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Com'è musicale l'uomo - Blacking, Sintesi del corso di Antropologia

riassunto del libro di Blacking per etnomusicologia

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020
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J. Blacking
COM’È MUSICALE L’UOMO?
1. IL SUONO UMANAMENTE ORGANIZZATO
L’etnomusicologia è lo studio dei diversi sistemi musicali esistenti nel mondo. Il termine “etno” indica che i
sistemi studiati partono dalle origini primitive della musica. In molti conservatori, infatti, la musica studiata è
prettamente quella alta. Solamente di recente, a Washington, vi è un conservatorio che si è aperto alla black
music e ha portato la musica etnica a contatto con la musica del domani.
Alcuni gruppi sociali distinguono la musica dalla No-Music poiché l’umanità preferisce “L’uomo creatore della
musica” piuttosto che le realizzazioni che l’uomo occidentale fa con la musica.
L’etnomusicologia può rivoluzionare il mondo della musica solo se si sviluppa come metodo e non solo come
campo di studi. Non bisogna dare peso alle definizioni correnti fra musica popolare e quella colta poiché
sono fuorvianti. Dobbiamo sapere quindi cosa è per l’uomo il musicale e cosa invece è rumore.
Studi di psicologia musicale e i test sulla musicalità non sono arrivati ad una valutazione unanime poiché gli
studi sono stati condotti su basi etnocentriche. Per lo stesso motivo le contraddizioni delle varie scuole hanno
origini etnocentriche.
La scuola di Gestalt afferma che il talento musicale va oltre le capacità sensoriali di un individuo. Tuttavia,
essa non considera a tuttotondo il campo complessivo della cultura. Gli oppositori di Gestalt dichiarano che,
senza una predominante capacità sensoriale, la musica non può essere percepita, quindi neanche prodotta.
Ma gli oppositori di Gestalt minimizzano l’importanza dell’esperienza culturale nello sviluppo delle capacità
sensoriali, vanificando le loro idee. Se vogliamo scoprire quali capacità vengono coinvolte nella musicalità
bisogna allargare il campo di ricerca.
Measure of musical talents di Carl Seashore è la prima raccolta di test per scoprire l’abilità musicale di una
persona. Questi test si basano esclusivamente sulle capacità di discriminazione. Dato che la discriminazione
sensoriale si sviluppa dentro un contesto culturale, è possibile che alcuni non distinguano gli intervalli musicali
che pure percepiscono, ma che vengono percepiti come insignificanti.
Esempio dei Venda
I Venda sono una tribù rurale dell’africa. Essi sono ottimi musicisti, a messi davanti ai test di Seashore
otterranno un punteggio basso. Questo perché i Venda hanno una concezione armonica della musica e
non distinguono che una terza è una nota differente da una quinta.
Dunque, le prove di attitudine musicali sono valide solo per le culture che utilizzano uguali sistemi musicali,
come ad esempio nei paese in cui lo sviluppo economico e politico è molto alto.
Non si può rispondere alla domanda sulla musicalità dell’uomo se non avviciniamo il suo comportamento a
tratti della musica. Alla domanda “com’è musicale l’uomo?” si può rispondere solo se prima se ne analizza la
sua natura e il suo sviluppo culturale. Comprendendo questi aspetti si può dedurre che l’uomo è molto più
capace di quanto la società gli permetta di esserlo. Questo limite non è dato dalla cultura in sé, ma dallo
stesso uomo. Egli, infatti, confonde i mezzi della cultura con le sue finalità: egli vive per essa piuttosto che
vivere per mezzo di essa.
La musica è onnipresente: dalle chiese agli aerei, dai fiumi ai bagni degli hotel.
La società afferma che sono pochi ad avere “senso per la musica”, ma si comporta come se tutti
possedessero la capacità di distinguere la struttura.
Quando nei film vengono usate le musiche di sottofondo i musicisti danno per scontato che lo spettatore
risponda al loro richiamo emotivo. Così facendo ammettono implicitamente che chiunque guardi quella
scena musicata sappia distinguere le strutture di una melodia. Essi considerano quindi la musica come forma
di comunicazione e che, sempre implicitamente, particolari sequenze musicali possano indurre lo sfociare di
una determinata emozione. I compositori hanno dato fiducia facendo bene! ai loro spettatori e avvertono
che il senso musicale degli spettatori sia accresciuto col tempo.
Nelle scuole occidentali il cineasta apprende che solo poche persone sono dotate di abilità musicali, ma la
sua esperienza di vita lo porta a rigettare questa teoria: mentre il dogma capitalista gli dice che sono pochi
gli eletti a possedere musicalità, l’esperienza capitalista gli ricorda che Moulin Rouge fu un successo da
capogiri. Questo paradosso si spiega col fatto che le società industriali utilizzano un indice di profitto per
giudicare il merito di un’opera e raramente le capacità latenti di un individuo vengono riconosciute se colui
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J. Blacking

COM’È MUSICALE L’UOMO?

