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Schema codice deontologico dell'assistente sociale, Sintesi del corso di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale

Schema approfondito per prepararsi al meglio per l'esame di Principi e Metodi del servizio sociale con il prof. Mirri dell'Università di Firenze, ma utile anche per chiunque debba studiare il codice deontologico dell'assistente sociale. Lo schema è stato fatto riassumendo i concetti del codice, integrandoli con le lezioni del professore e con i concetti del libro "Nuovo Codice deontologico dell'assistente sociale: le responsabilità professionali" di Filippini. E' uno schema, non un riassunto discorsivo, per me è stato fondamentale per fare chiarezza ed evitare confusione, visti i tanti articoli e i numerosi e densi concetti presenti. Evidenziati in giallo troverete gli articoli ritenuti più importanti e più frequentemente chiesti all'esame. Nella colonna di destra dello schema invece ho scritto tutti i collegamenti che ogni articolo ha con altri articoli o titoli del codice.

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

In vendita dal 05/08/2025

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CODICE DEONTOLOGICO ASSISTENTI SOCIALI 2020
SEZIONI:
- PREAMBOLO
[Il preambolo ha una funzione introduttiva e orientativa: spiega i valori, i principi ispiratori,
principi-guida che aiutano a comprendere il senso generale del Codice. e le finalità generali
della professione. Non è una fonte di obblighi disciplinari: se un assistente sociale non
segue quanto espresso nel preambolo, non può essere sanzionato disciplinarmente per
questo motivo, a meno che non violi anche una norma prescrittiva vera e propria del Codice.
Serve a contestualizzare e guidare l’interpretazione delle regole effettive del Codice, ma non
impone comportamenti specifici.]
- TITOLO I
Definizioni generali e ambito di applicazione (ART 1-3)
- TITOLO II
I principi generali della professione (ART 4-13)
- TITOLO III
Doveri e responsabilità generali dei professionisti (ART. 14-25)
- TITOLO IV
Responsabilità dell’assistente sociale verso la persona
Capo I - Rispetto dei diritti della persona (Art. 26-31)
Capo II - Riservatezza e segreto professionale (ART. 32-38)
- TITOLO V
Responsabilità dell’assistente sociale nei confronti della società (ART. 39-42)
- TITOLO VI
Responsabilità verso i colleghi e altri professionisti (ART. 43-48)
- TITOLO VII
Responsabilità nell’esercizio della professione
Capo I - Esercizio della professione in regime subordinato (Art. 49-54)
Capo II - Esercizio della professione in ruoli dirigenziali, apicali o di coordinamento
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CODICE DEONTOLOGICO ASSISTENTI SOCIALI 2020

SEZIONI:

- PREAMBOLO

[Il preambolo ha una funzione introduttiva e orientativa: spiega i valori, i principi ispiratori, principi-guida che aiutano a comprendere il senso generale del Codice. e le finalità generali della professione. Non è una fonte di obblighi disciplinari: se un assistente sociale non segue quanto espresso nel preambolo, non può essere sanzionato disciplinarmente per questo motivo, a meno che non violi anche una norma prescrittiva vera e propria del Codice. Serve a contestualizzare e guidare l’interpretazione delle regole effettive del Codice, ma non impone comportamenti specifici.]

- TITOLO I Definizioni generali e ambito di applicazione ( ART 1-3) - TITOLO II I principi generali della professione ( ART 4-13) - TITOLO III Doveri e responsabilità generali dei professionisti ( ART. 14-25) - TITOLO IV Responsabilità dell’assistente sociale verso la persona Capo I - Rispetto dei diritti della persona ( Art. 26-31) Capo II - Riservatezza e segreto professionale ( ART. 32-38) - TITOLO V Responsabilità dell’assistente sociale nei confronti della società ( ART. 39-42) - TITOLO VI Responsabilità verso i colleghi e altri professionisti ( ART. 43-48) - TITOLO VII Responsabilità nell’esercizio della professione Capo I - Esercizio della professione in regime subordinato (Art. 49-54) Capo II - Esercizio della professione in ruoli dirigenziali, apicali o di coordinamento

Capo III - Esercizio della professione in Società tra professionisti, in Società multi professionale e in regime di libera professione (56-67) Capo IV - Esercizio della professione nel ruolo di consulente tecnico d’ufficio o di parte (68-69)

- TITOLO VIII Responsabilità verso la professione Capo I - Rapporto con l’ordine professionale (70-75) Capo II - Assistenti sociali eletti nei Consigli dell’Ordine e nominati nel Consiglio di Disciplina (76-78) Capo III - Azione disciplinare nei confronti degli iscritti (79-82) - TITOLO IX Norme finali

SEZIONE CONTENUTI PRINCIPALI RIFERIMENTI

PREAMBOLO - Il preambolo non ha valore prescrittivo.

  • Codice deontologico è a tutela dei cittadini nei confronti di professionisti normati dallo Stato. Per rendere prevedibili e vincolanti i comportamenti dei professionisti, per creare affidabilità e credibilità. “ è fondamentale per garantire i diritti umani e lo sviluppo sociale e, a questo scopo, è normata dallo Stato a tutela della persona e delle comunità”
  • Garante diritti umani e sviluppo sociale: dimensione universale non sono individuale. Promozione del benessere, non del contrasto del disagio.
  • Tutela e valorizzazione interessi generali
  • C’è asimmetria informativa, quindi comportamento trasparente e di fiducia. Il sapere professionale può

Professionisti normati dallo stato: Legge n. 84 del 23 marzo 1993 : istituzione albo assistenti sociali e chi ha albo deve avere codice deontologico E’ una legge emanata come decreto del ministero della giustizia.

Diritti umani e sviluppo sociale: Art. 6 Titolo V Asimmetria informativa. Articolo 4 Art. 4. parla della base scientifica e disciplinare della professione, in quanto professionista devo avere potere informativo. Affrontata con fiducia e trasparenza. Articolo 26impegna la propria competenza per instaurare una relazione di fiducia” Articolo 29La natura fiduciaria della relazione con la persona impone all’assistente sociale

TITOLO I

Definizioni generali e ambito di applicazione

ART 1-

  • Principi e regole che l’AS deve conoscere, osservare e diffondere
  • Obbligo di conoscere le norme del codice deontologico
  • I principi, regole e valori del Codice orientano le scelte, ma poi la decisione finale rimane dell’AS
  • Rispetto del Codice anche per interventi via internet, a distanza

Articolo 21 : integrità del comportamento anche nell’uso dei social networks Articolo 72: tutela di tutto l’ordine professionale utilizzando in modo corretto i social

TITOLO II

Principi generali della professione

ART 4-

  • Principi non astratti, ma con valore prescrittivo

ART. 4 - Professione basata su fondamenti etici, scientifici, accademici, pratici ed esperienziali

  • Autonomia e indipendenza di giudizio. Autonomia non totale però: agisco dentro a un mandato professionale (codice deontologico) e a un mandato istituzionale cioè il mandato proprio dell’ente per il quale lavoro.

Legge n. 84 del 23 marzo 1993 : parla dell’autonomia tecnico-professionale e di giudizio Preambolo: asimmetria informativa Articolo 18: Difesa autonomia di giudizio, tecnica ed intellettuale da pressioni e condizionamenti. “afferma e difende la propria autonomia di giudizio, tecnica ed intellettuale da pressioni e condizionamenti di qualunque natura in tutte le proprie azioni e interventi professionali”

ART. 5 - Fa propri valori Costituzione, è grazie ai diritti lì stabiliti che nasce ruolo AS

  • Riconoscimento del valore, dignità, unicità della persona.
  • Promozione diritti, AS non solo prospettiva assistenzialistica, ma molto più ampia

Preambolo: valorizzazione individuo Articolo 8: riconoscimento centralità ed unicità di ogni persona in ogni intervento

ART.6 - L'assistente sociale non si occupa solo della singola persona, ma lavora sul bene comune. Mestiere non è legato solo alla vicenda della singola persona, ma è orientato a promuovere il benessere collettivo, i diritti civili e sociali

Preambolo:La professione dell’assistente sociale è fondamentale per garantire i diritti umani e lo sviluppo sociale” Titolo V Art. 6-7 lo anticipano

ART.7 - Ruolo sociale e politico: nel senso etimologico del termine, dal greco classico polis, città. Città in senso

Vedi 6

lato, cioè comunità, bene comune. Il ruolo politico è il ruolo dell'AS che si occupa del contesto di vita delle persone, dentro al quale ci sono sì le vicende individuali, ma non si ferma al singolo individuo. Un AS che non colloca l'individuo in un contesto sociale, non si occupa anche della realtà nella quale vive la persona, potrebbe essere sanzionato. Importanza dell’advocacy.

