Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


codice deontologico dell'assistente sociale, Sintesi del corso di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale

principi e fondamenti del servizio sociale

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 09/04/2026

maria-santoro-44
maria-santoro-44 🇮🇹

6 documenti

1 / 37

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PRINCIPI E FONDAMENTI DEL SERVIZIO
SOCIALE
L’assistente sociale si occupa di aiutare le persone in difficoltà e il
suo lavoro si sviluppa in più livelli operativi.
La professione ha un preciso riferimento di Legge:
LA LEGGE 23 MARZO 1993, N. 84 che ne indica lo status di
professione e ne enuncia i tratti fondamentali.
I comma : Ordinamento della professione di assistente sociale e
istituzione dell’albo professionale.
Afferma:
L’assistente sociale opera con autonomia tecnico-professionale e di
giudizio in tutte le fasi dell’intervento per la prevenzione, il
sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in
situazioni di bisogno e di disagio.
Ad esempio persone con problemi economici, con disabilità, non
autosufficienti o bambini che vivono in contesti pericolosi…)
L’espressione ASSISTENTE SOCIALE viene utilizzata in Italia dal
secondo dopoguerra, momento storico in cui si sente l’esigenza di
una figura professionale sia a livello tecnico che politico nei progetti
di democratizzazione e risanamento del Paese. L’etimologia stessa
è <ad sistere> ossia assistere, accompagnare durante il percorso.
Per esercitare la professione è necessario superare l’esame di Stato
e l’iscrizione all’Albo che è diviso in 2 sezioni: Albo A, al quale si
accede successivamente alla Laurea Magistrale in Scienze politiche
e Sociali LM87 e ti riconosce il titolo di assistente sociale
professionista, Albo B al quale si accede con Triennale in scienze del
servizio sociale e ti riconosce come assistente sociale.
Esercitare la professione di Assistente Sociale significa prendersi
cura di persone che vivono una situazione difficile e attraversano
momento di bisogno.
Il BISOGNO può essere utilizzato individuando termini diversi:
Difficoltà , cioè un ostacolo
Il Problema, dal quale non si sa come uscire
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25

Anteprima parziale del testo

Scarica codice deontologico dell'assistente sociale e più Sintesi del corso in PDF di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale solo su Docsity!

PRINCIPI E FONDAMENTI DEL SERVIZIO

SOCIALE

L’assistente sociale si occupa di aiutare le persone in difficoltà e il suo lavoro si sviluppa in più livelli operativi. La professione ha un preciso riferimento di Legge: LA LEGGE 23 MARZO 1993, N. 84 che ne indica lo status di professione e ne enuncia i tratti fondamentali. I comma : Ordinamento della professione di assistente sociale e istituzione dell’albo professionale. Afferma: L’assistente sociale opera con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio. Ad esempio persone con problemi economici, con disabilità, non autosufficienti o bambini che vivono in contesti pericolosi…) L’espressione ASSISTENTE SOCIALE viene utilizzata in Italia dal secondo dopoguerra, momento storico in cui si sente l’esigenza di una figura professionale sia a livello tecnico che politico nei progetti di democratizzazione e risanamento del Paese. L’etimologia stessa è ossia assistere, accompagnare durante il percorso. Per esercitare la professione è necessario superare l’esame di Stato e l’iscrizione all’Albo che è diviso in 2 sezioni: Albo A, al quale si accede successivamente alla Laurea Magistrale in Scienze politiche e Sociali LM87 e ti riconosce il titolo di assistente sociale professionista, Albo B al quale si accede con Triennale in scienze del servizio sociale e ti riconosce come assistente sociale. Esercitare la professione di Assistente Sociale significa prendersi cura di persone che vivono una situazione difficile e attraversano momento di bisogno. Il BISOGNO può essere utilizzato individuando termini diversi: Difficoltà , cioè un ostacolo Il Problema, dal quale non si sa come uscire

