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Concetti sulla Grammatica generale, Appunti di Lingua Italiana

Concetti generali sulla grammatica

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 30/05/2018

singer93
singer93 🇮🇹

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LA GRAMMATICA (slides)
La grammatica è l'insieme delle strutture e delle regole di funzionamento di una lingua. È intesa sia
come descrizione del sistema (grammatica esterna); sia come competenza (grammatica interna). La
competenza linguistica si evidenzia nell'uso delle regole, la competenza metalinguistica si evidenzia
nella capaci di descrivere regole. La competenza, inoltre, si evidenzia anche nella capacità di
riconoscere gli enunciati e quindi distinguere tra frasi grammaticali e non.
Lo scopo della riflessione grammaticale è quello di rafforzare la riflessione sulla lingua evidenziando
gli elementi comuni e distintivi tra le varie lingue. Lo strumento della rifless ione grammaticale è il
confronto tra diverse forme che un unico contenuto concettuale può assumere e tra lingue diverse,
così si rafforza la consapevolezza che le lingue hanno identiche capacità espressive. La pluralità dei
modelli e forza per superare i limiti della grammatica tradizionale, ma Ciò rappresenta un ostacolo
allo sviluppo sulla riflessione sulla lingua perché comportano l'uso di terminologie diverse.
Grammatica tradizionale
Ha due obiettivi: portare gli allievi a conoscere la grammatica per saper analizzare i materiali
linguistici, riconoscere categorie e sottocategorie, e conoscere le regole; portare gli allievi ad
esprimersi correttamente. Tale obiettivo ignora la realtà linguistica extrascolastica e risulta come
costruzione di una lingua artificiale. Presuppone che l'italiano sia un sistema stabilito una volta per
tutte ed essenzialmente basato sul toscano, infatti, i dialetti sono considerati degenerazioni della
lingua. I metodi sono basati perlopiù sulla presentazione e sullo studio della regola che deve essere
poi applicata negli es ercizi e nei testi scritti. Tale metodo non dà i frutti sperati in quanto l'allievo
impara ripete la regola ma continua ad utilizzare la lingua secondo regole precedentemente
analizzate per altre vie.
La grammatica tradizionale non presta attenzione alla tematica e agli usi funzionali della lingua,
infatti, non riesce a spiegare tutti diversi tipi di frase. Un esempio è l'insegnamento della sintassi.
Esempio
- contenuti: conoscenza di struttura e funzione dei sintagmi; struttura logica comunicativa
della frase.
- obiettivi: abilità di analisi dei sintomi, se loro rapporti gerarchici, del loro valore semantico e
comunicativo; attribuire specifici profili comunicativi alla fase.
- metodi: partire dalla competenza posseduta; basarsi su diversi tipi di testo.
- scopi: stimolare la riflessione astratta; sviluppare la capacità di costruire le frasi per specifici
scopi comunicativi.
unità di analisi: - denominazione (come s i chiama?); definizione (Che cos'è?); descrizione (come è
fatta?); identificazione (Come la riconosco?).
Per esempio: la frase semplice può essere definita in vari modi: dotata di un senso compiuto,
trasmette informazioni; deve contenere un verbo; comincia con la lettera maiuscola.
Sono tre definizioni che possono creare confusione e che si riferiscono a livelli linguistici diversi.
Inoltre s pesso accade che, attraverso frasi equivoche, ci si accorge dell'esistenza di regole strutturali
che si ignoravano. Si va incontro alla mancanza di scientificità, poiché molte definizioni non spiegano
i meccanismi della lingua virgola come le spiegazioni non trovano riscontro con l'uso reale della
lingua e quindi non s ono utilizzabili.
Vi sono inoltre problemi anche se parliamo dei manuali. Infatti, propongono una nomenclatura
troppo ampia e contraddittoria, non s timolano la riflessione critica, fanno esempi fuori contesto,
discutono poco il problema delle funzioni comunicative di diverse strutture sintattiche. Per esempio
danno una definizione di soggetto e predicato che non trova riscontro nelle frasi passive.
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LA GRAMMATICA (slides)