1. IL SUONO UMANAMENTE ORGANIZZATO

L’ etnomusicologia è lo studio dei diversi sistemi musicali esistenti nel mondo. Il termine “etno” indica che i sistemi studiati partono dalle origini primitive della musica. In molti conservatori, infatti, la musica studiata è prettamente quella alta. Solamente di recente, a Washington, vi è un conservatorio che si è aperto alla black music e ha portato la musica etnica a contatto con la musica del domani. Alcuni gruppi sociali distinguono la musica dalla No-Music poiché l’umanità preferisce “L’uomo creatore della musica” piuttosto che le realizzazioni che l’uomo occidentale fa con la musica. L’etnomusicologia può rivoluzionare il mon do della musica solo se si sviluppa come metodo e non solo come campo di studi. Non bisogna dare peso alle definizioni correnti fra musica popolare e quella colta poiché sono fuorvianti. Dobbiamo sapere quindi cosa è per l’uomo il musicale e cosa invece è rumore. Studi di psicologia musicale e i test sulla musicalità non sono arrivati ad una valutazione unanime poiché gli studi sono stati condotti su basi etnocentriche. Per lo stesso motivo le contraddizioni delle varie scuole hanno origini etnocentriche. La scuola di Gestalt afferma che il talento musicale va oltre le capacità sensoriali di un individuo. Tuttavia, essa non considera a tuttotondo il campo complessivo della cultura. Gli oppositori di Gestalt dichiarano che, senza una predominante capacità sensoriale, la musica non può essere percepita, quindi neanche prodotta. Ma gli oppositori di Gestalt minimizzano l’importanza dell’esperienza culturale nello sviluppo delle capacità sensoriali, vanificando le loro idee. Se vogliamo scoprire quali capacità vengono coinvolte nella musicalità bisogna allargare il campo di ricerca. Measure of musical talents di Carl Seashore è la prima raccolta di test per scoprire l’abilità musicale di una persona. Questi test si basano esclusivamente sulle capacità di discriminazione. Dato che la discriminazione sensoriale si sviluppa dentro un contesto culturale, è possibile che alcuni non distinguano gli intervalli musicali che pure percepiscono, ma che vengono percepiti come insignificanti. Esempio dei Venda I Venda sono una tribù rurale dell’africa. Essi sono ottimi musicisti, a messi davanti ai test di Seashore otterranno un punteggio basso. Questo perché i Venda hanno una concezione armonica della musica e non distinguono che una terza è una nota differente da una quinta. Dunque, le prove di attitudine musicali sono valide solo per le culture che utilizzano uguali sistemi musicali, come ad esempio nei paese in cui lo sviluppo economico e politico è molto alto. Non si può rispondere alla domanda sulla musicalità dell’uomo s e non avviciniamo il suo comportamento a tratti della musica. Alla domanda “com’è musicale l’uomo?” si può rispondere solo se prima se ne analizza la sua natura e il suo sviluppo culturale. Comprendendo questi aspetti si può dedurre che l’uomo è molto più capace di quanto la società gli permetta di esserlo. Questo limite non è dato dalla cultura in sé, ma dallo stesso uomo. Egli, infatti, confonde i mezzi della cultura con le sue finalità: egli vive per essa piuttosto che vivere per mezzo di essa. La musica è onnipresente: dalle chiese agli aerei, dai fiumi ai bagni degli hotel. La società afferma che sono pochi ad avere “senso per la musica”, ma si comporta come se tutti possedessero la capacità di distinguere la struttura. Quando nei film vengono usate le musiche di sottofondo i musicisti danno per scontato che lo spettatore risponda al loro richiamo emotivo. Così facendo ammettono implicitamente che chiunque guardi quella scena musicata sappia distinguere le strutture di una melodia. Essi considerano quindi la musica come forma di comunicazione e che, sempre implicitamente, particolari sequenze musicali possano indurre lo sfociare di una determinata emozione. I compositori hanno dato fiducia facendo bene! ai loro spettatori e avvertono che il senso musicale degli spettatori sia accresciuto col tempo. Nelle scuole occidentali il cineasta apprende che solo poche persone sono dotate di abilità musicali, ma la sua esperienza di vita lo porta a rigettare questa teoria: mentre il dogma capitalista gli dice che sono pochi gli eletti a possedere musicalità, l’esperienza capitalista gli ricorda che Moulin Rouge fu un successo da capogiri. Questo paradosso si spiega col fatto che le società industriali utilizzano un indice di profitto per giudicare il merito di un’ opera e raramente le capacità latenti di un individuo vengono riconosciute se colui

