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"Collaborare" - Ripamonti, Sintesi del corso di Pedagogia

1.Operare in un welfare in trasformazione 2.Trasformazioni sociali e azione pubblica 3.Alle radici della collaborazione 4.Politiche pubbliche e coprogettazione 5.La partecipazione oltre la mitologia 6.Partecipare nell'epoca dei social media 7.Politiche sociali e cittadinanza attiva 8.Promozione della salute e politiche territoriali 9.Conoscere contesti, attivare soggetti 10.Costruire reti sociali, coordinare azioni locali 11.Trasformare conflitti, sostenere percorsi di autopromozione

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 14/01/2022

marcellapietrobon
marcellapietrobon 🇮🇹

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COLLABORARE (E. Ripamonti)
METODI PARTECIPATIVI PER IL SOCIALE
1. OPERARE IN UN WELFARE IN TRASFORMAZIONE
-Per affrontare temi: PARTECIPAZIONE e COLLABORAZIONE nelle pratiche sociali
contemporanee serve partire da un’analisi dello scenario: storico, politico, economico, culturale.
-Prima bisogna misurarsi col dibattito sulla trasformazione dei sistemi di welfare→
tutte le riflessioni sulle politiche sociali degli ultimi 20 anni non possono prescindere
dalla crisi del welfare.
1.1. Genesi e crisi di una grande conquista sociale
-Termine WELFARE→ introdotto in Italia a fine 2^GM x designare un sistema politico-
istituzionale in cui sicurezza e benessere dei cittadini era prerogativa dello Stato.
-”Stato Sociale” si è impegnato sui temi: ISTRUZIONE, SALUTE, EDILIZIA PUBBLICA,
ASSISTENZA, PREVIDENZA.
-Le ragioni della nascita del welfare state sono riconducibili a contraddizioni sociali generate dallo
sviluppo economico di inizio 20° sec. Portando sfruttamento, povertà, migrazioni forzate…
-2 tappe fondative dei sistemi di welfare state:
il SOCIAL SECURITY ACT → varato negli USA nel ‘39
la POLITICA SOCIALE → del governo inglese del ‘42
→ corrispondono ai concetti di SANITÀ PUBBLICA e PENSIONE SOCIALE del
RAPPORTO BEVERIDGE
-In Italia il processo ha un imp impulso negli anni ‘60 con leggi, istituzioni, provvedimenti x costruire
struttura di uno Stato Sociale ma non si è mai compiuta.
-Anni ‘60-’70 sono un momento di max espansione del Welfare State italiano con molte riforme del
sistema dell’istituzione pubblica.
→ ma cominciano a verificarsi prime crepe del sistema e si possono individuare
almeno 3 dimensioni di crisi: SOSTENIBILITÀ ECONOMICA,
MODELLO CULTURALE DI RIFERIMENTO,
LEGITTIMAZIONE SOCIALE.
1.1.1. Il problema della sostenibilità economica
-Welfare State → fase espansiva nel periodo di disponibilità finanziaria in Italia nel
boom economico degli anni ‘60 ma le crisi petrolifere degli anni ‘70 hanno
provocato fenomeni di recessione soprattutto in paesi a forte dipendenza energetica.
-Con pubblicazione RAPPORTO SUI LIMITI DELLO SVILUPPO UMANO ‘72 vengono descritte le
conseguenze dell’aumento continuo della pop sull’ecosistema terrestre ed è chiaro che il processo
di industrializzazione coi fenomeni di inquinamento e di sfruttamento di risorse non rinnovabili deve
essere governato.
-La maggior parte dei governi dell’Occidente industrializzato ignora il RAPPORTO e finanzia il
proprio sistema di welfare, aumenta la pressione fiscale e negli anni ‘80 si assiste all'esplosione
del debito pubblico italiano e la spesa pubblica in rapporto al PIL raddoppia.
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COLLABORARE (E. Ripamonti)

METODI PARTECIPATIVI PER IL SOCIALE

1. OPERARE IN UN WELFARE IN TRASFORMAZIONE

-Per affrontare temi: PARTECIPAZIONE e COLLABORAZIONE nelle pratiche sociali contemporanee serve partire da un’analisi dello scenario: storico, politico, economico, culturale. -Prima bisogna misurarsi col dibattito sulla trasformazione dei sistemi di welfare→ tutte le riflessioni sulle politiche sociali degli ultimi 20 anni non possono prescindere dalla crisi del welfare.