La grammatica è l'insieme delle strutture e delle regole di funzionamento di una lingua. È intesa sia come descrizione del sistema (grammatica esterna); sia come competenza (grammatica interna). La competenza linguistica si evidenzia nell'uso delle regole, la competenza metalinguistica si evidenzia nella capacità di descrivere regole. La competenza, inoltre, si evidenzia anche nella capacità di riconoscere gli enunciati e quindi distinguere tra frasi grammaticali e non. Lo scopo della riflessione grammaticale è quello di rafforzare la riflessione sulla lingua evidenziando gli elementi comuni e distintivi tra le varie lingue. Lo strumento della riflessione grammaticale è il confronto tra diverse forme che un unico contenuto concettuale può assumere e tra lingue diverse, così si rafforza la consapevolezza che le lingue hanno identiche capacità espressive. La pluralità dei modelli e forza per superare i limiti della grammatica tradizionale, ma Ciò rappresenta un ostacolo allo sviluppo sulla riflessione sulla lingua perché comportano l'uso di terminologie diverse.

Grammatica tradizionale

Ha due obiettivi: portare gli allievi a conoscere la grammatica per saper analizzare i materiali linguistici, riconoscere categorie e sottocategorie, e conoscere le regole; portare gli allievi ad esprimersi correttamente. Tale obiettivo ignora la realtà linguistica extrascolastica e risulta come costruzione di una lingua artificiale. Presuppone che l'italiano sia un sistema s tabilito una volta per tutte ed essenzialmente basato sul toscano, infatti, i dialetti sono considerati degenerazioni della lingua. I metodi sono basati perlopiù sulla presentazione e sullo studio della regola che deve essere poi applicata negli esercizi e nei testi scritti. Tale metodo non dà i frutti sperati in quanto l'allievo impara ripete la regola ma continua ad utilizzare la lingua secondo regole precedentemente analizzate per altre vie. La grammatica tradizionale non presta attenzione alla tematica e agli usi funzionali della lingua, infatti, non riesce a spiegare tutti diversi tipi di frase. Un esempio è l'insegnamento della sintassi. Esempio

  • contenuti: conoscenza di struttura e funzione dei sintagmi; struttura logica comunicativa della frase.
  • obiettivi: abilità di analisi dei sintomi, se loro rapporti gerarchici, del loro valore semantico e comunicativo; attribuire specifici profili comunicativi alla fase.
  • metodi: partire dalla competenza posseduta; basarsi su diversi tipi di testo.
  • scopi: stimolare la riflessione astratta; sviluppare la capacità di costruire le frasi per specifici scopi comunicativi. unità di analisi: - denominazione (come si chiama?); definizione (Che cos'è?); descrizione (come è fatta?); identificazione (Come la riconosco?). Per esempio: la frase semplice può essere definita in vari modi: dotata di un senso compiuto, trasmette informazioni; deve contenere un verbo; comincia con la lettera maiuscola. Sono tre definizioni che possono creare confusione e che si riferiscono a livelli linguistici diversi. Inoltre spesso accade che, attraverso frasi equivoche, ci si accorge dell'esistenza di regole strutturali che si ignoravano. Si va incontro alla mancanza di scientificità, poiché molte definizioni non spiegano i meccanismi della lingua virgola come le spiegazioni non trovano riscontro con l'uso reale della lingua e quindi non sono utilizzabili. Vi sono inoltre problemi anche se parliamo dei manuali. Infatti, propongono una nomenclatura troppo ampia e contraddittoria, non stimolano la riflessione critica, fanno esempi fuori contesto, discutono poco il problema delle funzioni comunicative di diverse strutture sintattiche. Per esempio danno una definizione di soggetto e predicato che non trova riscontro nelle frasi passive.

