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Appunti del corso di Comunicazione internazionale del territorio
Tipologia: Appunti
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Comunicare un territorio/destinazione turistica/ manifestazione/ museo La scelta. Per prima cosa si tratta di scegliere l’oggetto del nostro lavoro. È preferibile lavorare su un territorio o una destinazione turistica ma è possibile individuare una particolare manifestazione oppure uno spazio culturale espositivo. Analizzare. Si tratta di introdurre e analizzare l’oggetto della nostra ricerca. Il paper inizierà quindi con una parte descrittiva. Seguirà una breve analisi swot (strumento tradizionale di marketing) del territorio prescelto e della definizione degli obiettivi e del target a cui ci rivolgiamo. Seguirà anche una breve analisi delle modalità di comunicazione attualmente in corso per il territorio prescelto. Questa parte del paper sarà molto breve perchè è più significativa e importante la parte propositiva. Proporre. Dopo aver effettuato l’analisi dell’oggetto del nostro lavoro, passeremo alla fase propositiva. Si tratta di individuare delle proposte originali interessanti, fantasiose e allo stesso tempo rigorose di comunicare il territorio in questione.
a partire dal 16 Marzo (10- 12 minuti) - > valutazione come parte del voto finale Qualche principio Il lavoro del comunicatore del territorio, chi si occupa di turismo, di comunicazione legata al business (in quanto il turismo è di fatto un business), ma anche un giornalista, un blogger, chi molto in generale ha a che fare con il mondo della trasmissione del messaggio, sa che la trasmissione di un messaggio non è solo una cosa meccanica, è sempre molto più efficace mettere un po di sé stessi in quel che si fa. Allora anche la comunicazione territoriale è inquadrata in un mondo più ampio: Papa Francesco e il beato Carlo Acutis, ad esempio, sono stati guidati dalla fede, hanno parlato di queste tematiche con un lato religioso ma quello che è importante sottolineare è che non hanno seguito un meccanismo ma sono stati guidati da dei valori, l’onestà e la lealtà verso il pubblico, non raccontare delle menzogne quando si racconta il territorio è un valore etico non trascurabile. Non vendere delle esagerazioni ma fare il conto con la trasparenza e l’onestà è un comportamento che paga: è una comunicazione, quella che ne scaturisce, che colpisce di più, arriva in profondità. Papa Francesco ha lanciato messaggi importanti sul tema della comunicazione: “ andate e vedete ”. Non si possono raccontare le cose se non sono state viste, capite, comprese, analizzate prima. “Andare e vedere” significa andare e conoscere l’essenza che gli antichi chiamavano “lo spirito del luogo” , si racconta se si conosce, se si vede capendo. Il racconto sterile è di fatto poco comunicativo: se si va sul territorio e si entra in contatto con esso in tutte le sue manifestazioni allora sì che la comunicazione diventa efficace e carica di significato. L’altra figura di rilievo da ricordare è quella di questo giovane Carlo Acutis, anche chiamato “l’influencer di Dio”: è un giovane di Milano che muore a 15 anni di una malattia terribile. La bellezza di questo giovane, che è stato nominato beato, è che, nella sua vita relativamente breve, usa gli strumenti della comunicazione, internet e i social, per creare delle mostre virtuali dedicate al Vangelo, pienamente consapevole della potenza e dell’efficacia moltiplicatrice di questi strumenti. Definizione di “ territorio ”: territorio è un termine che viene usato in tante accezioni, come luogo e località geografica, ma anche territorio in senso più immateriale come idea, appartenenza, storia, non solo legato al confine. C’è persino una componente etologica per la parola “territorio” quindi una dimensione legata agli insetti. Quando si parla di territorio bisogna essere consapevoli che si ha un’idea più ampia: è un luogo in cui vivono delle persone immerse in un contesto socio culturale ed economico non indifferente. Per una “comunicazione” del territorio è necessario tenere conto di tutti questi aspetti. Legati al territorio ci sono norme, leggi, decreti che contengono la parola territorio. Quando si parla di “legislazione del territorio” si considerano normative in molti ambiti, spesso magari diversi tra loro, su cui poi si legifera come l’aspetto urbanistico, ambientale, l’economico, paesaggistico, il turistico. Si tratta di aspetti normativi non di poco conto: il tema della conservazione paesaggistica e ambientale di un territorio, dell’aspetto urbanistico tocca da vicino e concretamente ciascuna realtà.
