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Codice deontologico per il corso servizio sociale e scienze criminologiche
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il termine Codice Deontologico , deriva dal greco deo-ntos (ciò che va fatto), logos (discorso), codice (raccolta di norme giuridiche che disciplinano una materia). Esso è stato approvato dal consiglio nazionale dell'ordine il 21 febbraio 2020, per poi entrare in vigore a Giugno 2020. Il codice è costituito da principi e regole che guidano l'assistente sociale nel suo lavoro. Esso non ammette ignoranza. È stato scelto un codice deontologico per la professione dell'assistente sociale perché è uno strumento di tutela per le persone/ utenti che intendono rivolgersi ai professionisti, l'iscrizione all'ordine degli assistenti sociali di un professionista è una garanzia per l'utente. Esso è anche uno strumento unificante per la professione, in quanto genera tra i professionisti un senso di identità comune Il codice è costituito da un preambolo e da IX titoli che seguono un percorso che passa dalle definizioni costituite a sua volta da 68 articoli, i principi generali e i doveri alle responsabilità del professionista nei confronti della società, verso i colleghi e altri professionisti per arrivare all'esercizio della professione ed alla responsabilità verso le professioni. Nel preambolo del codice, l'assistente sociale garantisce i diritti umani e valorizza tutte le risorse presenti e la capacità di autodeterminazione degli individui attraverso una formazione costante, dibattiti e autoriflessione. I termini " utente/cliente vengono sostituiti dal termine " persona ". Il codice deontologico è costituito dai principi e dalle regole che l'assistente sociale, iscritto all'albo professionale, deve conoscere, osservare e contribuire a diffondere. La non conoscenza e il non rispetto del codice sono vincolanti in quanto comporta una sanzione disciplinare. I principi, i valori e le regole contenute nel codice orientano le scelte di comportamento dei professionisti in tutti gli ambiti, a tutti i livelli di responsabilità attribuita, anche quando gli interventi professionali siano effettuati a distanza, via internet o con qualche altro dispositivo elettronico. I principi generali della professione riconoscono il valore, la dignità, e l'unicità di tutte le persone a promuovere i diritti. L'assistente sociale svolge la propria professione senza fare discriminazioni, riconoscendo nelle famiglie e nelle persone coinvolte relazioni significative. L'assistente sociale promuove opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone, previene/contrasta tutte le forme di violenza e discriminazione. Viene rispettato e valorizzato il rapporto essere umano/ambiente. Per quanto riguarda i doveri e le responsabilità del codice deontologico, l'esercizio della professione si basa su fondamenti etici e scientifici, sulla valutazione delle norme, e sull’esperienza professionale. L'assistente sociale difende la propria autonomia di giudizio e riconosce i confini tra vita professionale e privata. L'assistente sociale ha una responsabilità verso la persona, riconoscendo la sua autonomia e instaurando una relazione di fiducia per promuovere il diritto di assumere le proprie scelte e decisioni, che si può ridurre a causa di condizioni individuali, giuridiche, ambientali o socio culturali. La relazione di fiducia si basa sulla massima trasparenza e comprensione del professionista che informa la persona sui progetti, servizi e interventi necessari per il suo percorso. La figura dell'assistente sociale si caratterizza per la riservatezza e il segreto professionale , che costituiscono un diritto primario e un obbligo per il professionista, tranne nel caso in cui esso causa un rischio di danno alla persona, a causa di processi giudiziari, al fine di proteggere l'incolumità dell'assistente sociale, o a causa della volontà dell'interessato. I professionisti sociali possono accedere alla documentazione riservata richiedendo il consenso all'interessato. L'assistente sociale è tenuto al segreto professionale anche con i mezzi di comunicazione e assicura l'anonimato per i minori. Questo obbligo permane in caso di cancellazione/sospensione dall'albo. rapporto concluso o decesso. I professionisti possiedono delle responsabilità verso la società attraverso Il sostegno e la promozione delle politiche sociale, la conoscenza del territorio, attraverso la creazione di una rete tra enti e servizi, favorendo
