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Saggio breve sulla metodologia CLIL
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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In questa sede si discuterà dell’approccio relativo al Cooperative learning in relazione alla metodologia CLIL sulla base dell’insegnamento delle materie artistiche. Essendo di per sé un metodo basato sulla interazione e sulla interdisciplinarietà, il vantaggio dell’utilizzo di strategie al suo interno che abbiano come fondamento il cooperative learning potrebbe flettere ancora di più in senso positivo l’uso di tale strategia? Partendo dal presupposto che il vantaggio principale del CLIL risiede nella possibilità di potenziare le abilità linguistiche degli alunni e di aumentare l'interazione tra gli alunni e tra alunno e insegnante e provando dunque a focalizzarci sulla base delle argomentazioni tenteremo di mettere in evidenza i vantaggi che ne deriverebbero in termini cognitivi e metacognitivi, nonché organizzativi. La lezione o il modulo CLIL presuppone una organizzazione logica ed una alta intelligibilità, perché venendo meno allo studente gli usuali appigli verbali, avrà bisogno di concentrarsi sull’utilizzo di altri strumenti e strategie. Questo presuppone che ogni passaggio all’interno della singola lezione sia ben pianificato e tenga conto in maniera imprescindibile di competenze e conoscenze pregresse, sia a livello individuale che di classe. Vengono pertanto molto spesso organizzati lavori in piccoli gruppi che mirano ad una semplificazione e suddivisione della gestione lavorativa. Si discute però sulla possibilità, soprattutto inerente alle materie come storia dell’arte e la stessa storia, di considerare come necessario il ricorso al cooperative learning. Il cooperative learning è un approccio che ha come fondamento la risoluzione di problemi e ben s’incastra con l’ottica proposta dal metodo CLIL. Tra l’altro in considerazione di uno degli obiettivi esplicitati nella normativa di riferimento (utilizzare la L2 come strumento per apprendere, sviluppando così le abilità cognitive ad essa sottese) sarebbe sicuramente un connubio che centrerebbe al meglio tale obiettivo. Supponiamo infatti di dover affrontare una lezione inerente un determinato periodo artistico- letterario e di volerne mettere in luce diversi aspetti e protagonisti ed anche criticità e punti di forza attraverso la costruzione ad esempio di video-lezioni oppure sarebbe interessante l’utilizzo della cinematografia; lo streaming e le risorse audio visive. Si potrebbe invogliare gli studenti ad azzardare la visione di film o telefilm in lingua originale costruendo cosi un’abitudine che diventi un modus operandi coinvolgente. La tecnologia attuale è di grande aiuto poiché permette l’accesso ad un’infinita quantità di materiale con la possibilità di aggiungere sottotitoli a seconda delle capacità linguistiche e delle abilità degli
Un processo riflessivo che permette al Docente un’analisi delle proprie capacità e delle proprie competenze offrendo la possibilità di una crescita professionale da diversi lati: cognitivo, sociale e relazionale. Ciò permette l’adattamento alle costanti evoluzioni del mondo scolastico e dell’insegnamento- apprendimento in generale. Colmare le lacune e correggere le criticità ma soprattutto prendere coscienza delle proprie capacità di apprendimento. Si va così a rendere effettivo il concetto di “learning by doing” in quanto la barriera linguistica obbliga il docente a trovare un modo di esprimersi per coinvolgere la classe che sia pratico, coinvolgente e che desti l’interesse del Discente in modo che ci sia comprensione reciproca che porti al di là delle ovvie difficoltà a livello verbale. Tramite l’integrazione cooperativa tale barriera viene ad ammorbidirsi rendendo reale l’approccio centrale basato sulle competenze linguistiche, microlinguistiche e disciplinari. La sperimentazione in gruppi comporterebbe anche una riduzione dell’ansia legata poi alla prestazione e quindi una maggiore possibilità di successo. L’approccio derivante dalle materie artistiche letterarie è al momento uno dei più completi e pertinenti in merito alla capacità di articolare e formulare discorsi e risposte tanto più completi a livello grammaticale considerando lo stimolo del gruppo ed al contempo le singole capacità di interazione. Si arriverebbe pertanto ad un’evoluzione del tutto naturale nell’apprendimento della lingua. Uno studio che si avvicinerebbe all’acquisizione quasi spontanea della lingua. Approccio peraltro sperimentato in diversi studi linguistici che vedono coinvolti lingue come greco- tedesco- inglese. Studi suggeriscono di utilizzare in questo senso l’approccio alle monografie con guida. Uno o più discenti infatti attraverso la sottolineatura di termini specialistici all’interno delle copie fornite dal docente prova a costruire piccole mappe all’interno delle quali inserire a sua volta altri termini (domande guide con risposta) caratterizzanti l’oggetto dello studio in questione. Ciò che ne consegue è l’attuazione del metodo soft CLIL in cui attraverso la veicolazione di contenuti storico-artistici oltre all’arricchimento conoscitivo vi sarebbe un arricchimento metodologico cognitivo basato non solo sulla differenziazione linguistica ma anche su tecniche e strategie modulari che concorrono alla costruzione della nozione finale in sé tramite il confronto- scontro e la possibilità di una suddivisioni delle parti ( per esempio i termini specialistici in inglese e l’analisi no). A sostegno del cooperative learning andrebbe ovviamente a porsi il tentativo di attuare un possibile compito di realtà che metta il discente di fronte la possibilità di veicolare quanto appreso in lingua. Si potrebbe ad esempio ipotizzare ad una realizzazione video di un’ipotetica visita al museo, piuttosto che alla preparazione di una guida con supporto audio, in cui dividendosi in gruppi i
discenti possano occuparsi ognuno di un ambito, per poi confrontarsi in merito alla totalità del compito. Un esempio pratico degli obiettivi che verrebbero a realizzarsi potrebbe essere il seguente: Sarebbe possibile: