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Commercio internazionale, Schemi e mappe concettuali di Economia Politica

-IL COMMERCIO INTERNAZIONALE -LIBERO SCAMBIO E PROTEZIONISMO -LA BILANCIA DEI PAGAMENTI - I CAMBI E IL MERCATO VALUTARIO

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 02/11/2025

Chiara.ntto
Chiara.ntto 🇮🇹

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IL COMMERCIO INTERNAZIONALE
Nessun Paese al mondo riesce a produrre da solo tutto ciò che serve alle persone e alle imprese.
Per questo, ogni Paese compra alcune cose dall’estero e ne vende altre: così nasce il commercio
internazionale.
Ogni Paese si specializza in quello che sa fare meglio o costa meno. Ad esempio: - se il Paese A
produce il bene X a costi più bassi, - e il Paese B produce il bene Y a costi più bassi, allora
conviene che A produca solo X e B solo Y. Poi si scambiano i prodotti, e tutti ci guadagnano.
Anche se un Paese è più bravo in tutto, conviene comunque specializzarsi in ciò che gli riesce
ancora meglio, così tutti producono di più e in modo più efficiente. In poche parole: la
specializzazione fa aumentare la produzione e l’efficienza nel mondo.
LIBERO SCAMBIO E PROTEZIONISMO
Quando i Paesi si scambiano beni senza limiti o tasse, si parla di libero scambio. Quando invece lo
Stato mette barriere o limiti alle merci che entrano dall’estero, si parla di protezionismo.
Le barriere possono essere: - Tariffarie: tasse (dazi) sulle merci che arrivano dall’estero. - Non
tariffarie: limiti alla quantità di prodotti che si possono importare. - Indirette, come il dumping, cioè
quando un Paese vende all’estero a un prezzo molto più basso di quello che fa pagare nel proprio
mercato.
Il protezionismo serve a: - aiutare i Paesi più poveri a sviluppare la propria industria, - o difendere i
posti di lavoro nei Paesi ricchi, dove i salari sono più alti.
Il libero scambio, sul lungo periodo, porta più efficienza e benessere, ma ha anche rischi: - un
Paese può finire per produrre solo una cosa, diventando troppo dipendente, - oppure le imprese più
deboli possono chiudere, perché non riescono a competere con quelle straniere.
Quindi, anche il protezionismo, se usato per poco tempo e nei momenti giusti, può essere utile.
LA BILANCIA DEI PAGAMENTI
Ogni Paese scambia continuamente soldi e beni con l’estero. Tutti i Paesi stranieri vengono
chiamati “Resto del mondo”.
Quando compriamo beni dall’estero si parla di importazioni, quando li vendiamo all’estero si parla di
esportazioni.
Tutti questi scambi vengono riassunti in un conto chiamato bilancia commerciale: - se importazioni
= esportazioni bilancia in pareggio - se esportazioni > importazioni avanzo - se importazioni >
esportazioni disavanzo
Ma non ci sono solo beni materiali! Ci sono anche movimenti di denaro “invisibili”, come: - il turismo
(soldi che entrano o escono dal Paese); - le rimesse (quando chi lavora all’estero manda soldi a
casa o viceversa).
Si chiamano “invisibili” perché non c’è uno scambio di oggetti, ma solo di denaro.
Inoltre, ci sono anche gli investimenti all’estero o i soldi spostati tra banche di diversi Paesi.
Per tenere traccia di tutto questo, si usa un documento chiamato bilancia dei pagamenti, che
registra tutti i movimenti di denaro tra un Paese e il resto del mondo. È divisa in due parti: 1. Partite
correnti esportazioni, importazioni, turismo, rimesse. 2. Movimenti di capitale investimenti,
prestiti, acquisti di azioni, ecc.
I CAMBI E IL MERCATO VALUTARIO
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Scarica Commercio internazionale e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Economia Politica solo su Docsity!

n IL COMMERCIO INTERNAZIONALE

Nessun Paese al mondo riesce a produrre da solo tutto ciò che serve alle persone e alle imprese. Per questo, ogni Paese compra alcune cose dall’estero e ne vende altre: così nasce il commercio internazionale.