ART.8 - Riconoscimento centralità e unicità della persona in ogni intervento; considera ogni individuo anche dal punto di vista biologico, psicologico, sociale, culturale e spirituale

Articolo 5: riconosce valore, dignità e unicità e ne promuove diritti

ART.9 - Tema delle discriminazioni, vietate discriminazioni: età, di genere, di stato civile, di orientamento e identità sessuale, di etnia, di cittadinanza, di religione, di condizione sociale e giuridica, di ideologia politica, di funzionamento psichico o fisico, di salute e qualsiasi altra

  • L'identità sessuale è stata introdotta nell'ultima edizione del codice, in quella del 2009 non c'era.
  • AS consapevole di appartenenze personali e credenze , deve rispettare la persona senza imporre proprio sistema di valori, riconoscendo le caratteristiche diverse di ognuno

Articolo 53 Titolo VII: AS può fare istanza per essere sollevato dall'impiego, in caso di incompatibilità (anche per obiezione di coscienza) o altre gravi problematiche

[in verde, concetti introdotti nel nuovo Codice, non presenti prima]

ART.10 - Famiglie considerate luoghi, codice precedente parlava di famiglia, luoghi privilegiati di relazioni significative

  • Famiglie anche come rapporti elettivi, termine introdotto col nuovo codice, necessario perché introdotta normativa sulle unioni civili.

ART.11 - Responsabilità positiva dell’AS: migliorare condizioni di vita sia del singolo che della comunità. “promuove opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita [...] prevenire e affrontare situazioni di bisogno o di disagio e

Articolo 6: promozione benessere collettivo Articolo 8: considera individuo nella sua totalità

decisionale

  • Assunzione responsabilità ESEMPI: dilemma tra autodeterminazione e protezione: anziano che vuol vivere da solo. dilemma tra riservatezza ed esigenza di comunicare: persona che non vuole andare da psicologo dilemma tra tanto lavoro e poco tempo o risorse: a chi priorità?

ART. 15 - Mettere a disposizione proprie competenze costantemente aggiornate per massima efficacia intervento

  • Chiudere rapporto professionale quando richiesto dalla situazione o dalle norme: bene se definita nel contratto collaborativo insieme ad obiettivi specifici. Meglio mandati individualizzati che generalizzati.

Formazione continua: Preambolo par. 4-5 + Art. 24-

ART.16 - Usufruire della supervisione quando necessario, percorso stabile non occasionale.

  • Utile per guardare con distanza l’intervento e analizzare sia sfera emotiva sia metodologia di intervento con spirito critico, riflessivo e di ricerca.

Articolo 24: aiutare a diffondere la cultura della supervisione professionale Articolo 48 Titolo VI: impegno di supervisione formativa dell’AS nei confronti del tirocinante

ART. 17 - Obbligo di informare del proprio mandato professionale e sue implicazioni, anche in contesto di controllo o di tutela disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Articolo 29: fiducia e trasparenza, informare su diritti, doveri, metodi, intervento Articolo 30: previsto da ex articolo 403 del codice civile : nelle situazioni di emergenza, si può prescindere dall'assenso, che è un principio altrimenti sempre da tenere presente.

ART. 18 - Difesa autonomia di giudizio, tecnica ed intellettuale da pressioni e condizionamenti.

  • Avere chiaro differenza tra responsabilità decisionale (dell’ente, come magistratura, persone) e responsabilità tecnica dell’AS. L’autonomia dell’AS è in virtù di quest’ultima. Non sono ammesse interferenze sulla gestione del processo d’aiuto.

Preambolo: 6 capoverso, rivendicare propria responsabilità. Articolo 4: Autonomia tecnico-professionale

ART. 19 - Tema dignità: condizioni e tempi idonei dell’intervento per garantire la dignità della persona. “in condizioni e in tempi idonei a garantire la dignità, la tutela e i diritti della persona”

  • Tempi idonei: sia come tempo di lavoro, spesso carichi elevati, sia come tempo di reazione, di intervento. Non accettare condizioni di lavoro in contrasto con il codice o che non garantiscano qualità Non accetta condizioni di lavoro che comportino azioni incompatibili con i principi e i valori del Codice, che siano in contrasto con il mandato sociale e professionale o che possano compromettere la qualità e gli obiettivi degli interventi.

Articolo 5: Riconosce il valore, la dignità intrinseca e l’unicità di tutte le persone e ne promuove i diritti civili, politici, economici, sociali, culturali e ambientali Articolo 8: centralità e unicità individuo Articolo 15: secondo capoverso, tema quando chiudere intervento

ART. 20+22 - Definizioni confini: confine lavoro-vita privata, importanza di tenerli separati, evitare commistioni. Importanza governare proprie e altrui emozioni; conoscersi; riflettere; supervisione.

  • Gestione del potere: non usa propria posizione per ottenere vantaggi personali. Regali anche di modico valore sono da valutare perché potrebbero compromettere il giudizio dell’AS. Pericolo anche legale di tentata corruzione.

Terzo paragrafo Preambolo + art. 4: asimmetria informativa

ART. 21 - Social network: importanza utilizzo coerente con i principi e valori della professione, ne va della credibilità del professionista e di tutta la professione.

  • Confine labile tra vita privata e professionale nei social

Art. 32: riservatezza come diritto primario delle persone, quindi AS non deve usare social per ricavare info personali. Art. 20 separazione vita privata e professionale

ART. 23 - Remunerazione adeguata per dignità del lavoratore, e per garantire qualità ed efficacia del lavoro.

  • Divieto lavoro gratuito, fatto alcune eccezioni con confini chiare: Interventi pro bono: cioè con finalità solidaristiche verificabili. Volontariato

quando c’è consensualità con le persone.

ART. 28 - AS si adopera per contrastare violenza, trascuratezza, oppressione e sfruttamento anche quando sembra consenziente.

  • No principio astratto, ma obbligo professionale di agire
  • Obbligo segnalazione all’autorità competente

Art. 12 AS previene e contrasta discriminazioni e violenza. Tramite educazione, sensibilizzazione, formazione, allontanamento. Preambolo giustizia sociale

ART. 29 - Relazione fiduciaria basata su trasparenza: condividere diritti, doveri, impegni, programmi, strumenti, risorse. Tenendo conto delle caratteristiche uniche di ognuno.

  • Obbligo di segretezza nei casi per legge.

Art. 26 relazione di fiducia Art. 9 rispettare unicità persona a prescindere dalle credenze dell’AS

ART. 30 - Co-costruzione del processo di aiuto

  • Tema del consenso: assenso obbligatorio, può non dover essere ottenuto se:
    • interventi indifferibili
    • esigenze protezione persona
    • provvedimenti autorità giudiziaria
    • tutti gli altri casi previsti da norme vigenti

ex articolo 403 del codice civile Art. 27 se capacità autodeterminazione ridotta, AS può svolgere interventi per raggiungere maggior grado di autodeterminazione possibile, sempre dopo autorizzazione autorità giudiziaria Titolo IV art. 34 Titolo VI art. 44 Tema consenso

ART. 31 - Caso di errore o omissione che danneggiano persona

  • Informare e attuare azioni di riparazione: non basta riconoscerlo, è necessario ripararlo
  • Necessario avere consapevolezza dell’errore, riconoscerlo e assumersi responsabilità
  • Responsabilità nei confronti della persona : rendere conto delle proprie azioni e delle loro conseguenze
  • Se non possibile ripararlo, ci può essere anche opzione sollevamento dall’incarico con istanza motivata
  • Se è la persona a farsi ostile, a non accettare la riparazione, ci sono 2 opzioni:
  1. apre provvedimento disciplinare
  2. trattativa

art. 47 titolo IV obbligo dei colleghi di segnalare errore o omissione. Non segnalare il comportamento contrario al codice del collega, è collusione. Art. 16 importanza supervisione Art. 14 formazione e dilemmi etici Art. 53 sollevamento dall’incarico

