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argomenti trattati: - che cos'è il commercio internazionale; - principio alla base del commercio internazionale - Teoria dei costi assoluti; - Politica commerciale; - Il protezionismo; - Internalizzazione e globalizzazione; - Principali organizzazioni internazionali; - Il cambio, il regime di cambio.
Tipologia: Appunti
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Che cos’è il commercio internazionale? È il complesso delle transazioni economiche che avvengono tra soggetti economici appartenenti a nazioni diverse. Le transazioni consistono nelle importazioni (acquisto di merce straniera) e esportazioni (vendita all'estero di merci prodotte all'interno del paese). Principio alla base del commercio internazionale? È il principio della divisione del lavoro. Così come nessun individuo è in grado di produrre tutto ciò che gli serve e quindi deve specializzarsi nelle produzioni in cui le sue capacità sono migliori, per poi procurarsi ciò che gli serve con lo scambio, lo stesso vale a livello degli stati, e cioè nessun paese, a causa della diversa dotazione di risorse naturali (materie prime, foreste, clima, terre coltivabili) e risorse culturali e tecnologiche (istruzione, organizzazione, conoscenze scientifiche, capacità imprenditoriale, patrimonio industriale), è in grado di produrre tutto e quindi deve specializzarsi nella produzione di quei beni in cui gode un vantaggio assoluto per poi scambiarli al fine di procurarsi i beni e le risorse necessarie al suo sviluppo e benessere. Teorie sul commercio internazionale? ● Teoria dei costi assoluti (di Antonio Serra, Thomas Mun, Adam Smith) ● Teoria dei costi comparati (di David Ricardo) ● Teoria degli svedesi Eli Heckscher, Bertil Ohlin) Teoria dei costi assoluti Secondo la teoria, in un ideale sistema economico formato da 2 sole nazioni, queste traggono vantaggio dal commercio internazionale, se ognuna si specializza nella produzione del bene di cui gode maggior vantaggio e ne scambia una parte con l'altra nazione. (es. 2 paesi l'Inghilterra e Portogallo, e 2 merci la stoffa è il vino se per produrre 1 metro di stoffa in Inghilterra occorrono 8 ore di lavoro e in Portogallo 10, e che per produrre un ettolitri di vino occorrono 12 ore in Inghilterra e 6 in Portogallo). Politica commerciale È la scelta di posizione che un paese deve assumere di fronte al commercio internazionale. Un sistema economico può assumere la posizione di: 1 assoluta chiusura, l'autarchia (sistema economico che presume di provvedere a se stesso, cioè di autosufficienza economica, es. L'Italia fascista). 2 assoluta apertura, considera piena libertà agli operatori economici di importare ed esportare beni e servizi, ed allora si parla di libero scambio. 3 apertura non piena, essendo previste misure protezionistiche. Il protezionismo Consiste nel negare la piena libertà di importazione, le ragioni della scelta sono: ● La difesa delle industrie fondamentali per la vita del paese (es. Industria degli armamenti) ● La difesa delle industrie nascenti dalla concorrenza internazionale ● La difesa di alcuni settori produttivi al fine di mantenere l'occupazione in quei settori, ● Stroncare la pratica del dumping, che consiste nel vendere i prodotti in un mercato estero ad un prezzo inferiore al costo di produzione, rifacendosi all'interno con un
prezzo più alto, al fine di eliminare la concorrenza estera per poi elevare il prezzo anche in quei mercati. Strumenti con la quale viene attuata la politica protezionistica Gli strumenti sono le barriere commerciali. Si tratta di ostacoli all'ingresso sulla merce straniera, sul mercato interno. Si distinguono in barriere commerciali tariffarie e non tariffarie. Quelle tariffarie i dazi doganali, imposte che colpiscono le merci straniere che entrano nel territorio dello stato. quelle non tariffarie sono i contingenti di importazioni (lo stato stabilisce la quantità massima di un prodotto estero ammesso all’importazione), sussidi alle industrie (affinchè esse possono abbassare i costi di produzione e competere con la concorrenza straniera), le limitazioni volontarie concordate con altri stati alle esportazioni. Internalizzazione e globalizzazione Le scelte di politica commerciale devono tener conto dell'elevato grado di interdipendenza economica e finanziaria raggiunto tra i vari paesi del mondo.
● il saldo della bilancia dei pagamenti è il dato dalla differenza di tutte le entrate e uscite. Se positivo Determina un aumento delle riserve valutarie cioè dell'insieme di tutti i mezzi Di pagamento ( oro e valute) detenuti sia dalla banca centrale che dalle altre banche che consentono agli operatori di effettuare i pagamenti internazionali; segni negativo le riserve valutarie sono diminuite. la situazione ottimale sia quando il saldo è in equilibrio. che succede se la bilancia è pienamente non è in equilibrio possono esserci due situazioni: il saldo della bilancia dei pagamenti è positivo o negativo. ● Saldo positivo è migliore di quello negativo, in questo caso si ha un accumulo di riserve valutarie che determinano però spinte inflazionistiche, in quanto costituite da valute straniere che vengono convertite in valuta nazionale, provocando un aumento della quantità di moneta in circolazione ( teoria quantitativa della moneta). ● Saldo negativo significa che l'entrata di valuta non bastano far fronte alle uscite, e se un paese ha bisogno di importare manca di materie prime, e dovrà fare un corso a prestiti internazionali (indebitamento) oppure dovrà con una politica economica adeguata ad attrezzarsi per aumentare le esportazioni in modo da riequilibrare il conto, Infatti non si può attingere alle risorse valutarie all'infinito. le riserve rischiano di esaurirsi, e non possono essere usate per disavanzi commerciali di lunga durata (detti strutturali). ● Situazione ottimale è quando il saldo è in equilibrio.