Disagio, una situazione scomoda Svantaggio, situazione sfavorevole Sofferenza, patimento fisico o morale L’assistente sociale affianca per fronteggiare questi bisogni. Per esempio Una signora chiede aiuto all’assistente sociale del suo piccolo Comune perché sente che le difficoltà stanno prendendo il sopravvento e le impediscono di vivere una vita dignitosa. Ha una figlia con una malattia rara dunque è dura anche psicologicamente per questa mamma affrontare ciò. Inoltre, deve accompagnare spesso la figlia alle terapie e a causa di ciò ha perso il lavoro ed anche il marito. Spesso le persone fanno anche difficoltà a chiedere aiuto e si rivolgono all’assistente sociale quando il problema è diventato troppo grande L’assistente sociale può occuparsi sia di prevenire (ex ante) sia di risolvere (ex post). L’Assistente sociale cerca di connettersi al desiderio di maggior “benessere” che le persone vogliono raggiungere, pertanto il benessere non è un valore assoluto bensì soggettivo. L’assistente sociale può aiutare attraverso un rapporto di fiducia e nei casi in cui i problemi non sono risolvibili (si pensi ad anziano disabile per esempio), in questo caso l’assistente sociale cerca di rendere almeno migliore la qualità della vita. Bisogna che l’assistente instauri una RELAZIONE DI CARE ossia un’interazione umana e profonda caratterizzata da un dialogo empatico, di fiducia e collaborazione. Fattori importanti per il raggiungimento dell’obiettivo. La legge 84/93 conferisce all’assistente sociale la legittimità di “operare con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento”

Ricordiamo inoltre la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 che all'articolo 22 afferma (ogni individuo ha diritto alla sicurezza sociale nonché alla realizzazione attraverso risorse di ogni Stato indispensabile alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità). LA SCELTA Deriva dal latino ,selezionare tirando fuori: scegliere significa distinguere escludere preferire qualcosa rispetto ad altro. La scelta non è soltanto un atto pratico ma una spinta interiore guidata da ciò che ci attira ti risuona ci rappresenta scegliere e ascoltare chi sei e chi desideri diventare. DI COSA SI OCCUPA? esercizio di cura rivolto a persone che vivono difficoltà o situazioni di disagio. La legge 23 Marzo 1993 numero 84, ordinamento della professione di assistente sociale e istituzione dell'albo professionale, oltre a definire i percorsi formativi e l'istituzione dell'albo, individua anche i soggetti di cui l'assistente sociale si occupa: persone,famiglie, gruppi,comunità in situazioni di bisogno e di disagio. CHE COS’E’ UN BISOGNO? Il bisogno è associato a uno stato di mancanza e alle necessità di qualcosa virgola di natura materiale o astratta, ritenuto essenziale per il benessere. Esistono diversi tipi di bisogno talvolta riportati anche in forma dicotomica, ad esempio primari secondari oggettivi soggettivi sociali personali espressi latenti. Le VELE vennero progettate dall'architetto FranZ Di Salvo negli anni ‘60. Dovevano essere un'alternativa visionaria all'edilizia popolare tradizionale. ll progetto prevedeva grandi spazi aperti, zone comuni per favorire la vita comunitaria, case popolari con densità abitativa elevata. L'obiettivo era risolvere l'emergenza abitativa in seguito al terremoto del 1980 e all'espansione caotica della città. Epicentro del degrado (ANNI ‘90/2000)