In sintesi, l'analisi logica, fa una commistione di livelli di analisi. Infatti per la definizione di frase si basa solo sul livello informativo, semantico e formale; Per l'identificazione di una frase fa riferimento al livello formale (presenza del verbo). Da tutto ciò derivano numerose critiche: l'insegnamento è inutile perché non sviluppa le capacità linguistiche fornisce loro conoscenze scientifiche sul linguaggio e la lingua; non fornisce stimoli Anzi paralizza le capacità espressive; non tiene conto dei diversi sistemi linguistici. Ci sono difficoltà, da parte dei docenti, quando si discute di proposte didattiche o innovazioni teoriche. Ci sono varie tendenze nella scuola italiana: la ricerca di forme nuove e più scientifiche attraverso cui stimolare la riflessione sulla lingua o sostituire la grammatica con l'insegnamento della linguistica. Ma ciò comporterebbe delle difficoltà: scegliere tra le varie teorie linguistiche modello del linguaggio che appaia congeniale alla didattica; adeguare l'insegnamento ai vari livelli scolastici. Bisognerebbe occuparsi di rendere l'allievo cosciente del modo in cui egli usa la lingua, perché la linguistica può darci delle informazioni importanti sulle varietà della lingua, ma non ci fornisce gli obiettivi dell'insegnamento. L'errore, nell'ottica tradizionale, è la deviazione del tipo di lingua scelto come modello, ed è causato dall'ignoranza o dalla negligenza dell'allievo. invece l'errore deve essere considerato come fatto normale è necessario per l'uso della lingua. L'insegnante deve scoprirne le cause, scoprirle con gli allievi e farli riflettere virgola proprio per questo è utile utilizzare i testi errati prodotti dagli allievi. Inoltre gli errori servono ad individuare i settori in cui gli allievi mostrano maggiori lacune. È utile attuare percorsi di scoperta affinché gli alunni possono prendere coscienza di quelle conoscenze linguistiche immagazzinate; programmare dei momenti di riflessione; con considera fenomeno linguistico come oggetto di esperimento; ricordare che nessun metodo è esaustivo per spiegare i fenomeni e gli aspetti della lingua nella sua totalità; procedere per livelli. metodo deduttivo: dalla regola ad esempio, usa molto l'apparato realistico, privilegia gli studenti di tendenza analitica - > dal Generale al particolare. metodo induttivo: dall'esempio alla regola, dal particolare al generale. L'ideale sarebbe unire i due metodi Cercando sempre di partire dalle conoscenze già Note su cui costruire un percorso induttivo che verrà completato con un percorso diretto, deduttivo e dedicato alle parti più complesse.

Grammatica valenziale

Nell'analisi della frase Il modello valenziale parte dal verbo e del suo valore semantico, da qui si possono individuare gli argomenti essenziali distinguendoli da quelli facoltativi che apportano informazioni che arricchiscono la frase. La frase è un modello sintattico dotata di valore semantico grazie alle valenze del verbo. Il verbo è il vertice sintattico intorno al quale si organizza tutta la frase, ed ha il compito di enunciare una situazione che viene collocata nel tempo. La valenza è una mancanza: il verbo è insaturo e deve essere saturato semanticamente dagli argomenti. Il legame che si genera tra verbo e argomenti è detto reggenza. In quest'ottica la frase minima non è più soggetto+predicato, ma soggetto+verbi+argomenti del verbo. Le parole non sono tutte sullo stesso piano, esiste una gerarchia della frase: gli argomenti dipendono dalla semantica del verbo (Io mangio un panino); le circostanze dipendono dal contesto: dove, quando, perché, con chi… (Io mangio un panino dopo aver fatto i compiti con gli amici). In base alla frase, certi argomenti possono essere argomentali (vivo (a Lodi)) e circostanziali (un bambino è stato investito da una macchina (a Lodi)). La valenza gode di un principio quantitativo, infatti esistono verbi: zerovalenti; monovalenti/ intransitivi; bivalenti/ transitivi o intransitivi; trivalenti/ transitivi o intransitivi; tetravalenti/ transitivi.