Capo II Riservatezza e segreto professionale

ART. 32-

  • Riservatezza e segreto professionale sono strettamente collegati alla buona riuscita della relazione fiduciaria
  • Diritto primario per la persona e obbligo professionale per l’AS

Combinato disposto 32-

  • Nel 32: riservatezza e segreto professionale sono diritto primario per la persona e obbligo professionale per l’AS. Anche in ambito pubblicazioni scientifiche, didattico, lavoro di gruppo.
  • Nel 33. in quali case si può derogare al segreto e alla riservatezza:
    1. possibilità gravi danni a persona o terzi, es. minorenni, incapaci…
    2. richiesta scritta dei legali rappresentanti del minorenne o incapace, nell’interesse di questi ultimi
    3. formale espressione di volontà della persona informato delle conseguenze
    4. rischio grave incolumità AS
    5. per diritto di difesa nei procedimenti giudiziari, disciplinari o sanzionatori

Legge 119/ Obbligo segreto professionale, sennò conseguenze civili e penali (se deriva danno alla persona)

Art. 34 - Obbligo di informare riguardo al segreto anche collaboratori, supervisori.

  • Obbligo consenso della persona per informare enti, colleghi, altri professionisti e per far presenziare un tirocinante.
  • Condividere info strettamente necessarie

Preambolo trasparenza, relazione di fiducia Art. 29: fiducia e trasparenza, informare su diritti, doveri, metodi, intervento Art. 26 Persona capace di autodeterminarsi Instaurare relazione di fiducia Art. 30, Tema del consenso

Art. 35 - Agevolare accesso a documentazione a persona e legali rappresentanti, coprendo info relative a terzi

Art. 36 - Facoltà di astenersi dal rendere testimonianza riguardo a fatti di cui è a conoscenza, appellandosi al dovere di segretezza. Eccezione

all’interno della comunità

Art. 41 - Obbligo di conoscere e spiegare, informare rispetto alle risorse a disposizione e ne favorisce l’accesso a queste. Finalità: uguaglianza sociale. Ridurre asimmetria informativa tra servizi e persone.

Preambolo, art. 4 asimmetria informativa art. 20- Gestione del potere non in modo negativo art. 29 Relazione fiduciaria basata su trasparenza: condividere diritti, doveri, impegni, programmi, strumenti, risorse

Art. 42 - Obbligo messa a disposizione delle autorità competenti la propria professionalità per programmi e interventi diretti al superamento dello stato di crisi in caso di catastrofi o di maxi-emergenze … il professionista contribuisce al supporto di persone e comunità e al ripristino delle condizioni di normalità.

Art. 40 importanza conoscere territorio e avere reti di conoscenze territoriali per poter dare propria competenza in situazioni di emergenza

TITOLO VI

Responsabilità verso i colleghi e altri professionisti

ART. 43-

  • Collaborazione con colleghi: diritti e doveri
  • Lavoro assistente sociale è infatti spesso in équipe
  • Autonomia di giudizio: appellarsi al Codice per farla valere
  • Cercare sempre equilibrio tra mandato istituzionale, sociale e professionale

Preambolo autonomia di giudizio Articolo 18 Difesa autonomia di giudizio, tecnica ed intellettuale da pressioni e condizionamenti.

Art. 43

Art. 46

  • Correttezza, lealtà e spirito di collaborazione
  • Rispetto competenze ed autonomie nel lavoro con altri professionisti di altri ambiti
  • Ad ognuno proprie responsabilità, valorizzazione: importante sia per facilitare il lavoro in équipe sia per aiutare al meglio la persona
  • AS deve essere consapevole dei propri confini personali e professionali, per capire se l’altro invade o meno il suo ambito e viceversa
  • Obbligo di assumersi le proprie responsabilità nel proprio ambito di competenza.