La legislazione in tema del turismo è estremamente complessa - > la regolamentazione di questo settore è difficile in quanto composto da norme che si sovrappongono spesso tra loro. Solo recentemente, con il governo Draghi, è stato istituito nuovamente un ministero del turismo, che prima esisteva ma poi era stato soppresso passando ai beni culturali, con il ministro Garavaglia. Lo sviluppo sostenibile Cosa è lo sviluppo sostenibile? Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Nel 1989, l’assemblea generale dell’ONU dopo aver discusso il rapporto, ha deciso di organizzare una conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e sullo Sviluppo: per la prima volta viene discusso nero su bianco il tema dello sviluppo sostenibile, sull’onda dell’aria nuova che si respirava dopo la caduta del muro di Berlino. Nel 2015 si arriva alla definizione degli obiettivi per sostenere lo sviluppo, i cosiddetti 17 goal ONU , ovvero grandi macro-orientamenti che l’umanità dovrebbe seguire per andare nella direzione dello sviluppo sostenibile : è un tentativo di sintesi di rendere questi 17 obiettivi e 160 sotto obiettivi in cose pratiche, in grandi macro orientamenti e percorsi che l’umanità dovrebbe seguire per andare nella direzione dello sviluppo sostenibile. Questi obiettivi come la lotta alla povertà, alle disuguaglianze, la sostenibilità e il lavoro sono tematiche importanti su cui tutti stanno cercando di lavorare, il tema del clima e la possibilità di collaborare. Questi obiettivi se non sono condivisi non servono a nulla , o tutti lavorano nella stessa direzione oppure davvero non hanno grandi validità. L’idea della sostenibilità prende perciò corpo nell’89 e nel tempo si è arrivati a questi obiettivi generali. Tutto questo ha molto a che fare con una corretta gestione del territorio : quando si parla di territorio, bisogna pensare sempre a un territorio che va nella direzione dello sviluppo sostenibile. Nell’ambito di questa idea di sviluppo sostenibile vengono indicate alcune condizioni a cui si deve tendere per una corretta gestione del territorio:
La comunicazione deve trasmettere innanzitutto un’idea , un’emozione e una narrazione. Deve essere efficace , deve lasciare un segno, un ricordo ben distinto: si tratta di un concetto fondamentale nell’impostazione della comunicazione. Per essere dei buoni comunicatori del terzo millennio non si può più pensare in ottica dei vecchi metodi di comunicazione: comunicare il territorio consiste nel prendere in considerazione una molteplicità di fonti di comunicazione in un territorio. Raccontare il luogo attraverso la sua storia diventa un punto chiave: non basta più farlo attraverso le qualità climatiche, perchè niente colpisce di più della storia, dei soggetti reali, delle vicende che si sono svolte in quel luogo. Il racconto diventa più personale. Di solito si usano più fonti, più investimenti ma c’è anche la necessità di coordinare lo sviluppo: è difficile per un territorio trovare una strada unitaria (l’effetto moltiplicatore è necessario e fondamentale per riscuotere successo). Questa ripetibilità rafforza l’impatto sugli altri, se si riesce a dare una governare unitaria è sicuramente meglio anche perchè più forme di comunicazione fondamentalmente raggiungono un pubblico più vasto. È importante avere:
Gli effetti della comunicazione sul territorio Gli obiettivi che si pongono per una buona comunicazione, cioè affinché essa sia efficace sono:
girato al lago di Braies. La propaganda : la diffusione di dati, informazioni, immagini con carattere di maggiore obiettività. Aumenta sicuramente la notorietà, il posizionamento e la credibilità di un territorio sul mercato e genera una maggiore affidabilità, rivolgendosi a specifici segmenti degli influenzatori (o i cosiddetti influencer). L’obiettivo è quello di fornire informazioni reali finalizzate alla conoscenza. Le relazioni pubbliche hanno a che fare con le relazioni di natura più istituzionale che promuovono la reciproca fiducia e conoscenza nell’interesse del territorio e dell’offerta territoriale. È importante perciò coltivare i rapporti con il territorio in quanto aiutano a valorizzarlo. Il direct marketing è una forma di comunicazione diretta tra comunicatore e ricevente, si pone come obiettivo una relazione molto intensa e selettiva con il potenziale acquirente e la costituzione di un data base fondamentale. Ormai sempre più nel rapporto digitale c’è un’interazione vera e propria del “tutti-con-tutti”. I grandi eventi sono un altro strumento innovativo per lavorare sul territorio (basti pensare alla Floating Pears di Christo). È studiato come manifestazione dell’offerta territoriale, può essere o meno in stretta relazione con il contesto territoriale e deve fornire almeno una parte di informazioni sulle caratteristiche dell’area ospitante. Un evento può avere una relazione stretta con il territorio oppure può occupare il territorio temporalmente, solo per un certo periodo di tempo e quindi essere un evento