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Riassunto dettagliato sulle varie strutture che compongono il citoscheletro e funzioni principali
Tipologia: Dispense
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E’ una fitta rete di filamenti proteici di 3 tipi, con funzionalità meccaniche diverse:
Hanno una grande resistenza alla trazione. Sono i filamenti più robusti e durevoli (resistono anche a trattamento di cellule con soluzione salina concentrata e a detergenti non ionici). Forma un involucro nel nucleo, proteggendolo, e poi attraversa tutta la cellula per trovarsi in corrispondenza dei desmosomi. Il reticolo che sostiene il nucleo si chiama Lamina Nucleare. Assomigliano a funi, fatte da una testa (amminica) e una coda (carbossilica) globulari e da un dominio centrale a forma di bastoncello allungato. Il dominio centrale è composto da una α elica. Questo monomero si accoppia con un altro per formare un α elica superavvolta. Questo dimero si associa ad un altro in direzione opposta e forma un tetramero (le estremità del tetramero sono uguali). Questo dimero si associa con un altro per formare un tetramero. I domini bastoncellari sono simili per ogni tipo di filamento intermedio, con sequenza e dimensioni simili. Le teste e code sporgono e interagiscono con vari componenti citoplasmatici. Questo tipo di filamenti è presente soprattutto in cellule soggette a sollecitazioni meccaniche (nervose, muscolari o epiteliali. Proteggono le cellule e membrane da sforzi meccanici. Ci sono 4 classi di filamenti intermedi:
Sono dei lunghi e rigidi tubi formati da proteine con la capacità di assemblarsi e disassemblarsi. Crescono a partire dal centrosoma, una struttura che troviamo nella parte centrale della cellula, quando questa non sta in fase di divisione. Il centrosoma è costituito da una matrice proteica nella quale sono immersi 2 centrioli, stutture cilindriche composte da brevi microtubuli paralleli disposti in circolo. La loro funzione non è ancora stata scoperta. Oltre ai centrioli nel centrosoma possiamo trovare moltissimi anelli di tubulina γ. Ogni anello fa da sito di nucleazione (punto di
partenza) per la crescita di un microtubulo. Formazione e caratteristiche del microtubulo:
all’estremità – contemporaneamente (il tasso di perdita e guadagno sono equivalenti e la lunghezza del filamento è invariata). L’actina nella cellula, rappresenta circa il 5% delle proteine totali, però solo metà si trova libera nel citosol, mentre l’altra è bloccata in filamenti di actina. Questa alta concentrazione però è contrastata da proteine che si legano all’actina (sia ai monomeri che ai filamenti).
filamenti di actina. Queste si occupano di controllare la polimerizzazione, mantenendo questi monomeri come riserva.
nei microvilli
gelloso nel cortex cellulare, una struttura al di sotto della membrana cellulare.
gel ➔ CAPZ , forma un capuccio ad una estremità, bloccando la polimerizzazione
Il cortex cellulare, è una struttura reticolare tridimensionale di filamenti di actina che conferisce resistenza meccanica e sostiene la superficie della cellula (es. ne globuli rossi conferisce la forma discoidale). Strisciamento cellulare Le cellule per muoversi possono usare ciglia e flagelli o strusciare lungo la superficie, come fanno ad esempio i neutrofili, che migrano nei tessuti e attirati da piccole molecole non self, si legno ai recettori chemiotattici e con delle variazioni dell’assemblaggio dell’actina, fagocitano la particella. Fasi del movimento :
dall’estremità – all’estremità +. Possiamo trovare 2 tipi principali di miosina: miosina I e miosina II. La molecola miosina I ha una testa e una coda. La testa interagisce i filamenti di actina e si muove su di esso grazie all’idrolizzazione dell’ATP. A seconda del tipo di miosina I, ci sono vari tipi di code, che potranno essere trascinati dal motore proteico. La coda può ad esempio legarsi a una vescicola, e trasportarla lungo un filamento, oppure legarsi alla membrana, e spostarla rispetto ai filamenti actinici del cortex, per farle avere un certo tipo di forma. Contrazione Muscolare La miosina muscolare è della famiglia della miosina II, la cui unità è formata da un dimero con due teste ATPasiche e una lunga coda a spirale. Gruppi di miosina II si uniscono tramite le code, formando filamenti di miosina bipolari, nei quali le teste sporgono lateralmente. Nella contrazione un gruppo di teste di miosina si lega ai filamenti di actina con un certo orientamento e li tira da una parte, mentre l’altro gruppo di teste si lega ad altri filamenti di actina con un orientamento opposto e li tira in senso opposto. Questo avviene anche nei fasci contrattili di filamenti di actina e miosina II e si associano temporaneamente a cellule non muscolari e nell’anello contrattile che strozza in due una cellula in divisione, contraendosi e tirando la membrana plasmatica verso l’interno. La fibra del muscolo scheletrico è un’enorme cellula plurinucleata derivante dalla fusione di tante cellule più piccole. I nuclei rimangono distinti e si trovano appena sotto la membrana plasmatica, essendo il citoplasma composto in gran parte da miofibrille, elementi contrattili della cellula muscolare. Queste sono strutture cilindriche, costituite da una serie di minuscole unità contrattili, i sarcomeri. La ripetizione regolare dei sarcomeri da l’aspetto striato. Un sarcomero è un’associazione ordinata di filamenti di miosina (filamenti spessi), che si trovano al centro di ogni sarcomero e di filamenti di actina (filamenti sottili), che partono dai due estremi del sarcomero ancorati a una struttura chiamata disco Z. La contrazione della cellula muscolare è dovuta al simultaneo accorciamento di tutti i sarcomeri della cellula, causato dallo scorrimento dei filamenti di actina sopra a quelli di miosina, senza che modifichino la loro forma. Quando un muscolo viene stimolato a contrarsi, le cellule di miosina cominciano un ciclo ripetuto di attacco e distacco lungo il filamento di actina. Ad ogni ciclo, una testa di miosina si lega a una molecola di ATP e la idrolizza, poi sposta l’estremità della testa in direzione più. Finita la contrazione, le teste di miosina perdono completamente il contatto con i filamenti di actina e il muscolo si rilassa. Ogni filamento di miosina comprende circa 300 teste. L’interazione miosina-actina avviene quando la fibra riceve un segnale da un nervo motore. Il segnale proveniente da una terminazione nervosa innesca un potenziale d’azione nella membrana plasmatica della cellula muscolare. l’eccitazione elettrica si propaga fino a delle invaginazioni della membrana sarcoplasmatica, chiamati tubuli T, che lo trasmettono al reticolo sarcoplasmatico, una regione specializzata del RE). Triade → R sarcoplasmatico- tubulo T- R sarcoplasmatico. Il reticolo sarcoplasmatico contiene un’altissima concentrazione di ioni Ca2+. Con l’arrivo dell’impulso, il calcio si libera nel citosol attraverso canali ionici che si aprono nella membrana plasmatica e i tubuli T. Sappiamo che il calcio è il principale segnale intercellulare per trasmettere i messaggi dall’esterno all’interno della cellula. Nei muscoli, l’aumento del calcio citosolico attiva un interruttore molecolare composto da apposite proteine