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Si tratta di un approfondimento relativo alla concorrenza perfetta
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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È un modello realistico? Come tutti i modelli non può cogliere tutti i dettagli della realtà. È un modello piuttosto semplice e utile per prevedere risposte di un mercato a variazioni dei gusti dei consumatori, cambiamenti della tecnologia, modifiche nella produzione, politiche economiche. Ben pochi i mercati che vi si rispecchiano perfettamente (Es. prodotti agricoli). Molti mercati, pur non rispecchiandosi perfettamente nel modello vi si avvicinano molto. Un’impresa o un consumatore “ price taker ” è un soggetto economico che non ha il potere di influenzare il prezzo del bene o servizio e deve quindi accettare il prezzo stabilito dal mercato. In altre parole: produce una quantità talmente piccola rispetto al totale del mercato che anche cambiando la propria quantità di offerta il prezzo non cambia Perciò:
l’impresa accetta il prezzo di mercato e decide solo quanta quantità produrre il consumatore accetta il prezzo e decide solo quanta quantità acquistare Se il prezzo è dato, l’impresa deve scegliere quel dato livello di prodotto che le garantisce il max profitto. Per una impresa concorrenziale, il ricavo marginale in corrispondenza di ogni quantità è pari al prezzo di mercato. Per questa ragione, la curva del ricavo marginale e quella della domanda per l’impresa coincidono: Una retta orizzontale al livello del prezzo di mercato. Per un’impresa concorrenziale: il prezzo è costante ogni unità venduta aggiunge lo stesso ricavo 👉 quindi il ricavo marginale è uguale al prezzo Breve periodo Muovendoci lungo la curva di offerta manteniamo costanti due valori:
Il prezzo di mercato quindi si riduce e la quantità offerta aumenta. I nuovi imprenditori entreranno fin quando il prezzo sarà uguale al ricavo marginale. Ci saranno più imprese ma produrranno di meno. Il ricavo totale sarà ora dato da prezzo per quantità venduta, il costo totale è prezzo per costo medio per cui il ricavo e i costi si eguagliano e il profitto è nullo. Nel lungo periodo se ogni impresa realizza una perdita economica, la perdita fa uscire imprese dal mercato, spostando la curva di offerta verso sinistra, fino a quando il prezzo di mercato sale e ogni impresa realizza un profitto economico nullo (parliamo di profitto economico e non contabile). Il comportamento dei mercati varia a seconda che si consideri il breve o il lungo periodo: per risolvere un problema dobbiamo sempre sapere che tipo di periodo stiamo analizzando.
Esiste la condizione del monopolio naturale nel settore dei beni culturali? Ci sono situazioni in cui i costi marginali non sono zero. In esposizioni chiamate "blockbuster", un visitatore aggiuntivo impone costi agli altri visitatori. Questi costi di congestione possono essere significativi, e la tariffazione in base alla regola del CMg potrebbe essere possibile. Nella maggior parte dei casi: la necessità dell’intervento pubblico è da ricercarsi nell’incidenza dei costi di conservazione rispetto a quelli di fruizione. I costi di conservazione vanno sostenuti indipendentemente dal livello di fruizione e dunque non esiste chance di gestione privata per musei o siti poco frequentati. Discriminazione del prezzo Sin qui abbiamo immaginato che le imprese fissino un unico prezzo per ogni unità che vendono. In realtà, se ci guardiamo intorno, molte imprese operano in maniera diversa: offrono tariffe differenziate a seconda del cliente (compagnie telefoniche, sconti al supermercato, cinema, ecc.) Per quale ragione? ▪ In alcuni casi i prezzi differenziati riflettono costi di produzione diversi (consegna in posti lontani) ▪ In altri casi la spiegazione sta nel tentativo, da parte dell’impresa, di sfruttare disponibilità a pagare diverse da parte dei consumatori → quest’ultimo caso è quello della discriminazione di prezzo. Per potersi praticare discriminazione di prezzo l’impresa deve essere in grado di alzare il prezzo ad alcuni clienti senza perderli tutti. In concorrenza perfetta non sarebbe possibile. • L’impresa deve essere in grado di identificare i consumatori disposti a pagare di più. La rilevazione diretta è assai difficile da praticare perché i consumatori non sono disponibili a rivelare la propria DAP. La rilevazione indiretta è complicata ma in alcuni casi fattibile(compagnie aeree e uomini d’affari) • L’impresa deve impedire a quanti hanno acquistato a costo basso di rivendere il prodotto a chi ha una disponibilità a pagare più elevata.
Vi è la domanda privata cioè quella fronteggiata dal produttore non calcolando l’esternalità che proviene dall’esterno e considerando l’offerta, determina la quantità ottimale di produzione. Dobbiamo far sì che il beneficio riportato a soggetti terzi venga riportato nell’attività stessa. Graficamente vi sarà una domanda più elevata (domanda sociale) ed è innalzato di un segmento pari al beneficio esterno (per cui la domanda si sposta verso l’alto). Di conseguenza l’equilibrio cambia. La quantità socialmente ottima è maggiore di quella privata.