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Introduzione alla statistica: popolazione, campione, caratteri quantitativi e qualitativi, indicatori riflessivi e formativi, analisi fattoriale. Scelta della popolazione in base agli obiettivi di ricerca. Concetto di campione rappresentativo. Caratteri misurati con variabili continue o discrete. Indicatori in relazione a costrutti teorici. Analisi fattoriale per individuare dimensioni latenti. Regressione multipla per valutare capacità predittiva di variabili.
Tipologia: Appunti
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La popolazione rappresenta l’insieme dei componenti cui l’indagine del ricercatore è rivolta. La popolazione, dunque, è l’insieme degli individui o unità statistiche che presentano caratteristiche comuni: stessa età, sesso, luogo di appartenenza etc… La scelta della popolazione dipende da quelli che sono gli obiettivi che il ricercato ha nella sua ricerca. la rilevazione ed elaborazione statistica riguarda i CARATTERI o gli ARGOMENTI comuni agli individui della popolazione. La popolazione può essere FINITA (costituita da numero finito di elementi), e può variare da molto limitato a MOLTO GRANDE oppure può essere INFINITA. Dunque, ciò che caratterizza la popolazione è il concetto di VARIABILE.
Il campione è quella parte della popolazione sulla quale le variabili di interesse della popolazione vengono misurate e diventa rappresentativo della popolazione quando la distribuzione dei dati di osservazioni eseguite su di esso corrisponde a quelle riscontrate nella popolazione. Il campione è definito come un sottoinsieme della popolazione composto da un numero inferiore di individui. Ad esempio, un campione può essere composto da 500 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 15 anni. In psicologia, durante una ricerca, si lavora sempre su campioni. Dunque, i risultati che otterremo ci daranno le caratteristiche di tutta la popolazione. Un campione si dice rappresentativo della popolazione quando ne riflette in modo adeguato le caratteristiche. Quello che viene osservato in esso è generalizzabile alla popolazione. La procedura di individuazione degli elementi che costituiscono il campione è detto campionamento.
I caratteri possono essere di tipo:
In termini quantitativi parliamo di un qualcosa che è espresso mediante dei numeri/valori che hanno un riscontro maggiore nella realtà: statura, peso, tempo di durata. Un carattere che assume valori diversi si chiama variabile.
Esempio :
Le variabili
Le variabili raccolte in uno studio vanno esaminate rispetto alla loro distribuzione. La prima distinzione da effettuarsi va fatta sulle variabili di tipo:
La rappresentazione grafica della distribuzione di una variabile discreta non è altro che un modo conveniente di esprimere le frequenze dei valori della variabile. Il punto di partenza è una tavola delle frequenze nella quale sono riportate le informazioni fondamentali della distribuzione.
Si basa su tecniche statistiche come la regressione multipla. Nella regressione multipla si distingue in variabile che predicono (variabile indipendente) e variabile che viene predetta (variabile dipendente). Possiamo valutare inoltre, l’importanza relativa di ciascuna variabile perditrice. Esempio : Immaginiamo voler predire la somma di denaro che viene spesa nelle lotterie. La nostra variabile può essere parzialmente predetta dalla propensione al rischio delle persone, dalla loro agiatezza economica dalla quantità di denaro che si può vincere, ecc... Quindi, tutte queste variabili avranno alta capacità predittiva. Con la regressione multipla, oltre al loro potere predittivo complessivo , possiamo anche valutare l’importanza relativa di ciascuna variabile predittiva. Potremmo sapere ad esempio, se conta di più l’agiatezza economica o la propensione al rischio.
È una tecnica che consente di individuare dimensioni latenti ad una serie di item o variabili. Cioè, se alcune variabili si correlano tra loto possiamo pensare che ci sia qualcosa che li accomuna. Ad esempio, se piace parlare con persone sconosciute è molto probabile che piace anche andare alle feste). Utilizzando l’analisi fattoriale noi cerchiamo di vedere se queste correlazioni sono sufficientemente elevate e coese da consentire una o più dimensioni.
Rivelazione spoglio dei dati e distribuzioni di frequenze
Dalla carta al computer e tabulazione dei dati
Tutte le ricerche di psicologia iniziano con la compilazione e la somministrazione di test che può essere in forma cartacea, sotto forma di questionari o può essere online. In ogni cosa, si raccolgono i dati di supporto cartaceo poi si organizzano i dati e si elaborano al computer. Questo processo si chiama tabulazione dei dati. I dati possono essere:
_1. La categorizzazione del comportamento di ogni singolo soggetto;
Questi dati vengono definiti dati grezzi perché non sono né organizzati, né direttamente elaborati dal ricercatore. Per poter elaborare i dati grezzi è necessario organizzarli mediante un’operazione chiamata tabulazione. Per poter procedere con l’analisi dei dati è necessario costruire un database che contiene tutti i dati raccolti. Il database è una sorta di griglia costituita da righe e colonne. Perciò, abbiamo dei dati grezzi che dobbiamo organizzare prima in una tabella e poi nei file dati.