1.1. Genesi e crisi di una grande conquista sociale

-Termine WELFARE→ introdotto in Italia a fine 2^GM x designare un sistema politico- istituzionale in cui sicurezza e benessere dei cittadini era prerogativa dello Stato. -”Stato Sociale” si è impegnato sui temi: ISTRUZIONE, SALUTE, EDILIZIA PUBBLICA, ASSISTENZA, PREVIDENZA. -Le ragioni della nascita del welfare state sono riconducibili a contraddizioni sociali generate dallo sviluppo economico di inizio 20° sec. Portando sfruttamento, povertà, migrazioni forzate… -2 tappe fondative dei sistemi di welfare state: ● il SOCIAL SECURITY ACT → varato negli USA nel ‘ ● la POLITICA SOCIALE → del governo inglese del ‘ → corrispondono ai concetti di SANITÀ PUBBLICA e PENSIONE SOCIALE del RAPPORTO BEVERIDGE -In Italia il processo ha un imp impulso negli anni ‘60 con leggi, istituzioni, provvedimenti x costruire struttura di uno Stato Sociale ma non si è mai compiuta. -Anni ‘60-’70 sono un momento di max espansione del Welfare State italiano con molte riforme del sistema dell’istituzione pubblica. → ma cominciano a verificarsi prime crepe del sistema e si possono individuare almeno 3 dimensioni di crisi: SOSTENIBILITÀ ECONOMICA, MODELLO CULTURALE DI RIFERIMENTO, LEGITTIMAZIONE SOCIALE.

1.1.1. Il problema della sostenibilità economica

-Welfare State → fase espansiva nel periodo di disponibilità finanziaria in Italia nel boom economico degli anni ‘60 ma le crisi petrolifere degli anni ‘70 hanno provocato fenomeni di recessione soprattutto in paesi a forte dipendenza energetica. -Con pubblicazione RAPPORTO SUI LIMITI DELLO SVILUPPO UMANO ‘72 vengono descritte le conseguenze dell’aumento continuo della pop sull’ecosistema terrestre ed è chiaro che il processo di industrializzazione coi fenomeni di inquinamento e di sfruttamento di risorse non rinnovabili deve essere governato. -La maggior parte dei governi dell’Occidente industrializzato ignora il RAPPORTO e finanzia il proprio sistema di welfare, aumenta la pressione fiscale e negli anni ‘80 si assiste all'esplosione del debito pubblico italiano e la spesa pubblica in rapporto al PIL raddoppia.

-Questione sostenibilità economica dei sistemi di welfare si è riproposta con gli effetti della crisi finanziaria mondiale del 2008.

1.1.2. Il declino del modello

-Ad andare in crisi è il Welfare State x 3 ragioni: ● STATALISMO e BUROCRATIZZAZIONE ● PARASSITISMO nell’INTERPOSIZIONE POLITICA ● RIGIDITÀ verso i CAMBIAMENTI SOCIALI -Metà anni ‘60 è iniziata a circolare l’espressione di “STATO ASSISTENZIALE” che riassume l’aumento di apparati pubblici dominati da logiche burocratiche e clientelari in cui i trasferimenti di ricchezza fra le diverse categorie di utenti si rivelavano iniqui. → E’ sempre più chiara la questione dell’appropriatezza e della sostenibilità nell’uso delle risorse pubbliche e da questo prob si perde l’idea delle politiche pubbliche come un INVESTIMENTO SOCIALE e la visione del welfare diventa come una SPESA. → La differenza è che nell’idea di investimento prevale la prospettiva del lungo periodo e la fiducia che le risorse investite oggi possano fruttare domani. -La funzione dei sistemi di welfare è di prevenire e attenuare i RISCHI SOCIALI con vasta serie di interventi. -x alcuni studiosi l’equità favorisce l’efficienza pk la protezione sociale risulta essere un fattore produttivo. → es. i costi dell’istruzione e i ritorni futuri in termini di cittadini competenti. -Nel caso italiano il sistema di servizi è a macchia di leopardo pk coesistono aree di eccellenza e aree di abbandono e ciò ha contribuito ad avere una percezione sociale generalmente negativa del welfare. -Altro aspetto critico del welfare è il ruolo eccessivamente pervasivo dello stato e una delle conseguenze è l’effetto di deresponsabilizzazione che ha generato nelle persone e nei gruppi sociali. → fine anni ‘30 l’economista britannico John Maynard Keynes invitava a mettere al centro del sistema i BISOGNI DEI CITTADINI e non le funzioni delle organizzazioni pubbliche.