che le possiede non fa parte della giusta classe sociale e non da prova di possedere ciò che la gente è portata a considerare talento. Senza il consenso culturale degli asc oltatori, dunque, non può esserci musica. L’ascolto creativo, spesso ignorato, è importante per la musica quanto lo è il linguaggio. Nelle società in cui la musica non è scritta, ovvero in tutte quelle società che ancora oggi sono primitive, l’ascoltatore attento ha lo stesso indice di capacità musicale di chi suona. Questo perché egli, con l’ascolto, permette comunque la continuità della tradizione musicale. La musica non è un prodotto del comportamento dei gruppi umani, a prescindere dalla loro organizzazione. Nonostante tutte le società abbiano una diversa nozione di musica, tutte sono d’accordo nell’accomunare il termine organizzazione alla definizione di musica. Un consenso di questo tipo è dovuto al fatto che di base c’è un’esperienza comune: tutti sono in grado di riconoscere le strutture di un suono. L’esecuzione musicale, rispetto al suono, è inconcepibile senza la percezione di un ordine tra i suoni. I musicisti sanno che se il pubblico non ascolta non si accorge di un’esecuzione pessima. Tuttavia, un pubblico attento può accettare delle deviazioni di melodia recependole come varianti melodiche nuove. La continuità della musica dipende dalla domanda degli ascoltatori e dall’offerta che gli esecutori sanno proporre ai primi. L’ordine sonoro può essere un risultato casuale dell’applicazione dei principi già organizzati ma extramusicali, come ad esempio la distanza che intercorre tra un foro e l’altro in un flauto dolce. L’apparente mancanza di ordine, in quanto l’applicazione è stata casuale, può essere, allo stesso modo, espressione di combinazioni ordinate di numeri o formule algebriche. Il processo di produzione del suono non è così moderno come vogliono far credere i creatori della musica: è semplicemente la ripresa del concetto che la musica esprimerebbe aspetti dell’organizzazione umana o di quella naturale. La tribù degli Nsenga, originari della Zambia, suonano le kalimbe per passatempo. Analizzando i brani che essi suonano si nota un rapporto tra gli schemi della diteggiatura e quelli della tastiera. Un altro strumento suonato è il Dimba, che è simile alla kalimba. Esso è usato per intrattenere e perciò la sua tastiera è costruita in modo tale da poterci adagiare un canto improvvisato. All’analisi, ogni comportamento musicale è dovuto da esigenze ps icologiche, sociologiche o meramente musicali. L’etnomusicologo si occupa di capire queste esigenze, di distinguerle e di identificarne i processi che portano alla costruzione del suono musicale. Un ascoltatore di musica etnica europea può sentire, in una composizione suonata col congo, un senso di rilassamento, poi tensione e di nuovo rilassamento. Questo succede perché la composizione per congo è composta in modo da far provare a chi ascolta un senso di allontanamento, poi avvicinamento e di nuovo allontanamento. È possibile improvvisare dei test musicali sul campo e ciò potrebbe dirci l’unico mezzo per scoprire i principi che generano composizioni musicali. Quando i Venda suonano le loro ocarine le accompagnano con altri strumenti. Questi strumenti vengono scelti in base alla loro armonicità rapportata col suono delle ocarine, in modo da esprimere bene il duetto. Comparando la musica di qualsiasi cultura ad un’altra bisogna non soffermarsi alla sola analisi dei loro suoni. Anche se il significato della musica risiede tra le note, potrebbero esserci altre interpretazioni di struttura possibili e infinite relazioni individuali. Il numero delle interpretazioni strutturali si riduce se si considerano solamente i sistemi musicali di un compositore o di una cultura nella totalità del suo contesto. Nonostante le analogie con i metodi della linguistica possano esistere, Blacking sostiene che la musica non sia un linguaggio. Nel linguaggio, infatti, si possono avere più interpretazioni di una frase: Esempio di Chomsky:

  • They are boring students : si può tradurre come “ Loro sono studenti noiosi ”, ma anche come “ Loro stanno annoiando gli studenti ”. Nella prima frase boring è predicato nominale, mentre nella seconda è verbo. Sarà il contesto in cui la frase è pronunciata a farci capire il giusto significato. Secondo questo esempio, è sbagliato considerare il linguaggio come prodotto di una disposizione di suoni, ma se non si tiene conto delle strutture più profonde non si riesce a capire a pieno una struttura in questione. Problema centrale dell’Etnomusicologia : Descrivere cosa succede in un brano. Non siamo ancora in gado di spiegare ciò che succede e che conosciamo implicitamente, ovvero la stessa musica, quindi vogliamo sapere come ha fatto Beethoven a diventare Beethoven e lo stesso vale per tutti gli altri compositori che godono di grande prestigio.

2. LA MUSICA NELLA SOCIETÀ E NELLA CULTURA

Partendo dalla definizione di musica come “suono umanamente organizzato”, si dovrebbero individuare le relazioni fra strutture sociali umane e quelle del suono. La produzione delle strutture sonore definite Musica è data dalla continuità di esistenza tra gruppi sociali e dal modo in cui gli individui sono interconnessi tra loro. Per scoprire cosa sia la musica dobbiamo chiederci chi ascolta, chi suona e chi canta dentro la società e perché lo fa. È un problema sociologico che si rispecchia in situazioni simili in diverse società. Dato che ci interessa la sua funzione sociale, si va oltre le forme superficiali della musica. Superficialmente tutti i generi musicali sono uguali, dall’opera al rock. Tuttavia, ciò che per un individuo è piacevole non lo è per un altro, in quanto ogni individuo tende a dare un proprio significato sociale alla musica. Proprio a causa dei gusti personali, non si possono giudicare i sentimenti dei musicisti o l’efficacia di una musica in base alle reazioni della gente. Se un maestro Venda, vecchio e cieco, ascoltasse una registrazione di un concerto per flauto europeo, potrebbe annoiarsi, ma comunque ritornare entusiasta quando sente un brano Venda che a noi può sembrare noioso e monotono. Analoghi criteri di giudizio dovrebbero applicarsi alle differenze di superficie della musica. Dato che la tecnologia degli aerei si può rapportare con a loro efficienza, si può dire allora che lo sviluppo di tecniche musicali sono frutto di migliori capacità espressive maturate negli anni. Si tende s pesso a fare attenzione ai virtuosismi tecnici di un’esecuzione nell’ascolto di una musica venda poiché essi sono di un effetto più immediato. Tuttavia, che la musica sia semplice o complessa è un aspetto irrilevante poiché NON vige questa equazione:

