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Com'è musicale l'uomo? - Blacking, Sintesi del corso di Teoria e Analisi della Musica

Sintesi completa del saggio. L'opera rapporta la tradizione musicale del popolo dei venda con quella occidentale, evidenziandone differenze, anche primordiali analogie.

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019
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Com’è Musicale l’uomo?
John Blacking
Il suono umanamente organizzato.
L’etnomusicologia è lo studio dei diversi sistemi musicali esistenti in tutto il mondo. Il
termine Etno esiste all’interno della parola Etnomusicologia in quanto i sistemi studiati
partono dalle origini primitive della musica. In molti conservatori, infatti, la musica studiata
è prettamente quella etnica. Solamente di recente, a Washington, vi è un conservatorio
che si è aperto alla black music e ha portato la musica etnica a contatto con la musica del
domani.
Alcuni gruppi sociali distinguono la musica dalla No-Music poiché l’umanità preferisce
“L’uomo creatore della musica” piuttosto che le realizzazioni che l’uomo occidentale fa con
la musica.
L’etnomusicologia può rivoluzionare il mondo della musica solo se si sviluppa come
metodo e non solo come campo di studi. Non bisogna dare peso alle definizioni correnti
fra musica popolare e quella colta poiché sono fuorvianti. Dobbiamo sapere quindi cosa è
per l’uomo il musicale e cosa invece è rumore.
Studi di psicologia musicale e i test sulla musicalità non sono arrivati ad una valutazione
unanime poiché gli studi sono stati condotti su basi etnocentriche. Per lo stesso motivo le
contraddizioni delle varie scuole hanno origini etnocentriche.
La scuola di Gestalt afferma che il talento musicale va oltre le capacità sensoriali di un
individuo. Tuttavia essa non considera a tuttotondo il campo complessivo della cultura. Gli
oppositori di Gestalt dichiarano che, senza una predominante capacità sensoriale, la
musica non può essere percepita, quindi neanche prodotta. Ma gli oppositori di Gestalt
minimizzano l’importanza dell’esperienza culturale nello sviluppo delle capacità sensoriali,
vanificando le loro idee. Se vogliamo scoprire quali capacità vengono coinvolte nella
musicalità bisogna allargare il campo di ricerca.
Measure of musical talents di Carl Seashore è la prima raccolta di test per scoprire l’abilità
musicale di una persona. Questi test si basano esclusivamente sulle capacità di
discriminazione. Dato che la discriminazione sensoriale si sviluppa dentro un contesto
culturale, è possibile che alcuni non distinguano gli intervalli musicali che pure
percepiscono, ma che vengono percepiti come insignificanti.
Esempio dei Venda
I Venda sono una tribù rurale dell’africa. Essi sono ottimi musicisti, a messi davanti ai test
di Seashore otterranno un punteggio basso. Questo perché i Venda hanno una
concezione armonica della musica e non distinguono che una terza è una nota differente
da una quinta.
Dunque, le prove di attitudine musicali sono valide solo per le culture che utilizzano uguali
sistemi musicali, come ad esempio nei paese in cui lo sviluppo economico e politico è
molto alto.
Non si può rispondere alla domanda sulla musicalità dell’uomo se non avviciniamo il suo
comportamento a tratti della musica. Alla domanda “com’è musicale l’uomo?” si può
rispondere solo se prima se ne analizza la sua natura e il suo sviluppo culturale.
Comprendendo questi aspetti si può dedurre che l’uomo è molto più capace di quanto la
società gli permetta di esserlo. Questo limite non è dato dalla cultura in sé, ma dallo
stesso uomo. Egli, infatti, confonde i mezzi della cultura con le sue finalità: egli vive per
essa piuttosto che vivere per mezzo di essa.
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Com’è Musicale l’uomo?

John Blacking

Il suono umanamente organizzato.