A causa della speculazione edilizia, corruzione r mancanza di manutenzione, gli edifici iniziarono a degradarsi rapidamente. Le vele divennero roccaforti della camorra,veri e proprio feudi del narcotraffico. Le condizioni igieniche erano pessime, i servizi assenti e molti appartamenti erano occupati abusivamente. Il quartiere fu stigmatizzato dai media come simbolo del male, senza distinzione tra chi vi abitava per necessita e chi ne sfruttava il caos. ESEMPI DI BISOGNI DI UNA PERSONA ALLONTANATA, IN MODO EMERGENZIALE, DALLA PROPRIA ABITAZIONE TIPO DESCRIZIONE ESEMPI DEL CASO PRIMARI bisogni essenziali alloggio, alimenti, igiene SECONDARI legali alla crescita personale stabilità lavorativa, OGGETTIVI bisogni osservabili, quantificabili reddito, accessi ai s.sani SOGGETTIVI individuali senso di perdita, paura IL BISOGNO PUO’ ESSERE IDENTIFICATO IN: -difficoltà, ciò che ostacola o ritarda il raggiungimento di un'azione. -Problema, situazione che presenta ostacoli o inconvenienti più o meno gravi. -Disagio, condizione di mancanza a viaggi che limita il benessere. -Svantaggio, condizioni che riduce la possibilità di riuscita e pone in posizione di inferiorità. -Sofferenza, patimento dovuto a dolori fisici o morali

Sofia ha 17 anni ha perso il Papa e da lì a poco inizia a manifestare il suo dolore con l'isolamento e l'inappetenza. Pertanto il suo dolore dà origine a disturbi alimentari che diventa il suo modo per controllare il dolore e di soffrire silenziosamente. SVANTAGGIO, CONDIZIONE CHE RIDUCE LA POSSIBIITA’ DI RIUSCITA E FA STARE IN UNA CONDIZIONE DI INFERIORITA’. Carmine 16 anni. Brillante, gioioso, intelligente, con ottimi voti ed i docenti trovano che abbia ottime potenzialità di proseguire gli studi. Vive con sua madre disoccupata e due fratelli minori a Scampia ed il padre detenuto. Dunque non ha un luogo tranquillo per studiare, non ha riferimenti con competenze, il territorio non offre molto, viene spesso giudicato per il quartiere in cui vive e sta pensando di lasciare gli studi e ripete spesso ai professori che la scuola non serve. I FONDAMENTI ETICI DELLA PROFESSIONE L'etica nel servizio sociale si fonda sul rispetto della dignità umana, la promozione dei diritti, la giustizia e l'uguaglianza, guidando l'assistente sociale nel gestire i dilemmi e conflitti etici tramite un percorso basato lui principi professionali e sul codice deontologico.

Il professionista deve agire con autonomia di giudizio, integrità e consapevolezza, documentando le decisioni prese “in scienza e coscienza” per garantire il benessere della persona. Essere impegnati verso l'Altro in momenti di difficoltà implica necessariamente la responsabilità di riflettere su cosa significa aiutare, quale orientamento dare alle proprie azioni professionali, quali elementi in gioco bisogna considerare. Ecco perché la consapevolezza, la capacità e l'impegno dell'assistente sociale di agire in modo etico è un aspetto essenziale del servizio offerto e come ogni professione anche gli assistenti sociali devono attenersi a doveri e responsabilità infatti il codice deontologico di cui l'ultima approvazione è del 2020 individua i principi che devono orientare il comportamento professionale e descrivere norme cui il professionista deve attenersi. La dimensione etica si traduce in termini di “valori e principi”. Nell'ambito dei valori vanno considerati infatti

  • i valori personali dell'assistito, che derivano dalla sua storia, famiglia, cultura, religione;
  • valori della professione, i riferimenti morali e le regole deontologiche dell'assistente sociale;
  • i valori della persona in difficoltà, che al pari dell'assistente sociale ha pure i propri valori morali i quali l'assistente sociale è tenuto a rispettare anche affinché il percorso di aiuto sia accettabile da entrambe le parti;
  • i valori della relazione tra operatore e persona in difficoltà che come sappiamo deve essere una relazione di “CARE” quindi basata su fiducia, ascolto;
  • i valori dell'ente in cui si lavora i quali l'assistente è tenuto a rispettare;
  • i valori della società quindi sia a livello legislativo che politico culturale eccetera. La motivazione principale dell'aiuto è sicuramente quella di avere una società più giusta. Ma i valori principali ai quali l'assistente sociale fa riferimento sono
  1. i valori delle origini, identificati nel benessere dell'individuo e nel benessere della comunità
  2. I valori astratti e universali, come il rispetto per la persona. Verso la fine degli anni 50, il sacerdote americano Felix Biesteck 1961, al fine di guidare l'operatore sociale nella relazione con l'utente, elaborò un elenco costituito da 7 principi:
  3. INDIVIDUALIZZAZIONE, riconoscimento del valore di ogni singola persona