  • SEMPLICE : OTTIMA MUSICA = - SEMPLICE : SCARSA MUSICA Ma vige questa equazione:
  • o - SEMPLICE = DIVERSA MUSICA. Infatti è il contenuto umano del suono organizzato a catturare la gente. Anche se il contenuto umano si manifestasse con un giro armonico semplice, si tratterebbe sempre del prodotto di un essere umano sensibile. È questa sua sensibilità, di fatto, che suscita i sentimenti di un altro essere umano sensibile a sua volta. Si può paragonare questo magnetismo tra sensibilità agli stessi impulsi magnetici che portano la conversazione telefonica da un capo all’altro della cornetta attraverso un filo che interconnette le persone tra loro. La questione della complessità musicale diventa importante solo quando cerchiamo di valutare la musicalità umana. Ad esempio, non si può comparare la capacità di esecuzione di un Venda con quella di un inglese, in quanto la complessità della musica inglese la padroneggia solo una ristretta cerchia di popolazione britannica. Se la musica inglese fosse facile quanto quella dei Venda, gli inglesi allora apparirebbero tutti musicali come la popolazione dei Venda. Questa tesi porta all’implicazione dell’esclusione sociale di piccoli gruppi dovuti al crescente sviluppo economico e tecnologico del mondo globale. Essere ascoltatore passivo è il prezzo da pagare per essere dentro una società superiormente sviluppata, basata sulle capacità di una ristretta elite. Il livello tecnico della musicalità si innalza e alcuni brani che prima venivano considerati musicali ora vengono etich ettati come “non musicali”. Sulla base di questi principi le attitudini musicali vengono stimolate o inibite in molte società industriali, diversamente da come succede invece nella società venda, nella quale si pensa che ogni persona sia capace di fare musica. La questione sulla complessità musicale è irrilevante se si considerano universalmente queste riflessioni:
  • un particolare sistema musicale complesso può paragonarsi a un lessico forbito, che comunque sia non altera i principi della grammatica ed è privo di senso togliendo gli stessi principi che compongono la grammatica. Dunque, togliendo i principi, un lessico forbito rimarrebbe senza senso.
  • Comparando diversi sistemi, è sbagliato dire che una complessità di superficie implichi una complessità musicale o una cognitiva. In ogni caso la mente umana risulta essere più complessa di qualsiasi prodotto di un individuo. Inoltre, la funzionalità della musica pare più importante della sua complessità.

Dunque, non per forza se una tecnica musicale è complessa allora la musica è sicuramente più bella, se poi questa musica non arriva alle persone. Esempio= Rock progressive o fusion jazz: viene suonata dai gruppi solo per far vedere la bravura dei musicisti e non per far emozionare. Le funzioni della musica vanno di pari passo con lo sviluppo di abilità musicali latenti e di concetti culturali necessari alla sua composizione. I principi della composizione non si spiegano se prima non si capiscono i rapporti che intercorrono fra esperienza umana ed esperienza sociale. I Venda sono trecento mila e vivono in un’area lasciata a loro dai bianchi colonizzatori. Nonostante siano una minoranza, il governo bianco sudafricano mostrò dell’interesse nei confronti loro. Nel 1958 un numero sempre maggiore di bianchi andava ad occupare le terre in cui erano già stati confinati i Venda da altri popoli. Tuttavia, i Venda sono stati gli ultimi sudafricani ad essere stati sottomessi. Invasi pure dai neri che retrocedevano, a loro volta, da altre occupazioni bianche, i Venda si ripararono fra i monti della loro zona. Essi erano pacifisti e non accettavano né innovazioni culturali né presenze straniere. Tuttavia, più tardi accettarono influenze e stili musicali dei loro vicini del nord e del sud, pur non dichiarandone l’influenza. Sebbene i Venda siano molto musicali, non hanno mostrato interesse per la musica europea. Le ragioni sono in minima parte tecniche, in grande parte politiche: RAGIONI TECNICHE:

  • le missioni avevano introdotto la cultura europea, quindi anche la musica, fra il popolo Venda; tuttavia nessun missionario era stato capace di insegnare la musica europea al popolo sottomesso. I bianchi deformavano anche la migliore musica europea e non c’è mai stato nessuno che si prese la briga di “tradurre” ai Venda la musica europea che si esportava.
  • I bianchi avevano insegnato al popolo africano che l’espressione e il sentimento di una musica erano più importanti dell’accuratezza. Ma I Venda per tradizione hanno precisione nella musica e quindi il sentimento è dato per scontato. Per questo, nonostante i venda siano ottimi musicisti, quando hanno cercato di fare una propria versione di un brano europeo il loro risultato era scarso e non eccellevano per niente. RAGIONI POLITICHE:
  • i fattori politici contribuirono sicuramente al “rigetto” della musica europea. I bianchi, infatti, portarono una subdola amministrazione all’interno dei territori Venda: essi sono stati obbligati a sottostare ad una democrazia autoritaria che li sminuiva e li considerava inferiori, spesso portando episodi di violenza contro gli stessi Venda. Dunque l’ostilità verso gli europei si è fusa con quella della loro cultura ed è perciò che i Venda hanno un “rifiuto inconscio” verso le musiche europee. La musica Venda è legata ad occasioni socialmente determinate. Per alcuni Venda adulti basta ascoltarne i suoni delle musiche per capire ciò che sta per accadere: ogni cerimonia ha un suo particolare movimento musicale. I Venda imparano a comprendere suoni della musica così come comprendono la lingua. Essi possiedono sedici stili diversi con differenti ritmi e combinazioni strumentali. Anche il canto è differente in base ai ritmi e possiede tante sottocategorie: ad esempio, la scuola femminile di Sungway ha quattro stili di canto per celebrare l’iniziazione delle donne nella società. Sebbene i Venda classifichino la loro musica in base all’occasione sociale, i criteri di differenziazione sono di ordine musicale. Suono e ritmo conferiscono la destinazione di una musica verso un’occasione. Dunque, anche il modo di cantare de termina il contesto occasionale. I Venda classificano i propri canti in canti propri e in canti adattati. Il modo in cui la gente classifica i canti, secondo la forma e il contesto, può fornire indicazioni sui processi di trasformazione accettabili in una cultura. Il valore che la società dà alla musica e gli effetti che essa conferisce alla gente possono essere valori che fanno sviluppare capacità musicali. La gente è più portata a mostrare più cura verso le attività sociali che una determinata musica port a piuttosto che l’aspetto musicale in sé. L’attitudine musicale non si può sviluppare senza motivazioni extramusicali. Per ogni bambino prodigio che ha perso l’interesse e, di conseguenza, le capacità di fare musica, c’è un adulto che rimpiange di non essere musicista. Il bimbo ha perso l’interesse perché non ha avuto modo di

FUNZIONI PRATICHE DELLA MUSICA VENDA: Gli effetti della musica compartecipano all’ef ficacia della situazione sociale. FUNZIONI ARTISTICHE DELLA MUSICA VENDA: La musica di per sé costituisce il fattore decisivo per l’esperienza. Il valore della musica deve essere stimato sulla base delle esperienze umane implicate nella sua creazione. La musica può portare in un universo virtuale di tempo che porta in un altro mondo in cui le cose non sono più soggette né allo spazio né al tempo. Tuttavia, le reazioni alla musica non si possono completamente spiegare senza fare riferimento alla cultura di cui le note sono segni e simboli. Molte funzioni della musica Venda richiamano situazioni simili in altre società. Se si vuole stabilire un valore alla musica in una società, esso va definito rapportandolo con i processi di creazione e di funzionalità della musica nella società. Si creerebbero dunque strette relazioni strutturali fra funzione, contenuto e forma della musica che andrebbero a far considerare la musica come il risultato di determinati atteggiamenti.

3. LA CULTURA E LA SOCIETÀ NELLA MUSICA

La musica può esprimere attitudini sociali e processi cognitivi, ma è anche efficace solo quando è percepita da orecchie abituate a condividere esperienze culturali. La musica non fa altro che confermare ciò che è già presente nella società e nella cultura. Tuttavia essa non è un hobby da inserirsi fra sport e arte nei programmi scolastici. Foster ha affermato che “la storia si sviluppa, l’arte resta immobile”. Con questa frase egli intendeva dire che la storia riguarda gli eventi, l’arte invece riguarda i senti menti: difatti la storia muore, invece l’arte sopravvive a chi la fa, quindi vive. Secondo i Venda la musica è essenziale per la sopravvivenza dei sentimenti umani. Nelle loro discussioni la musica viene trattata con più erudizione rispetto alla storia. Pe r i Venda la vita è un processo dinamico più che uno stadio dell’evoluzione. Allo stesso modo, noi dovremmo guardare la musica: prima di analizzarla in superficie bisogna sbarazzarsi dell’analisi evoluzionistica che si addossa alla musica. Solitamente ci si approccia alla storia della musica in due modi:

  • Si tenta di capire il significato e le forme della musica ricercando le origini storiche del “primitivismo” di essa. Dato che noi possiamo conoscere queste origini solo tramite supposizioni di persone che v ivono nel nostro presente, l’indagine è futile.
  • Si considerano gli sviluppi dei diversi stili musicali come fatti a se stanti. L’approccio evoluzionista ipotizza una storia universale secondo cui l’uomo cominciò ad usare da uno a due e più suoni, sino ad a rrivare a comporre un’orchestra di suoni. Questo fa pensare che la musica emerse come primissima forma d’arte. Quest’affermazione non tiene conto della musica creata dal popolo che le classi nobili e aristocratiche hanno deciso di non tramandare, in quanto considerate inferiori. Il fatto che manchino testimonianze della musica “popolana”, quindi “quella non raffinata”, per via delle elite, non significa che la musica del popolo fosse una musica mediocre. Alexander Ellis: dimostra che le scale non sono natu rali e che le leggi dell’acustica non siano importanti per organizzare il suono. Egli è considerato tuttora il padre dell’etnomusicologia. Ci sono ancora etnologi del suono che descrivono stili musicali esotici come se dovessero colmare lacune nella storia della musica: anche se non lo affermano, il loro metodo tradisce la concezione evoluzionista. Gli stili non sono “stadi della musica”, poiché ogni stile ha la sua storia. Uno stile può aver seguito un corso del tutto indipendente, anche se le sue strutture possono assomigliare a quelle di un altro stile anch’esso indipendente. Anche se la gente è conservatrice nella musica, ci sono state, nel corso dei tempi, tante innovazioni musicali. Conoscere l’evoluzione di uno stile a un interesse puramente enciclo pedico e non ci dice niente sulla creatività musicale umana. Ciò non significa che gli studi enciclopedici sulla storia della musica siano inutili. I Venda utilizzano scale eptatoniche e scale pentatoniche per la loro musica. Attraverso l’influenza che arr iva ai Venda dai popoli del sud, essi abbandonano le scale eptatoniche per dedicarsi a quelle pentatoniche, di maggiore facilità d’uso. Gli storici della teoria evoluzionista definiscono i Venda come retrogradi perché hanno abbandonato una scala difficile, ma di cui avevano già padronanza, per una più facile. Tuttavia non si sanno esattamente le cause che hanno portato i Venda ad abbandonare la scala eptatonica prima di arrivare alla più intuitiva pentatonica. Derek Cooke: “La musica è linguaggio delle emozioni, simile ad un discorso.”. Questa tesi va considerata nell’ambito della musica europea fra 1400 e 1950. Cooke dimostrò che alcune figure musicali vengono usate per evocare sentimenti simili e che l’uso di questo codice è peculiare della comunicazione musicale. Ad esempio, egli descrive la progressione discendente come una figura per esprimere dolore, sconforto, lamento, depressione e resa. Tuttavia, quando una musica ci comunica qualcosa, non possiamo essere sicuri che questi siano gli stessi sentimenti che hanno mosso il compositore nello scriverla. Sebbene la musica riveli la natura dei sentimenti con dovizia di dettagli che il linguaggio non può esprimere, essa ha con la cultura legami diversi da quelli del linguaggio che caratterizzano le capacità descrittive. I compositori acquisiscono lo stile ascoltando la musica del presente e del passato. Tuttavia uno stesso modello melodico può avere diversi significati espressivi. È, infatti, questa varietà di significati espressivi ad

La polifonia della prima musica europea non è tanto diversa da quella africana. La musica viene eseguita da molte persone che eseguono arti distinte seguendo un tempo e un ritmo unitario. Polifonia e Poliritmia seguono diversi principi:

  • POLIFONIA à Principio “verticale” alla m elodia.
  • POLIRITMIA à Principio “orizzontale” alle figure ritmiche. L’origine delle tecniche di esecuzione vanno ricercate nelle attività sociali. Nella tecnica europea, il passaggio da monodia a polifonia è stato dato da una rigida organizzazione ritmica delle parti vocali. La chiesa medievale permise solo il canto monodico, che esprimeva coesione sociale. Il suo stile si distaccava dai ritmi regolari di origine secolare e primitiva. I primi maestri di polifonia furono contadini provenienti dall’Inghilterra o dall’Olanda. La loro musica per danza fu inglobata nella musica per chiesa dagli stessi compositori di musica clericale. In Inghilterra, pertanto, la musica polifonica era stata introdotta dai re gallesi e dalle loro corti pregne di inventiva musicale. Quando nel 1485 Enrico VII salì al trono, ristabilendo l’influenza gallese, la musica popolare del Galles era già stata apprezzata per la sua polifonia in alcuni ambiti ristretti della corte. Lo stile di un compositore è dettato dal carattere e dalle emozioni di un uomo il compositore stesso - , il quale usa queste per fare arte, ma adattandole alla sua epoca. È notevole l’influenza popolare nei grandi compositori che hanno cercato di esprimere se stessi, come ad esempio Mozart, Bach o Schubert. Wilfred Melles dimostrò come alcuni tipi di danza, il tono e l’accento del linguaggio di un compositore e le melodie popolari abbiano giocato un ruolo importante nelle convenzioni di stile. Egli ha evidenziato la predominanza delle forme vocali, seguite solo successivamente, in un secondo momento, da quelle strumentali. Questo secondo momento arriva assieme al mutamento dell’ordine sociale. Le trasformazioni nello stile musicale sono state un riflesso delle trasformazioni sociali. Dopo il 1200 i cavalieri e i rappresentanti del potere si rivolsero sempre più verso i popoli, cercando di raffinare il canto dei popoli. Più avanti, con la caduta del predominio ecclesiastico, ne cadde anche la sua musica. Allo stesso modo, gli svariati stili dei Venda riflettono diversi gruppi sociali. Le performance musicali sono segni audio-visibili dei gruppi sociali e politici dei Venda. Assieme alle danze di possessione, vi sono altri generi di balli considerati d’ evasione. Le chiese europee impostesi sono andate contro la tradizione dei Venda. La vitalità degli stili dei venda ha creato competizioni tra famiglie su chi abbia la miglior orchestra privata, un po’ come succedeva in Europa nell’ambito aristocratico dei secoli tra diciottesimo e ventesimo. La varietà di stili riflette le differenze di un’apparente omogeneità culturale. Ciò riflette sia il processo storico che le ha prodotte sia il loro significato. Esistono due tipi di musica davvero comunitaria nella società dei Venda:
  • Scicona: Danza Nazionale.
  • Domba: danza prematrimoniale. La Domba : esempio di come elementi formali, combinandosi, riproducono in musica i temi essenziali di una cultura. Sebbene la creazione avvenga inconsciamente, gli elementi formali corrispondono sistematicamente agli intenti espressivi. La Domba esiste da secoli ed esprime al meglio le funzioni delle scuole di iniziazione e il valore delle danze rituali. Musica e danza rappresentano un aspetto essenziale della vita adulta nei Venda. La Domba si presenta come un brano normale con accompagnamento poliritmico. La forma circolare della danza è tipicamente Venda e ogni persona si tiene l’una con l’altra. Turisticamente parlando questa danza viene venduta come la “danza del pitone”. Questo appellativo perché il ballo è una catena di adolescenti nudi che si toccano. Tuttavia, il movimento della danza, gli sviluppi musicali e i segnali di “inizio e di fine passo” sono tutti generati dall’espressività che la musica possiede. Per comprendere il prodotto di questa espressività bisogna immergersi a pieno nella cultura Venda: solo così si possono capire i meccanismi di composizione di un brano.