L’etnomusicologia è lo studio dei diversi sistemi musicali esistenti in tutto il mondo. Il termine Etno esiste all’interno della parola Etnomusicologia in quanto i sistemi studiati partono dalle origini primitive della musica. In molti conservatori, infatti, la musica studiata è prettamente quella etnica. Solamente di recente, a Washington, vi è un conservatorio che si è aperto alla black music e ha portato la musica etnica a contatto con la musica del domani. Alcuni gruppi sociali distinguono la musica dalla No-Music poiché l’umanità preferisce “L’uomo creatore della musica” piuttosto che le realizzazioni che l’uomo occidentale fa con la musica. L’etnomusicologia può rivoluzionare il mondo della musica solo se si sviluppa come metodo e non solo come campo di studi. Non bisogna dare peso alle definizioni correnti fra musica popolare e quella colta poiché sono fuorvianti. Dobbiamo sapere quindi cosa è per l’uomo il musicale e cosa invece è rumore. Studi di psicologia musicale e i test sulla musicalità non sono arrivati ad una valutazione unanime poiché gli studi sono stati condotti su basi etnocentriche. Per lo stesso motivo le contraddizioni delle varie scuole hanno origini etnocentriche. La scuola di Gestalt afferma che il talento musicale va oltre le capacità sensoriali di un individuo. Tuttavia essa non considera a tuttotondo il campo complessivo della cultura. Gli oppositori di Gestalt dichiarano che, senza una predominante capacità sensoriale, la musica non può essere percepita, quindi neanche prodotta. Ma gli oppositori di Gestalt minimizzano l’importanza dell’esperienza culturale nello sviluppo delle capacità sensoriali, vanificando le loro idee. Se vogliamo scoprire quali capacità vengono coinvolte nella musicalità bisogna allargare il campo di ricerca. Measure of musical talents di Carl Seashore è la prima raccolta di test per scoprire l’abilità musicale di una persona. Questi test si basano esclusivamente sulle capacità di discriminazione. Dato che la discriminazione sensoriale si sviluppa dentro un contesto culturale, è possibile che alcuni non distinguano gli intervalli musicali che pure percepiscono, ma che vengono percepiti come insignificanti. Esempio dei Venda I Venda sono una tribù rurale dell’africa. Essi sono ottimi musicisti, a messi davanti ai test di Seashore otterranno un punteggio basso. Questo perché i Venda hanno una concezione armonica della musica e non distinguono che una terza è una nota differente da una quinta. Dunque, le prove di attitudine musicali sono valide solo per le culture che utilizzano uguali sistemi musicali, come ad esempio nei paese in cui lo sviluppo economico e politico è molto alto. Non si può rispondere alla domanda sulla musicalità dell’uomo s e non avviciniamo il suo comportamento a tratti della musica. Alla domanda “com’è musicale l’uomo?” si può rispondere solo se prima se ne analizza la sua natura e il suo sviluppo culturale. Comprendendo questi aspetti si può dedurre che l’uomo è molto più capace di quanto la società gli permetta di esserlo. Questo limite non è dato dalla cultura in sé, ma dallo stesso uomo. Egli, infatti, confonde i mezzi della cultura con le sue finalità: egli vive per essa piuttosto che vivere per mezzo di essa.

La musica è onnipresente: dalle chiese agli aerei, dai fiumi ai bagni degli hotel. La società afferma che sono pochi ad avere “senso per la musica”, ma si comporta come se tutti possedessero la capacità di distinguere la struttura. Quando nei film vengono usate le musiche di sottofondo i musicisti danno per scontato che lo spettatore risponda al loro richiamo emotivo. Così facendo ammettono implicitamente che chiunque guardi quella scena musicata sappia distinguere le strutture di una melodia. Essi considerano quindi la musica come forma di comunicazione e che, sempre implicitamente, particolari sequenze musicali possano indurre lo sfociare di una determinata emozione. I compositori hanno dato fiducia – facendo bene! – ai loro spettatori e avvertono che il senso musicale degli spettatori sia accresciuto col tempo. Nelle scuole occidentali il cineasta apprende che solo poche persone sono dotate di abilità musicali, ma la sua esperienza di vita lo porta a rigettare questa teoria: mentre il dogma capitalista gli dice che sono pochi gli eletti a possedere musicalità, l’esperienza capitalista gli ricorda che Moulin Rouge fu un successo da capogiri. Questo paradosso si spiega col fatto che le società industriali utilizzano un indice di profitto per giudicare il merito di un’opera e raramente le capacità latenti di un individuo vengono riconosciute se colui che le possiede non fa parte della giusta classe sociale e non da prova di possedere ciò che la gente è portata a considerare talento. Senza il consenso culturale degli asc oltatori, dunque, non può esserci musica. L’ascolto creativo, spesso ignorato, è importante per la musica quanto lo è il linguaggio. Nelle società in cui la musica non è scritta, ovvero in tutte quelle società che ancora oggi sono primitive, l’ascoltatore attento ha lo stesso indice di capacità musicale di chi suona. Questo perché egli, con l’ascolto, permette comunque la continuità della tradizione musicale. La musica non è un prodotto del comportamento dei gruppi umani, a prescindere dalla loro organizzazione. Nonostante tutte le società abbiano una diversa nozione di musica, tutte sono d’accordo nell’accomunare il termine organizzazione alla definizione di musica. Un consenso di questo tipo è dovuto al fatto che di base c’è un’esperienza comune: tutti sono in grado di riconoscere le strutture di un suono. L’esecuzione musicale, rispetto al suono, è inconcepibile senza la percezione di un ordine tra i suoni. I musicisti sanno che se il pubblico non ascolta non si accorge di un’esecuzione pessima. Tuttavia un pubblico attento può accettare delle deviazioni di melodia recependole come varianti melodiche nuove. La continuità della musica dipende dalla domanda degli ascoltatori e dall’offerta che gli esecutori sanno proporre ai primi. L’ordine sonoro può essere un risultato casuale dell’applicazione dei principi già organizzati ma extramusicali, come ad esempio la distanza che intercorre tra un foro e l’altro in un flauto dolce. L’apparente mancanza di ordine, in quanto l’applicazione è stata casuale, può essere, allo stesso modo, espressione di combinazioni ordinate di numeri o formule algebriche. Il processo di produzione del suono non è così moderno come vogliono far credere i creatori della musica: è semplicemente la ripresa del concetto che la musica esprimer ebbe aspetti dell’organizzazione umana o di quella naturale. La tribù degli Nsenga, originari della Zambia, suonano le kalimbe per passatempo. Analizzando i brani che essi suonano si nota un rapporto tra gli schemi della diteggiatura e quelli della tastiera. Un altro stumento suonato è il Dimba, che è simile alla kalimba. Esso è usato per intrattenere e perciò la sua tastiera è costruita in modo tale da poterci adagiare un canto improvvisato. All’analisi, ogni comportamento musicale è dovuto da esigenze psicologiche, sociologiche o meramente musicali. L’etnomusicologo si occupa di capire queste esigenze, di distinguerle e di identificarne i processi che portano alla costruzione del suono musicale.

