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Considerator - Sintesi dei Sette Raggi, Appunti di Teconologie e processi di produzione

Considerator - Sintesi dei Sette Raggi

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 15/05/2020

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I SETTE RAGGI
Sintesi di
Considerator
INTRODUZIONE
La concezione dei 7 Raggi è basata sul principio della creazione e manifestazione cosmica, per
mezzo del successivo differenziarsi della sostanza primordiale. L’Uno diventa i Tre, i Tre divengo-
no i Sette ed i Sette, attraverso ulteriori differenziazioni, danno l’immensa molteplicità,la meravi-
gliosa ricchezza e varietà della vita manifestata nei mondi visibili ed in quelli invisibili. Nel primo
volume della “Dottrina Segreta Vol. I° terza edizione inglese ” è detto :
“L’Unico Raggio contiene in se stesso i 7 Raggi creativi.” (pag. 108)
“Esistono 7 gruppi distinti, con le loro suddivisioni: fisica, mentale e spirituale.” (pag. 626)
“Tutti questi gruppi presiedono alle vicende umane. Essi imprimono la loro immagine sulle no-
stre anime. Essi sono presenti nei nostri nervi, nelle nostre vene, nelle nostre arterie, e nella nostra
sostanza cerebrale.” (pag. 313)
“Questo costituisce la prima grande fase del dramma cosmico: l’involuzione che procede
dall’Unità alla Molteplicità, dalla omogeneità alla differenziazione, dallo Spirito alla Materia. Ma
quando questo processo è giunto al grado più basso, al Regno minerale, comincia la fase inversa: la
corrente evolutiva che sale, dapprima ciecamente e lentamente, attraverso i Regni vegetale ed ani-
male, poi, via via più rapidamente e consapevolmente, negli stati più progrediti del Regno umano e
nei Regni superumani verso le 7 grandi differenziazioni primordiali dell’Unica Realtà. Come è det-
to nella “Dottrina Segreta”:
“I 7 Raggi (Raggi di saggezza) modellano i 7 Sentieri, ad uno dei quali l’angosciato mortale può
giungere.” (pag. 201)
I 7 Raggi del nostro Sistema sono Sette correnti di energia, emanate dal Logos Solare, ciascuna
delle quali è dotata di una specifica qualità psichica, di una particolare nota, ed ha una speciale fun-
zione nel dramma evolutivo.
Questi Raggi si dividono in due gruppi principali:
Tre Raggi Maggiori, fondamentali e originari, e Quattro Raggi Minori derivati.
I primi Tre sono:
Il Raggio della Volontà o Potenza
Il Raggio dell’Amore-Saggezza
Il Raggio dell’Attività Intelligente
I Quattro Raggi derivati sono:
Il Raggio dell’Armonia e della Bellezza
Il Raggio della Conoscenza Concreta
Il Raggio dell’Idealismo e della Devozione
Il Raggio dell’Ordine, dell’Organizzazione e della Magia
Nel loro insieme essi formano, si può dire, la somma delle qualità psicologiche del Logos, della
Sua Anima e della Sua Personalità.
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I SETTE RAGGI

Sintesi di Considerator

INTRODUZIONE

La concezione dei 7 Raggi è basata sul principio della creazione e manifestazione cosmica, per mezzo del successivo differenziarsi della sostanza primordiale. L’Uno diventa i Tre, i Tre divengo- no i Sette ed i Sette, attraverso ulteriori differenziazioni, danno l’immensa molteplicità,la meravi- gliosa ricchezza e varietà della vita manifestata nei mondi visibili ed in quelli invisibili. Nel primo volume della “ Dottrina Segreta Vol. I° terza edizione inglese ” è detto : “L’Unico Raggio contiene in se stesso i 7 Raggi creativi.” (pag. 108) “Esistono 7 gruppi distinti, con le loro suddivisioni: fisica, mentale e spirituale.” (pag. 626) “Tutti questi gruppi presiedono alle vicende umane. Essi imprimono la loro immagine sulle no- stre anime. Essi sono presenti nei nostri nervi, nelle nostre vene, nelle nostre arterie, e nella nostra sostanza cerebrale.” (pag. 313) “Questo costituisce la prima grande fase del dramma cosmico: l’involuzione che procede dall’Unità alla Molteplicità, dalla omogeneità alla differenziazione, dallo Spirito alla Materia. Ma quando questo processo è giunto al grado più basso, al Regno minerale, comincia la fase inversa: la corrente evolutiva che sale, dapprima ciecamente e lentamente, attraverso i Regni vegetale ed ani- male, poi, via via più rapidamente e consapevolmente, negli stati più progrediti del Regno umano e nei Regni superumani verso le 7 grandi differenziazioni primordiali dell’Unica Realtà. Come è det- to nella “ Dottrina Segreta ”: “I 7 Raggi (Raggi di saggezza) modellano i 7 Sentieri, ad uno dei quali l’angosciato mortale può giungere.” (pag. 201) I 7 Raggi del nostro Sistema sono Sette correnti di energia, emanate dal Logos Solare, ciascuna delle quali è dotata di una specifica qualità psichica, di una particolare nota, ed ha una speciale fun- zione nel dramma evolutivo. Questi Raggi si dividono in due gruppi principali: Tre Raggi Maggiori, fondamentali e originari, e Quattro Raggi Minori derivati. I primi Tre sono:

Il Raggio della Volontà o Potenza Il Raggio dell’Amore-Saggezza Il Raggio dell’Attività Intelligente

I Quattro Raggi derivati sono:

Il Raggio dell’Armonia e della Bellezza Il Raggio della Conoscenza Concreta Il Raggio dell’Idealismo e della Devozione Il Raggio dell’Ordine, dell’Organizzazione e della Magia

Nel loro insieme essi formano, si può dire, la somma delle qualità psicologiche del Logos, della Sua Anima e della Sua Personalità.

Ciascuno di questi 7 Raggi forma poi la qualità predominante, e nota fondamentale di uno dei Sette Spiriti o Logoi Planetari. Però in ognuno di questi, e quindi in ognuno dei pianeti in cui si ma- nifesta e nella gerarchia di esseri minori di cui è composto, si ritrovano tutti e Sette i Raggi, le note e gli attributi, in varia misura, fra i diversi Piani, Regni, Gruppi ed Individui. Venendo alla Gerarchia di Esseri che più ci interessa, a quella umana, troviamo che ogni uomo è sotto il dominio di 6 Raggi, è in altre parole composto di varie linee di forza, di varie note qualitati- ve. Tre principali: il Raggio della Monade, il Raggio Egoico, il Raggio della Personalità. Tre secondari: il Raggio della Mente, delle Emozioni, e del Corpo. Il primo, il Raggio della Monade, è il più importante e fondamentale; ma poiché si rivela solo a livelli elevatissimi di sviluppo spirituale, ad uno stadio che è in realtà superumano, ce ne occupere- mo successivamente. I Raggi del Corpo, delle Emozioni, e della Mente determinano la nostra costituzione psicofisica, il nostro temperamento, i nostri modi impulsivi di reazione, la mentalità di cui siamo dotati. Negli uomini primitivi predomina il Raggio del Corpo fisico, poiché la loro coscienza funziona quasi soltanto nel mondo delle sensazioni e degli istinti. Negli uomini di sviluppo medio, che costituiscono la maggioranza dell’umanità, predomina il Raggio delle Emozioni; per essi il sentire, il vibrare continuamente, il desiderare costituiscono la vita, la realtà. Nella parte più progredita dell’umanità il Raggio della Mente si va affermando in modo crescen- te e spesso in contrasto con quello delle Emozioni. Anche il Raggio della Personalità comincia a manifestarsi. Il Raggio della Personalità è diverso dagli altri perché essa non è la semplice somma aritmetica degli elementi fisici, emotivi e mentali. La personalità è anzitutto un centro di autocoscienza, un io individuale che tende a disciplinare, a dominare tutti questi elementi, ad organizzarli in una coeren- za ordinata, in altre parole, a compiere la Psicosintesi Personale. Il Raggio Egoico, o Raggio dell’Anima, dell’Io spirituale, è il più importante per coloro che si sono accinti risolutamente a percorrere la Via Spirituale, per coloro che hanno cominciato a lavora- re al proprio sviluppo interiore, ed alla elevazione morale e spirituale dell’umanità, collaborando ai Piani del Logos, unificando la loro Volontà a quella di Dio. La conoscenza del proprio Raggio Egoico permette all’individuo di trovare il proprio posto nella economia evolutiva, la funzione assegnatali da Dio, la linea di sviluppo più rispondente alla sua na- tura interiore, la nota da far risuonare. Ma prima di ottenere ciò vi è un lungo periodo di lotta fra la Personalità e l’Anima; lotta che ha vari stadi e vicende e che finisce nell’unificazione fra la Perso- nalità purificata e concreta e l’Anima. (Psicosintesi Spirituale) Da ciò risulta chiaro il grande valore umano e pratico nello studio dei Raggi. Esso costituisce un metodo pratico di analisi col quale giungere ad una esatta comprensione di noi stessi, quali Anime che si manifestano, e ad una più saggia comprensione dei nostri simili. Quando, ad esempio, in base al nostro studio potremo accertare che il Raggio della nostra Anima è quello della Volontà o del Potere, mentre il Raggio che governa la Personalità è quello della De- vozione, potremo, in maniera molto più precisa, determinare la nostra vocazione, il nostro vero va- lore e la nostra forza. Quando a tale conoscenza potremo aggiungere un’analisi che ci consenta di realizzare che il corpo fisico reagisce principalmente al Raggio dell’Anima, mentre il corpo delle emozioni è sotto l’influenza del Raggio della Personalità, che è oggi storicamente in manifestazio- ne, saremo in grado di valutare il nostro problema particolare con competenza. Potremo agire più intelligentemente con noi stessi, con i nostri figli, con i nostri amici.

