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2. Xl §let$do nell'cducazioxre^ e^ nell'in§e§ne'ne&to
2.1. Ratke: riforma del metodo^ degli^ studi 2.2. Comenio: didattica, pedagogia,^ pansofa 2.3. Locke: ra?Porto educatore'educando 2.4. Fénelon:^ educazione^ della donna
Abbiamo fatto cenno nelle pagine precedenti al fascino^ che^ l'opera^ di^ Ba-
cone - con il suo richiamo^ ,-li"^ .ot.^ e^ alla natura,^ e^ soprattutto con la^ sua
proposta metodologica - esercitò su^ Comenio.^ Ma PtiT.'-gi-:tudiare questa
hg;" chiave nella^ sioria^ dell'educazione^ e^ della^ scuola del^ XVII^ secolo,^ dedi-
.fiir*o alcuni paragrafrad un^ autore,^
tW. Ratke, i cui sforzi per "correggere il
metodo degli siudi; sono^ ben^ noti^ allo^ stesso^ Comenio^ e^ i^ cui scritti^ hanno
grande didsione e^ influsso nel campo della^ didattica^ in^ generale.
2.1. Ratke: riforma del^ metodo degli studi
tvolfgang (^) Ratke (t (^57) t'L 63 5), latinizzato Ratichius, nasce a \7ilster (Hol-
stein) in" Gérmania. Riceve^ la^ prima^ formazione^ scolastica^ nell'istituto^ É-
hanneun't di Amburgo. Dopo^
",r.r
fr.qu.ntato gli studi filosofici^ e^ teologici
all,università luteraria^ di^ Ràstock, abbandona^ il^ proposito^ di^ diventare^ predi-
catore evangelico e^ si^ impegna nel lavoro^ sociale^ e^ pedagogico' A qr.rtJ riguardo^ sùo"decisivi^ gli^ anni^ trascorsi ad^ Amsterdam (1603- i610); divenula non^ solo^ fiorente^ iittà^ commerciale,^ ma^ anche^ centro di
cultura. Le sue tipografie^ infatti^ stamPano^ molte^ delle opere scientifiche^ più
importanti del tempo.
\el clima di "liÈeralità^ olandese", Ratke^ matura la convinzione^ della^ ne-
cessità di una riforma^ della^ scuola^ inserita^ in^ un^ quadro^ di^ riferimento più ampio. Ritornato in^ patria,^ fa^ conoscere^ le^ sue^ idee^ in^ tn^ Memoriale^ inviato
nel'1672 d. ReichstaglDi.,, dell'Impero) radunato^ a^ Francoforte^ pef^ l'elezio-
ne dell'imperatore ùattia.^ In^ esso^ .ipott.^ i^ principi^ considerati^ fondamentali p.. ,rrrr rjida riforma^ della^ lingua^ nazionalé,^ del sistema scolastico^ e^ della^ vita
politica e religiosa^ della Germania.
380 9. pEDAGoGTA^ EDUCAZIoNE E scuolA NEL "sECoLo DEL METoDo-
2.1.1. Aforismi didattici
In sintonia con le istanze del tempo, che considerano (^) il metodo come la
"chiave risolutiva" dei problemi filosofici e scientifici, anche Ratke centra il suo
interesse sul "metodo degli studi", cercando di fondarlo sulla natura, le cose,
le lingue._Sembra che-le esperienze scolasdche reafizzatea Kòthen, per merrere
in opera le proprie idee, non siano state coronate da molto ,,r..eiro. Hanno
invece molta fortuna e djffusione gli scritti posreriori, in cui cerca di sviluppare
e precisare.i suoi punti di vista riguardo al metodo d'insegnamento.
Particolare risonanza (^) hanno i (^) cosiddetti "aforismi (^) diaatdci", (^) redatti tra il 1613 e il 1615, (^) e stampati nel 1617 con il titolo Artikel. (^) eui si riportano i 25 punti o aforismi raccolti nello scritto (^) Die neue Lehrart, in (^) cui pràpo.r. r, nuovo metodo d'insegnamento. Sono stati soppressi i brevi (^) commenti fatti dallo stesso Ratke (^) dopo ognuno dei (^) punti, n , ti. soppressione (^) non ne com-
promette la comprensione:
«Aforismi sui quali principalmente (^) si (^) fonda I'arte di insegnare.
- Tirtto va (^) preceduto dalla preghiera.
- Tirtto secondo (^) l'ordine e l'andamento (^) della narura.
- Non più^ d'una cosa per volta.
- Una cosa (^) per volta ripetuta (^) più volte.
- Tirtto in primo luogo nella lingua (^) marerna.
- Dalla lingua (^) materna si passi alle altre lingue.
- Tutto^ senza^ costrizione.
- Uniformità. (^) in tutte le cose.
- Una cosa (^) prima in se sressa, poi (^) nelle sue modalità.
- Tirtto artraverso l'esperienza e l'esame (^) dettagliato. 1 1. Nulla al (^) di fuori degli autori scelti.