1.1.3. La crisi di legittimazione sociale

-In Italia l’uso del welfare ha avuto una forte connotazione in termini di parassitismo nell’interposizione politica generando fenomeni di spreco, nepotismo, clientelismo e ciò ha contribuito a non avere fiducia verso la pubblica amministrazione e le politiche sociali. -In Europa la messa in discussione del modello del welfare state si accentua negli anni ‘80 con la vittoria di Margaret Thatcher in Inghilterra e l’affermazione politico-culturale di una visione neoliberale della società. -Il modello stesso dello stato sociale mostra i suoi limiti e appare lento e autoreferenziale e comincia a prendere forma il passaggio dal WELFARE STATE al WELFARE MIX che è un sistema basato su molteplicità di attori corresponsabili.

1.2.2. La complessità come griglia di lettura

-La complessità nell'ambito della ricerca Scientifica è una potente griglia di lettura poiché concepisce la realtà come un processo la cui evoluzione non è prevedibile, ha molte variabili e riconosce la molteplicità del divenire. -Nel suo uso sociale possiamo riscontrare due opposte derive:

  1. Un uso ridondante che cela l'impotenza al cambiamento.
  2. La sua negazione, la mancanza di presa d'atto della natura molteplice e interdipendente dei fattori in gioco, con la messa in campo di azioni ingenuamente semplificate. -Nel lavoro sociale non possiamo sottrarci allo sforzo di comprendere il rapporto tra l'unità e la molteplicità, fra il singolo e il contesto così si evitano le trappole dell'olismo sistemico = approccio che concepisce gli organismi come insiemi organizzati. -Invece il paradigma della complessità supera il riduzionismo conoscitivo a favore dell'integrazione sistemica poiché: ● Esprime le caratteristiche del tutto ma anche le relazioni fra il tutto e le parti ● Considera le interazioni che formano il sistema ● Concepisce l'organizzazione come la struttura che mantiene il sistema 1.3. L'apoteosi dell'individuo consumatore -Valori dominanti delle società contemporanee stanno trasformando l'idea di soggetto e le forme del legame sociale in una direzione di INDIVIDUALISMO, UTILITARISMO, CONSUMISMO e COMPETITIVITÀ. → con effetti positivi della crescita economica ma crescenti fenomeni di povertà. → ed è necessaria una svolta verso forme di società SOSTENIBILI → con + solidarietà e - disuguaglianza ↓ Quindi costruire modelli di welfare comunitari con approcci partecipativi e cooperanti perciò la COLLABORAZIONE è il processo cardine del lavoro sociale.

1.3.1. L'interiorizzazione del ruolo di shopper

-Epoca attuale è dominata dalle logiche dell'economia. -Ancor prima del crollo del muro di Berlino (‘89): la società di mercato ha trionfato sul piano culturale riproducendosi a ogni livello riconfigurandando le relazioni sociali in una direzione di contrattualità basata su interesse e utilità. -La società di mercato è diventata connaturata alla vita delle persone e non è più identificabile con il modello economico che chiamiamo CAPITALISMO. → caratteristica di questa cultura è la CENTRALITÀ dell'azione del CONSUMO e ciò implica un processo di alterazione della percezione di noi e degli altri pk l'abitudine a concepire le persone come consumatori si impedirebbe di cogliere i legami profondi che esistono fra gli esseri umani. -Il sociologo Barber vede nello SHOPPER ideale i tratti psicologici di un PREADOLESCENTE. → sorta di INFANTILIZZAZIONE di massa dove il CONSUMO ha funzione di IDENTITA’.

1.3.2. L'ipertrofia sociale del denaro

-Nella società del SUPERCONSUMO sempre più “cose” si acquistano sul mercato e il denaro rischio di diventare il vero motore del desiderio ma il problema non è il denaro in sé. → È un dispositivo di libertà individuale ma tende a ridurre tutto a calcolo innescando una dinamica di alienazione. ↓ Il trionfo della società di mercato porta la trasformazione del significato sociale del denaro: da MEZZO a FINE. -Forma il pensiero predominante: quella guidata dal calcolo di interessi. -Ma se il denaro è l'equivalente universale, si vengono a formare serie di POTERI SOCIALI indipendenti dagli scambi del mercato cioè la RICCHEZZA si può trasformare in uno strumento di controllo sugli altri. -Mercato è strutturato su dinamica PRODUZIONE-CONSUMO e la produzione risponde a esigenze di soddisfare i bisogni ma si costruiscono bisogni per soddisfare le esigenze della produzione. → A questo scopo provvede l'apparato simbolico-comunicativo della PUBBLICITÀ. -Azione del consumare si è trasformata in un modello dell'agire sociale quindi possiamo concepire il CONSUMISMO come filosofia della vita contemporanea delle società occidentali. → a far fronte a ciò si sono sviluppate proposte di economia sociale equa e sostenibile. ↓ verso un NUOVO MUTUALISMO: movimento che recupera lo spirito dell'auto-organizzazione sociale dell'800 fondato su principi di RECIPROCITÀ’ e SENSO ETICO. ⇒ MODELLI MUTUALISTICI E COLLABORATIVI IN ECONOMIA 1-CONSUMO CRITICO: comportamento orientato ad acquistare non solo in base al rapporto qualità prezzo ma tenendo conto dell'impatto sociale e ambientale. 2-FINANZA ETICA: fenomeno che dico di organizzazione di servizi di intermediazione finanziaria con scopi moralmente vincolanti. In Italia nasce con la MAG (mutua auto gestione): raccolgono risparmi i propri soci per sostenere progetti di utilità sociale. 3-MICROCREDITO: nato per concedere prestiti ai più poveri per sostenere la piccola imprenditoria e aiutare persone in condizioni di vulnerabilità economica e sociale. 4-SISTEMI DI SCAMBIO NON MONETARIO: esperienze in cui le persone si scambiano beni e servizi senza intermediazione del denaro. 1.4. Le molte concezioni del benessere -Le nuove povertà oggi sono INEGUATEZZE al pensiero unico del CONSUMO.