l'accesso ai servizi, informando sui servizi e prestazioni presenti sul territorio, mettendo a disposizione le sue capacità e rifiutando l'incarico se comprende attività illecite. Il professionista possiede anche la responsabilità verso l'ente, esercitando la professione in forma subordinata, pertanto richiede al proprio datore d lavoro gli strumento per l'esercizio della professione, il rispetto del segreto professionale e la garanzia di pote adempiere all'obbligo formativo
. II professionista deve segnalare anche eventuali sovraccarichi di lavoro richiedendo al datore di lavoro di essere sollevato dall'incarico in caso di mancanza di fiducia e grave rischio c incolumità del professionista stesso. L'assistente sociale ha la responsabilità verso colleghi e altri professionisti, che si esplicita attraverso la correttezza, lealtà e spirito di collaborazione, non registrando né divulgando conversazioni segnalando al consiglio nazionale dell'ordine se vi è qualcosa di illecito. Egli ha anche la responsabilità nei confronti del tirocinante al fine di migliorare l'integrazione, far conoscere le norme, sviluppare il senso critico salvaguardandolo. Per quanto riguarda gli obblighi e i ruoli dirigenziali deve gestire le risorse umane e i carichi di lavoro, valorizzando l'autonomia e la tecnica di giudizio senza alcuna forma di discriminazione. Deve applicare le norme del codice deontologico portando all'attenzione di chi ha la competenza dell'assistenza di ambiente di lavoro non idonei, favorendo il confronto tra professionisti di aree differenti e favorendo anche la partecipazione degli assistiti nei processi di valutazione. L'assistente sociale deve esercitare la professione in forma autonoma utilizzando segni distintivi (marchio, insegna) del proprio studio professionale, è ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa che sia funzionale, corretta e non denigratoria nei confronti degli altri professionisti. Il ruolo del consulente tecnico di ufficio informa il giudice sui rapporti e processi, esprime valutazione e giudizi professionali e segnala situazioni illecite. L'incarico da parte di un processo civile ha il compito di verificare la compatibilità con altri suoi incarichi, non si serve dei mezzi di stampa o dei social per consulenza e non conserva una copia dei dati personali. La quota annuale contribuisce al finanziamento dell'ente e di tutte le attività di tutela e formazione in quanto senza essa l'alba non esisterebbe. L'azione disciplinare consiste nel l'ammonizione (richiamo privato) che può avvenire attraverso un richiamo individuale, scritto o verbale e l'invito a non ripetere più quell'azione, censura (ammonizione pubblica), sospensione che consiste nella momentanea impossibilità nell'esercitare la professione e radiazione che consiste nella cancellazione dall'albo. L'ordine professionale comporta delle regole quali: pagamento della quota annuale (mancato pagamento porta alla censura o sospensione), dotarsi di una posta elettronica certificata (PEC) per comunicare con l'ordine, fornire e aggiornare i propri dati e fascicoli, rispettare e tutelare l'immagine della comunità professionale garantendo ordine e integrità, l'attività professionale non va esercitata in mancanza di iscrizione all'albo; se si assiste a questi casi bisogna segnalarlo. Infine vi sono i crediti formativi, dove ogni iscritto all'albo deve conseguire nel triennio 60 crediti (20 ogni anno) di cui 15 per l'orientamento deontologico. L'autorizzazione per l'esercizio delle professioni viene rinnovata ogni 3 anni e la violazione dell'obbligo formativo comporta sanzioni disciplinari. Nel 1998 viene emanato il primo codice deontologico dell'assistente sociale, ed è composto da nove titoli approvati dal consiglio nazionale dell'ordine degli assistenti sociali. Il codice entra in vigore 1° giugno 2020. Chi è il soggetto della deontologia? II soggetto è la persona, mentre noi siamo il luogo relazionale dove la persona che interagisce con noi deve trovare qualcosa di positivo. Chi è l'assistente sociale? L'assistente sociale viene riconosciuto professionista in quanto è iscritto all'albo della professione, ed ha conseguito una laurea in materia. Essa viene definita anche ordinaria (cioè un insieme di ordini e regole da