IL PRIMO RAGGIO: DELLA VOLONTÀ E DEL POTERE

Questo Raggio è il più arduo a comprendere. In realtà la vera natura, l’intima essenza della Vo- lontà resta per l’uomo un mistero. È la qualità più alta, la nota stessa dello Spirito, è l’arcano potere che ha messo in moto l’immensa ruota evolutiva per attuare un suo ascoso proposito, e che riassor- birà tutto in sé, quando tale proposito sarà stato realizzato. Esso in realtà non è nella manifestazione, non si evolve. È ciò che determina, sorregge e guida l’intera evoluzione. Si può chiamarlo l’elemento trascendente in ogni ciclo, in ogni grado di mani- festazione, in ogni essere. Per l’uomo spiritualmente sviluppato, che cioè ha risvegliato la propria coscienza Egoica, il Tra- scendente è rappresentato dalla Monade, dal “Padre nei Cieli” , dalla Scintilla Divina, la cui nota è la Volontà Spirituale per l’uomo ordinario. La coscienza di questi è ancora limitata ai tre mondi del- la Personalità: fisico, emotivo e mentale, e il Trascendente è rappresentato dall’Ego, l’Anima, che in lui costituisce la Volontà animatrice che lo ha creato, lo sospinge e lo riassorbe in sè. Per quanto sfugga l’intima essenza di questo Volere, possiamo però dire che esso si rivela a noi. Esso è il Proposito centrale che anima, mantiene, sospinge un essere verso una data meta, verso una realizzazione superiore. Hermann Keyserling ha intuito in modo geniale che esso costituisce il senso profondo, l’intimo significato e valore di un dato essere, ed ha fatto di tale intuizione il perno della sua concezione spirituale della vita, dandone interessantissimi sviluppi ed applicazioni nelle sue opere, e particolarmente nella “ Schapferiche Erkenntniss ”. Ne parla pure nei suoi libri, pubbli- cati in francese: “ Sur l’Art de la vie ” e “ De la souffrance a la plenitude. ” Secondo il Keyserling questo significato profondo degli esseri e delle cose è il Principio Primor- diale Assoluto che è al di sopra dello spazio e del tempo, che è una forza dinamica creatrice di ogni espressione. Ebbene, queste sono le note del Volere Spirituale del Primo Raggio. Esso può essere considerato sotto due aspetti contrapposti: quello di Creatore e quello di Distruttore delle forme, qualora abbia- no compiuto la loro funzione. Sua legge è la Legge delle Sintesi. Suo metodo è quello dell’astrazione occulta. Esso tende cioè ad astrarre da ogni forma lo Spirito, ed a fondere queste essenze particolari in una sintesi unica, a riassorbirle, con tutto l’arricchimento di potere e di coscienza dato loro dall’esperienza evolutiva nella loro origine cosmica. Una delle sue funzioni nella manifestazione è anche quello della Giustizia, ed in ciò è connesso strettamente con la Legge Karmica e con le schiere di Esseri che ne sono i Ministri, ed a cui stanno a capo, che, secondo gli insegnamenti della “ Dottrina Segreta ”, sono i Maharajas ed i Lipikas. Esso è sotto questo aspetto il Fuoco Distruttore e Purificatore. Ne possiamo dedurre che le qualità umane che sono l’espressione del Principio rappresentato dal Primo Raggio nei piani dell’Ego e della Personalità sono: la Volontà, quale intesa ordinariamente nel suo senso più concreto ed umano. la Fermezza, la decisione, la concentrazione, il proposito di attuare un dato scopo, di raggiungere una data meta, senza badare ad altre considerazioni. l’Energia, lo spirito combattivo, il senso di giustizia. Sono doti essenzialmente virili, che formano degli eroi in ogni campo, ma che, come ogni altra qualità, hanno i loro eccessi e le loro degenerazioni, cioè: durezza, crudeltà, ristrettezza, isolamento egoistico, spirito di distruzione, prepotenza, brama di autorità, autoaffermazione personale.