12. Tirtte le materie vengono descritte in duplice modo.
13. Tirtto il lavoro ricade sul maesrro.
- All'allievo (^) sperra ascolrare e fare (^) silenzio.
- Nello scolaro (^) non devono esserci (^) pregiudizi.
- II maestro non (^) deve fare altro che insegnare; conservare (^) la disciplina spetta al capo della scuola.
lT.Trtta la gjoventù, senza nessuna eccezione, deve essere portata a scuola.
- Nessuna lezione o ora scolastica deve essere trascurata.
- Per una materia (^) deve essere impiegato (^) un solo maesrro.
20. Tirni gli alunni devono essere seduti di fronte al maesrro, tranne quando
il maestro cambia I'ordine.
21. La disciplina scolastica e la disciplina familiare devono essere in armonia.
- Nella misura (^) del possibile, quando (^) si scrive e si stampa si deve manrenere una scrittura (^) regolare e armonica.
23. Le lingue devono essere imparate partendo dalle loro proprietà fonda-
mentali.
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2.t.2.
IJopera pr:---: (^) Ir:fl
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382 9. pEDAGoGTA EDUCAZToNE E scuolA (^) NEL "sECoLo^ DEL METoDo,,
pansofici, benché la nostra analisi privilegi, sebbene non esclusivamenre, tesri
tratti dalla Grande Didattica comeniana.
2.2.1. (^) Il contesto, l'xtomo, le opere
Comenio nasce a Nivnice (Moravia) da una famiglia benesranre, apparre-
nente alla setta cristiana chiamata Unità dei Fratelli o Fratelli Boemi, separa-
tasi da Roma nel XV secolo, i cui membri si distinguono per il loro impegno
educativo mediante l'organizzazione e diffusione di scuole. Muore a Naarden,
non molto lontano da Amsterdam.
I.a vita del grande educatore e pedagogista moravo viene fortemenre segna-
ta dalle tragiche vicende della guerra dei Trent'anni. Se ne possono individua-
re alcune tappe.
' Formazione^ intellettuale^ eprime^ esperienze^ educatiue.^ Rimasto^ orfano^ a^10
anni, con l'aiuto economico dell'Unità dei Fratelli Jan Amos può continuare
gli studi nella scuola latina (^) di Prerov, (^) nell'Accademia teologica di Herborn
(1611) e nell'Università di Heidelberg (1613). In questo periodo, decisivo per
la sua formazione, ha come professore H. Alsted, sosrenitore di un orienta-
mento enciclopedico; legge le opere degli utopisti Andreae e Campanella, e gli
scritti didattici di Vives e Ratke. Il Memorialr di quest'ultimo suscita in Co-
menio tale interesse che, ritornato in Moravia (1614)^ e insegnando alla scuola
di Prerov (della quale è prima docenre e poi rettore), si accinge a utentare di
rendere pir) dolce la via degli studi infantili» e scrive Grammaticae facilioris
?raecePtd, che^ pubblica^ nel^ 7676.In^ questo^ sresso^ anno^ è^ ordinato^ sacerdote
e si trasferisce poi a Fulnek, dove esercita il ministero (^) di pastore e ispettore scolastico (1^6 1 8- 1 62 1).
. Progetti e delusioni. Negli anni universitari Comenio abbozza le linee ge-
nerali di unopera enciclopedica capace di racchiudere rutto il sapere. Diven-
tato uno dei capi spirituali dell'Unità dei Fratelli, egli unisce intimamente i
propri interessi culturali al destino del suo paese e matura la speranza di porta-
re la lingua della sua gente al "massimo splendore". La vittoria degli imperiali
alla Montagna Bianca (1620) segna, però, la fine dei sogni di Comenio e della
nazione boema. A causa della repressione asburgica contro i non cattolici deve
lasciare Fulneck; (^) distrutta la città, Comenio perde tutti i suoi beni inclusi i
libri e i manoscritti e, in seguito a una pestil enza, gli muoiono la moglie e due
frgli (1622-1623). Di questo periodo sono le prime "opere consolarorie", nelle
quali l'autore vede in Dio "l'unico^ centro di sictrezzi'.
. La sceha pedagogica e I'allargamento della
?rls?ettiud pansofca.^ Gli^ in- teressi educativo-didattici (^) di Comenio non sono improwisi, ma egli stesso
considera l'anno 1627 decisivo per la sua scelta pedagogica all'interno della
nella proprir l':-iil
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F.^.^ ma^ eglr sresso
ry (^) a -.^ all'interno^ della
2. IL METODO NELLEDUCAZIONE E NELLINSEGNAMENTO 1! :
vocazione religiosa evangelica. La "lettura^ casuale" della Didactica del (^) srar-
matico e pedagogista tedesco Elias Bodin lo stimola a fare "un'opera^ uguaÌ.
nella propria lingua. Frutto di un quinquennio di riflessione sono il testo sco-
lastico di latino rinnua linguarum reserdta (Porta spalancata delle lingue, 1631
ela Didaktika ceskri (1628-1632), in cui viene superata una rappa pessimisrica
e si apre una più ampia prospettiva di riforma politica e religiosa arrraverso
l'educazione. Lopera, tradotta in latino con il titolo di Didactica magna, fu
pubblicata nel1657. Nel 1628 Comenio, che intanto si è risposato, deve la-
sciare definitivamente il paese stabilendosi con la famiglia a Leszno (Polonia), dove rimane, pur con lunghi soggiorni all'estero, fino al 1656, anno in cui è distrutta la città dalle truppe polacche in rappresaglia per le simpatie svedesi di molti nobili protestanti durante la guerra polacco-svedese. Questo periodo è uno dei più fecondi della sua rifessione. Lincontro con ambienti culturali diversi e l'istanza cristiana di fratellanza umana lo portano a modificare i suoi programmi di rinnovamento legati inizialmente al paese natale: uDal nucleo centrale dei temi enciclopedici, troppo spesso limitati a renrativi meramenre classificatori e connessi alla ricerca di un'autonomia nazionale, Comenio, at- traverso la didattica, intesa come "arte^ di insegnare tutto a tutti", matura I'idea di edificare una scienza di tutte le scienze, la scienza universale, la pansofa,
(Fattori, 1974,21).
. (^) Piani di riforma scolastica.ll lavoro di approfondimento della pedagogia
e di elaborazione delle teorie pansofiche si accompagna in Comenio ad una
vivace attività di elaborazione di piani di riforma scolastica e di preparazione
di testi didattici. Nel 1633 pubblica la Schola materni gremii o Schola i"fo"-
tiae. Nel1635 riorganizzail ginnasio di Leszno, del quale sarà rettore l'anno
seguente. Pubblica nel 1638 un saggio per lo studio del latino e adatta per il
ginnasio rhnua linguarum reserdtA, cioè una sorta di porta delle lingue aperta
a tutti. Dopo un soggiorno a Londra (1641-1642)^ dove scrive la Via lucis e
progetta altre opere pansofiche, accetta l'invito di andare in Svezia. Durante il viaggio si ferma ad Amsterdam, dorre ha un incontro non molto felice con Cartesio. Tra le molte opere didattiche preparate a Elbing (1642-1648),^ st
richiesta delle autorità. svedesi, va ricordato il manuale Methodus linguarum
nouissima (1648).In^ questi anni comincia la preparazione dell'opera De rerum
Itumanarum emendatione consubatio cdtholic/t (Consubazione cattolica sulla ri-
forma delle reahà umane) che^ rimane incompiuta. Una^ delle^ sette^ parti,^ di^ cui
essa doveva constare, è la Pampaedia.
. (^) Ubime tappe di un trauagliato e defnitiuo (^) esilio. Nel 1548, dopo la pace di
-Westfalia, Comenio ritorna a Leszno.
Gli muore^ la seconda moglie, lasciando
cinque figli; si sposa per la terza voka (1649) e accetta I'invito di andare in Ungheria a Sàrospatak (1650-1654) per realizzare un nuoyo tipo di scuola pansofica. Qui, scoraggiato dalla scarsa collaborazione degli insegnanti, ri-
...:uest'anno 1656,
r-. archivi,bibliote-
*'-: --:^ una volta (^) perde
:,: ie1la sua vita, non
---: ,:ligiose,^ ma^ senza
n-: (^) ::lle sue idee. Basti
: :.:-to testo scolastico
: :.-ssario coinvolgi-
: - nane, che si era ri-
= L-num^ necessarium
:,=-: universale. t}:l r (^) ):*r.u' (^) *.
2. IL IVIETODO NELLEDUCAZIONE E NELLINSEGNAMENTO 385
2.2.2. Il pensiero pedagogico
Il seguente brano, tratro da una lettera ad un amico, ofFre una prima chiave
interpretativa per collocare il pensiero (^) pedagogico-didattico (^) di Comenio in una Prospettiva giusta:
ulo non avevo intenzione di fare che un'opera utile alla patria se Dio ci per-
metterà mai di ritornarvi, per avere in mano qualcosa di pronto per rinnovare
più facilmente il Cristiaresimo dopo la devastaàione anticristiana. Ciò non può
avvenire che artraverso l'istituzione di scuole in ogni città, paese, villaggio, .oÀu-
nità, per quanro piccola essa sia: questo io ho creduto feimament.. p.. quesro
ho escogitato un metodo facile e giusto con cui ovunque fosse possibil. .rig...
scuole, come (^) mai è avvenuto: basato (^) su una disposizione (^) tale di^tutto lo sciÈ'ile,
e su un metodo tale da rendere non solo possibile, ma facile insegnare a tutti gli
allievi sotto i25 anni tutto il necessario per gli affari domestici, politici e religioii,
e in modo che (^) una sola persona (^) possa insegnare a centinaia (^) e migliaia di per"sone con fatica forse (^) minore di quella che, oggi, è necessaria per (^) un solo individuor. (Comenio, (^) Op ere, 22-23)
La lettera è scritta nel 7631. Non è difficile percepire in essa un'allusione
alla "devastazione" delle guerre religiose (^) tr" p".ii e giuppi che si dicono cri- stiani. Negli scritti (^) successivi, Comenio (^) preciserà l. proposte (^) didattiche e ar-
ricchirà la propria concezione educativa. Ma al di là degii asperti conringenri,
sono qui suggeriti gli elementi centrali per capire le idée coàeniane tulf ,du-
cazione e sulla scuola, ritenuti strumenti indispensabili per una vera riforma
socio-politica e religiosa, basata anziturto sulla riforma dill'individuo.
a) Educazione e istruzione. rn prospemiva biblica comenio pensa che l'uo-
mo - microcosmo, figlio e immagine di Dio - è stato chiamato a ofl[iire il
proprio contributo al ristabilimento dell'armonia nell'universo, facilitando il
cammino di ritorno di tutte le cose all'unico Creatore. Impedito di svolgere
questo compito a causa (^) del peccato, si rese (^) necessaria l'opera (^) di redenzione
realizzata da Cristo, che ristabilì l'uomo alla sua funzione e dignità. per ren-
dere l'uomo consapevole di tale missione, e per facilitarne la r,'irm in pratica
diviene necessario l'intervento educativo.
Anche se gli scritti di Comenio non offrono una definizione puntuale di
educazione, si possono tuttavia individuare due elementi complàmentari in
stretto rapporro con la visione religioso-teologica accennata. II primo, di re-
staurazione dei danni (^) provocati dal peccato (^) originale; il secondo, (^) di riabili- tazione alla missione (^) originaria dell'uomo. In (^) altre parole: il compito (^) della formazione umana si (^) esplica in due momenti fondamentali: uno negativo di soppressione dei (^) difetti, e un altro positivo (^) di crescita con la capac"ità (^) di
raggiungere i fini a cui il soggetto è destinaro, memendolo in grado ài
"d.*-
. Comenio,
386 9. PEDAGOGIA EDUCAZIONE E SCUOTA NEL "SECOLO DEL METODO"
piere responsabilmenre i suoi compiti nei confronti di Dio, delle cose e degli
uomini.
Nell'introduzione qlla pamp^ aedia, motivando I'importanza degli obiettivi
che.si propone (^) di raggiung.ré (^) .o.r la (^) sua trattazione,^ l'autore (^) scrive che in-
tende condurre ututti,gli uomini all'istruzione e precisamente all'istruzione
completa sulle cose ed infine all'istruzion. p.ofonà"mente radicara, che do-
webbe far di loro- degli uomini nuovi a yera immagine e somiglianza- di Dio».
E (^) sintetizza poi (^) il suo pensiero (^) in una delle sue cjebri (^) triadil omnes, omnid,
omnino, cioè, è necessario che "tutti studino tutto e a fondo,,.
Gli obiettivi che la scuola deve raggiungere, in sintonia con i fini generali
della vita umana, vengono sintetizzat]la iomenio nel ripetuto e noro trino-
mio: sapere, agere, loqui
b) L.a scuola pn "t?ttd^
tiamo 4 glo?entù^ di^ entrambi i^ sessi".Il^ brano^ che^ qui^ ripor-
è tratto dalla Grande didattica. È da rilevar elaforzacon cui si sàttolinea
che non c'è alcun valido rlotivo per escludere le donne dagli studi. r"p.r,"r"
della scuola a ruti, (^) senza discrimìnazioni di (^) sorta, ,ror,,r.rià
ti -.ro^ negii scrit-
successivi. Anzi, (^) nella pampaedia^ (yI,30), (^) si sottolinea (^) che devon"o (^) essere istruiti (^) anche i nciechi, (^) sordi, sciocchi, (^) e si parla di un,educazione che dura
tutta la vita.
oAlle (^) scuole deue essere afidata tutta la giouentù (^) di entrambi (^) i sessi.
. 1.^ Le^ seguenti^ considerazioni dimostrano che alle^ scuole^ devono^ essere^ affi-
dati non solo -i figli^ dei^ ricchi,^ o^ delle persone^ piu^ importarrti,^ À,^ rutti^ alla^ pari, di stirpe..nobile (^) o comune, ricchi (^) e po..eri, b"àbini (^). urrnurrr., (^) ln rurre le città, paesi, villaggi, (^) caseggiati.
friT?, tutti^ gli^ uomini^ sono^ nari per^ lo^ sresso^ fine^ principare,^ di^ essere
uomini, cioè creatura razionale signora delle altre creature, immagine manifesta
del suo creatore. Tutti quindi oppart,rrr"-ente educati alle-lettereille virtù, alla
religione, (^) devono (^) esser resi .n_p".i (^) di trascorrere in (^) modo utile la (^) vita presente, e d; prepararsi degnamente (^) a q.ella (^) futura. Dio stesso (^) ci garantisce, con àifle .r.-pi,
che nessuno è privìlegiato davanti a lui. se noi dun{ue ,--.arir-o solo alcuni
ail'educazione dell'ingegno escludendo tutti gri altri, rechiamo off.r" non solo ai
nostri fratelli naturali, ma a Dio stesso che vJole essere conosciuto, amato, loda_
to da tutti coloro nei quali ha impresso l'immagine sua. ciò ar.,errà in maniera
tanto più. viva, quanro più vivo risplenderà il rume della conoscenza. Thnto
piir
infatti amiamo, quanto più conoscàmo.
- Inoltre, noi non sappiamo (^) a qual fine ciascun (^) uomo sia stato destinato dalla
divina prowidenza. È noto che più di una volta Dio ha reso strumenri eccellenti
della (^) suagloria le person; (^) liù nàvere, più-abiette, (^) più oscure. I,''rti"-o (^) dunque
anche noi il sole celeste, chè iilumina, riscalda, vivifica tuma la t.r.r,
"ffirr.hé
ogrri
creatura che può vivere, verdeggiare, fiorire, dare frutti, viva, verd.eggi, fioriJca,
dia frutti.
4. Né è di ostacolo che alcuni sembrino per narura ebeti o stupidi: quesro
mostra a-nco: l,_I più uno ha ;'-, liberare, qu;r:; 3 bile trovare "- cazione. -...'
5. Ne. ;'=
debole (per^ ::-= r (sia (^) in l-inqu-
sono lrItmag::i .l
luro; sono -;-:-. più del nosrr.- elevati, p€r.:- (^)!
ottlml con_i-i E
genele uÌIr:.fr i
Perché durc=
dai librii -{.1'b
remo occuai-- (^) -* da menti r-...::=
- De-o-:
ta farragine a -rsEi
che 6n qu: :.:c d
sempre. co:- --:
pietà,.
Laffermaz:r:r
per tuftl, va a--:::
scolastica del s-.: funzionamec:-^
c) Rifonn; t a
tra le numeros :eai
tlvl, ln Ctli nLrL. t-ni&
sono pure dell'-,--
d'insegname;:::. I
meglio":
u1. E .i::=: :
possibile. L, (^) -:=,iz offre? Noc. (^) '':,.-
medico. =!§
dobbiamo (^) -: pfOmeEtlì-r-r- a
2. \c::-
388 9.^ pEDAGoGIA EDUCAZIoNE^ E^ scuolA^ NEL^ "sECoLo^ DEL^ METoDo"
L Tutta la gioventù vi sia educata (eccetto^ coloro ai^ quali^ Dio^ ha negato^ l'in-
telligenza).
II. E sia educata in tutte Ie cose che possono rendere^ l'uomo^ sapiente, onesto,
pio. III. (^) Questa formazione, che è preparazione alla^ vita,^ sia compiuta prima dell'età adulta.
IV. E sia tale da svolgersi senza severità e^ senza^ bofte,^ senza nessuna^ coarta-
zione, con la massima delicatezza e dolcezza, quasi^ in^ modo^ spontaneo (come^ un corpo vivo aumenta via via la sua statura, senza^ bisogno^ di^ stirare^ e^ di^ distendere
le membra: giacché se ru con prudenza lo^ alimenti,^ lo^ assecondi e^ lo^ eserciti,^ il
corpo, quasi senza accorgersene, acquista aftezzae^ robustezza);^ così,^ dico, nell'ani-
mo gli alimenti, i nutrimenti, gli esercizi si^ convertono^ in^ sapienza,^ virtù^ e pietà..
V. Tirtti siano educati a una cultura non^ appariscente^ ma vera,^ non^ superficiale ma solida, sicché I'uomo, come animale razionale,^ sia^ guidato^ dalla^ propria^ e^ non
dall'altrui ragione; e si abitui non^ soltanto^ a leggere^ e^ capire^ nei^ libri^ le^ opinioni
altrui e addirittura a tenerle a memoria^ e^ recitarle,^ ma^ a penetrare^ da solo^ alla
radice delle cose, e a ricavarne un'aurentica^ conoscenza^ e^ urilirà.^ La^ stessa^ solidità è necessaria per la morale e la pietà.