Operazioni preliminari per la tabulazione dei dati
Avremo che i dati grezzi subiranno una TABULAZIONE (ordine, etichetta, codi- fica).
Di questo processo devo tenere memoria attraverso la LEGGENDA.
Alla fine della tabulazione posso trasferire i miei dati in un FILE DI DATI che posso elaborare attraverso il computer.
Esempio 2: Potrei avere anche una tabella di questo genere dove i dati non sono su scala intervalli equivalenti. Ogni riga corrisponde un soggetto da 1 a 10 e sono state rilevate 4 variabili non codificate. Perciò, a questa tabella corrisponde la tabella generica che mi rappresenta i soggetti e le variabili.
La tabella generica rappresenta:
soggetti
variabili Valore infinito della variabile
LE FORMULE
1. Sommatoria in riga del soggetto Posso sommare tutte le variabili XIJ della riga per un soggetto. La sommatoria va da J=1, che è il primo valore della variabile, a P che sono i valori infiniti della varia- bile. La variabile I rimane ferma
� 𝑥𝑥𝑖𝑖 𝐽𝐽̇
𝑃𝑃
𝑗𝑗=
2. Sommaria in colonna del soggetto Posso sommare tutti i valori della prima variabile I che va da 1 a N. N è il numero totale dei soggetti previsti
� 𝑥𝑥𝑖𝑖 𝐽𝐽̇
𝑁𝑁
𝑖𝑖=
3. Sommaria di tutti i valori di X nella prima variabile che va da 1 a N. Posso fare la somma di tutti i numeri che stanno nella tabella. Perciò è la DOPPIA SOMMATORIA delle variabili Xij. Quindi questa somma ha 2 indici i va da 1 a N / J va da 1 a P. Ma la sommatoria avviene solo se l’indice che varia è i ovvero quando i va da 1 a N. Dunque, J rimane ferma.
Esempio tabulazione dei dati grezzi all’interno di un software statistico Supponiamo di aver raccolto le risposte di 9 individui a 5 scale di differenziale se- mantico per la misura dell'atteggiamento verso l'uso del filo interdentale. Le 5 scale di differenziale semantico erano ancorate agli aggettivi:
𝑁𝑁
𝑖𝑖= 1
𝑃𝑃
𝑗𝑗=
Calcolo delle frequenze nel caso di variabili su scala ad intervalli o rapporti Supponiamo di aver rilevato il peso della variabile X di 20 ragazzi.
Il totale dei soggetti è n=20 perciò anche la sommatoria delle frequenze sarà 20. (∑𝑓𝑓 = 20) La sommatoria delle frequenze è uguale ad n, perciò n ed F coincidono. (∑𝑓𝑓 = 𝑛𝑛)
Esempio 1: Questa è una riproposta di una delle colonne della tabella che abbiamo fatto prima (prima tabella). La frequenza è il numero di casi osservati per qualsiasi modalità della variabile oggetto di studio.
In questo caso è semplificata con 10 soggetti per riga con un'unica variabile. Tra 10 soggetti abbiamo visto chi ha risposto sì (1) cioè 4 soggetti SI= Quindi la frequenza è 4 F= 4
Esempio 2 : In questo caso le modalità di risposta non sono due quindi dovrò considerare tutti i valori della variabile X2. I valori vengono identificati e tabulati in questo modo: F1 = 1 F2 = 3 F3 = 1 F4 = 3 F5 = 2
I valori della X sono tutti diversi nella serie di numeri, perciò, le 5 frequenze saranno diverse tra loro e relative al valore della variabile. Quindi abbiamo: F1=1 relativo al valore 27 F2=3 relativo al valore 28 F3=1 relativo al valore 30 F4=3 relativo al valore 33 Per la distribuzione di frequenza avremo: ∑𝑓𝑓𝑖𝑖 = 10 = 𝑁𝑁 Ovvero la sommatoria della frequenza per l’indice di sommatoria. Dunque F= Perciò avremo che F sarà sempre uguale al numero dei soggetti F=N
RIASSUMENDO… X= Valore generico della variabile F= Numero delle volte che si presenta un valore di X K= Numero dei valori diversi che può assumere la variabile X N= Numero dei soggetti
Possiamo indicare con K il numero dei valori diversi che può assumere una variabile e con N il numero dei soggetti
𝑘𝑘
1 La x è un valore generico della variabile, mentre la f è il numero delle volte che si presenta un valore di x, K il numero dei valori di x