decontestualizzato. Ci sono invece altri eventi che trasformano il territorio in maniera prolungata nel tempo: un esempio è il Gartenschau, viene scelta una città ogni due anni in Germania e quella città sceglie un luogo, una parte della città dove non ci sono infrastrutture, che è in stato di abbandono e lì viene ospitato il Gartenschau ovvero una grande fiera botanica che trasforma il territorio e rimane anche dopo la conclusione dell’evento. Il piano strategico “Territorio” non è solo un termine in senso geografico, ma è qualcosa di più: è sì un’area che si estende su una superficie ma è soprattutto l’unione di un insieme di storie, di persone quindi è un concetto ampio che si può declinare in diversi modi. Si può comunicare il territorio guidati da valori e principi, per cui la comunicazione diventa onesta, trasparente e veritiera ma soprattutto vera, vicina alle persone. Lo sforzo del comunicatore del territorio deve perciò tenere conto dell’etica del territorio, dei valori che plasmano un luogo. L'obiettivo del piano strategico è quello di far comprendere la forte interrelazione tra la fase analitica e quella propositiva, tra la definizione delle linee strategiche e promozionali: il territorio ha una necessità in chiave turistica di comunicare se stesso e lo fa attraverso la creazione di un piano strategico di comunicazione. Esiste un settore del marketing che si chiama “marketing del territorio” e condivide con esso i cosiddetti 4 pilastri:
L’obiettivo stabilito è necessario e importante per far ruotare le analisi attorno a esso. Una volta definito lo scenario strutturale ed i principali punti di forza e di debolezza una strategia di marketing territoriale di successo deve puntare alla individuazione di pochi segmenti di mercato e di un target di utenti da raggiungere, per poi individuare le specifiche azioni che definiscono le modalità con cui gli obiettivi debbono essere raggiunti. Si tratta di elementi fondamentali che condizionano la comunicazione: a chi ci si rivolge, a che mercato si punta modifica il canale di comunicazione e anche la tipologia di messaggio. Le azioni sono la parte che costituisce il corpo della comunicazione. Posta perciò la necessità di costruire un piano strategico in uno scenario di promozione turistica, la parte di analisi e di proposta all’interno del piano sono strettamente intrecciate.
Si assiste infatti a una rapida ripresa del trismo dopo gli shock esterni: vive un recupero più veloce rispetto agli altri settori. Durante i momenti di difficoltà il turismo ha la capacità di ripensare se stesso e di fare delle proposte nuove : durante gli anni della Prima Guerra Mondiale il Touring Club, associazione italiana che da grande impulso alla conoscenza turistica, è il grande propulsore del turismo. Durante la guerra si fa portatore di una grande riflessione sulla modernizzazione del turismo: gli alberghi erano chiusi in tempi di guerra, allora si avvia una discussione su come si può modernizzare il turismo finita la guerra. Il Touring Club propone di guardare a chi ha un’esperienza importante in ambito turistico: si fondano scuole di formazione, di promozione turistica. Il periodo successivo alla guerra diventa infatti un momento di rinascita per il turismo. Un esempio vicino è quello che si è diffuso dopo la pandemia, il turismo delle 3 P: povero, piccolo e di prossimità. La ricchezza e occupazione che nasce dal turismo viene diffusa in maniera equa nella società, in quanto strettamente radicato in essa. Il turismo crea ricchezza, occupazione in maniera pervasiva. L’Italia nel 2019 doveva il suo PIL per il 13/15% al settore turistico: il turismo costituisce il 9,8% del PIL globale. Ci sono anche paesi in cui il PIL generato dal turismo è anche più elevato: nel mondo una persona su 10 lavora nel turismo, a seconda ovviamente dei territori presi in considerazione. Il turismo è un fattore moltiplicatore : il turista non spende solo nell’albergo, nel soggiorno, ma acquista, vive esperienza, compra prodotti tipici, attua degli scambi con il territorio perciò è un’industria tentacolare. Il turismo è inamovibile : l’originalità, la bellezza del nostro patrimonio artistico e culturale non si può portare via e nemmeno spostare e questo è fondamentale. Il turismo non invecchia mai : ha bisogno di essere aggiornato, ri-raccontato, ma è sempre un’opportunità. Il turismo non tramonta mai: il senso del viaggio fa parte della natura dell’uomo. Negli ultimi vent’anni il turismo è stato attraversato da profonde trasformazioni, che hanno portato con se nuovi modi di raccontarlo:
in interessi comuni e che probabilmente hanno modi di vivere simili: su queste tribù si costruisce una comunicazione più specifica perché si possono profilare, quindi si sa che possono essere conquistati con una certa strategia. In rete ci sono moltissime community: individuarle ed inserirsi dentro di esse, significa lanciare dei messaggi che diventano vere e proprie proposte, inserendosi nei gusti simili di queste persone.