VI. Questa educazione non^ sia^ faticosa, ma facilissima: cioè^ agli^ esercizi^ in
classe non devono dedicarsi pitr di 4^ ore,^ e^ in^ modo^ che^ un^ solo precettore^ possa
insegnare anche a cento alunni simultaneamente con un lavoro dieci^ volte minore di quello adesso necessario^ per insegnare ad^ uno^ solor. (Comenio, (^) Opere, 192-193)
Questo piano^ organizzativo^ delineato^ nella^ Grande^ didattica^ è^ forse^ il^ più
noto. Bisogna però precisare^ che^ negli^ scritti^ posteriori^ Ia sua^ proposta viene
modificata. Nella Pampaedia, staccandosi^ dal concetto tradizionale^ di^ "scuo-
lì' e utllizzando il^ termine in^ senso^ piuttosto^ simbolico, Comenio^ aggiunge quattro nuovi tipi di scuole: "scuola^ della^ nascita", "scuola^ della maturità",
"scuola della vecchiaia" e "scuola della morte". Per ognuna di tali scuole ven-
gono dati suggerimenti^ didattici,^ e^ sono^ esaminate^ le caratteristiche^ dei^ testi
e delle diverse classi.^ Per esempio,^ la^ "scuola^ della nascitd'^ dovrebbe^ offrire
"indicazioni utili ai genitori sui problemi della prima ed indispensabile cura
verso il^ genere umano già nel grembo^ materno",^ e^ dovrebbe comprendere tre
"classi": una specie di consultorio prematrirnoniale, orientamenti sul com-
portamento durante^ il^ primo^ periodo del^ matrimonio,^ cura^ della'prole^ già
concepita fino al momento della nascita".
La scuola non è più intesa come "prep arazione alla vita' o come un istitu-
zione con funzioni limitate nel tempo, ma come un vero ambiente di vita e
come un^ mezzo necessario^ per^ la^ realizzazione^ dell'uomo^ stesso^ lungo^ tutte^ le
tappe della sua esistenza:^ dal grembo della madre^ fino^ alla tomba.
d) oCi sono mezzi più fficaci dellafiustar. Nel suo piano di riforma, Comenio
r,uole che l'opera di educazione si faccia "senza severità e senza botte". In^ questa
istanza e in^ altri
rismi di Ra&e -
momento-
un efficace
«IJn pror-erruln na e come u.E
questo si^ fercx.
tezza, dannosissirne gemme. Turaa:a di percosse.^ * lri negli allier-i.^ Chc
che gli alliai s
- Chi ha^1
materia e la r
opporilno d:i§st
- Prirna^ oi
si deve esercitrt
fatto), rna^ pilt3Èi
né ira, né^ otlac*
conto che è^ po il
sponsabilirà d^ Iq""
una medicir*
- Inolire -ls
e le lettere. "",
si è detto t^ soa $r attraggono :^ la coipa dei memq, menti, inl-a.c,s,
di ispirare 1'
awersione- (^) -----
- Se^ poi^ = delia frr.rsta-^ -L oppure ,rn.:^ ,Crit
capiscon
DEL METODO"
ai quali Dio ha negato l'in-
ere l'uomo (^) sapiente, (^) onesto,
r vita, sia compiuta prima
)otte, (^) senza nessuna coarta- modo (^) spontaneo (come (^) un no di (^) stirare e di distendere
1o assecondi e lo eserciti, il
rctezza); così, dico, nell'ani- o in sapienza, (^) virttr e (^) pietà. te ma vera, (^) non superficiale guidato (^) dalla propria e non
'capire nei libri le opinioni
na a penerrare (^) da solo (^) alla a e utilirà. (^) La sressa solidità : tssrma: (^) croe agli esercizi (^) in he un solo precetrore possa Ln lavoro dieci volre minore (Co*.rto, (^) Opere, (^) 192-193) lc didattica (^) è forse il (^) pir)
ori la sua proposta viene
to tradizionale (^) di'tcuo-
lico, Comenio aggiunge
"scuola della marurità-',
fruna di^ tali^ scuole^ ven-
L' caratteristiche dei testi
rascita" dovrebbe offrire
a ed indispensabile (^) cura nrebbe comprendere tre
orientamenti sul com-
io, cura della 'prole già
a l'itd' o come un istitu- r.ero ambiente di vita e
fino stesso lungo tutte le
r alla tomba.
rno di riforma, Comenio
e senza boffe". In questa
2. IL METODO NELT]EDUCAZIONE E NELTINSEGNAMENTO 389
istanza e in altri passaggi delle sue opere egli riecheggia probabilmente gli afo-
rismi di Ratke ("tutto si faccia senza violenzi'). Ma, collegandosi con il primo
momento (^) - negativo (^) - dell'educazione, a cui ci siamo (^) già. riferiti, ritiene (^) che, per
un efficace funzionamento della scuola, sia pure necessaria la disciplina.
«Un proverbio popolare boemo dice giustamente: "lJna scuola senza discipli na è come un mulino senza acqud'. Come quando togli l'acqua ad un mulino, questo si ferma, così se togli la disciplina in una scuola, tutto procede con len- tezza. Ugualmente in un campo non sarchiato, nascono subito tra le sementi le dannosissim e zizzanie, o gli alberi non potati inselvatichiscono e generano inutili gemme. Tirttavia questo non significa che la scuola debba essere piena di grida, di percosse, di lividi, ma piena di vigilanza e di attenzione continua nei docenti e negli allievi. Che altro è la disciplina, infatti, se non un metodo sicuro per far sì
che (^) gli allievi (^) siano veramente allievi?
