human Equation: building profits by putting people first, Harward Business School Press, Harward, 1998. ( 22 ) Con l’ausilio dell’analisi statistica di regressione applicata alle ‘‘per- formance in campionato dei club di Serie A e B’’ ed alla ‘‘spesa dei club per stipendi ai calciatori’’ Szymanski ha dimostrato che: ‘‘a) i club che spendono di piu` tendenzialmente ottengono una migliore posizione in campionato; b) i club che incrementano la loro spesa nel tempo (relativamente ai concorrenti) ten- denzialmente ottengono una migliore posizione in campionato.’’ (S TEFAN S ZY- MANSKI , ‘‘La relazione tra posizione competitiva e posizione reddituale: quali sono le squadre migliori?’’, in U MBERTO L AGO , A LESSANDRO B ARONCELLI e S TE- FAN S ZYMANSKI , Il Business del Calcio, Egea, Milano, 2004, 149-166). Al ri-
e strettamente connessa alle qualita` di colui (o di coloro)( 24 ) ‘‘An organization succeeds when its people, as individuals, are emo- tionally engaged in some way, when they believe that their group and their or- ganization are doing, and when the contribution they make to this organizatio- nal activity brings psychological satisfaction of some kind, something more than simple rewards.’’ (D. R ALPH S TACEY , Strategic Management and Organizational Dynamics: The Challenge of Complexity, Pearson Education, London, 2003, 66- 67). ( 25 ) F ABRIZIO M ONTANARI , G IACOMO S ILVESTRI and E DOARDO G ALLO , ‘‘Team performance between change and stability: the case of the Italian ‘Serie A’’’, Journal of Sport Management, vol. 22, n. 6, 2008, 701-716. ( 26 ) A livello economico-aziendale esiste un ‘‘forte legame’’ tra modelli di gestione aziendale e organizzativa, ambiente sportivo di riferimento (C RISTIANA B USCARINI e A LBERTO F RAU , ‘‘Sport ed economia aziendale. Considerazioni a so- stegno dell’importanza dei modelli di gestione aziendale nelle organizzazioni sportive’’, Rivista Italiana di Ragioneria e di Economia Aziendale, n. 11-12. 2007, 616-630) e, quindi, dimensione dell’attivita` sportiva gestita. ( 27 ) P IANTONI (Lo sport tra agonismo, business e spettacolo, cit., 184-187) associa una specifica figura manageriale a ciascuno dei quattro raggruppamenti sportivi che identifica (si veda al riguardo la nota 2): ‘‘manager di nicchia’’ per
( 28 ). Cosı considerata, la managerialita` sot-lo sport di specializzazione; ‘‘manager di arbitraggio delle risorse e di riorienta- mento’’ per lo sport ad alta intensitadi business; ‘‘manager conservatore’’ per lo sport di localismo; ‘‘manager della disponibilita ’’ (in specifico riferimento alle attivitadi volontariato) per lo sport amatoriale. ( 28 ) Le scelte manageriali ‘‘dovrebbero orientarsi ad un contemperamento degli interessi secondo il principio di economicita , che traduce in termini eco- nomici l’idea di sviluppo insita nel principio di vita duratura economica, con il metodo della partecipazione e del confronto nell’interesse della comunitaazien- dale e di quella piu generale di ambiente.’’ (D ARIO C AVENAGO , Scelte aziendali ed economicita, Giuffre , Milano, 1990, 24). ( 29 ) Ci si riferisce al cd. ‘‘filone aziendalistico-istituzionale’’ in tema di va- lori imprenditoriali: ‘‘Questi pochi cenni sono sufficienti per comprendere che i valori imprenditoriali evocati e proposti dai cultori di studi aziendali sono in ultima analisi la stessa impresa, concepita come un istituto unitario o nella mol- teplicitadi elementi che lo compongono; relativamente autonomo anche ri- spetto ai gruppi che pro-tempore ne detengono il controllo, fatto per durare, economico nel suo ruolo essenziale di produrre ricchezze, capace di contempe- rare i molteplici interessi in esso confluenti’’ (V ITTORIO C ODA , ‘‘Valori impren- ditoriali e successo dell’impresa’’, in A A .V V ., Valori imprenditoriali e successo aziendale, Giuffre , Milano, 1986, 3-38).
calcistiche professionistiche l’economicita e`( 33 ) G IANFRANCO R USCONI , Il bilancio d’esercizio nell’economia delle societadi calcio, Cacucci, Bari, 1990, 29-30. ( 34 ) V ITTORIO C ODA , L’orientamento strategico dell’impresa, UTET, To- rino, 1988, 168-169. ( 35 ) U MBERTO B ERTINI , Il governo dell’impresa tra ‘managerialita’ e ‘im- prenditorialita`’, cit., 129.
