



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
COMENIO APPUNTI LEZIONE LICEO DELLE SCIENZE UMANE
Tipologia: Slide
1 / 5
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Jan Amos Komenski nasce nel 1592 in Moravia da una famiglia appartenente all’ Unione dei Fratelli Boemi di dottrina hussita, un movimento cristiano di riforma sorto in Boemia. Jan Huss (1371-1415) sosteneva l’illegittimità del potere temporale del Papa e il ritorno al Cristianesimo originario attraverso il rapporto diretto con le Sacre Scritture. Nel 1614 Comenio diventa maestro e nel 1616 ministro della Chiesa hussita. Muore ad Amsterdam nel 1670. -Comenio si convinse che solo una grande opera riformatrice della società potesse garantire pace, benessere e felicità senza ricorrere alla sopraffazione e alla violenza. Egli individuò l’EDUCAZIONE come lo strumento del suo programma riformatore perché riteneva che la conoscenza fosse la via maestra per raggiungere la virtù e la realizzazione del bene. LA VITA E IL PENSIERO DI COMENIO furono condizionati dai conflitti religiosi e dalla guerra dei Trent’anni che sconvolsero l’Europa del Seicento. LA GUERRA DEI TRENT’ANNI (1618-1638) distrusse centri urbani e villaggi, mandò in rovina i raccolti. Fame, carestie e peste decimarono la popolazione europea. Allo scoppio della guerra, Comenio aveva 26 anni e dovette fuggire dalla nativa Moravia (oggi Repubblica ceca) e pellegrinare in giro per l’Europa. Solo dopo la pace di Westfalia, Comenio riuscì a stabilirsi ad Amsterdam e vivere serenamente gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla scrittura delle sue opere. L’UNIVERSALITA’ DELL’EDUCAZIONE E LA FORMAZIONE INTEGRALE DELLA PERSONALITA’ “L’UOMO VA EDUCATO PERCHE’ UOMO” SINTESI tra il principio umanistico della “dignitas hominis”(Pico della Mirandola) e la dottrina teologica delle Sacre Scritture: in quanto creature di Dio, fatte a sua somiglianza, tutti gli uomini sono chiamati a ritornare a Dio, dopo aver realizzato compiutamente l’intera loro umanità nelle dimensioni della conoscenza, della rettitudine dei costumi e della pietà religiosa. «La prima cosa che le Sacre Scritture ci insegnano è che sulla terra non c'è altra via più efficace a correggere tutte le specie di umana corruzione che la retta educazione della gioventù […]. Perciò non erroneamente qualcuno definì l'uomo un essere animato disciplinabile, perché l'uomo non può diventare se non è educato. E invero disse una cosa da sapiente chi disse che le scuole sono officine d'uomini, in quanto che producono sicuramente l'effetto, che l'uomo divenga veramente uomo…». «La pampaedia è l'educazione universale di tutta l'umana gente. Per i Greci, infatti, paidèia significa educazione e la disciplina nella quale gli uomini sono eruditi; pa [pan] significa universalità. Vogliamo proporre, dunque, tre cose inconsuete (ripetiamo perché vogliamo essere compresi): e cioè che vengano istruiti all'universale cultura 1) tutti gli uomini; 2) intorno a tutte le cose; 3) affinché divengano colti totalmente» ‘’ I requisiti naturali dell’uomo consistono nella scienza, nella virtù, l’onestà dei costumi, e nella religione, o devozione”. (Comenio in “Pampaedia”) L’UNIVERSALITA’ DELLA SCUOLA COME ISTITUZIONE PUBBLICA TESI: tutti gli uomini sono adatti alla scuola , purché la scuola sappia adattare se stessa , nei propri metodi, alle richieste differenziate di tutti e di ciascuno. “La scuola dev’essere portata in ogni città e villaggio, e l’istruzione dev’essere estesa a tutti, uomini e donne, indipendentemente dalle loro condizioni sociali o intellettuali.” (Comenio, in “Didacta Magna”)
UNA SCUOLA UNICA PER TUTTI (dalla convinzione dei pedagogisti dell’Umanesimo che l’ambiente più adatto all’azione educativa sia quello scolastico)
CONTRO IL PARTICOLARISMO dello studio delle singole discipline, per cui il tutto viene frantumato in numerosi particolari staccati, e dell’attività d’insegnamento, per cui le discipline mancano dei necessari raccordi. “Si insegnano male le scienze in modo particolareggiato se non si premettono le linee più semplici o generali di tutta l’istruzione: né è possibile rendere uno perfetto in una sola scienza, senza alcun rapporto con le altre. Si insegnano male anche le arti e le lingue senza premettere i rudimenti. Ricordo bene che quando siamo stati ammessi a studiare dialettica, retorica e metafisica eravamo sovraccarichi di regole prolisse, con tutti i commenti e le esegesi dei commenti, e con le discussioni e le controversie degli autori. Ci infarcivano di grammatica latina con tutte le sue eccezioni e di quella greca, con i vari dialetti, e noi, poveretti, restavamo storditi senza capire cosa accadeva.” I PRINCIPI DI UN METODO DIDATTICO NATURALE conformi ai processi spontanei di apprendimento attraverso l’esperienza. GRADUALITA’ E CICLICITA’ Comenio richiede che “Nelle menti dei fanciulli le basi di un’istruzione universale siano poste fin dal primo momento della formazione e dunque si segua una disposizione tale degli argomenti, che gli studi futuri sembrino essere nient’altro che uno sviluppo particolareggiato di quelli precedenti”. Si procederà “dalle cose più facili alle più difficili”, dato che il “facile” coincide naturalmente con il “generale”. GLOBALITA’ “Qualsiasi lingua, scienza e arte sia insegnata all’inizio solo attraverso i rudimenti in modo che se ne colga un’idea generale”. PROGRAMMAZIONE (per un’attività didattica conforme ai principi del metodo ed efficace) “E’ un assurdo che i maestri non distribuiscano, per sé e per gli alunni, gli studi in modo tale che non solo gli uni succedano naturalmente agli altri, ma che ogni materia sia completata in un dato limite di tempo. Se non sono ben stabiliti i fini, e i mezzi per quei fini, e l’ordine dei mezzi, facilmente si dimentica qualcosa o la si inverte e tutto lo studio viene in qualche modo danneggiato. Ne consegue, dunque, che: -Tutte le materie di studio devono essere accuratamente divise nelle classi, in modo che le prime spianino sempre la via e illuminino la strada alle seguenti; -I tempi siano ben distribuiti, perché ad ogni anno, mese, giorno, ora, sia affidato un compito particolare; -La misura del tempo e dei lavori sia rigidamente osservata, sicché niente venga dimenticato o invertito.” IL FINE DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA : LA FORMAZIONE DI PERSONALITA’ AUTONOME NELLA RICERCA E NEL GIUDIZIO DA ESPRIMERE SULLA REALTA, secondo l’insegnamento di BACONE: il sapere si costruisce attraverso l’esperienza in base a criteri “razionali” e “scientifici” di ricerca della verità delle cose) “In realtà finora le scuole non hanno fatto sì che le menti si abituassero a irrobustirsi, come gli alberi novelli, sulla propria radice, ma hanno insegnato loro a mettersi addosso solo ramoscelli strappati altrove e a vestirsi di penne altrui come la cornacchia di Esopo; né si sono sforzate di scavare la fonte nascosta della loro intelligenza, ma di irrigarla con rivoli esterni. Cioè non hanno mostrato le cose stesse, come sono da se stesse e in se stesse, ma solo quello che di questo o quell’altro pensa e scrive un tizio, un altro, un terzo, un decimo ecc., per cui si è creduto che essere molto istruiti significasse sapere a memoria le differenti opinioni di molti su molte cose. Avviene allora che i più non fanno altro che svolazzare da un autore all’altro, spigolando frasi , massime, opinioni, infarcendosi di una
scienza che è solo centone. Perché mai distrarsi fra diverse opinioni sulle cose, quando si cerca di conoscere quali le cose sono realmente? Quel che si fa nella vita non è allora nient’altro che andar dietro a gente che va qua e là, è uno star a guardare dove uno inciampa, sbaglia, delira. Uomini, abbandoniamo gli indugi e affrettiamoci verso la meta! Se abbiamo questa ben fissa e chiara, perché non andiamo verso di essa per via diretta? Perché usiamo più volentieri gli occhi altrui invece dei nostri?”. “Concludendo, si deve insegnare agli uomini a cercare, per quanto è possibile, il sapere non dai libri, ma dal cielo, dalla terra, dalle querce, dai faggi; cioè conoscere ed osservare le cose stesse, non solo le osservazioni e le testimonianze di altri su quelle. Questo significherà ritornare sulle orme degli antichi sapienti, se si attingerà la conoscenza delle cose non da altro che dal loro stesso essere.” IL PRIMO MANUALE SCOLASTICO ILLUSTRATO “ORBIS SENSUALIUM PICTUS” (“Il mondo delle cose sensibili illustrato”), 1658 Stampato prima in latino e tedesco, ebbe così tanto successo che fu pubblicato in molte lingue europee. E’ un sussidiario illustrato per lo studio delle lingue. E’ destinato a una prima educazione di base. E’ un riassunto chiaro e sistematico dell’intero scibile umano, tale che le nozioni più familiari al fanciullo precedono quelle più complesse. Le immagini sono corredate da un titolo e da una didascalia. “Questo libretto non è di gran mole: tuttavia è un breviario del mondo tutto e di tutta quanta la lingua, pieno di figure, di nomenclature, di descrizione delle cose. Spero che questo libretto così disposto, serva in primo luogo ad allettare gli ingegni, affinché non pensino che la scuola sia per loro una croce, ma al contrario un luogo di piaceri. Si vede per esperienza, infatti, che i fanciulli si divertono con le figure e pascolano piacevolmente i loro occhi in questi spettacoli. Sarà già un gran risultato se si sarà ottenuto di togliere di mezzo dagli orticelli della sapienza gli spaventapasseri.”