1.4.1. Disuguaglianze crescenti e immobilità sociale

-Sempre più persone appaiono inadeguate al modello proposto. -I processi di POLARIZZAZIONE VERTICALE in Italia hanno assunto dimensioni record: i ricchi aumentano ricchezza e i poveri la miseria. Ciò segna profonda crisi nella coesione.

2-BENESSERE ECONOMICO 8-QUALITÀ DEI SERVIZI

3-BENESSERE SOGGETTIVO 9-RELAZIONI SOCIALI

4-ISTRUZIONE E FORMAZIONE 10-RICERCA E

INNOVAZIONE

5-LAVORO E CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA 11-SALUTE

6-PAESAGGIO E PATRIMONIO CULTURALE 12-SICUREZZA

→ sono tentativi di andare oltre la dittatura del PIL e il pensiero dominante del CONSUMO.

1.4.3. Ideologia dell'autonomia e industria della salute

-Una ricerca internazionale Ha individuato come fattori chiave della felicità una BUONA CONDIZIONE DI SALUTE, VITA PRIVATA STABILE, RAPP AFFETTIVI SODDISFACENTI, REDDITO SODDISFACENTE. -Si evidenzia il ruolo di due elementi cruciali: ● CAPACITÀ DI ADATTAMENTO DEL SOGG ALLE SITUA DI DIFFICOLTÀ ● SUA SOCIALITÀ → rete di rel ricca e di qualità è imp x la felicità delle persone ma l'aspirazione fondamentale è l’ESPANSIONE DELLE LIBERTÀ INDIVIDUALI. -Diventa molto imp l'INDIPENDENZA dell'INDIVIDUO: sogg autonomo che non mostra debolezze e non dipende da nessuno. → ideologia dell'autonomia ha colonizzato il discorso pedagogico e sociale: è diventato un OBBLIGO ETICO. -Enfatizzazione individuo è accompagnata da indebolimento delle rel primarie che si manifesta anche come attacchi ai legami con violenza tra CONIUGI, GENITORI-FIGLI, PARENTI. -Imp anche la SALUTE come fattore x la qualità della vita. → uno degli aspetti + imp delle società moderne è la crescita delle INDUSTRIE SANITARIE che rischia di trasformare la medicina in un BUSINESS. -Nella CULTURA MERCATISTICA il processo di omologazione si spinge oltre il comportamento economico e invade la dimensione psichica: non sono in gioco solo i pensieri ma anche sentimenti.i SENTIMENTI.

  1. TRASFORMAZIONI SOCIALI E AZIONE PUBBLICA -X riflettere sui temi di welfare serve analisi dei processi di trasformazione della società. → in Europa la composizione della Pop è aumentata in tre aspetti: ● ASSETTO CULTURALE ● INVECCHIAMENT O ● MULTICULTURAL ITÀ 2.1. Una società in piena mutazione demografica e culturale

2.1.1. Famiglie plurali

-Nella riforma del Welfare si vuole rimettere la famiglia al centro ma la famiglia del passato è solida e solidale mentre la famiglia attuale ha fragilità. → idea della famiglia come stabile e omogenea è andata in crisi con la modernità. -Ogni famiglia è un sistema influenzato dall'ambiente in cui vive. → oggi il processo di NUCLEARIZZAZIONE sta riducendo le dimensioni delle reti familiari e tende a crescere la multigenerazionalità. → Questo nucleo sociale è interessato da un fenomeno di PLURALIZZAZIONE delle sue forme: ● FAMIGLIA DI FATTO→ convivono, no sposati ● FAMIGLIE RICOSTRUITE→ coniugi divorziati coi figli ● NUOVE FAMIGLIE→ coniuge divorziato/vedovo ● COPPIE DI FATTO→ non sposate con figli ● FAMIGLIE UNIPERSONALI→ single ● FAMIGLIE LUNGHE→ presenti più generazioni ● FAMIGLIE MISTE→ diverse culture/ religioni ● UNIONI OMOSESSUALI -Alla base di queste trasformazioni troviamo un cambiamento dei rapporti uomo-donna. -La famiglia di oggi è esposta a forte isolamento sociale pk caratterizzate da cultura della privacy.