L’UMANITÀ ARMONIOSAMENTE ORGANIZZATA

Se vogliamo sapere come l’uomo è musicale, dobbiamo descrivere perfettamente cosa succede in un brano musicale. Tuttavia non siamo in grado di descrivere la musica perché non siamo in grado di capire cosa accade agli umani quando producono musica. La musica è sintesi di processi cognitivi presenti nella cultura e nell’uomo. Forme ed effetti musicali sono il risultato di esperienze sociali che i singoli umani vivono in ambienti culturali diversi. Dato che la musica è suono umanamente e socialmente organizzato, essa esprime aspetti dell’esperienza sociale di ogni individuo. Quindi ogni valutazione della musicalità deve tener conto dei processi extramusicali, i quali vanno inclusi nelle analisi della musica. Le risposte alle domande sulla struttura musicale spesso sono extramusicali. Per esempio, alcune scale e intervalli vengono preferiti ad altri per ragioni di natura storica, politica o filosofica. La musicologia deve porsi domande complicate e ricercarne la risposta, la quale è di difficile ricerca se non si identificano i caratteri degli stili musicali. Anche le acquisizioni della musicologia sistematica non possono essere applicate se non alle tradizioni musicali dei musicologi sistematici. Ciò porta a capire che un’analisi circoscritta solo al suono può essere fuorviante. I canti infantili sono le prime canzoni Venda che i piccoli di questa tribù sudafricana imparano a suonare. Tuttavia essi hanno già ascoltato dai loro padri i brani nazionali e danze prematrimoniali. I canti infantili solitamente vengono suonati con flauti di canna pentatonici. La Cicona è la danza nazionale eseguita con più flauti eptatonici poiché è la danza più importante della musica Venda. Essa ha tantissime versioni: da quella semplice a quella più espressionistica. Così, un canto basato solo su quattro note deriva da un modello pentatonico, mentre un altro può derivare da uno eptatonico, cosicché i principi e i risultati paiono uguali, ma i loro modelli di base sono differenti. L’analisi musicologica informale può essere insufficiente se si analizzano i canti in relazione ad altri brani Venda. I canti infantili non sono altro che manipolazioni di brani già ascoltati. A questi brani, i bimbi adattano la loro voce non ancora sviluppata. È anche possibile che alcuni canti siano stati creati da bambini inconsciamente, ma anche apprendendo i canti per osmosi ci sarà stato un momento creativo. Non sempre si trovano i principi del processo creativo nelle strutture superficiali e i fattori generativi non sempre sono musicali. Una melodia di base può adattarsi per seguire le variazioni tonali del parlato. Nella musica Venda, la creatività dipende dalla maniera in cui vengono usati i modelli concettuali di base. Poiché questi concetti si apprendono con la maturità, essi non possono essere usati creativamente da chi non sia inserito nella società. Le regole per creare musica non sono arbitrarie: per comporre nuova musica Venda bisogna essere di sangue Venda ed essere socialmente integrato nella tribù. Un ottimo musicista non può comporre musica Venda, quindi, se non rientra fra questi requisiti. Dato che non si può fare musica Venda se non si rientra fra i requisiti richiesti dagli stessi Venda, le strutture sonore dipendono da ciò. Le analisi della musica descrivono gli aspetti che partecipano alla creazione. Esse spiegherebbero eventi sociali e psicologici che determinano la produzione. La creatività musicale è un processo sociale, musicale e cognitivo. Emile Durkheim: La società non è un ente creato dalla mente ma da forze attive. ”. Il comportamento è parte fisica della struttura di un animale, quindi si imparerebbe di più sulla musica se si andasse alla ricerca delle norme di comportamento musicale. Infatti questo comportamento è biologicamente e culturalmente determinato in tutte le specie animali. Ciò che è più importante nella musica non può essere appreso subito poiché bisogna aspettare che il corpo lo esprima, così come i principi del linguaggio. Non si può imparare a improvvisare, ma ciò non significa che l’improvvisazione sia casuale: colui che improvvisa possiede un comportamento dipendente da sistemi interconnessi tra loro. Improvvisando, egli esprime questi sistemi in relazione a chi lo ascolta. Le norme del comportamento musicale non sono convenzioni culturali arbitrarie.