Ogni Paese si specializza in quello che sa fare meglio o costa meno. Ad esempio: - se il Paese A produce il bene X a costi più bassi, - e il Paese B produce il bene Y a costi più bassi, allora conviene che A produca solo X e B solo Y. Poi si scambiano i prodotti, e tutti ci guadagnano.

Anche se un Paese è più bravo in tutto, conviene comunque specializzarsi in ciò che gli riesce ancora meglio, così tutti producono di più e in modo più efficiente. In poche parole: la specializzazione fa aumentare la produzione e l’efficienza nel mondo.

n LIBERO SCAMBIO E PROTEZIONISMO

Quando i Paesi si scambiano beni senza limiti o tasse, si parla di libero scambio. Quando invece lo Stato mette barriere o limiti alle merci che entrano dall’estero, si parla di protezionismo.

Le barriere possono essere: - Tariffarie: tasse (dazi) sulle merci che arrivano dall’estero. - Non tariffarie: limiti alla quantità di prodotti che si possono importare. - Indirette, come il dumping, cioè quando un Paese vende all’estero a un prezzo molto più basso di quello che fa pagare nel proprio mercato.

Il protezionismo serve a: - aiutare i Paesi più poveri a sviluppare la propria industria, - o difendere i posti di lavoro nei Paesi ricchi, dove i salari sono più alti.

Il libero scambio, sul lungo periodo, porta più efficienza e benessere, ma ha anche rischi: - un Paese può finire per produrre solo una cosa, diventando troppo dipendente, - oppure le imprese più deboli possono chiudere, perché non riescono a competere con quelle straniere.

Quindi, anche il protezionismo, se usato per poco tempo e nei momenti giusti, può essere utile.

n LA BILANCIA DEI PAGAMENTI

Ogni Paese scambia continuamente soldi e beni con l’estero. Tutti i Paesi stranieri vengono chiamati “Resto del mondo”.

Quando compriamo beni dall’estero si parla di importazioni, quando li vendiamo all’estero si parla di esportazioni.

Tutti questi scambi vengono riassunti in un conto chiamato bilancia commerciale: - se importazioni = esportazioni → bilancia in pareggio - se esportazioni > importazioni → avanzo - se importazioni > esportazioni → disavanzo

Ma non ci sono solo beni materiali! Ci sono anche movimenti di denaro “invisibili”, come: - il turismo (soldi che entrano o escono dal Paese); - le rimesse (quando chi lavora all’estero manda soldi a casa o viceversa).

Si chiamano “invisibili” perché non c’è uno scambio di oggetti, ma solo di denaro.

Inoltre, ci sono anche gli investimenti all’estero o i soldi spostati tra banche di diversi Paesi.

Per tenere traccia di tutto questo, si usa un documento chiamato bilancia dei pagamenti, che registra tutti i movimenti di denaro tra un Paese e il resto del mondo. È divisa in due parti: 1. Partite correnti → esportazioni, importazioni, turismo, rimesse. 2. Movimenti di capitale → investimenti, prestiti, acquisti di azioni, ecc.

n I CAMBI E IL MERCATO VALUTARIO

Ogni moneta ha un prezzo rispetto alle altre monete: si chiama cambio. Ad esempio, il cambio euro/dollaro indica quanti dollari serve per un euro, o viceversa.

Il cambio cambia in base a domanda e offerta: - se tutti vogliono comprare dollari, il dollaro si rafforza e l’euro si svaluta; - se invece nessuno vuole dollari, succede il contrario.

Ci sono due tipi di cambio: - Fisso → la Banca Centrale interviene per mantenerlo stabile. - Flessibile → il valore cambia liberamente in base al mercato.

Quando una moneta si svaluta, succedono alcune cose: - i prodotti esteri diventano più cari → diminuiscono le importazioni; - i prodotti nazionali diventano più convenienti per gli stranieri → aumentano le esportazioni.

Quindi, la svalutazione può migliorare la bilancia commerciale.

Ma non è sempre un bene: - se il Paese deve comprare materie prime o petrolio, spenderà di più; - e i prezzi interni saliranno (inflazione), perché le imprese pagano di più per energia e materiali.

In sintesi: la svalutazione può aiutare le esportazioni, ma può anche far aumentare i costi e i prezzi.