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Confronto fedro e Petrone,con approfondimento sui componimenti
Tipologia: Esercizi
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La vedova e il soldato [Come sono grandi l’incostanza e il capriccio delle donne! Una donna perse il marito, cui era stata legata da tenero affetto per diversi anni, e com- pose il suo corpo in un sarcofago; strapparla da questo luogo non era possibile in alcun modo e nel sepolcro la vedova trascorreva in lacrime la vita, così si procurò la splendida fama di giovane donna senza macchia. Nel frattempo alcune persone, che avevano sac- cheggiato il santuario di Giove, messe in croce, pagarono il fio alla divinità e affinchè‚ nessuno potesse prelevarne le spoglie, si collocarono dei soldati a guardia dei cadaveri, proprio vicino al monumento dove la donna si teneva quasi reclusa. Una volta, preso dal- la sete, uno dei soldati di guardia chiese un po' d'acqua, nel cuore detta notte, a una ser- vetta che giusto in quel momento accudiva alla sua padrona sul punto di andare a dormi- re; infatti aveva lavorato al lume e protratto la veglia fino a tardi. Attraverso i battenti socchiusi il soldato lancia uno sguardo e vede una donna dall’aria sofferente e dal magnifico volto. Ecco, il suo cuore, conquistato, si infiamma e il desiderio di Lui che troppo osa (impudentis cupiditas) diventa sempre più ardente. Con scaltra acu- tezza egli trova mille pretesti per poter vedere la vedova più spesso. Instauratasi una con- suetudine quotidiana, a poco a poco la donna diventa più compiacente con quell’estraneo; e ben presto incatena il suo cuore con un più stretto tegame. Mentre qui trascorre le sue notti questo guardiano scrupoloso (custos diligens), nota la mancanza di un corpo a una delle croci. Sconvolto, il soldato racconta alla donna ciò che è avvenuto. Ma lei, che è tut- ta purezza (sancta mulier): “Non hai nulla da temere” dice e consegna il corpo del marito da appendere alla croce affinchè‚ lui, il suo amante, non sia punito per la sua negligenza. Fu così che l’infamia soppiantò la lode (Sic turpitudo laudis obsedit locum).
In primo luogo si può osservare che, com'è tipico delle favole fedriane, il testo non presenta alcun indugio descrittivo, nè‚ indulge in alcun modo al “piacere del narrare” fine a se stesso, ma si limita a delineare una situazione in cui i personaggi hanno valore di semplici funzioni narrative. Lo svolgimento detta favola, estremamente rapido e sintetico, è infatti strettamente funzionale alla dimostrazione della tesi misogina della inconstantia et libido mulieris - come recita il sottotitolo di età medievale -, condannata esplicitamente da Fedro nella breve morale finale. L’intento esplicitamente moralistico dell’autore trapela peraltro nel corso della narrazione già in espressioni come impudentis cupiditos (riferito al miles) o nell’appellativo sarcastico sancta mulier. Evidente risulta quindi il contrasto tra la resa fedriana del racconto e il sorridente disticco del testo petroniano, che svolge la narrazione spinto essenzialmente dal gusto del narrare fine a se stesso e che, lontano da ogni forma di giudizio, conclude la novella sull'immagine detta folla attonita, giungendo quasi a elogiare implicitamente l’ingegno della scaltra vedova. La novella di Fedro, a differenza di quella di Petronio,che qualificava la protagonista come matrona quaedam Ephesi, non ha un'ambientazione spaziate definita: inizia e finisce in uno spazioindeterminato.Questa scelta rende la vicenda più simile alla favola popolare che norn
alla novella letteraria, in linea conla maggior parte delle composizioni di Fedro.La novella di Fedro elogia la donna solo nella prima parte, finchè lei si dimostra fedele al marito e lo veglia nel sepolcro usque in serum .Nella seconda parte il giudizio cambia radicalmente in concomitanza con il modificarsi dei comportamento della donna; e alla fine la turpitudo , la vergogna, prende il posto della lode. Ci sono anche altre differenze notevoli rispetto al Satyricon, sia nella tecnica narrativa, priva della suspence e della gradualità con cui Petronio espone i fatti, ricorrendo spesso allo stile paratragico per giustificare i colpi di scena più paradossali, sia nell'organizzazione degli spazi, sia negli interventi dei Narratore: -La situazione iniziale introduce un nuovo spazio, il fanum Iovis, dove i ladri hanno compiuto il furto che meriterà loro la condanna alla crocifissione. In Petronio, invece, il motivo della condanna dei ladri non è specificato;
vuto un trattamento diverso. Quindi la seduzione, messa in atto dal soldato, viene punita moralmen- te solo nella donna. L'antichità classica consegna al Medioevo la novella della vedova e del soldato in due redazioni molto diverse. Da una parte Petronio che concepisce il racconto come un elogio della seduzione e lo conclude con una battuta leggera; dall'altra Fedro che lo conclude con una sentenza di condanna della donna.