-Italia è sempre più multiculturale e multireligiosa→ con pop di immigrati regolari pari a 8,3% della pop tot. -Dal pov religioso prevale COMUNITÀ CRISTIANA E MUSULMANA. -Distribuzione pop straniera è eterogenea→ più della metà è in LOMBARDIA, LAZIO, EMILIA, VENETO. -Immigrazione è un fenomeno di carattere strutturale irreversibile, lo si può desumere dal rilevante aumento delle acquisizioni di cittadinanza. -Tema di dibattito nazionale riguarda la possibile espansione dei criteri x ottenere la cittadinanza dei bambini nati in Ita da genitori stranieri. → si va oltre la modalità di acquisizione IUS SANGUINIS (diritto di sangue) con introduzione dello IUS SOLI (diritto legato al territorio) e IUS CULTURAE (diritto legato all’istruzione). -La sfida di costruire società coese governando la complessità della multiculturalità è una priorità. → aumento tasso eterogeneità ha innescato crescita della mixofobia =paura di mescolarsi col diverso. -Figura sociale dello straniero è carica di ambivalenza ed è portatrice di minaccia che genera paura. -Carattere della polis è la pluralità e non l'identità ed è qui che possiamo avere una prospettiva di dialogo interculturale. -Combinazione tra disuguaglianza sociale e paura dell'altro è alla base di un allarme sociale e di una continua ricerca di sicurezza. -La corrispondenza tra aumento di immigrati e insicurezza è infondata ed è dimostrata da: ● CRIMINALITÀ in Ita è aumentata in modo CONTENUTO nonostante aumento POP STRANIERA ● RITMO DENUNCE contro stranieri è molto RIDOTTO rispetto aumento loro presenza ● TASSO DI CRIMINALITÀ degli immigrati ARRIVATI è più basso rispetto a quelli RESIDENTI ● ITALIANI e STRANIERI REGOLARI hanno TASSO DI CRIMINALITÀ simile -Studi hanno dimostrato che la sicurezza è connessa a variabili: CERTEZZA DELLE REGOLE, ROUTINE QUOTIDIANA, PREVEDIBILITÀ COMPORTAMENTO ALTRUI, REGOLARITÀ REL SOCIALI, ABITUDINI CONSOLIDATE E FAMILIARITÀ DELL’AMBIENTE. -E’ imp il contributo dell'immigrazione allo sviluppo del nostro paese pk contribuisce alla RICCHEZZA nazionale x oltre l’11% del PIL. → è significativa la presenza di donne imprenditrici soprattutto UCRAINE, NIGERIANI, CINESI. -Se la promozione della sicurezza sociale è stata la missione principale del Welfare oggi le politiche sociali appaiono inadeguate a far fronte a questi prob.

2.2. Pervasività della tecnica -Aspetto decisivo della contemporaneità è riconducibile al ruolo sociale della TECNICA: nanotecnologie, biotecnologie, tecnologie dell’info.

2.2.1. L'ambiente tecnologico

-x il filosofo Umberto Galimberti la tecnica oggi è diventata il vero sogg della storia e l’uomo ne è funzionario dei suoi apparati. → ormai la tecnica non è + riducibile a un semplice strumento ma ha preso la forma dell’ambiente in cui agiamo. -x Galimberti lo sviluppo tecnologico ha determinato un nuovo modo di pensare riassumibile nel passaggio dall’AGIRE al FARE→(azioni sono un’esecuzione che prescinde dagli scopi) ↓ (azioni in vista di uno scopo) → ciò è reso possibile dalle macchine che contengono un’oggettivazione dell'intelligenza umana superiore alle conoscenze dei singoli individui. -Stiamo vivendo un momento storico definito TERZA FASE. (1^fase: invenzione SCRITTURA, 2^ fase: invenzione mondo AUDIOVISIVO) → a una intelligenza SEQUENZIALE della LETTURA ne subentra una SIMULTANEA con degli effetti: ● DIVERSITÀ DI RITMO MENTALE: x libro velocità dettata dal lettore, nella visione il sogg è vincolato a seguire un ritmo predeterminato. ● RIDUZIONE DI CORREGGIBILITÀ: il lettore può fermarsi x verificare ciò che ha letto, lo spettatore no. → queste osservazioni suggeriscono approccio critico alle tecnologie.