DIRITTI UMANI: UN ALTRO CARDINE DEL SERVIZIO

SOCIALE

Al riferimento ci sono molti documenti, in primis la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Onu 1948) ma anche altri come la Convenzione Internazionale sui Diritti Divili e Politici, la Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e verso le donne, la Convenzione sui diritti dei bambini, sulle popolazioni indigene ecc.. La Global Definition of Work definisce i diritti in tre generazioni

  • diritti di prima generazione, (diritti umani e politici come diritto alla libertà di parola,di associazione, di voto ecc.)
  • diritto di seconda generazione, (diritti sociali, Culturali ed economici come il diritto a nutrirsi, dI un'abitazione ecc..)
  • diritti di terza generazione, (diritti di comunità e collettivi come il diritto allo sviluppo sociale ed economico, diritto ad un ambiente pulito e non inquinato e di poter esprimere la propria cultura) Poiché finora si è parlato di valori astratti, Banks ha individuato altri approcci teorici che però definisce situati. Il servizio sociale in effetti è una pratica situata che riconosce il contesto macro, indica il paese in cui l'operatore è inserito il contesto meso ossia l'istituzione o ente in cui la l'assistente lavora il contesto micro implica la relazione di aiuto nei confronti delle persone L’IMPEGNO MORALE DELL’ASSISTENTE SOCIALE L'assistente sociale è prima di tutto una persona, con proprie convinzioni, valori, coscienze che lo guidano nella formulazione di giudizi. Secondo Clark, il fatto che esprimano il loro carattere e uno aspetto positivo perché è una professione tipicamente umana anche se devono comunque saper ricollocare la dimensione emotiva. PRENDERSI CURA, ASCOLTO E RECIPROCITA’ Il valore della “care” è un aspetto imprescindibile del lavoro di aiuto, e sottolinea l’impegno degli assistenti sociali a prendersi cura e a cuore, dunque a coinvolgersi emotivamente in una situazione di difficoltà e fragilità. I 4 atteggiamenti etici per la relazione di cura proposti della Politologa Tronto sono:
  • Attenzione, capacità di ascoltaree rispondere in modo appropriato
  • Responsabilità, capacità di intervenire e agire concretamente
  • Etica della Care, capacità di giudizio e abilità di mettere in atto le azioni necessarie
  • Disponibilità sia ad aiutare che ad essere aiutati ASCOLTO E RICONOSCIMENTO DELL’ALTRO Uno dei primi compiti dell’assistente sociale è di ascoltare la persona, cosa sta vivendo ed il suo punto di vista e pertanto deve mettere da parte le proprie convinzioni. Devono immedesimarsi nella situazione e prendere decisioni etiche in base alle proprie riflessività. RECIPROCITA’ La Global Definition of Work (2014) insieme ai valori situati, riporta anche la reciprocità che appare ed è senz’altro un’opzione metodologica. Nel senso che il professionista ha bisogno del contributo delle persone coinvolte perché sono le maggiori esperte dei problemi che vivono. UNA SINTESII DEI VALORI PROFESSIONALI I valori di riferimento della professione sono:  Rispetto per la persona, ossia io come assistente sociale devo accogliere la segnalazione senza giudicare  Giustizia Sociale, è mio compito preoccuparmi affinchè riceve un aiuto adeguato  Diritti  Impegno morale  Prendersi Cura, entrare in relazione avendo in mente i principi della care  Ascolto e riconoscimento, comprendere anche ciò che non condivido  Reciprocità, chiedermi se sto dando alla persona individuata la possibilità di condividermi le finalità di miglioramento.
  1. Promozione del diritto all’autodeterminazione, secondo il quale le persone sono capaci di autodeterminarsi e gli operatori sociali rispettano e promuovono il diritto di ciascuno di compiere le proprie scelte, purché non ledano gli interessi degli altri.
  2. Promozione del diritto alla partecipazione, l’operatore sociale lavora per il rinforzo e la costruzione delle capacità delle persone affinchè possano essere coinvolte nelle decisioni che riguardano la loro vita.
  3. Rispetto della riservatezza e della privacy
  4. Trattare le persone nella loro globalità, l’operatore riconosce le dimensioni biologica, psicologica, sociale, culturale e spirituale che caratterizzano la vita delle persone e deve considerare tutte queste dimensioni durante le sue valutazioni. Per questo collabora anche con altre figure professionali, affinchè insieme possano raggiungere risultati significati.
  5. Uso etico della tecnologia e dei social media, applicato a tutti i contesti della pratica, della formazione e della ricerca che implicano l’uso di tecnologie digitali e social media facendo ovviamente attenzione in maniera particolari ai rischi connessi alla riservatezza e alla privacy
  6. Integrità professionale, il professionista opera solo con adeguata formazione e qualifica e deve mantenere un aggiornamento costante e stare al passo con i mutamenti sociali LA GLOBAL DEFINITION OF WORK Afferma: Il lavoro sociale è una professione basata sulla pratica e una disciplina accademica che promuove il cambiamento e lo sviluppo sociale, la coesione sociale e l’empowerment e la liberazione delle persone. I principi di giustizia sociale, dei diritti umani, della responsabilità collettiva e del rispetto delle diversità sono centrali nel lavoro sociale. Sostenuto dalle teorie del lavoro sociale, delle scienze sociali, delle discipline umanistiche e della conoscenza indigena, il lavoro sociale impegna le persone e le strutture a far fronte alle sfide della vita e ad accrescere il benessere. La definizione di cui sopra può essere sviluppata ulteriormente a livello nazionale e/o regionale.