il riconoscimento della dignità di tutti gli uomini che hanno diritti uguali e inalienabili come base del fondament della libertà, della giustizia e della pace del mondo (dichiarazione universale dei diritti dell'uomo); tutti gli individui sono dotati di ragione e coscienza e devono agire nei confronti degli altri in spirito di fratellanza; libertà di compiere scelte autonome con possibilità di esprimersi e di realizzarsi come persona; il professionista deve attuare il concetto di accettazione che si basa sulla comprensione e deve tutelare il diritto autodeterminazione ossia il diritto di ciascuno di fare le proprie scelte tranne in caso di gravi difficoltà personali restrizioni giudiziarie. Nel 1978 vengono studiate le interrelazioni tra i soggetti del tessuto sociale: rapporto sociale, condotto tra 2 o più individui, in quanto senza rapporti sociale è isolato; relazione sociale, legame tra due o più soggetti, in relazione modo di essere e di agire di un soggetto rispetto ad un altro. La dimensione del lavoro con l'utenza è: cambiamento (della persona per aiutaria a superare gli ostacoli della vita) lavoro di relazione (il professionista deve passare il caso ad un collega in caso di sfiducia o rapporto amicale, in quanto viene associato al counseling "consulenza' ossia un'azione di sostegno voluta dai sociologhi), riunione tre professionisti coinvolti nel caso e relazioni scritte dal servizio sociale (si riflette sulla situazione e sulle informazioni apprese e si forma un progetto di intervento). crediti formativi: ogni professionista ha l'obbligo di reggiungere almeno 20 crediti o CFU all'anno. I crediti sono 20 5 sono obbligatoriamente devono essere conseguiti con la frequenza al corsi di aggiornamento. Ogni 3 anni devono accumulare 60 crediti formativi, 15 sono compensati nell'arco del triennio, Il codice deontologico è diviso in IX titoli. Titolo I: sono presenti i valori, principi e regole che l'assistente sociale iscritto all'albo professionale deve conosce osservare e diffondere. Bisogna rispettare questi valori e principi anche quando gli interventi si effettuano a distanza. Titolo Il: sono presenti i principi generali della professione: la relazione tra l'assistente sociale e l'utente anche in presenza di asimmetria informativa, si fonda sulla fiducia esprime attraverso un comportamento professionale, trasparente e cooperativo; svolge la propria azione senza fare discriminazioni ma previene a contrastare tutte le forme di violenza; cerca di trovare una soluzione al fine di migliorare le condizioni di vita della persona, famiglia, gruppi o comunità. Titolo III: sono presenti i doveri e le responsabilità dei professionisti: l'assistente sociale mette e disposizione dell'utente conoscenze, competenze, strumenti e abilità professionali sempre aggiornati al fine di garantire una massima efficacia negli interventi: -l'assistente sociale ricerca la collaborazione degli altri colleghi o altri professionisti e percorsi di supervisione professionale ogni volta che lo tenga opportuno. Non esiste una supervisione fatta da una persona che non abbia una professione tecnica e un titolo professionale -poi si ha la supervisione di tirocinio: che viene effettuata da un tecnico di servizio sociale competente e viene fatta all'interno del nostro corso di studio con due tutor, il tutor aziendale il quale monitora il tirocinante e tutor universitario che è rappresentato da nostro professare/a di servizio sociale che ci aiuta a inserirci nel mondo de lavoro e ci aiuta con la relazione, che viene scritta rispettando una scaletta relazionale iniziale, si tratta di una relazione secretata. La relazione sia cartacea che in file.