Art. 44 - Divieto registrazione anche per finalità private e divulgazione conversazioni con colleghi senza consenso

  • anche nella comunicazione a distanza

Titolo I, punto 3 rispetto del Codice anche online Titolo III, art. 21 comportamento consono anche uso social network Titolo IV Art. 30, Tema del consenso per trasmettere informazioni della persona

Art. 45 - Sostegno e supporto di colleghi giovani o di coloro che vedano a rischio la propria autonomia di giudizio

  • Ascolto delle difficoltà dei colleghi, disponibili a consigliare, fare sentire presenza.

Art. 47 - Obbligo di segnalazione al Consiglio territoriale di disciplina di condotte disciplinari scorrette e di omissioni , contrarie al Codice, all’ordinamento professionale e che configurino forme di oppressione istituzionale.

  • Introduzione tema oppressione in questa versione del Codice: importanza pratiche anti oppressive

Collegato al titolo VIII per i provvedimenti disciplinari

Art. 48 - Supervisione didattica nei confronti dei tirocinanti: favorire integrazione, salvaguardarlo da situazioni pericolose, rinforzare consapevolezza norme deontologiche, promuovere sviluppo senso critico condividendo valutazioni.

Art. 16 usufruire della supervisione professionale in modo costante Articolo 24: aiutare a diffondere la cultura della supervisione professionale

TITOLO VII Responsabilità nell’esercizio della professione (49-69)

Titolo VII: differenti forme di svolgimento della professione

Capo I - Esercizio della professione in regime subordinato (Art. 49-54)

Capo I AS possono essere dipendenti di:

  • enti pubblici o territoriali
  • organizzazioni che svolgono attività appaltate da enti pubblici *
  • agenzie interinali in organizzazioni private *
  • agenzie interinali in organizzazioni

Art. 54 - Rapporto gerarchico tra AS, rispetto delle reciproche attribuzioni e responsabilità verso la professione

  • Introduzione Capo II su professione in ruoli dirigenziali, apicali o di coordinamento

Art. 43 Titolo VI Responsabilità verso i colleghi e altri professionisti

Capo II - Esercizio della professione in ruoli dirigenziali, apicali o di coordinamento

Art. 55

Si rivolge al professionista che ha ruoli dirigenziali, apicali o di coordinamento. a) gestire adeguatamente carichi di lavoro e risorse umane, valorizzando autonomia e qualità, evitando discriminazioni b) valorizzare le funzioni del servizio sociale c) favorire le condizioni per applicare norme deontologiche, formazione continua e supervisione d) portare a conoscenza di chi ne è responsabile, la necessità di ambienti di lavoro idonei. Adoperarsi per prevenire aggressioni. e) favorire confronto tra professionisti f) favorire sistemi di valutazione della qualità e performance equi e cultura dell’errore come fonte di apprendimento g) favorire la partecipazione delle persone e delle comunità ai processi di valutazione quando opportuno

Art. 49 condizioni di esercizio della professione a tutela del segreto professionale: stanze adatte per colloqui Art. 53 sollevamento dall’incarico per rischio incolumità del professionista

Capo III - Esercizio della professione in Società tra professionisti, in Società multi professionale e in regime di libera professione

Art. 56-

  • Professione svolta per più committenti senza subordinazione
  • Necessità di conoscenza approfondita del codice per liberi professionisti, perché non c’è contenitore e riferimento solido dell’organizzazione come da dipendente.

Articolo 2 La conoscenza e il rispetto del Codice sono vincolanti per l’esercizio della professione in tutte le forme in cui essa è esercitata

Art. 56-57-58 - Società tra professionisti: o tutti AS o anche psicologi, sociologi…

  • Libera professione possibile anche in ambito universitario, supervisione, aziende (welfare aziendale)... Possibile anche

part-time dipendendente + libera professione.

Art. 59 - Necessità di insegna, marchio, ditta per trasparenza e anche pubblicità

Art. 60 - Necessità di accettare incarichi in base a possibilità e mezzi, tempo, spazio mentale e emotivo e carico di lavoro. Anche se per libero professionista paura di non essere richiamato in futuro.

  • Declinare incarichi se non può essergli data cura e specifica competenza
  • Accettare solo incarichi in linea con la professione e dei quali abbiamo reale competenza.