I principi trasversali del lavoro sociale sono: rispetto per l’intrinseco valore degli esseri umani e per la loro dignità, non nuocere, rispetto per la diversità e difesa dei diritti umani e della giustizia sociale. Alcuni concetti innovativi che emergono sono dunque le relazioni, responsabilità, interdipendenza, reciprocità, promuovere il benessere delle persone. Inoltre, notiamo il concetto di interdipendenza che non riguarda solo le persone, ma anche il rapporto con l’ambiente e indica le responsabilità di prendersi cura del mondo pensando anche alle generazioni future. IL PUNTO DI RIFERIMENTO IN ITALIA: IL CODICE DEONTOLOGICO Il Codice Deontologico dell’assistente sociale, ha valore di norma per gli iscritti all’Albo, tant’è che prevede anche sanzioni per chi non osserva, che possono arrivare fino alla radiazione dall’Albo e al divieto di svolgere la professione. Il codice deontologico è costituito dai principi e dalle regole che l’assistente sociale deve conoscere, osservare e contribuire a diffondere (art.1). Oltre ad esprimere la dimensione deontologica, presuppone anche il più amio riferimento alla dimensione etica della professione, che costituisce l’orizzonte di senso della deontologia. Quando si sceglie di diventare assistente sociale, si è consapevoli che bisogna confrontarsi con le fatiche e le sofferenze di persone che sono in relazione con noi, quindi bisogna chiedersi e riflettere sulle azioni che è giusto fare , riflettere sulle conseguenze. Le professioni di aiuto non richiedono mai solo un intervento tecnico metodologico, ma hanno sempre una dimensione di senso. Un assistente sociale trova nel Codice Deontologico, la sua identità, la legittimità del suo agire. Inolre, il Codice Deontologico è e deve essere al passo con i cambiamenti sociali ed è per questo che in Italia il codice è frutto di una storia. Le sue origini si possono trovare nel convegno di Tremezzo (1946).Dopo un decennio di grandi mutamenti sociali, nel 1991 l’Associazione Nazionale degli Assistenti Sociali elabora per la prima volta il Codice Deontologico. In seguito alla Legge 84/93 che ha istituito l’Ordine degli Assistenti Sociali , Il codice è stato recepito