ABELLA
Gli ambiti sportivi, economici, sociali e della comunicazione
delle aziende che gestiscono attivita
` sportive agonistiche
sportivi
economici
sociali
comunicativi
finalità
massimizzazione dei risultatisportivi
massimizzazione del reddito
massimizzazione del valore sociale
"ottenere legittimazione, fiducia ecredibilità e consensi presso i variinterlocutori aziendali …" (V. Coda, Comunicazione e immagine nellastrategia dell'impresa,Giappichelli, Torino,
1991, p. 4)
focus
competitività
remunerazione delle risorseimpiegatenesso: risorse impiegate - risultatiottenuti
soddisfazione delle attese deglistakeholder
dare valore alla "trasparenza" nellacomunicazione degli accadimentiaziendali
ambiti procedurali
creazione di un team competitivo
razionalizzazione dei processigestionali per il trade offefficacia/efficienza
favorire le relazioni interpersonaliproposte progettuali per glistakeholder
creazione di uno staff e di canaliinformativi per "capire" ilconsenso (ambito fisiologico), oimporlo (ambito patologico) (Coda,cit., 1991, p. 55)
convergenzadomanda/offerta
legata al conseguimento di risultatisportivi
veicolata dalla tensione allamassimizzazione delle performanceeconomiche
debole: promossa in via ocasionalee/o sulla scorta di contingenze
in dipendenza del "modello digestione del consenso":perusasione, autorità,manipolazione, antagonismo(Coda, 1991, cit., pp. 52-55)
strumenti dirilevazione delleperformance
medici - tecnico/atletici
budget - bilancio economico/patrimoniale
rendicontazione sociale
canali istituzionali, media
ambiti
( 39 ) R OBERTO C AFFERATA , ‘‘Governance e Management nell’economia dello sport’’, Symphonya. Emerging Issues in Management, n. 2/2004, www.unimib.it/ symphonya, edited by ISTEI - Istituto di Economia d’Impresa, Universitadegli Studi Milano - Bicocca. Cafferata, sintetizza tali tendenze come segue: a) ‘‘crescente integrazione tra i produttori di sport (associazioni o societa sportive, singoli atleti), i distributori di sport (imprese multimediali; imprese tu- ristiche; altre imprese di servizi, comprese le scuole e universita) e le imprese che sponsorizzano lo sport; b) coinvolgimento diretto, in particolare, delle imprese multimediali sia nella creazione (non solo nella trasmissione) di eventi sportivi, sia nel controllo strategico e finanziario di organizzazioni sportive; c) riconversione o costruzione di nuovi impianti, talvolta creazione di nuove localita sportive, ove epossibile godere di una molteplicita di servizi, an- che di intrattenimento; d) trasformazione di associazioni sportive in societadi capitali, il che im- plica l’adozione di principi di management tipici delle organizzazioni che ope- rano in mercati aperti; e) intensificazione delle rivalita tra sport, l’uno e l’altro in competizione per attrarre risorse economiche nuove e guadagnare quote del mass e business market;
f) crescente competizione tra sponsor per la fornitura di servizi finanziari e reali agli atleti ed alle organizzazioni sportive; g) evoluzione di gare, tornei o campionati in eventi complessi, un numero crescente dei quali coinvolge organizzazioni sportive di vertice (top club) o sin- goli campioni dello sport (superstar); h) la moltiplicazione delle autoritache governano attivita ed eventi sportivi sia a livello nazionale, sia a livello internazionale; i) la aziendalizzazione delle organizzazioni sportive, non solo di quelle grandi ma anche di quelle minori: le associazioni sportive sono (o devono es- sere) sempre piusimili a organizzazioni economiche, non solo quando cre- scono, ma anche quando vogliono restare piccole ed efficienti in ambienti com- petitivi’’. ( 40 ) U MBERTO L AGO , A LESSANDRO B ARONCELLI e S TEFAN S ZYMANSKI , Il Busi- ness del Calcio, cit., 10. ( 41 ) C ARLO M ASINI , Lavoro e Risparmio, UTET, Torino, 1979, 8. A pro- posito del bene comune, cosı si esprime Masini: ‘‘eil prodotto della coopera- zione societaria che condiziona i singoli nella ‘societa ’: eun bene funzionale per tutti, inteso come agevolatore dell’attivita dei singoli membri; ecostituito dal complesso dei beni che per natura loro hanno una funzionalita universale e un’attitudine per tutti. Va inteso, dunque, come bene dei singoli, fattore di agevolazione di ogni persona verso l’alto fine della persona umana’’.
Le dimensioni della creazione del valore delle societa` di calcio professionistiche
Dimensione Remunerazione Capitale
Sportiva Illusione Capitale storico Sociale Educazione ai valori Capitale sociale Comunicazione Informazione Capitale mediatico Economica Reddito Capitale monetario
( 43 ) T ANGUY J ACOPIN , K IMIO K ASE and I GNACIO U RRUTIA , ‘‘Value Creation and Performance Criteria for Soprt Entities’’, in S ANDALIO G OMEZ , K IMIO K ASE and I GNACIO U RRUTIA , Value Creation and Sport Management, Cambridge Uni- versity Press, Cambridge, UK, 2010, 22.
La catena del valore delle societa` di calcio professionistiche
( 44 ) M ICHAEL E. P ORTER , Competitive Advantage. Creating and Sustaining Superior Performance, Free Press, New York, USA, 1985. ( 45 ) Gli autori sono consapevoli del fatto che la catena del valore rappre- sentata costituisce una sintesi di attivitaprimarie riferite ad ambiti differenti (competizioni sportive, settore giovanile e coltivazione del vivaio, attivita media- tiche), che meriterebbero rappresentazioni separate e piuaccurate. In conside- razione delle finalita del presente lavoro e dello spazio disponibile non si e` rite- nuto opportuno procedere in questa sede a tale approfondimento, rinviandolo ad un successivo lavoro.