2.2.2. Sovrabbondanza informativa e capacità critica

-Mondo della comunicazione è orientato da poteri x garantire propri interessi e sul versante pedagogico si pone il prob di come educare alla capacità di giudizio. → Parlamento Europeo ha evidenziato che la competenza digitale consiste nel saper usare con spirito critico le tecnologie. -L’Italia è molto variegata sia x possibilità di accesso a Internet che di approccio ai contenuti digitali.

2.2.3. I limiti dell’efficientismo

-Il legame fra dominio della tecnica e le logiche del mercato è evidente dall'enfasi culturale dell'efficienza. -La cultura dell’efficientismo si caratterizza x il suo orientamento a massimizzare i risultati col minimo impiego di mezzi. 2.3. Apatia politica e nuove forme dell'azione pubblica -E’ impossibile occuparsi di partecipazione e Welfare senza analizzare lo “Stato di Salute” della politica →si influenzano a vicenda.

-Alleata della retorica, nel postmoderno è la DEMAGOGIA che è un modo di ottenere il consenso popolare condividendo malumori e paure di gruppi. → (Demos: POPOLO, ago: TRASCINARE) → L’efficacia del demagogista sta nel saper far leva sui bisogni con promesse di soluzioni quasi sempre irrealistiche ma rassicuranti. → In particolare su questioni come IMMIGRAZIONE, DISOCCUPAZIONE, SICUREZZA. -La perdita di autorità delle statistiche e degli esperti che le analizzano è al centro della crisi definita POLITICA DELLA POST-VERITA’ in cui l'unica cosa che conta è la VERITEZZA =una cosa che sembra giusta anche se non è basata sui fatti e a cui le persone vogliono credere pk conferma i loro preconcetti. -Approccio demagogico usa almeno 5 strategie: 1-TENERE APERTI I PROB= consente di avere sempre argomentazioni per il consenso e permette sempre di avere un contesto emozionale. 2-ADOTTARE UNA LOGICA MANICHEA= comunicazione che colloca tutto il buono da una parte e tutto il cattivo da un'altra. Manicheismo è una religione basata sul dualismo assoluto tra bene e male. Approccio apprezzato da persone con senso di disorientamento. 3-CENTRARSI SUL BREVE TERMINE= consenso si ha con iniziative il cui successo si ha in breve tempo. Ne deriva una comunicazione incentrata su urgenza. 4-RIDURRE VARIETÀ’ DEGLI STRUMENTI= Descrivere un intervento come l'unica cosa da fare, spesso di semplice esposizione ma di difficile realizzazione. 5-PRESENZA FISICA= presenza effimera, dà solo la percezione (con post o selfie). -Temi della partecipazione sociale e del Welfare spesso chiamate in causa da stili di governo e gestione consenso che si appellano al COINVOLGIMENTO della GENTE.

  1. ALLE RADICI DELLA COLLABORAZIONE -Società contemporanee→ sempre + frammentate e - partecipazione e collaborazione → ma sono molte le legislazioni che mostrano la necessità di coinvolgere i cittadini. 3.1. La dialettica egoismo- altruismo: un dibattito ricorrente

3.1.1. Due antropologie a confronto

-Questione del pensiero occidentale: se esseri umani sono per natura ALTRUISTI o EGOISTI. → dinamica altruismo-egoismo è imp nei processi partecipativi e collaborativi. -COMANDAMENTO Cristiano “ama il tuo prossimo come te stesso” è la base x visione altruistica della natura degli uomini. -17° sec: HOBBES con il Leviatano: Mostra gli uomini come bestie egoisti che pensano solo a loro ed è esistenza di tutto contro tutti ed è necessario un potere superiore x tenere sotto controllo gli istinti delle persone. -HUTCHESON: prende di mira l'altruismo che x lui è solo una forma di narcisismo camuffato. -HUME: attacca la prospettiva di Hobbes nel “Trattato sulla natura umana” e denuncia la follia di coloro che negano l'esistenza della generosità pk l'esperienza ci mostra che aiutare un proprio simile fa star bene. -ROUSSEAU: Crede nella bontà umana e che bisogna intraprendere la strada dell'educazione. Il sogg ottiene la libertà con l'apprendimento del controllo del proprio istinto.

3.1.2. L’homo oeconomicus

-Economisti trovano l'espressione di Homo oeconomicus nella teoria della mano invisibile del mercato di Smith. → l'egoismo di questo comportamento non è da condannare pk permette gli scambi di mercato.