Consiglio Nazionale, le rappresentanze della professione e tantissimi assistenti sociali. …alcune delle principali INNOVAZIONI  ha un «Preambolo» che, in qualche modo, sintetizza i contenuti del Codice e ne indica le finalità;  è composto da 9 Titoli e da 86 articoli, a fronte dei 7 Titoli e 69 articoli del precedente (2009);  indica la condotta degli Assistenti Sociali nell’uso di internet e dei social network;  cita il ruolo politico della professione e della sua partecipazione alla produzione di modelli di sviluppo sociale e ambientale;  è presente un intero titolo dedicato a precisare le responsabilità generali degli Assistenti Sociali;  vi sono indicazioni relative alle modalità per individuare e affrontare i dilemmi etici;  l’introduzione di norme deontologiche relative alla supervisione didattica nei confronti dei tirocinanti;  l’ulteriore precisazione del rapporto degli Assistenti Sociali con l’Ordine Professionale;  un intero titolo è dedicato all’approfondimento dei diversi ambiti di esercizio della professione (in regime subordinato, in ruoli dirigenziali, in regime di libera professione o in società, nel ruolo di consulenti d’ufficio o di parte) Lo sviluppo delle nuove tecnologie e in particolare dei social network hanno contribuito a modificare sensibilmente la circolazione delle informazioni e le relazioni personali. Scambi tra persone anche molto lontane tra loro hanno reso possibile non solo la condivisione di conoscenze, di esperienze o forme di soccorso e sostegno a distanza, ma anche il furto di informazioni, l’intrusione nella privacy individuale, oltre a forme di stalking e di derisione e svilimento dell’immagine personale e professionale. La versione attuale è costituita da 9 Capitoli (86 art.)

  • TITOLO I, Definizioni generali e ambito di applicazione
  • TITOLO II, Principi generali della professione
  • TITOLO III, Doveri e responsabilità generali dei professionisti
  • TITOLO IV, Responsabilità dell’assistente sociale verso la persona
  • TITOLO V, Responsabilità dell’assistente sociale nei confronti della società
  • TITOLO VI, Responsabilità verso i colleghi e altri professionisti
  • TITOLO VII, Responsabilità nell’esercizio della professione
  • TITOLO VIII, Responsabilità verso la professione.
  • TITOLO IX, dedicato alle norme transitorie. Il preambolo è molto denso e introduce i principi generali della professione, la sua cornice identitaria e le responsabilità etiche e sociali. I PRIMI TRE TITOLI Il TITOLO I (Definizioni generali e ambito di applicazione) ARTICOLI 1-3 sottolinea l’obbligo di conoscere e rispettare il codice
  1. Il Codice Deontologico è costituito dai principi e dalle regole che l’assistente sociale iscritto all’albo professionale deve conoscere, osservare e contribuire a diffondere.
  2. La conoscenza e il rispetto del Codice sono vincolanti per l’esercizio della professione in tutte le forme in cui essa è esercitata; la non conoscenza delle norme in esso contenute non esime dalla responsabilità disciplinare.
  3. I principi, i valori e le regole contenute nel Codice orientano le scelte di comportamento dei professionisti in tutti gli ambiti, a tutti i livelli di responsabilità attribuita, anche quando gli interventi professionali siano effettuati a distanza, via internet o con qualunque altro dispositivo elettronico o telematico. Il TITOLO II, (Principi generali della professione), ARTICOLI 4-13 si sofferma sui principi generali e imprescindibili della professione , il riconoscimento del valore, della dignità e dell’unicità di ciascuna persona, la promozione dei diritti (civili, politici, economici, sociali, culturali e ambientali), la difesa del benessere comune, della giustizia e dell’equità sociale, la promozione della sussidiarietà, della prevenzione e della salute, dello sviluppo di relazioni di reciprocità.

ed espressioni, nonché i rapporti elettivi di ciascuna persona, come luogo privilegiato di relazioni significative.