2. Chi ha il compito di formare i giovani, ha il dovere di conoscere il fine, la
materia (^) e la forma (^) della disciplina affinché non ignori perché, (^) quando e come sia opportuno (^) essere volutamente severi.
3. Prima^ di tutto ritengo che tutti siano d'accordo nel pensare che la disciplina
si (^) deve esercitare (^) contro chi erra, ma non perché ha sbagliato (ciò (^) che è fatto è fatto), ma perché in seguito non sbagli più. La si eserciti, dunque, senza (^) passione, né ira, né (^) odio, ma con semplicità e sincerità", in modo che chi la (^) subisce si renda
conto che è per il suo bene e che è consigliata dall'affetto parerno di chi ha la re-
sponsabilità (^) di guidarlo; e perciò la riceva con animo non diverso (^) di quando beve una medicina (^) amara ordinata dal medico.
- Inoltre (^) Ia disciplina deve essere pir) severa non per ciò che riguarda lo studio
e Ie lettere, ma per i cosrumi, perché se gli studi sono ben organizzati (come già
si è detto) sono di per se stessi un piacere per le mend, e per il piacere che danno attraggono e rapiscono tutti (eccettuati casi eccezionaii): se ciò non awiene è per
colpa dei maestri, non degli alunni. Ma se ignoriamo i mezzi atti a svegliare le
menti, invano si fapoi uso della forza.Le sferzate e Ie botte non hanno laforza
di ispirare l'amore dello studio, al conrrario generano negli animi noia e grande
awersione. (^) [...]
5. Se^ poi^ talvolta^ è necessario spronare e stimolare ci sono mezzi piìr efficaci
della frusta. Ad esempio, una parola dura o un rimprovero fatto in pubblico
oppure una lode rivolta ad altri: "Guarda, come sono bravi Tizio o Caio! come
capiscono bene tuttol E tu perché sei così pigro?". Talvolta poi può essere utile
I'ironia: "Ehi, tu, perché non capisci una cosa così semplice? Dove hai Ia testa?". Si possono istituire (^) anche delle gare serrimanali o mensili per il primo posro o (^) per Ia lode, come del resto già abbiamo mosrraro. E importante però che non siano
fatte solo per gioéo e divertimento, altrimenri sono inutili, mentre l'amore della
lode o Ia paura del rimprovero o della sconfitta può stimolare la diligenza. Ma
per questo è essenziale che il precettore sia presenre, e si comporti con serietà e
senza finzione, e sgridi e faccia vergognare quelli che trova più negligenti e lodi in
pubblico i più bravi,. (Comenio, (^) Opere, (^) 348-350)
rL METODO"
tmpdedid si dice che lo
-1 genere umanor. fàle
ir-a ben nota all'autore:
ur "labirinto"^ nel quale
. La nuova e ambiziosa
dunque, nuovi metodi
di rendere "naturale"^ e
t la sua opera. A questa
rr;:li scolastici, nei qua-
tsiri diventano elementi n Ja particolare rilievo to i postulati
-insegnare di tutto",
rà. Alcuni passaggi
-:idicano che bisogna
;-= volta questo, un'al-
-r- -i-na^ cosa sola e non i-- i:ra erra ed esce dai L=, UCJMINI». lX -illllì.Iflefilente tanta
- (^) - ia della realtà, dei
::1'À atrtorno». ..;-::ced)a\tII, I6) :- (^) -.lnoscere solo le
: l: comDarazlone.
;::Ciare, coglierne
: -:'irà^ delle mede-
- IL METoDo NELLEDUCAZToNE E (^) NELLINSEGNAMENTo 391
nuor.a, giusta, armonica e risolutiva, così come appare prospettata nella Con-
suhatio. La costruzione di tale società richiede Ia "correzione delle cose umane",
cioè la riforma dei costumi e delle istituzioni esistenti, mediante un preciso
impegno comune in cui devono collaborare le singole persone, le famiglie,
la scuola, la Chiesa e lo Stato. Per il raggiungimento degli obiettivi di questa
vasta riforma sociale, Comenio propone la creazione di tre organismi interna-
zionali: il "Collegio^ della luce", che dovrebbe presiedere alla promozione in- tellettuale-culturale di tutti gli uomini; il "Dicastero^ della pace", responsabile delle questioni per porre fine ad ogni conflitto; il "Concistoro^ ecumenico",
che dovrebbe curare le questioni religiose e garantire tolleranza tra le diverse
chiese.
uMuovendo da problemi parziali, come la riforma dell'insegnamento delle
lingue, Comenio è giunto a porsi i problemi di un'educazione valida per tutta
la vita dell'uomo: dalle prime ipotesi enciclopediche, egli si è poi proposto
di unificare tutta la scienza attrayerso la pansofia - che è nello stesso tem-
po oggetto e metodo di conoscenza - per rendere armonica tutta la cultura
dell'uomo in una riforma universale clelle cose umane, quale sarà espressa nel
De Rerum /tumanarum emendatione consubatio cdthalicd. La vecchia idea della
Didactica cecd - tutto il mondo è una scuola - si trasformerà. nell'idea che
tutta la vita umana è una scuola, tema centrale della Pampaedia, quarta parte
della Consubatio: qui l'ideale pedagogico di Comenio si amplia in un concemo
di universale educazione e perfezione di tutti gli uomini da acquistare durante
tutta la vita, dal periodo prenatale alla morte, (Fattori,^ 1974, 36).
2.2.4. Influsso e risonanza
Lopera didattica di Comenio ha molta fortuna. I suoi testi e manuali sco-
lastici, bene accolti nel suo tempo, sono ancora diffusi e quasi unanimemente
apprezzati nel secolo seguente. Dalle ultime decadi dell'Ottocento il centro d'interesse si va gradualmente spostando verso ii pensiero dell'autore. Esiste
oggi un abbondantissima massa di ricerche e di saggi che ne approfondisco-
no (^) i diversi aspetti: il contesto culturale, le tappe di evoluzione, le tematiche teologiche-religiose, la pedagogia.
La semplice rassegna delle numerose pubblicazioni potrebbe dire molto
della diffusione e dell'influsso del pensiero di Comenio nei paesi europei e
fuori dell'Europa.
Egli è senza dubbio debitore alle riflessioni di autori coevi o precedenti,
come (^) Vives, Alsted, (^) Ratke, Campanella, Galileo. I materiali utilizzati si inse-
riscono però in un quadro ampio e coerente con elementi di spiccata origi-
nalità.
392 9. pEDAGoGTA EDUCAZToNE E scuotA NEL "sECoLo^ DEL METoDo"
D'altro canto, alcune delle sue tesi e posizioni destano riserve e critiche:
ingenuità nei confronti di credenze millenariste; eccessiva fiducia nel metodo
didattico e nell'intervento educativo.
Nell'insieme, tuttavia, il contributo di Comenio alla storia della pedagogia
e della scuola è rilevante. Molti aspemi della sua proposta sono ancora vivi.
*È indubbiamente una figura àhe affascin, p.r à molteplicità degli inte-
ressi, per la testardaggine nella lofta contro le svenrure, per l'incrollabile fede
che ne anima il "moto^ perpetuo", per f indomita speranza che gli ha suggerito
i progetti pir) arditi e utopici, per la sua disponibilità alla collaborazione e al
dialogo, nonostante le awersità, e per la sua incompiuta ricerca e apertura
socio-politica, che ne fanno (^) un uomo moderno, sebbene il quadro (^) di riferi-
mento e gli scritti lo ancorino saldamente al suo tempo, facendone convergere
idee, sforzi, sollecitudini e desideri verso quell'Uno ("Uni-versum"), da cui
tutto deriva e a cui tutto tende, (Bellerate, 1989,2801).
2.3. Locke: rapporto educatore-educando
Lesistenza del filosofo e pedagogista John Locke (1632-1704) si svolge in
uno dei periodi più travagliati della storia inglese, che vede lo sconrro armaro
tra Parlamento e Monarchia per motivi politici, economici e religiosi; la con-
danna a morte di re Carlo I nel L649; il passaggio alla Repubblica e la ditta-
tura personale di Cromwell, il (^) grande condottiero che aveva contribuito alla
vittoria del Parlamento; la restaurazione della Monarchia con nuovi scontri
con il Parlamento e la nascita della Monarchia costituzionale (1689), la prima
della storia.
2.3.1. Il contesto, I'uomo, le opere
John Locke^ nasce^ a^ §Trington, nel^ Somersetshire,^ da^ farniglia puritana.
Compie i primi studi sotto la guida del padre. Questi, quando scoppia la lotta
armata tra il Parlamento e Carlo I, milita nell'esercito parlamentare. I1 figlio
John partecipa^ alla^ vita^ politica, intellettuale^ e^ religiosa^ dell'Inghilterra^ del
'600 con un atteggiamenro equilibrato e prarico, dando il suo contributo per
la soluzione di alcuni problemi inerenti al particolare momenro storico ihe
vive quel Paese.
' Esperienza^ scolastica.^ A^14 anni^ viene^ iscritto^ alla^ \Testminster^ School,
dove rimane fino a20 anni compiendo gli studi classici nella rigida disciplina
allora in uso nelle scuole. Sarà proprio tale esperienza che condurrà Locke a
polemizzare contro le scuole pubbliche, conrro i metodi (^) d'insegnamenro e i contenuti di alcune discipline. Nel 1652 viene ammesso (^) aI Christ Church
College di ffird- corre il curricobt
ne la laurea di
della medicina e
titolo ufficiale-
. (^) Medico
termine degli
universitaria, crrli
Quale carriera
nel1667lo ponr
Locke pare^ sahrc
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con il^ seguito era stato
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1697 C,ilids
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2.3.2. Il y'mta.
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