-Ultimi anni→ evoluzione nel dibattito altruismo/egoismo e si diffondono comportamenti individuali ma le scoperte scientifiche mostrano le nostre predisposizioni sociali altruistiche e una capacità di collaborare. 3.2. Gli esseri umani come collaboratori nati? -Il dibattito sulla possibilità dell'altruismo si verifica nelle scoperte dello studio della mente. → le NEUROSCIENZE hanno rimesso in discussione 2 opposte visioni: ● Naturalista o riduzionista ● Culturalista o anti riduzionista

3.2.1. La natura relazionale della mente

  • VISIONE NATURALISTA: la MENTE è un'ENTITÀ NATURALE e coincide col CERVELLO. → Analogia cervello-computer e lo studio dell'intelligenza artificiale rientrano in questo approccio. → i critici ne hanno denunciato il riduzionismo.
  • VISIONE CULTURALISTA: la MENTE è un'ENTITÀ SOCIALE e non è riconducibile al dato organico e riguarda le rel con il contesto in cui il sogg vive. → Ha limiti: dato che il linguaggio e ciò che ci caratterizza, il nostro essere MENTI LINGUISTICHE sarebbe NATURALE e non CULTURALE. ↓ Il concetto di SINTONIZZAZIONE spiega come nella mente del bambino con l'interazione con la mente della madre e prende forma la capacità di integrare i diversi stimoli quindi la mente individuale è una MENTE SOCIALE. ↓ Ne deriva una visione della mente umana come il prodotto delle interazioni fra esperienze interpersonali e strutture del cervello. -Alla base delle caratteristiche della cultura umana si trovano abilità e motivazioni COOPERATIVE che sono rese possibili da processi psicologici definibili come INTENZIONALITÀ CONDIVISA. -Gli uomini si insegnano le cose a vicenda e ciò può essere visto come una forma di ALTRUISMO. -La ricerca nella psicologia evolutiva si è concentrata su 2 fenomeni essenziali: ● ALTRUISMO: Come comportamento di un individuo che si sacrifica x un altro. ● COLLABORAZIONE: + individui lavorano insieme x un vantaggio comune. -Già a 1 anno i bambini si dimostrano propensi all'aiuto e alla collaborazione ma non è un altruismo disinteressato pk si basa su un nucleo di interesse personale.

3.2.2. Attrezzati per la collaborazione condivisa

-Si possono individuare, in base al prodotto veicolato nella relazione, 3 tipi di altruismo: 1-CONDIVIDERE RISORSE MATERIALI: Denota il passaggio di un bene da un sogg a un altro. 2-PRESTARE AIUTO: Può avvenire anche senza che ci sia un bene materiale e si manifesta come un servizio, è un comportamento spontaneo pk è automotivante e pk è dimostrato che i primati con cui il contatto umano è stato minimo hanno comportamenti di aiuto simili a quelli dei bambini piccoli e x il carattere transculturale di questo fenomeno e la propensione all'aiuto in età così precoce è resa possibile dalla struttura della mente umana.

3-FORNIRE INFO E COMPETENZE: È un comportamento spontaneo in età precoce. -Spelke afferma che nei bambini sono presenti 5 sistemi cognitivi che consentono di ragionare su: 1- oggetti materiali inanimati e i loro movimenti 2- agenti intenzionali e loro azioni finalizzate all'obiettivo 3- luoghi dell'ambiente circostante esplorabile e loro relazioni geometriche 4- serie di oggetti o eventi e loro relazione basata ordine e aritmetica 5- partner sociali che avviano interazioni reciproche → ciò rende possibile comportamenti di una certa complessità come l'altruismo e la cooperazione quindi i bambini imparano presto a essere collaborativi e altruisti. Ma apprendono che non sempre la propria disponibilità viene ricambiata e diventano più selettivi. -Da questo apprendimento basato sull'esperienza si configura la strategia basata sulla RITORSIONE EQUIVALENTE: il sogg avvia l'interazione come un collaboratore e modula il suo comportamento sulla base degli interlocutori. -Sono riscontrabili 4 condizioni di declinazione della strategia: ● In assenza di provocazioni il sogg è collaborativo. ● In caso di provocazione il sogg provoca. ● Il sogg perdona l'interlocutore dopo essersi vendicato della provocazione. ● Il sogg compete con l'interlocutore che provoca. -Nella COLLABORAZIONE CONDIVISA si rintraccia un obiettivo comune che crea interdipendenza fra i diversi sogg e genera un senso di appartenenza collettivo. -Gli esseri umani sono in grado di cooperare anche con sconosciuti ed è un tratto geneticamente modificato dell'homo sapiens. →capacità che si è evoluta x consentire interazioni col gruppo. 3.3. Il processo collaborativo -Tutti traiamo beneficio dalla cooperazione a patto di collaborare: da CUM+LABORARE → quindi definizione di COLLABORAZIONE = azione congiunta x il raggiungimento di obiettivi condivisi. ↓ Ma come si produce? sono individuabili 5 elementi determinanti: 1-COMUNICAZIONE E ASCOLTO 2-COORDINAMENTO 3-TOLLERANZA E FIDUCIA RECIPROCA 4-ALLINEAMENTO DEGLI INTERESSI 5-NORME E ISTITUZIONI