  1. L’assistente sociale promuove opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita della persona, delle famiglie, dei gruppi, delle comunità e delle loro diverse aggregazioni sociali; ne valorizza autonomia, soggettività e capacità di assunzione di responsabilità, sostenendole nell’uso delle risorse proprie e della società, per prevenire e affrontare situazioni di bisogno o di disagio e favorire processi di inclusione.
  2. L’assistente sociale, nell’esercizio della professione, previene e contrasta tutte le forme di violenza e di discriminazione.
  3. L’assistente sociale concorre alla produzione di modelli di sviluppo rispettosi dell’ambiente, della sostenibilità ecologica e della sopravvivenza sociale, consapevole delle difficoltà nel rapporto tra l’essere umano e l’ambiente. IL TITOLO III, Doveri e responsabilità generali dei professionisti ARTICOLI 14- Punta lo sguardo sul professionista e si sofferma sui doveri e responsabilità generali dell’assistente sociale. RESPONSABILITA’, deriva dal latino respondère, e nel lavoro sociale rispondiamo sempre a qualcuno, qualcosa o rispondiamo di qualcosa. L’economista Stefano Zamagni, in un’intervista, fa riferimenti alla capacità di portarci sulle spalle il peso di cosa facciamo ma anche di cosa non facciamo. Non è tanto il sentirsi una colpa di questo, ma sapere che ognuno di noi può fare la sua parte per perseguire un bene che riteniamo importante.
  4. I dilemmi etici sono connaturati all’esercizio della professione. L’assistente sociale li individua e li affronta evidenziando i valori ed i principi in contrasto. Le scelte professionali che ne risultano sono la sintesi della valutazione delle norme, del sapere scientifico, dell’esperienza professionale e sono comunque indirizzate al rispetto della libertà, dell’autodeterminazione e a conseguire il minor svantaggio per le persone coinvolte. Il professionista orienta la propria

condotta alla massima trasparenza circa le ragioni delle proprie scelte e documenta, motivandolo, il processo decisionale.

  1. L’assistente sociale mette a disposizione della persona le proprie conoscenze, competenze, strumenti e abilità professionali, costantemente aggiornati, al fine di conseguire la massima efficacia negli interventi. Intrattiene il rapporto professionale solo fino a quando la situazione lo richieda o le norme di riferimento lo prescrivano.
  2. L’assistente sociale ricerca la collaborazione di altri colleghi o altri professionisti e percorsi di supervisione professionale ogni volta che lo valuti opportuno.
  3. L’assistente sociale informa i soggetti coinvolti del proprio mandato professionale e delle sue implicazioni, anche quando l’intervento professionale si svolga in un contesto di controllo o di tutela disposto dall’Autorità Giudiziaria, o in forza dell’adempimento di norme di legge.
  4. L’assistente sociale afferma e difende la propria autonomia di giudizio, tecnica ed intellettuale da pressioni e condizionamenti di qualunque natura in tutte le proprie azioni e interventi professionali.
  5. L’assistente sociale si adopera affinché l’azione professionale si realizzi in condizioni e in tempi idonei a garantire la dignità, la tutela e i diritti della persona, anche in funzione del livello di responsabilità che egli ricopre. Non accetta condizioni di lavoro che comportino azioni incompatibili con i principi e i valori del Codice, che siano in contrasto con il mandato sociale e professionale o che possano compromettere la qualità e gli obiettivi degli interventi.
  6. L’assistente sociale riconosce i confini tra vita privata e professionale ed evita commistioni che possano interferire con l’attività professionale o arrecare danno all’immagine della professione. Non intrattiene relazioni di natura sentimentale o sessuale con i destinatari degli interventi cui sia preposto o comunque coinvolto in senso lato.
  7. L’assistente sociale agisce in coerenza con i principi etici e i valori della professione, mantenendo un comportamento consono all’integrità, al prestigio e alla dignità della professione stessa, anche nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione