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principi e fondamenti del servizio sociale
Tipologia: Sintesi del corso
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L’assistente sociale si occupa di aiutare le persone in difficoltà e il suo lavoro si sviluppa in più livelli operativi. La professione ha un preciso riferimento di Legge: LA LEGGE 23 MARZO 1993, N. 84 che ne indica lo status di professione e ne enuncia i tratti fondamentali. I comma : Ordinamento della professione di assistente sociale e istituzione dell’albo professionale. Afferma: L’assistente sociale opera con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio. Ad esempio persone con problemi economici, con disabilità, non autosufficienti o bambini che vivono in contesti pericolosi…) L’espressione ASSISTENTE SOCIALE viene utilizzata in Italia dal secondo dopoguerra, momento storico in cui si sente l’esigenza di una figura professionale sia a livello tecnico che politico nei progetti di democratizzazione e risanamento del Paese. L’etimologia stessa è ossia assistere, accompagnare durante il percorso. Per esercitare la professione è necessario superare l’esame di Stato e l’iscrizione all’Albo che è diviso in 2 sezioni: Albo A, al quale si accede successivamente alla Laurea Magistrale in Scienze politiche e Sociali LM87 e ti riconosce il titolo di assistente sociale professionista, Albo B al quale si accede con Triennale in scienze del servizio sociale e ti riconosce come assistente sociale. Esercitare la professione di Assistente Sociale significa prendersi cura di persone che vivono una situazione difficile e attraversano momento di bisogno. Il BISOGNO può essere utilizzato individuando termini diversi: Difficoltà , cioè un ostacolo Il Problema, dal quale non si sa come uscire
Disagio, una situazione scomoda Svantaggio, situazione sfavorevole Sofferenza, patimento fisico o morale L’assistente sociale affianca per fronteggiare questi bisogni. Per esempio Una signora chiede aiuto all’assistente sociale del suo piccolo Comune perché sente che le difficoltà stanno prendendo il sopravvento e le impediscono di vivere una vita dignitosa. Ha una figlia con una malattia rara dunque è dura anche psicologicamente per questa mamma affrontare ciò. Inoltre, deve accompagnare spesso la figlia alle terapie e a causa di ciò ha perso il lavoro ed anche il marito. Spesso le persone fanno anche difficoltà a chiedere aiuto e si rivolgono all’assistente sociale quando il problema è diventato troppo grande L’assistente sociale può occuparsi sia di prevenire (ex ante) sia di risolvere (ex post). L’Assistente sociale cerca di connettersi al desiderio di maggior “benessere” che le persone vogliono raggiungere, pertanto il benessere non è un valore assoluto bensì soggettivo. L’assistente sociale può aiutare attraverso un rapporto di fiducia e nei casi in cui i problemi non sono risolvibili (si pensi ad anziano disabile per esempio), in questo caso l’assistente sociale cerca di rendere almeno migliore la qualità della vita. Bisogna che l’assistente instauri una RELAZIONE DI CARE ossia un’interazione umana e profonda caratterizzata da un dialogo empatico, di fiducia e collaborazione. Fattori importanti per il raggiungimento dell’obiettivo. La legge 84/93 conferisce all’assistente sociale la legittimità di “operare con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento”