Alan Walker: dimostra che Quarta Sinfonia di Tchaikowskij nasca tutta dall’iniziale Tema del destino à germe dell’in tera sinfonia. Critici à Negativi: Opera mal composta per il periodo a cui appartiene. Blacking à Positivo: Nuovo modo di elaborare forme sinfoniche. I risultati sono stato apprezzati dal pubblico profano. Recenti ricerche dimostrano che il pensare creativo funziona in base alla personalità. Per la creatività occorre avere ampiezze di vedute e la capacità di sintesi. La gente di mentalità aperta, scarsamente etnocentrica, rivela un’organizzazione di conoscenza più ampia e risulta essere più creativa. La creatività umana, sebbene sembri individuale, è in realtà uno sforzo collettivo. L’originalità potrebbe essere la manifestazione di un innato atteggiamento di curiosità. La capacità di sintesi, che distingue genio da talento, potrebbe esprimere la capacità di organizzazione della conoscenza, frutto di esperienze sociali. La cultura e la società si trasformano in funzione della crescita demografica e delle attitudini che caratterizzano un popolo. Più i gruppi di gente che fa attività comuni sono grandi, maggiore sarà la produttività. In questi casi, una maggiore divisione del lavoro è produttiva, a condizione che non comporti a discriminare le persone. L’interazione fra mentalità formate l’una diversamente dall’altra si rivela essere stimolante per inventare nell’ ambito di una nuova situazione comunitaria. Se essa però diventa statica, la creatività si inaridirà e i membri della comunità avranno sempre più difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti. A volte capita che un notevole sviluppo culturale possa arrivare a stadi in cui si rigenera da solo, ma la storia ci insegna che una cultura può anche collassare a causa dell’alienazione umana: è per questo che l’uomo è tale solo se è in associazione con altri uomini. Quando si canta e si suona insieme, con o senza direttore d’orchestra, si ha maggiore consapevolezza del sistema di forze attive che costituiscono la società. La musica non ha lo stesso potere della tecnologia di cambiare la società: essa può far agire la gente solamente se già predisposta a farlo; non può indurre pensieri positivi per l’umanità ma può creare coscienze. Un artista può creare musica solo allo scopo di fare soldi facili, senza avere il bisogno di essere vicino a cause umane. La sua musica, tuttavia, sarà in relazione con la coscienza dei suoi simil i e con l’interesse che egli prova per loro: minore sarà l’interesse, più verrà meno lo spirito di coscienza comunitaria. Se si fa un’attenta analisi, scopriamo che la musica trascende tempo e cultura. La musica di un tempo continua a entusiasmare, nonostante oggi sia tutto cambiato. Viceversa, molti di noi sono appassionati di musica che non appartiene alla nostra cultura. Questo è spiegato dal fatto che nella musica esistono, a livello strutturale, delle ricezioni comuni a tutta la psiche umana. Sentimento in musica : Basato sul riconoscimento dell’esistenza e dall’importanza delle strutture profonde in musica. Essa afferma che la musica si eleva a ciò che si ascolta e di come la gente reagisce a ciò che sente fra le note. Tuttavia, dà per scontato che le relazioni superficiali fra i suoni percepiti come oggetti sonori non siano altro che parti di relazioni. Successo : prodotto ereditato + impegno + integrità morale à Concetto snobista. La ricerca dei fini espressivi di un brano passa attraverso un’i dentificazione dei movimenti fisici che lo hanno prodotto. à Originati dalla cultura personale. L’esecuzione di un brano sarà tanto più sentita quanto più si avvicinerà ai sentimenti che provava il compositore durante la fase di scrittura. Dato che questi sentimenti vengono avvertiti anche dal corpo in forma ritmica, il corpo stesso suggerisce il feeling con l’esatto movimento da eseguire. Tuttavia, molte società industriali, creando una falsa unione fra strutture superficiali e quelle profonde della musica, hanno tolto il piacere di fare musica à la didattica pensa più alla tecnica che allo svisceramento delle emozioni. Si sarebbe, dunque, musicalmente profondi quando si suona con sentimento perché esso è capace di coinvolgere il corpo, universale per tutti gli uomini.