Tutto questo crea il fascicolo dell'utente. Se si tratta di minori la relazione verrà mandata alla procura dei minori o in tribunale
diritti della persona. Inoltre il servizio sociale non può dare delle risposte in ritardo, ma deve svolgere un'azione immediata. l'assistente sociale quando lavora non può avere rapporti sessuali o di simpatia con l'utenza. L'assistente sociale riconosce i confini tra vita privata e professione ed evita che la vita privata possa inferire con la vita professionale arrecare danno all'immagine della professione. L’assistente sociale ha il segreto professionale e non può rispondere ai mass media o alle interviste. Se si parlano davanti alla tv lasciando un commento verrebbero punti dall'albo. -l'assistente sociale non usa la propria posizione per ottenere vantaggi e deve evitare dal punto di vista etico benefici/doni per corruzione. Al termine dell'iter all'utenza può sorgere un sentimento di gratitudine nei confronti di tecnico perché è stata considerata e ascoltata e l'unico modo per sdebitarsi è offrire qualcosa di poco valore, ci però non può avvenire durante l'iter. l'esercizio della professione non lavora in forma gratuita, ma lavora se ha un compenso. E' stata attuata l’assicurazione in forma non dipendente versata dal pubblico o dal privato che ci tutela nel caso in cui facciamo un incidente con l'auto prima di andare in colloqui con l'utente, o mentre stiamo andando in ufficio o nel caso in cui un utente ci aggredisce. Le professioni sono sottoposte a una formazione continua. Infatti bisogna sempre aggiomarsi sulle nuove nom le regolano il sociale. Al professionista viene dato uno strumento tecnico ovvero una rivista scientifica dell'ordine data a coloro che sono iscritti all’albo.questo materiale tecnico viene raccolto ogni semestre viene prodotto nella rivista successiva pubblicato a dicembre.
Titolo VI: responsabilita verso i colleghi e altri professionisti -Il codice ci impone di collaborare con altri professionisti e il garantire correttezza sul lavoro, lealtà e spirito di collaborazione -il professionista non può divulgare la conversazione con altri colleghi senza il loro permesso tranne nel caso di una sentenza -il collega più esperto ha il dovere di tutelare i colleghi più giovani. Gli esperti possono consigliare ai nuovi iscritti su una cosa che secondo loro non è corretta, ma se poi quella persona rimane nella sua convinzione o compie azioni errate nei confronti del codice deontologico deve segnalare al consiglio territoriale di disciplina tale comportamento con un procedimento disciplinare. Se la persona ha ragione questo procedimento verrà archiviato. Alle volte può capitare che non si trovi un punto di incontro tra ciò che dice l'esperto più giovane e quello con più esperienza, in questo caso si può richiedere la presenza di un altro collega ancora più esperto o il dirigente degli assistenti sociali. Può esserci un secondo caso dove il consiglio territoriale della disciplina degli assistenti sociali si riunisce e apre il procedimento disciplinare (a favore degli assistenti sociali), quando viene richiesto dalle utenze scontente dalla decisione presa dall'assistente sociale (figli affidati alle madri invece che ai padri) -l'organizzazione del servizio sociale prevede che ognuno svolga il proprio lavoro assumendosi la responsabilità, sarà loro se succedono episodi negativi
Titolo VII: responsabilità nell'esercizio della professione: si dividono in: capo I: esercizio della professione in regime subordinato il datore di lavoro deve garantire all'assistente sociale le giuste condizioni di esercizio della professione che tutelino il segreto professionale e il segreto di ufficio dando un proprio ufficio. noi dobbiamo collaborare con la nostra amministrazione. Se vediamo che c'è una determinata situazione in un comune, abbiamo il dovere di fare emergere il problema e intervenire (in forma scritta) per ogni 3000 abitanti ci deve essere un assistente sociale, se capiamo che il datore di lavoro ci sta dando un carico eccessivo di lavoro e le condizioni sono incompatibili con il corretto esercizio della professione, dobbiamo farlo presente in forma scritta. se tra l'assistente sociale e l'utente si crea una relazione di sfiducia o antipatia bisogna chiudere il caso e passarlo ad un collega (in forma scritta) capi Il: esercizio della professione in ruoli dirigenziali o di coordinamento -il professionista che riveste ruoli dirigenziali, apicali o di coordinamento opera per: 1.favorisce la partecipazione dei portatori di interesse ai processi di valutazione; 2.favorire il confronto tra professionisti di area, enti o istituzioni al fine di creare i presupposti per dei progetti nuovi; 3.favorire le condizioni organizzative per l'applicazione delle norme deontologiche, e per la formazione continua della professione; 4.gestire carichi di lavoro valorizzando e rispettando l'autonomia tecnica e il giudizio dei professionisti al fine di migliorare le relazioni ed evitando qualunque forma di discriminazione capo III: esercizio della protessione in società tra professionisti, in società multi professionale e in regime di liberaprofessione, -la società è soggetta al regime disciplinare dell'ordine al quale è iscritta. Il socio che è stato cancellato dal proprio albo professionale o escluso dalla società, ali possano assegnare un ruolo diverso a ciò che esercitava -la stipulazione del contratto deve avvenire sempre in forma scritta -il professionista rifiuta l'incarico quando ritiene che può ricorrere a operazioni illecite o illegittime (non consentite dalla legge) -il professionista si occupa di tenere in maniera riservata e protetta la documentazione in suo possesso anche in casi di cessazione dell'attività capo IV: esercizio della professione nel ruolo di consulente tecnico, d'ufficio e di parte -l'assistente sociale in qualità di consulente tecnico d'ufficio incaricato dall'autorità giudiziaria, deve segnalare al giudice eventuali situazioni illecite di cui è avvenuto a conoscenza nello svolgimento del proprio mandato Titolo VIII : responsabilità verso la professione. Si dividono in: capo I : rapporto con l'ordine professionale l'assistente sociale attira tutti gli obblighi previste dalle normative vigenti per i professionisti e ha il dovere di collaborare con il consiglio dell'ordine per la corretta tenuta dell'albo L'assistente sociale deve: a) richiedere il trasferimento all'albo dell'ordine regionale competente secondo le norme vigenti; b) pagare la quota annuale di iscrizione entro i tempi prestabiliti; c) avrà una casella di posta elettronica certificata PEC e la utilizzerà per le comunicazioni con l'ordine. PEC: tutti gli scritti vengono dotati di una PEC pagata dall'ordine dove vengono comunicate le diverse informazioni esempio per andare a votare, apertura di un procedimento disciplinare ecc.. l'attività professionale esercitata in mancanza di iscrizione all'albo è soggetta a delle sanzioni, l'assistente sociale deve segnalare per iscritto all'ordine l'esercizio che si sta svolgendo in maniera abusiva in caso di sospensione dell'esercizio professionale, il professionista che continua a lavorare va incontro a una infrazione, dove ne risponderà non solo lui, ma anche l'assistente sociale che era a conoscenza di questa situazione e non l'ha segnalata all'ordine. capo II: assistenti sociali eletti nel consiglio dell'ordine e nominati nel consiglio di disciplina capo III: azioni disciplinare nei confronti degli utenti -all'iscritto che viola le norme del codice incorre a delle sanzioni: a) ammonizione (richiamo che viene fatt privatamente tra il presidente e il diretto interessato); b) censura (ammonizione pubblica); c) sospension (sospensione periodica): d) radiazione (cacciato dall'attività dovrà ricominciare tutto dall'inizio ovvero dall'esame stato) Titolo IX: norme finali l’ assistente sociale rispetta le norme deontologiche del paese in cui esercita il consiglio nazionale dell'ordine si adopera per mantenere i rapporti con le organizzazioni nazionali e internazionali del servizio sociale. Si adopera anche favore dell'interscambio culturale e la mobilità degli assistenti sociali a liv internazionale -il consiglio nazionale dell'ordine provvede alla revisione e all'aggiornamento del codice.