È una figura individuata per capire come il comunicatore del territorio deve muoversi. Chi fa comunicazione turistica deve sapersi immedesimare: il mondo social ha fatto irruzione nel turismo, ha creato una vera e propria rivoluzione nel mondo del turismo. Come sceglie il turista? Comunicazione tradizionale, passaparola, mondo social (influencer, blogger, siti, ecc.) ma soprattutto le informazioni fornite da altri utenti (facebook, instagram, twitter). Secondo Think Google: prima di scegliere guardiamo 22 siti. Il potere fondamentale è quello costituito dalla « raccomandazione ». Il content marketing Il content marketing è importante in quanto il consumatore è molto più preparato ed esigente: dobbiamo trovare dei modi nuovi ed efficaci per comunicare il «territorio», la destinazione. La comunicazione tradizionale rimane importante, ma essenziali oggi diventano anche la guerrilla marketing, tribal marketing… (Effetto Wow!) Il turismo SoLoMo Il turismo di oggi è:
Destination branding significa catturare l'attenzione dei consumatori, produrre engagement: per produrre engagement o meglio simpatia e necessario riuscire a diffondere un messaggio che rappresenti i valori e l'identità della destinazione. Il tema dell’identità è un tema complesso: l’identità di un luogo in chiave turistica è essenziale, comprende tutto ciò che si è stratificato nel tempo attorno a un luogo e a una proposta di promozione. Ciò che è importante è riuscire a fare della destination brand identity un tratto distintivo, in grado di suscitare subito simpatia nel senso greco, ovvero vibrare insieme: quel messaggio, luogo o destinazione faccia sentire una certa sintonia, lo renda riconoscibile. La nuova comunicazione La comunicazione è cambiata molto: c’è una trasformazione radicale dovuta anche all’avvento delle nuove tecnologie perchè le trasformazioni chiave sono sicuramente state influenzate.
essere personali e tangibili, diventa essenziale vivere per primi ciò di cui poi si racconta (se questa componente manca, lo si percepisce seppur la comunicazione sia veicolata attraverso strumenti digitali). Le esperienze devono essere memorabili, condivisibili, concrete: attraverso lo storytelling è fondamentale dare le informazioni necessarie, allo stesso tempo devono lasciare un ricordo. Insistere sulla memorabilità dei luoghi è una chiave per far colpo sul turista. La tecnica che viene utilizzata è quella della storytelling: è un termine forse anche un po’ abusato negli ultimi anni. La narrazione è l’insieme delle modalità con cui si presenta un evento o un fatto ma è diverso dalla storytelling: letteralmente “il racconto della storia”, dove per storia si intende la storia come fatti e la storia personale. Sin dall’antichità la storia era il racconto della storia: non esisteva solo l’idea di storia, ma essa era strettamente collegata con il racconto, altrimenti non esisteva. Non si poteva scindere per il mondo classico la storia dalla sua narrazione e quindi allo stesso modo lo storytelling diventa essenziale: oggi si usa lo storytelling come tecnica per raccontare qualcosa attraverso un’esperienza, è un racconto personale all’interno del quale è presente una vicenda oggettiva. Non si racconta il concetto ma l’esperienza che si ha di quel concetto. Per avere una comunicazione empatica ed emotiva si offre un punto di vista per far sì che il turista si identifichi in quelle stesse emozioni che sono raccontate. Si tratta di utilizzare un racconto per spiegare un concetto, un prodotto e un territorio: non significa solo dare informazioni, bisogna abbandonare l’approccio dall’alto (top-down: quando la scelta cade dall’alto verso il basso, bottom-up quando la scelta va dal basso verso l’alto). Lo storytelling a 360 gradi è una tecnica narrativa che deve ricomprendere tutti i canali di comunicazioni dai contenuti alle immagini (corporate storytelling). Bisogna individuare il capitale narrativo : metterlo a fuoco, capire quali sono gli