  • Fare musica: comportamento acquisito.
  • Stili musicali: presi dalla natura per esprimere cultura. Tuttavia, la natura da cui si traggono gli stili musicali non è esterna all’uomo: anche l’uomo, infatti, possiede una sua natura, ovvero l’insieme delle sue capacità che maturano e si strutturano attraverso l’interazione con altra gente. Togliendo l’udito, non sappiamo quali altre capacità psicofisiche siano coinvolte nella produzione della musica, ma sicuramente esse risiedono nel cervello. Purtroppo non scopriremo di più se non studieremo i processi creativi presenti anche nell’esecuzione. La pretesa dell’etnomusicologia di trovare metodi per analizzare la musica deve fondarsi sul concetto che se la musica è suono organizzato e socialmente accettato, devono esistere corrispondenze tra strutture sociali e quelle musicali. Non saremo mai in grado di dire esattamente cosa senta un’altra persona quando ascolta un brano, ma possiamo capire quali strutture generano certe sensazioni. Prendere in considerazione la funzione della musica all’interno della società è necessario perché ci aiuta a spiegarne le strutture. Il suono può essere l’oggetto, ma l’uomo è il soggetto: bisogna aver chiaro il rapporto tra soggetto e oggetto per comprendere la musica. Igor Stavinsky diceva che la musica è data al fine di stabilire ordine tra le cose. L’esperienza di vita di ognuno, comunque, è segnata e scandita da ritmi: stagioni, crescita fisica, guadagni. Quindi l’esperienza quotidiana risiede in un universo di tempo reale, mentre la capacità della musica di creare universi paralleli risiede in un tempo virtuale. Il canto si differenzia dal parlato poiché possiede il ritmo (ed è per questo che il Rap si può considerare come un genere cantato e non parlato). Stavinsky e i Venda sostengono che la musica non può prescindere dall’uomo. I battiti di un motore possono assomigliare a quelli di un tamburo ma nessun Venda li considererebbe mai come musica, in quanto il loro ordine non è dato dall’uomo. Un apparecchio elettronico come il Moog invece rientra nella musica in quanto solo il timbro non viene controllato dall’uomo, mentre l’ordine musicale sì. La musica Venda è del tutto politica, in quanto viene eseguita per scopi politici. È politica anche perché coinvolge individui in un’esperienza comunitaria della loro cultura, rendendoli consapevoli di loro stessi. La musica venda non è fuga dalla realtà, bensì avventura nella realtà dello spirito. È l’esperienza sommaria in cui coscienza individuale si alimenta da quella collettiva. Se due percussionisti suonano esattamente lo stesso ritmo ma in maniera differente, essi suonano qualcosa di più della semplice somma dei loro sforzi individuali. Descrivere dunque come identici i loro schemi sonori sarebbe un errore.

La musica nella società e nella cultura.

Partendo dalla definizione di musica come “suono umanamente organizzato”, si dovrebbero individuare le relazioni fra strutture sociali umane e quelle del suono. La produzione delle strutture sonore definite Musica è data dalla continuità di esistenza tra gruppi sociali e dal modo in cui gli individui sono interconnessi tra loro. Per scoprire cosa sia la musica dobbiamo chiederci chi ascolta, chi suona e chi canta dentro la società e perché lo fa. È un problema sociologico che si rispecchia in situazioni simili in diverse società. Dato che ci interessa la sua funzione sociale, si va oltre le forme superficiali della musica. Superficialmente tutti i generi musicali sono uguali, dall’opera al rock. Tuttavia, ciò che per un individuo è piacevole non lo è per un altro, in quanto ogni individuo tende a dare un proprio significato sociale alla musica. Proprio a causa dei gusti personali, non si possono giudicare i sentimenti dei musicisti o l’efficacia di una musica in base alle reazioni della gente. Se un maestro Venda, vecchio e cieco, ascoltasse una registrazione di un concerto

per flauto europeo, potrebbe annoiarsi, ma comunque ritornare entusiasta quando sente un brano Venda che a noi può sembrare noioso e monotono. Analoghi criteri di giudizio dovrebbero applicarsi alle differenze di superficie della musica. Dato che la tecnologia degli aerei si può rapportare con a loro efficienza, si può dire allora che lo sviluppo di tecniche musicali sono frutto di migliori capacità espressive maturate negli anni. Si tende spesso a fare attenzione ai virtuosismi tecnici di un’esecuzione nell’ascolto di una musica venda poiché essi sono di un effetto più immediato. Tuttavia, che la musica sia semplice o complessa è un aspetto irrilevante poiché NON vige questa equazione:

  • SEMPLICE : OTTIMA MUSICA = - SEMPLICE : SCARSA MUSICA Ma vige questa equazione:
  • o - SEMPLICE = DIVERSA MUSICA. Infatti è il contenuto umano del suono organizzato a catturare la gente. Anche se il contenuto umano si manifestasse con un giro armonico semplice, si tratterebbe sempre del prodotto di un essere umano sensibile. È questa sua sensibilità, di fatto, che suscita i sentimenti di un altro essere umano sensibile a sua volta. Si può paragonare questo magnetismo tra sensibilità agli stessi impulsi magnetici che portano la conversazione telefonica da un capo all’altro della cornetta attraverso un filo che interconnette le persone tra loro. La questione della complessità musicale diventa importante solo quando cerchiamo di valutare la musicalità umana. Ad esempio, non si può comparare la capacità di esecuzione di un Venda con quella di un inglese, in quanto la complessità della musica inglese la padroneggia solo una ristretta cerchia di popolazione britannica. Se la musica inglese fosse facile quanto quella dei Venda, gli inglesi allora apparirebbero tutti musicali come la popolazione dei Venda. Questa tesi porta all’implicazione dell’esclusione sociale di piccoli gruppi dovuti al crescente sviluppo economico e tecnologico del mondo globale. Essere ascoltatore passivo è il prezzo da pagare per essere dentro una società superiormente sviluppata, basata sulle capacità di una ristretta elite. Il livello tecnico della musicalità si innalza e alcuni brani che prima venivano considerati musicali ora vengono etichettati come “non musicali”. Sulla base di questi principi le attitudini musicali vengono stimolate o inibite in molte società industriali, diversamente da come succede invece nella società venda, nella quale si pensa che ogni persona sia capace di fare musica. La questione sulla complessità musicale è irrilevante se si considerano universalmente queste riflessioni:
  • un particolare sistema musicale complesso può paragonarsi a un lessico forbito, che comunque sia non altera i principi della grammatica ed è privo di senso togliendo gli stessi principi che compongono la grammatica. Dunque, togliendo i principi, un lessico forbito rimarrebbe senza senso.
  • Comparando diversi sistemi, è sbagliato dire che una complessità di superficie implichi una complessità musicale o una cognitiva. In ogni caso la mente umana risulta essere più complessa di qualsiasi prodotto di un individuo. Inoltre, la funzionalità della musica pare più importante della sua complessità. Dunque, non per forza se una tecnica musicale è complessa allora la musica è sicuramente più bella, se poi questa musica non arriva alle persone.

una musica verso un’occasione. Dunque, anche il modo di cantare determina il contesto occasionale. I Venda classificano i propri canti in canti propri e in canti adattati. Il modo in cui la gente classifica i canti, secondo la forma e il contesto, può fornire indicazioni sui processi di trasformazione accettabili in una cultura. Il valore che la società dà alla musica e gli effetti che essa conferisce alla gente possono essere valori che fanno sviluppare capacità musicali. La gente è più portata a mostrare più cura verso le attività sociali che una determinata musica porta piuttosto che l’aspetto musicale in sé. L’attitudine musicale non si può sviluppare senza motivazioni extramusicali. Per ogni bambino prodigio che ha perso l’interesse e, di conseguenza, le capacità di fare musica, c’è un adulto che rimpiange di non essere musicista. Il bimbo ha perso l’interesse perché non ha avuto modo di collegare la musica con la propria esperienza di vita; l’adulto che rimpiange, invece, ha fatto della musica parte integrante della propria vita. Nella società Venda, invece, non ci sono uomini con rimpianti perché la loro società integra la musica fra le attività sociali fin dagli albori. Sebbene, per eseguire i brani, i Venda devono necessariamente cooperare, è errato dire che tutte le musiche ed esperienze sociali sono ugualmente condivise: per esempio, la danza di possessione Venda non accalappia tutti i Venda che la ascoltano; l’effetto della musica dipende anche dal contesto del dove viene suonata e sentita. Anche un suonatore può fare la differenza nel percepire effetti della musica venda. La musica non può fare a meno di essere priva di senso, dunque è un qualcosa di più che un semplice comportamento appreso. I Venda non riescono a immaginare che non tutti gli umani sono musicali, tuttavia riconoscono il fatto che alcuni suonino meglio degli altri. Il loro giudizio si basa sul virtuosismo tecnico e sull’originalità di esecuzione. Chiunque perfezioni la sua musica lo fa perché è fedelmente votato ad essa e utilizza essa come mezzo per condividere delle esperienze con i suoi simili. Il desiderio di esprimere emozioni, tuttavia, non giustifica mai un’incuria nell’esecuzione. L’incuria fa più spesso parte del confuso mondo pop o folk , ben lontano anni luce dalla world music dei Venda. L’abilità di un percussionista Venda viene valutata in base ai suoni che produce e non da come si muove durante l’esibizione. I Venda potrebbero far pensare che la musica sia biologica in molti popoli, invece si tratta di un fatto puramente sociologico. I fattori sociali giocano un ruolo importante ai fini dell’esistenza della musica stessa: per esempio, un ragazzo nobile può dimostrare grande talento, ma ci si aspetta che da grande egli non sarà più costante nell’esercizio del suonare perché avrà altre cose di più importanza materiale a cui pensare. Ciò non significa che egli smetterà di ascoltare musica in modo critico: infatti, tramite i canti, potrà imparare come governare bene un popolo o un’azienda. Anche le ragazze Venda vengono spronate in ogni modo ad acquisire abilità musicali per poter, una volta cresciute, avviarsi alla dirigenza delle scuole di iniziazione per ragazze. Ad emergere musicalmente, però, erano sempre le figlie di qualche capo che di certo non brillavano per doti musicali speciali. Nella società Venda le doti eccezionali vengono conferite solitamente a chi possiede “buon sangue” e non a chi le merita per davvero. Dunque, da un nobile Venda ci si aspetta particolari doti musicali eccezionali. Al contrario, non c’è da stupirsi se i maestri d’iniziazione ereditano dai padri: un maestro conosce molti canti e rituali, quindi suo figlio è privilegiato perché ha modo di ascoltare spesso il padre anche quando prova. Sebbene tra i venda la musica ha un alto scopo sociale e le capacità musicali siano influenzate da fattori sociali, esiste una pratica musicale individuale.

Le adolescenti imparano a suonare il lugube , che è uno strumento a forma di scacciapensieri. I giovani cantano la spensieratezza o le pene d’amore suonando la Bira o la Chivana. I venda sanno che le abilità musicali sanno manifestarsi all’improvviso. Il ciclombe è un musicista semiprofessionista che suona il Dende da solista. Egli è considerato un buon musicista ma non un genio assoluto: egli è un professionista. Chi è considerato genio musicale è colui che riesce a contattare attraverso il suono gli spiriti al pari di uno stregone o qualcuno che sa raccontare con enfasi musicale e trasmettere esperienze vissute. La sua capacità si dimostra dalle parole che egli compone improvvisando mentre suona. Per i Venda, la musica si distingue dalla No-Music tramite la creazione di un particolare universo temporale: la musica coinvolge le persone in un’esperienza comunitaria. L’efficacia della musica sul popolo Venda si può applicare anche in altri contesti. Beethoven raggiunse la sua espressività più alta diventando “antimusicale”, ovvero non assecondando quelli che erano i gusti comuni del suo tempo. Non bisogna dare però per scontato che la musica sia stata creata sempre con gli stessi processi. Infatti, i processi applicabili alla musica di una cultura X possono, in un’altra cultura Y, essere applicati alla politica o all’economia. I Venda hanno diversi tipi di comunicazione musicale:

  • comunicazione artistica.
  • comunicazione funzionale. I Venda ritengono che non tutta la musica abbia lo stesso valore: la loro musica nasce da esperienze umane e ha funzioni sociali precise, ma solo una parte di essa è funzionale alla trasformazione e all’evoluzione dell’uomo. FUNZIONI PRATICHE DELLA MUSICA VENDA: Gli effetti della musica compartecipano all’efficacia della situazione sociale. FUNZIONI ARTISTICHE DELLA MUSICA VENDA: La musica di per sé costituisce il fattore decisivo per l’esperienza. Il valore della musica deve essere stimato sulla base delle esperienze umane implicate nella sua creazione. La musica può portare in un universo virtuale di tempo che porta in un altro mondo in cui le cose non sono più soggette né allo spazio né al tempo. Tuttavia, le reazioni alla musica non si possono completamente spiegare senza fare riferimento alla cultura di cui le note sono segni e simboli. Molte funzioni della musica Venda richiamano situazioni simili in altre società. Se si vuole stabilire un valore alla musica in una società, esso va definito rapportandolo con i processi di creazione e di funzionalità della musica nella società. Si creerebbero dunque strette relazioni strutturali fra funzione, contenuto e forma della musica che andrebbero a far considerare la musica come il risultato di determinati atteggiamenti.

La cultura e la società nella musica.

La musica può esprimere attitudini sociali e processi cognitivi, ma è anche efficace solo quando è percepita da orecchie abituate a condividere esperienze culturali. La musica non fa altro che confermare ciò che è già presente nella società e nella cultura. Tuttavia essa non è un hobby da inserirsi fra sport e arte nei programmi scolastici. Foster ha affermato che “la storia si sviluppa, l’arte resta immobile”. Con questa frase egli intendeva dire che la storia riguarda gli eventi, l’arte invece riguarda i sentimenti: difatti la storia muore, invece l’arte sopravvive a chi la fa, quindi vive.

Sebbene la musica riveli la natura dei sentimenti con dovizia di dettagli che il linguaggio non può esprimere, essa ha con la cultura legami diversi da quelli del linguaggio che caratterizzano le capacità descrittive. I compositori acquisiscono lo stile ascoltando la musica del presente e del passato. Tuttavia uno stesso modello melodico può avere diversi significati espressivi. È, infatti, questa varietà di significati espressivi ad aggiungere potere espressivo in una stessa varietà di musica. Ad esempio, nelle Quattro Stagioni di Vivaldi le scale e gli arpeggi simili descrivono situazioni diverse: dai contadini ubriachi in Autunno ai venti gelidi in Inverno. Anche senza conoscere i sonetti da cui sono stati tratti i brani di Vivaldi, i significati della musica simile risultano essere diversi in corso d’esecuzione. I significati musicali non sono assoluti nemmeno nella tradizione musicale europea. Essi dipendono da:

  • Contesto dell’opera.
  • Convenzioni musicali dell’epoca. Si è scritto molto sull’utilizzo di figure musicali per illustrare concetti.  Bach, Handel, etc…  Tuttavia, la musica di questi compositori va rapportata al contesto in cui essi vivevano. Infatti, nel periodo classicista del ‘700 era la tonalità del Fa Maggiore che veniva ampiamente utilizzata, in quanto era l’accordo per scrivere e comporre su musica gli idilli pastorali. Allo stesso modo, la musica indiana suscitava un velo di tristezza o amore attraverso l’uso discontinuo di intervalli che rappresentano questi sentimenti. I fattori fondamentali per la formazione di canti venda sono extramusicali. Alcune melodie sono rappresentazioni formali degli schemi intonativi del linguaggio. Questo non vuol dire che i Venda siano insensibili alla musica, tanto da considerarla una semplice estensione del linguaggio. Per esempio, nei canti monofonici si distinguono nella melodia bipartizioni con proposta e risposta che riproducono una situazione di semina agricola. Solo nella prima parte di proposta il canto segue gli schemi intonativi del testo. Dunque, ogni sillaba va a corrispondere ad una nota specifica solo nella prima parte del canto (Prima Proposta). Esistono dei rapporti tra variazioni di contenuti emotivi o sociali in una danza Chigombola e la forma della musica. Infatti, l’analisi formale non può prendere avvio senza considerare la situazione sociale. Ciò che dà alla musica il suo potere espressivo sono, infatti, il momento, il luogo e il modo in cui delle variazioni vengono introdotte. Queste tre componenti dipendono a loro volta dal grado di partecipazione e dal livello di unione simbiotica che si stabilisce tra artista e pubblico. La teoria di Cookie, sebbene possa essere suggestiva, potrebbe risultare non condivisibile. Questo perché egli formula una teoria specifica e non generale da potersi applicare a qualsiasi cultura o società. Infatti essa è inadeguata se applicata alla cultura europea, in quanto non è sufficientemente sensibile al contesto. Da lontano, tutto ciò che occorre per costruire la musica sembra un mucchio di roba. Sebbene si evolva come la tecnologia, la musica non è una branca di essa. La musica è più simile alla filosofia, la quale anch’essa si evolve. Nella musica, così come nella filosofia, ogni idea completamente nuova non è lo sviluppo di idee precedenti, ma esperienza del compositore. L’aspetto più importante di una tradizione culturale è il modo in cui le componenti umane interagiscono tra di loro in qualsiasi momento storico. È nell’ambito di queste relazioni che si manifestano le esperienze emotive. Il godimento artistico si basa sulle relazioni mentali alla forma artistica. Tuttavia, le forme artistiche sono prodotte mentalmente dall’uomo e il loro funzionamento è dato da una sintesi fra sistemi universali ed espressioni culturali. Poiché queste espressioni si formano

dentro di noi, lo stile rispecchia il sociale. Quindi, quando si esprimono sentimenti in musica, altro non si esprimono che contenuti sociali. Scelta e uso di scale sono il prodotto di processi sociali e culturali di ogni epoca non per forza connessi alle proprietà acustiche di un suono. Fra i Venda, la scelta dell’uso di scale eptatoniche e pentatoniche varia assieme al processo di cambiamento sociale che essi subiscono negli anni. In Europa gli sociologi ignorano questo processo sociale nello sviluppo del sistema tonale europeo. Max Weber afferma che la musica europea è nata dalla razionalizzazione dei rapporti interni al sistema dei suoni. Il sistema musicale europeo non si è determinato sulla base delle caratteristiche degli strumenti, bensì sulla base delle distanze armoniche. L’apparire delle teorie sulla dissonanza aprono lo sviluppo della musica occidentale. La dissonanza è l’elemento fondamentale della musica che motiva la progressione di un accordo ad un altro. Lo sviluppo delle teorie sulle dissonanze coincidono con il periodo rinascimentale. Max Weber riconosce che la teoria è una conseguenza della pratica ma non arriva a mostrare come la musica armonica discenda dalla polifonia. La polifonia della prima musica europea non è tanto diversa da quella africana. La musica viene eseguita da molte persone che eseguono arti distinte seguendo un tempo e un ritmo unitario. Polifonia e Poliritmia seguono diversi principi:

  • POLIFONIA  Principio “verticale” alla melodia.
  • POLIRITMIA  Principio “orizzontale” alle figure ritmiche. L’origine delle tecniche di esecuzione vanno ricercate nelle attività sociali. Nella tecnica europea, il passaggio da monodia a polifonia è stato dato da una rigida organizzazione ritmica delle parti vocali. La chiesa medievale permise solo il canto monodico, che esprimeva coesione sociale. Il suo stile si distaccava dai ritmi regolari di origine secolare e primitiva. I primi maestri di polifonia furono contadini provenienti dall’Inghilterra o dall’Olanda. La loro musica per danza fu inglobata nella musica per chiesa dagli stessi compositori di musica clericale. In Inghilterra, pertanto, la musica polifonica era stata introdotta dai re gallesi e dalle loro corti pregne di inventiva musicale. Quando nel 1485 Enrico VII salì al trono, ristabilendo l’influenza gallese, la musica popolare del Galles era già stata apprezzata per la sua polifonia in alcuni ambiti ristretti della corte. Lo stile di un compositore è dettato dal carattere e dalle emozioni di un uomo – il compositore stesso - , il quale usa queste per fare arte, ma adattandole alla sua epoca. È notevole l’influenza popolare nei grandi compositori che hanno cercato di esprimere se stessi, come ad esempio Mozart, Bach o Schubert. Wilfred Melles dimostrò come alcuni tipi di danza, il tono e l’accento del linguaggio di un compositore e le melodie popolari abbiano giocato un ruolo importante nelle convenzioni di stile. Egli ha evidenziato la predominanza delle forme vocali, seguite solo successivamente, in un secondo momento, da quelle strumentali. Questo secondo momento arriva assieme al mutamento dell’ordine sociale. Le trasformazioni nello stile musicale sono state un riflesso delle trasformazioni sociali. Dopo il 1200 i cavalieri e i rappresentanti del potere si rivolsero sempre più verso i popoli, cercando di raffinare il canto dei popoli. Più avanti, con la caduta del predominio ecclesiastico, ne cadde anche la sua musica.

I canti infantili solitamente vengono suonati con flauti di canna pentatonici. La Cicona è la danza nazionale eseguita con più flauti eptatonici poiché è la danza più importante della musica Venda. Essa ha tantissime versioni: da quella semplice a quella più espressionistica. Così, un canto basato solo su quattro note deriva da un modello pentatonico, mentre un altro può derivare da uno eptatonico, cosicché i principi e i risultati paiono uguali, ma i loro modelli di base sono differenti. L’analisi musicologica informale può essere insufficiente se si analizzano i canti in relazione ad altri brani Venda. I canti infantili non sono altro che manipolazioni di brani già ascoltati. A questi brani, i bimbi adattano la loro voce non ancora sviluppata. È anche possibile che alcuni canti siano stati creati da bambini inconsciamente, ma anche apprendendo i canti per osmosi ci sarà stato un momento creativo. Non sempre si trovano i principi del processo creativo nelle strutture superficiali e i fattori generativi non sempre sono musicali. Una melodia di base può adattarsi per seguire le variazioni tonali del parlato. Nella musica Venda, la creatività dipende dalla maniera in cui vengono usati i modelli concettuali di base. Poiché questi concetti si apprendono con la maturità, essi non possono essere usati creativamente da chi non sia inserito nella società. Le regole per creare musica non sono arbitrarie: per comporre nuova musica Venda bisogna essere di sangue Venda ed essere socialmente integrato nella tribù. Un ottimo musicista non può comporre musica Venda, quindi, se non rientra fra questi requisiti. Dato che non si può fare musica Venda se non si rientra fra i requisiti richiesti dagli stessi Venda, le strutture sonore dipendono da ciò. Le analisi della musica descrivono gli aspetti che partecipano alla creazione. Esse spiegherebbero eventi sociali e psicologici che determinano la produzione. La creatività musicale è un processo sociale, musicale e cognitivo. Emile Durkheim: “ La società non è un ente creato dalla mente ma da forze attive. ”. Il comportamento è parte fisica della struttura di un animale, quindi si imparerebbe di più sulla musica se si andasse alla ricerca delle norme di comportamento musicale. Infatti questo comportamento è biologicamente e culturalmente determinato in tutte le specie animali. Ciò che è più importante nella musica non può essere appreso subito poiché bisogna aspettare che il corpo lo esprima, così come i principi del linguaggio. Non si può imparare a improvvisare, ma ciò non significa che l’improvvisazione sia casuale: colui che improvvisa possiede un comportamento dipendente da sistemi interconnessi tra loro. Improvvisando, egli esprime questi sistemi in relazione a chi lo ascolta. Le norme del comportamento musicale non sono convenzioni culturali arbitrarie. Il comportamento musicale riflette i diversi livelli di coscienza delle forze sociali. Strutture e funzioni della musica si riconducono a basilari pulsioni umane. Quando i venda hanno fame, non hanno molto tempo per fare musica poiché ritengono che la musica non possa nutrirli  “l’uomo non deve solo possedere”. La musica è essenza della loro vita, ma emerge solo in condizioni a loro favorevoli. Ed è per questo che i Venda ballano a stomaco pieno: essi percepiscono le forze biologiche dell’autoconservazione e sono propensi a esaltare così la cooperazione. Così, le forze culturali e sociali saranno espresse sotto forma di suono organizzato dall’uomo, perché le funzioni della musica nella società sono quelle di organizzare armoniosamente l’umanità, innalzando il livello di coscienza degli uomini. Molti cambiamenti nella musica europea sono il risultato dei tentativi da parte dei compositori di creare disarmonia  sensibilizzare alla disuguaglianza sociale.

La creatività musicale ha funzionato nei confronti della divisione della gente. Per esempio, le relazioni tra la Cicona e i canti infantili hanno stesse relazioni sociali. Il primo canto simboleggia la più vasta società conosciuta dai Venda nel passato. Essa è una danza universale, sia per forma che per contenuto: tutti vi partecipano, possiede il principio di individualità nella comunità e la struttura musicale è tipicamente quella dei Venda. Anche i canti infantili Venda sono universali e non ad appannaggio di pochi: ogni ragazzo Venda canta un brano infantile davanti a tutto il popolo e tutti i ceti. I canti infantili vengono considerati, fra la società, diversi in superficie ma identici in sostanza. Nella forma base tema-variazione si vedono le trasformazioni delle forze sociali secondo i modelli culturali vigenti nella società Venda. La differenza fra musiche di due diverse società potrebbe essere di ordine sociale e non musicale. Se la musica inglese, rispetto a quella Venda, è più complessa e meno praticata non è per il fatto che gli inglesi siano meno musicali, ma è una conseguenza della divisione del lavoro nella società. Infatti, nella società inglese c’è un numero di lavori maggiore da imparare. La divisione del lavoro in una società fa sì che alcuni debbano aiutare altri. Un Venda si procura cibo e vestiti da solo, cosa impossibile per un inglese. Neppure gli americani o gli inglesi che conducono una vita freak e al di fuori della società sfuggono per davvero alla divisione lavoro-società : grazie alla protezione che la società fornisce loro, essi conducono una vita facile. In ogni società il comportamento culturale è implicitamente conosciuto da tutti. Se l’introduzione di nuove pratiche distrugge barriere mentali, l’apprendimento di abilità ereditate non implica un impegno diverso per membri di cultura differente. I problemi, nelle società umane, iniziano quando viene a mancare l’amore. Esso, infatti, è il fondamento della nostra esistenza di essere umani. Soren Kierkegaard: Una generazione può apprendere cose da un’altra, ma nessuna generazione può imparare dalla precedente i caratteri peculiari dell’essere umano. Sotto questo aspetto, ogni generazione riparte da zero e nessuna generazione impara da un’altra come si debba amare. La musica è un’attività che prepara l’uomo al difficile compito di amare. Dato che ogni generazione parte sempre ad amare da zero, molti compositori si sentono di scrivere per determinare la condizione umana ad amare. Peter Tchaikowskij: Considerato al pari della musica commerciale, non destinata quindi a determinare le condizioni umane per amare. Il problema più grosso per un compositore è il suo atteggiamento nei confronti della società a lui contemporanea. La musica non descrive la società apparente, ma è espressione metaforica di sentimenti associati a come la società è realmente. La musica riflette le forze sociali e al contempo da una risposta ad esse. Un certo tipo di musica è espressione di reale solidarietà di gruppo, quando la gente si riunisce per produrre suoni che sono segni del loro appartenere al gruppo. Un altro tipo di musica esprime invece solidarietà virtuale, quando un compositore riunisce suoni rispecchianti differenti esperienze sociali. In una società industriale, la solidarietà virtuale lo si ha con l’inno nazionale, il quale è capace di riunire differenti esperienze sociali in un solo tema. Le relazioni fra analisi formali e quelle espressive della musica si stabiliscono anche analizzando la qualità della creatività. Ultimamente questa viene valutata in base alla sua capacità di produrre unità tematica attraverso un contrasto espressivo.

Successo : prodotto ereditato + impegno + integrità morale  Concetto snobista. La ricerca dei fini espressivi di un brano passa attraverso un’identificazione dei movimenti fisici che lo hanno prodotto.  Originati dalla cultura personale. L’esecuzione di un brano sarà tanto più sentita quanto più si avvicinerà ai sentimenti che provava il compositore durante la fase di scrittura. Dato che questi sentimenti vengono avvertiti anche dal corpo in forma ritmica, il corpo stesso suggerisce il feeling con l’esatto movimento da eseguire. Tuttavia, molte società industriali, creando una falsa unione fra strutture superficiali e quelle profonde della musica, hanno tolto il piacere di fare musica  la didattica pensa più alla tecnica che allo svisceramento delle emozioni. Si sarebbe, dunque, musicalmente profondi quando si suona con sentimento perché esso è capace di coinvolgere il corpo, universale per tutti gli uomini.