3.3.1. Comunicazione e ascolto

-Collaborazione implica la presenza di diversi sogg che devono riuscire a comunicare per superare pregiudizi e innescare sentimenti di fiducia. -La collaborazione è quindi possibile grazie a motivazioni e abilità che hanno lo scopo di INTENZIONALITÀ CONDIVISA. → Affinché ci sia un buon ascolto è indispensabile che una parte di entrambi si apra al futuro.

3.4. Collaborazione e conflitto: un intreccio imprescindibile -x occuparsi di collaborazione serve osservarne la compatibilità con l'esperienza del conflitto.

3.4.1. Saper ospitare una visione della controversia

-In molti casi e dall'incontro col conflitto che si COOPERAZIONE quindi è imp imparare a pensare il conflitto attraverso categorie diverse dal suo superamento. → non si deve cercare di evitare il conflitto ma impedire che degeneri in puro scontro. -Serve elaborare un APPROCCIO STRATEGICO AI CONFLITTI. ⇒ APPROCCIO STRATEGICO AI CONFLITTI 1-costruire ponti di collegamento fra i diversi soggetti 2-curare la conoscenza approfondita della situazione 3-chiarire i ruoli e aspettative dei soggetti 4-esplorare somiglianze fra i soggetti e i loro pov e le differenze 5-garantire uguale status ai soggetti 6-puntare su questioni comuni dei diversi soggetti.

3.4.2. Limitare la distruttività, trasformare l'energia

-E’ imp elaborare un pensiero sul conflitto x conoscerlo e trasformarlo in modo positivo limitando potenziali effetti distruttivi. → processo facilitato se si parte da una base concreta più che da concetti astratti. -Collab. non sostituisce il conflitto ma è l'esito della sua trasformazione e ciò appare semplice ma non è facile. ↓ SEMPLICITÀ = riguarda processi reali della situazione e dei soggetti coinvolti nel conflitto FACILITÀ = riguarda le presunte certezze dei soggetti -La collab può sorgere quando si abbandona la prospettiva di risoluzione di conflitti adottando approccio trasformativo.

  1. POLITICHE PUBBLICHE E COPROGETTAZIONE -Riprende riflessione sul Welfare x mostrare che l'evoluzione dei sistemi di governance richiede un arricchimento delle forme di democrazia e un potenziamento delle capacità di collaborazione anche con modalità di coprogettazione. 4.1. Una molteplicità di attori

4.1.1. Governance e compartecipazione

-L’UE è definita un sistema multi-level-governance ed è caratterizzato dal PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ. -L'affermarsi di un approccio improntato alla governance nasce dalla constatazione dei limiti provocati dalla concentrazione del potere pubblico in pochi sogg: il GOVERNMENT. ↓ Politiche di governance si caratterizzano x una compartecipazione plurima di istituzioni e attori sociali più elevata e differenziata e ciò consente di affrontare con maggiore efficacia quei problemi. -Queste politiche sono figlie della crisi di rappresentatività e di legittimazione delle istituzioni pubbliche. -Si viene a ridisegnare il ruolo dello stato meno incentrato sul comando e controllo e più proiettato sulla facilitazione e coordinamento dei processi decisionali. → tutto ciò implica un investimento delle forme di democrazia. -Ogni sistema politico democratico presuppone una struttura x decidere e una x partecipare (=x votare).

4.1.2. Sussidiarietà e accountability

-Un elemento che caratterizza la governance è la SUSSIDIARIETÀ, un principio basato sull'idea che ogni azione politica debba essere affrontata dall'istituzione più vicina ai soggetti interessati con progressione che va dall'ente più prossimo a quello più lontano e implica che le istituzioni pubbliche intervengano solo quando le persone o gruppi di una società locale non sono in grado di affrontare autonomamente una certa situazione. ● SUSSIDIARIETÀ VERTICALE: si intende l'attività di cooperazione tra diversi livelli istituzionali di governo in base alle dimensioni territoriali.