elementi che possono essere valorizzati, quale è stato il suo ruolo nella storia, tutti elementi che possono aiutare a costruire lo storytelling. Il mondo del mistero, della leggenda è un po’ in penombra ma affascina molto: raccontare questi aspetti colpisce sempre, sono aspetti intriganti. Naturalmente bisogna conoscere i lettori: il target e il destinatario del messaggio deve essere presente sempre, bisogna sempre tenere a mente con chi si parla, sia per gli aspetti del linguaggio, sia per i canali per veicolare le informazioni. “ Sii autentico nel raccontare un’esperienza reale ”: autenticità e onestà con se stessi e verso i contenuti che si vuole comunicare. Con storytelling non si intendono solo messaggi scritti ma anche immagini, elementi visivi: le competenze dello storytelling spaziano dallo storytelling strategist e storyteller. BIG DATA Dati ovunque Ogni 60 secondi nel 2018 venivano registrati:
Punti di forza castello: viabilità, opere d’arte e valore artistico del patrimonio culturale. Posizione isolata può essere un punto di forza o debolezza rispetto a quanto si propone. Target importante per cercare di incanalare le proposte per il pubblico. Potenziare i siti istituzionali - > convogliare il materiale anche sui social con le proposte. LA COMUNICAZIONE UNITARIA DELLA LOMBARDIA La legislazione in tema turistico è in carico alle regioni: dopo la modifica del titolo 5 della costituzione alcune materie sono passate direttamente alle regioni, che acquisiscono il potere di fare legge su determinati temi tra cui il turismo. Il turismo però non è a compartimenti stagni: la legislazione che riguarda il patrimonio artistico ad esempio è di natura nazionale e si riflette sul turismo. Nel 2015 la regione Lombardia mette ordine con una legge nel contesto del turismo: quanto indicato vale in regione Lombardia, declina per le proprie esigenze un pacchetto di norme. Tra queste è compresa anche la comunicazione: tra le prerogative regionali c’è il compito di occuparsi della propria comunicazione turistica attraverso spot pubblicitari ad esempio. Si fa comunicazione però anche con scelte di fondo importanti: la regione Lombardia ad esempio fa una grande operazione di comunicazione, a partire dal decidere di creare un logo, ovvero una figura grafica che deve rappresentare il più possibile lo spirito di quanto si vuole rappresentare, non è un simbolo banale ma è frutto di uno studio approfondito. La regione Lombardia ha come simbolo la Rosa Camuna : viene stabilita come simbolo nel 1975, ha alle spalle diversi decenni ed è entrata davvero nella percezione comune di tuti. È stata una scelta efficace e portata avanti con successo: proviene dalla tradizione delle incisioni rupestri in Val Camonica. Il lavoro dietro la scelta non è improvvisato: ci sono ragioni storiche, di condivisione di un percorso che vuole interpretare il senso di tutto un territorio molto più ampio della sola Val Camonica. Il logo deve perciò comunicare qualcosa, oltre ad essere una rappresentazione grafica: il simbolo è presente ben 92 volte tra le incisioni dei Camuni. Le scelte sono perciò frutto di un
Il target è molto ampio: la campagna di comunicazione si rivolge a tutti i cittadini e ai giovani, alle imprese e alle associazioni del terzo settore, a istituzioni pubbliche e private, a cittadini di tutte le altre regioni d'Italia e dei paesi esteri. Il significato dei termini presenti nel piano strategico sono strettamente legati all’identità sarda:
Comunicazione: regole generali Il giornalista Paolo Murialdi scriveva nel 1998 che tre erano i rischi, le derive cui andava incontro il giornale quotidiano: settimanalizzazione, spettacolarizzazione e teledipendenza. Oggi sappiamo che la vera concorrenza ai giornali viene fatta da internet, e dalla comunicazione digitale attraverso i social network. Il giornale ha quindi come competitor non più tanto la televisione o i settimanali, ma l’avversario di oggi è la comunicazione digitale.