Ricordiamo inoltre la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 che all'articolo 22 afferma (ogni individuo ha diritto alla sicurezza sociale nonché alla realizzazione attraverso risorse di ogni Stato indispensabile alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità). LA SCELTA Deriva dal latino ,selezionare tirando fuori: scegliere significa distinguere escludere preferire qualcosa rispetto ad altro. La scelta non è soltanto un atto pratico ma una spinta interiore guidata da ciò che ci attira ti risuona ci rappresenta scegliere e ascoltare chi sei e chi desideri diventare. DI COSA SI OCCUPA? esercizio di cura rivolto a persone che vivono difficoltà o situazioni di disagio. La legge 23 Marzo 1993 numero 84, ordinamento della professione di assistente sociale e istituzione dell'albo professionale, oltre a definire i percorsi formativi e l'istituzione dell'albo, individua anche i soggetti di cui l'assistente sociale si occupa: persone,famiglie, gruppi,comunità in situazioni di bisogno e di disagio. CHE COS’E’ UN BISOGNO? Il bisogno è associato a uno stato di mancanza e alle necessità di qualcosa virgola di natura materiale o astratta, ritenuto essenziale per il benessere. Esistono diversi tipi di bisogno talvolta riportati anche in forma dicotomica, ad esempio primari secondari oggettivi soggettivi sociali personali espressi latenti. Le VELE vennero progettate dall'architetto FranZ Di Salvo negli anni ‘60. Dovevano essere un'alternativa visionaria all'edilizia popolare tradizionale. ll progetto prevedeva grandi spazi aperti, zone comuni per favorire la vita comunitaria, case popolari con densità abitativa elevata. L'obiettivo era risolvere l'emergenza abitativa in seguito al terremoto del 1980 e all'espansione caotica della città. Epicentro del degrado (ANNI ‘90/2000)
A causa della speculazione edilizia, corruzione r mancanza di manutenzione, gli edifici iniziarono a degradarsi rapidamente. Le vele divennero roccaforti della camorra,veri e proprio feudi del narcotraffico. Le condizioni igieniche erano pessime, i servizi assenti e molti appartamenti erano occupati abusivamente. Il quartiere fu stigmatizzato dai media come simbolo del male, senza distinzione tra chi vi abitava per necessita e chi ne sfruttava il caos. ESEMPI DI BISOGNI DI UNA PERSONA ALLONTANATA, IN MODO EMERGENZIALE, DALLA PROPRIA ABITAZIONE TIPO DESCRIZIONE ESEMPI DEL CASO PRIMARI bisogni essenziali alloggio, alimenti, igiene SECONDARI legali alla crescita personale stabilità lavorativa, OGGETTIVI bisogni osservabili, quantificabili reddito, accessi ai s.sani SOGGETTIVI individuali senso di perdita, paura IL BISOGNO PUO’ ESSERE IDENTIFICATO IN: -difficoltà, ciò che ostacola o ritarda il raggiungimento di un'azione. -Problema, situazione che presenta ostacoli o inconvenienti più o meno gravi. -Disagio, condizione di mancanza a viaggi che limita il benessere. -Svantaggio, condizioni che riduce la possibilità di riuscita e pone in posizione di inferiorità. -Sofferenza, patimento dovuto a dolori fisici o morali
Sofia ha 17 anni ha perso il Papa e da lì a poco inizia a manifestare il suo dolore con l'isolamento e l'inappetenza. Pertanto il suo dolore dà origine a disturbi alimentari che diventa il suo modo per controllare il dolore e di soffrire silenziosamente. SVANTAGGIO, CONDIZIONE CHE RIDUCE LA POSSIBIITA’ DI RIUSCITA E FA STARE IN UNA CONDIZIONE DI INFERIORITA’. Carmine 16 anni. Brillante, gioioso, intelligente, con ottimi voti ed i docenti trovano che abbia ottime potenzialità di proseguire gli studi. Vive con sua madre disoccupata e due fratelli minori a Scampia ed il padre detenuto. Dunque non ha un luogo tranquillo per studiare, non ha riferimenti con competenze, il territorio non offre molto, viene spesso giudicato per il quartiere in cui vive e sta pensando di lasciare gli studi e ripete spesso ai professori che la scuola non serve. I FONDAMENTI ETICI DELLA PROFESSIONE L'etica nel servizio sociale si fonda sul rispetto della dignità umana, la promozione dei diritti, la giustizia e l'uguaglianza, guidando l'assistente sociale nel gestire i dilemmi e conflitti etici tramite un percorso basato lui principi professionali e sul codice deontologico.
Il professionista deve agire con autonomia di giudizio, integrità e consapevolezza, documentando le decisioni prese “in scienza e coscienza” per garantire il benessere della persona. Essere impegnati verso l'Altro in momenti di difficoltà implica necessariamente la responsabilità di riflettere su cosa significa aiutare, quale orientamento dare alle proprie azioni professionali, quali elementi in gioco bisogna considerare. Ecco perché la consapevolezza, la capacità e l'impegno dell'assistente sociale di agire in modo etico è un aspetto essenziale del servizio offerto e come ogni professione anche gli assistenti sociali devono attenersi a doveri e responsabilità infatti il codice deontologico di cui l'ultima approvazione è del 2020 individua i principi che devono orientare il comportamento professionale e descrivere norme cui il professionista deve attenersi. La dimensione etica si traduce in termini di “valori e principi”. Nell'ambito dei valori vanno considerati infatti
Al riferimento ci sono molti documenti, in primis la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Onu 1948) ma anche altri come la Convenzione Internazionale sui Diritti Divili e Politici, la Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e verso le donne, la Convenzione sui diritti dei bambini, sulle popolazioni indigene ecc.. La Global Definition of Work definisce i diritti in tre generazioni
I principi trasversali del lavoro sociale sono: rispetto per l’intrinseco valore degli esseri umani e per la loro dignità, non nuocere, rispetto per la diversità e difesa dei diritti umani e della giustizia sociale. Alcuni concetti innovativi che emergono sono dunque le relazioni, responsabilità, interdipendenza, reciprocità, promuovere il benessere delle persone. Inoltre, notiamo il concetto di interdipendenza che non riguarda solo le persone, ma anche il rapporto con l’ambiente e indica le responsabilità di prendersi cura del mondo pensando anche alle generazioni future. IL PUNTO DI RIFERIMENTO IN ITALIA: IL CODICE DEONTOLOGICO Il Codice Deontologico dell’assistente sociale, ha valore di norma per gli iscritti all’Albo, tant’è che prevede anche sanzioni per chi non osserva, che possono arrivare fino alla radiazione dall’Albo e al divieto di svolgere la professione. Il codice deontologico è costituito dai principi e dalle regole che l’assistente sociale deve conoscere, osservare e contribuire a diffondere (art.1). Oltre ad esprimere la dimensione deontologica, presuppone anche il più amio riferimento alla dimensione etica della professione, che costituisce l’orizzonte di senso della deontologia. Quando si sceglie di diventare assistente sociale, si è consapevoli che bisogna confrontarsi con le fatiche e le sofferenze di persone che sono in relazione con noi, quindi bisogna chiedersi e riflettere sulle azioni che è giusto fare , riflettere sulle conseguenze. Le professioni di aiuto non richiedono mai solo un intervento tecnico metodologico, ma hanno sempre una dimensione di senso. Un assistente sociale trova nel Codice Deontologico, la sua identità, la legittimità del suo agire. Inolre, il Codice Deontologico è e deve essere al passo con i cambiamenti sociali ed è per questo che in Italia il codice è frutto di una storia. Le sue origini si possono trovare nel convegno di Tremezzo (1946).Dopo un decennio di grandi mutamenti sociali, nel 1991 l’Associazione Nazionale degli Assistenti Sociali elabora per la prima volta il Codice Deontologico. In seguito alla Legge 84/93 che ha istituito l’Ordine degli Assistenti Sociali , Il codice è stato recepito
Consiglio Nazionale, le rappresentanze della professione e tantissimi assistenti sociali. …alcune delle principali INNOVAZIONI ha un «Preambolo» che, in qualche modo, sintetizza i contenuti del Codice e ne indica le finalità; è composto da 9 Titoli e da 86 articoli, a fronte dei 7 Titoli e 69 articoli del precedente (2009); indica la condotta degli Assistenti Sociali nell’uso di internet e dei social network; cita il ruolo politico della professione e della sua partecipazione alla produzione di modelli di sviluppo sociale e ambientale; è presente un intero titolo dedicato a precisare le responsabilità generali degli Assistenti Sociali; vi sono indicazioni relative alle modalità per individuare e affrontare i dilemmi etici; l’introduzione di norme deontologiche relative alla supervisione didattica nei confronti dei tirocinanti; l’ulteriore precisazione del rapporto degli Assistenti Sociali con l’Ordine Professionale; un intero titolo è dedicato all’approfondimento dei diversi ambiti di esercizio della professione (in regime subordinato, in ruoli dirigenziali, in regime di libera professione o in società, nel ruolo di consulenti d’ufficio o di parte) Lo sviluppo delle nuove tecnologie e in particolare dei social network hanno contribuito a modificare sensibilmente la circolazione delle informazioni e le relazioni personali. Scambi tra persone anche molto lontane tra loro hanno reso possibile non solo la condivisione di conoscenze, di esperienze o forme di soccorso e sostegno a distanza, ma anche il furto di informazioni, l’intrusione nella privacy individuale, oltre a forme di stalking e di derisione e svilimento dell’immagine personale e professionale. La versione attuale è costituita da 9 Capitoli (86 art.)
ed espressioni, nonché i rapporti elettivi di ciascuna persona, come luogo privilegiato di relazioni significative.
condotta alla massima trasparenza circa le ragioni delle proprie scelte e documenta, motivandolo, il processo decisionale.