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Saggio breve in Metodologia CLIL
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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L’insegnamento viene definito come «seria attività artigiana che opera in determinate condizioni», dando per scontato che insegnare, istruire ed educare siano legati tra loro in una
interdipendenza e reciprocità. Esso viene considerato tra i «mestieri impossibili» in quanto ha in sé i rischi dell’insuccesso anche se sussistono condizioni di professionalità eccellenti, con il risultato di spostare l’attenzione dai processi di apprendimento e dai risultati raggiunti dagli alunni, ai processi di insegnamento. Oggi più che mai la coscienza della complessità dell’insegnamento è diventata più piena e consapevole. Il mondo scolastico è al centro di ricerche e studi che documentano una generale disaffezione di tutte le sue componenti, una reazione di indifferenza nel prefigurarsi un futuro che si percepisce come incerto. Sembra, insomma, che la scuola così com’è non piaccia più. Non piace alla società che lo rimprovera di non saper leggere i processi di cambiamento formativo delle nuove generazioni, non piace agli alunni perché ritengono che esse non sappia più parlare con loro, non piace ai docenti che provano una sensazione di impotenza, di disincanto, di difficoltà a costruirsi una visione che conferisca uno scopo e un significato alla loro azione. Un ruolo fondamentale lo assumono ovviamente i docenti, cui è affidata la responsabilità di elaborare una proposta educativa in grado di rispondere con creatività e coraggio alle sfide cui sono chiamati e a sostenere i bisogni formativi delle nuove generazioni. Oggi, tutta la ricerca ci dimostra che i vecchi metodi di trasmissione del sapere sono poco efficaci e che a un docente competente non basta avere un corpus di conoscenze disciplinari approfondito per insegnare bene, si rendono quindi necessari nuovi metodi didattici. Con il termine metodo didattico s’intendono i concetti e i principi che stanno alla base di un’azione formativa; il metodo didattico è, quindi, l’insieme delle scelte operative che un docente adotta per facilitare la trasmissione delle conoscenze. Ogni metodologia didattica viene messa appunto sulla base degli sviluppi della ricerca pedagogica, integrata dall’esperienza delle modalità dei processi di insegnamento-apprendimento. In sintesi si tratta di azioni strategiche di insegnamento, che devono essere flessibili per consentire al docente di adattarle alle concrete situazioni formative e alle caratteristiche degli alunni. Una metodologia didattica attraverso la quale è possibile realmente creare un ambiente inclusivo in grado di rispondere ai più svariati bisogni formativi di tutti gli allievi è il Cooperative Learning. Il Cooperative Learning (apprendimento cooperativo) è una metodologia didattica innovativa in cui tutti gli allievi, ciascuno con le proprie caratteristiche specifiche e peculiari, lavorano insieme in piccoli gruppi, impegnati in attività opportunamente strutturare e finalizzate al raggiungimento di obiettivi comuni attraverso il reciproco aiuto. Si può definire un insieme di tecniche e principi per mezzo del quale gli studenti, lavorando insieme, diventano risorsa e strumento compensativo l’uno per l’altro. Questa metodologia si rifà alla teoria del socio-costruttivismo, secondo la quale la conoscenza è il prodotto di una costruzione attiva del soggetto.
gruppo tradizionale, ma anche rispetto al lavoro impostato in modo individualistico o competitivo.
Per evitare questi rischi è opportuno andare per gradi e seguire procedure che possano dare tranquillità agli insegnanti e chiarezza agli studenti. Diventa perciò fondamentale, all’inizio, passare attraverso la palestra del cosiddetto Cooperative Informale senza fare proposte troppo complesse sia per gli alunni, che per gli insegnanti. Diventa utile successivamente, quando si comincia a lavorare con attività articolate, fornire ai ragazzi strutture con consegne chiare e procedure dettagliate fin dall’inizio del lavoro, in modo da dare a chi affronta l’attività la possibilità di organizzarsi e di pianificare i tempi.