Art. 61 - Obbligo sottoscrizione contratto scritto, chiamato incarico professionale. Con spiegato modi, tempi, costi, dati.

  • Obbligo prima di presentazione preventivo per trasparenza.

Art. 62 - Rifiutare incarichi che concorrono a attività illecite o illegittime.

Art. 6 Difesa del bene comune, giustizia, solidarietà, equità sociale Art. 5 Rispetto Costituzione Art. 19 Non accetta condizioni di lavoro che comportino azioni incompatibili con i principi e i valori del Codice, che siano in contrasto con il mandato sociale e professionale o che possano compromettere la qualità e gli obiettivi degli interventi.

Art. 63-63 - Collaborazione tra professionisti

  • Utile per il libero professionista confrontarsi con gli altri.
  • Se ci sono comportamenti scorretti o omissivi, segnalazione al Consiglio territoriale di disciplina.

Art. 43 Responsabilità verso i colleghi e gli altri professionisti corretto, leale, collaborativo. Art. 47

verso la professione

parte di una comunità professionale e assumersi la responsabilità del suo funzionamento.

Capo I Rapporto con l’ordine professionale (70-75)

Ordine professionale: ente pubblico non economico di autogoverno della professione. Istituito dalla legge 84 del 1993 Si amministra quindi con organi propri (Consiglio = Organo direttivo), i cui componenti sono eletti dal corpo elettorale degli iscritti. Esclusivamente finanziati dagli iscritti. Articolato su base regionale. Fine: tutela persone e professionisti.

Art. 70 Iscrizione all’ordine: opportuno iscriversi all’ordine del domicilio per: agevolare i ricorsi disciplinari delle persone e il controllo da parte dell’Ordine

Art. 71 Obblighi dell’AS nei confronti dell’ordine:

- trasferimento all’Albo dell’Ordine **Regionale competente

  • pagamento quota annuale di** **iscrizione
  • possedimento pec
  • obbligo assicurativo**
  • fornire e aggiornare regolarmente i dati richiesti, anche relativi alla formazione continua

Art. 72 Promozione, rispetto, tutela professione anche nell’uso dei mezzi di comunicazione e social.

Art. 73-74-75 Esercizio abusivo della professione:

  • art. 73: mancata iscrizione all’albo. Obbligo anche di segnalare i colleghi.
  • art. 74: attività in periodo di sospensione è illecito disciplinare. Obbligo anche di segnalare i colleghi.
  • art. 75: obbligo segnalazione scritta se è compromesso il corretto esercizio della professione per condizioni organizzative, disposizioni illegittime, politiche contrastanti col codice o diritti o sicurezza.

Capo II - AS che fa parte di: consiglio nazionale,

Assistenti sociali eletti nei Consigli dell’Ordine e nominati nel Consiglio di Disciplina

(76-78)

regionale o interregionale dell’Ordine.

  • costanza, correttezza, imparzialità
  • rendere conto alla comunità professionale del suo operato
  • eventuale procedimento disciplinare avrà un’aggravante

Capo III - Azione disciplinare nei confronti degli iscritti

(79-82)

Art. 79 Azione disciplinare per:

  • inosservanza precetti e obblighi del Codice
  • condotta omissiva
  • condotta non consona al decoro e al corretto esercizio della professione Avvio del procedimento: d’ufficio su esposto di parte Svolgimento:
    1. ricezione del Consiglio di Disciplina
    2. Assegnazione a un collegio
    3. Informazione del professionista che può chiarire la sua posizione
    4. Avvio o archiviazione procedura

Art. 80 Sanzioni possibili:

  1. ammonizione: ammonimento a non ripetere in caso di abusi o mancanze che non hanno leso l’interesse pubblico. Non prevede sospensione esercizio professione.
  2. censura:nota di biasimo in caso di abusi o mancanze che hanno leso l’interesse pubblico. Non prevede sospensione esercizio professione.
  3. sospensione dall’esercizio della professione: durata massima un anno. Se dipendente, il datore decide se se sospenderlo dal lavoro
  4. radiazione dall’albo: durata minima 2 anni, massima 5. Cancellazione dall’albo, Professionista può chiedere un ravvedimento per essere reiscritto.