

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Concetti generali sulla grammatica
Tipologia: Appunti
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


La grammatica è l'insieme delle strutture e delle regole di funzionamento di una lingua. È intesa sia come descrizione del sistema (grammatica esterna); sia come competenza (grammatica interna). La competenza linguistica si evidenzia nell'uso delle regole, la competenza metalinguistica si evidenzia nella capacità di descrivere regole. La competenza, inoltre, si evidenzia anche nella capacità di riconoscere gli enunciati e quindi distinguere tra frasi grammaticali e non. Lo scopo della riflessione grammaticale è quello di rafforzare la riflessione sulla lingua evidenziando gli elementi comuni e distintivi tra le varie lingue. Lo strumento della riflessione grammaticale è il confronto tra diverse forme che un unico contenuto concettuale può assumere e tra lingue diverse, così si rafforza la consapevolezza che le lingue hanno identiche capacità espressive. La pluralità dei modelli e forza per superare i limiti della grammatica tradizionale, ma Ciò rappresenta un ostacolo allo sviluppo sulla riflessione sulla lingua perché comportano l'uso di terminologie diverse.
Ha due obiettivi: portare gli allievi a conoscere la grammatica per saper analizzare i materiali linguistici, riconoscere categorie e sottocategorie, e conoscere le regole; portare gli allievi ad esprimersi correttamente. Tale obiettivo ignora la realtà linguistica extrascolastica e risulta come costruzione di una lingua artificiale. Presuppone che l'italiano sia un sistema s tabilito una volta per tutte ed essenzialmente basato sul toscano, infatti, i dialetti sono considerati degenerazioni della lingua. I metodi sono basati perlopiù sulla presentazione e sullo studio della regola che deve essere poi applicata negli esercizi e nei testi scritti. Tale metodo non dà i frutti sperati in quanto l'allievo impara ripete la regola ma continua ad utilizzare la lingua secondo regole precedentemente analizzate per altre vie. La grammatica tradizionale non presta attenzione alla tematica e agli usi funzionali della lingua, infatti, non riesce a spiegare tutti diversi tipi di frase. Un esempio è l'insegnamento della sintassi. Esempio
In sintesi, l'analisi logica, fa una commistione di livelli di analisi. Infatti per la definizione di frase si basa solo sul livello informativo, semantico e formale; Per l'identificazione di una frase fa riferimento al livello formale (presenza del verbo). Da tutto ciò derivano numerose critiche: l'insegnamento è inutile perché non sviluppa le capacità linguistiche fornisce loro conoscenze scientifiche sul linguaggio e la lingua; non fornisce stimoli Anzi paralizza le capacità espressive; non tiene conto dei diversi sistemi linguistici. Ci sono difficoltà, da parte dei docenti, quando si discute di proposte didattiche o innovazioni teoriche. Ci sono varie tendenze nella scuola italiana: la ricerca di forme nuove e più scientifiche attraverso cui stimolare la riflessione sulla lingua o sostituire la grammatica con l'insegnamento della linguistica. Ma ciò comporterebbe delle difficoltà: scegliere tra le varie teorie linguistiche modello del linguaggio che appaia congeniale alla didattica; adeguare l'insegnamento ai vari livelli scolastici. Bisognerebbe occuparsi di rendere l'allievo cosciente del modo in cui egli usa la lingua, perché la linguistica può darci delle informazioni importanti sulle varietà della lingua, ma non ci fornisce gli obiettivi dell'insegnamento. L'errore, nell'ottica tradizionale, è la deviazione del tipo di lingua scelto come modello, ed è causato dall'ignoranza o dalla negligenza dell'allievo. invece l'errore deve essere considerato come fatto normale è necessario per l'uso della lingua. L'insegnante deve scoprirne le cause, scoprirle con gli allievi e farli riflettere virgola proprio per questo è utile utilizzare i testi errati prodotti dagli allievi. Inoltre gli errori servono ad individuare i settori in cui gli allievi mostrano maggiori lacune. È utile attuare percorsi di scoperta affinché gli alunni possono prendere coscienza di quelle conoscenze linguistiche immagazzinate; programmare dei momenti di riflessione; con considera fenomeno linguistico come oggetto di esperimento; ricordare che nessun metodo è esaustivo per spiegare i fenomeni e gli aspetti della lingua nella sua totalità; procedere per livelli. metodo deduttivo: dalla regola ad esempio, usa molto l'apparato realistico, privilegia gli studenti di tendenza analitica - > dal Generale al particolare. metodo induttivo: dall'esempio alla regola, dal particolare al generale. L'ideale sarebbe unire i due metodi Cercando sempre di partire dalle conoscenze già Note su cui costruire un percorso induttivo che verrà completato con un percorso diretto, deduttivo e dedicato alle parti più complesse.
Nell'analisi della frase Il modello valenziale parte dal verbo e del suo valore semantico, da qui si possono individuare gli argomenti essenziali distinguendoli da quelli facoltativi che apportano informazioni che arricchiscono la frase. La frase è un modello sintattico dotata di valore semantico grazie alle valenze del verbo. Il verbo è il vertice sintattico intorno al quale si organizza tutta la frase, ed ha il compito di enunciare una situazione che viene collocata nel tempo. La valenza è una mancanza: il verbo è insaturo e deve essere saturato semanticamente dagli argomenti. Il legame che si genera tra verbo e argomenti è detto reggenza. In quest'ottica la frase minima non è più soggetto+predicato, ma soggetto+verbi+argomenti del verbo. Le parole non sono tutte sullo stesso piano, esiste una gerarchia della frase: gli argomenti dipendono dalla semantica del verbo (Io mangio un panino); le circostanze dipendono dal contesto: dove, quando, perché, con chi… (Io mangio un panino dopo aver fatto i compiti con gli amici). In base alla frase, certi argomenti possono essere argomentali (vivo (a Lodi)) e circostanziali (un bambino è stato investito da una macchina (a Lodi)). La valenza gode di un principio quantitativo, infatti esistono verbi: zerovalenti; monovalenti/ intransitivi; bivalenti/ transitivi o intransitivi; trivalenti/ transitivi o intransitivi; tetravalenti/ transitivi.