Tali qualità in entrambi i loro aspetti, superiori ed inferiori, variano proporzionalmente commi- ste, e nei vari casi si trovano reimpersonate nei grandi dominatori e condottieri, come Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone, e si trovano pure preponderanti in tutti coloro per i quali questi esseri rappresentano un ideale, e che sentono una profonda spinta a seguirne le orme. Coloro in cui predomina il Primo Raggio tendono a sopravalutare le qualità accennate, ad esal- tarle e a celebrarle sopra ogni altra, mentre mancano spesso di comprensione e di simpatia per le qualità e le virtù proprie degli altri Raggi, particolarmente di quelle del Secondo, il Raggio dell’Amore e della Saggezza. D’altra parte coloro che appartengono a questo Raggio e ad altri ad esso affini, provano grande difficoltà a comprendere e ad apprezzare le virtù sopraccennate, le qualità del Primo Raggio, che non sono consone alla loro intima Natura. Da tutto quanto è stato esposto mi sembra che apparisca chiaro il valore umano di questi studi, che, mentre partono da Principi Cosmici Trascendenti, che sembrano remotissimi alla nostra vita, giungono a conclusioni ed applicazioni della massima attualità ed utilità nella vita quotidiana, indi- viduale e collettiva. Vediamo le applicazioni individuali per coloro che appartengono al Primo Raggio : Primo compito per loro è quello di manifestare, nel modo più alto e puro, la loro nota; frenarne e inibirne le manifestazioni inferiori e più grossolane, separative e distruttive, trasmutando e subli- mando la forma. Nobilitare la lotta purificandone i motivi, e portandola in piani più alti, mettendola a servizio dei fini ideali. Quindi trasmutare la volontà personale in Volontà Spirituale: lottare per cause buone e giuste, affermare e sostenere i Principi Ideali, unificare la volontà individuale con il più vasto Volere Divino. Secondo compito è quello di integrare la nota del Primo Raggio con quella dei Raggi affini, cioè il Terzo, il Quinto e il Settimo. Terzo compito per loro è quello di contemperare ed armonizzare quella nota con le qualità dei Raggi opposti, specialmente col Secondo. Ciò porta alla sintesi della Volontà e dell’Amore, a dive- nire cioè un Volere che Ama e un Amore che Vuole.

Ciò è vero soprattutto per coloro che appartengono per intima costituzione al Secondo Raggio, mentre coloro che appartengono ad altri Raggi devono seguire, come vedremo, altre vie e linee di sviluppo. Però si può dire che, in un certo senso, la Via dell’Amore e della Sublimazione sia la Via centra- le per tutti, perché, essendo in un mondo, il Sistema Solare, in cui predomina l’Amore, tutti gli altri Raggi si possono considerare quali sottoraggi del Secondo Raggio. Consideriamo ora l’altro aspetto di questo Raggio, che è un Raggio duplice: la Saggezza. È sommamente significativo che Amore e Saggezza, che sembrano a prima vista due qualità assai di- verse ed indipendenti, costituiscono due aspetti di uno stesso Raggio o Qualità Divina. Un esempio più profondo ci darà chiara ragione di tale fatto. Non vi può essere in realtà un Amore Spirituale, cioè veramente benefico, disinteressato, inclusivo, se non è soffuso di Saggezza. Senza questa l’Amore può errare ed eccedere. D’altra parte la sola Saggezza, la sola visione impersonale della Realtà resterebbe fredda, inattiva, se non fosse pervasa dalla calda fiamma dell’Amore. Queste due note Eros e Logos, si completano, si potenziano a vicenda, formando una sintesi mirabile. La Saggezza implica il Sapere, cioè una esatta conoscenza dei fatti, ma è qualcosa di più profon- do. Essa non solo conosce, ma comprende, per intuizione, anzi, per immedesimazione, per fusione di Anima, è l’Intelligenza del Cuore, simboleggiata da Dante in Matelda, è la comprensione amore- vole. Su questo tema Maurizio Maeterlink ha scritto delle considerazioni assai belle, tratte dal suo li- bro “ La Saggezza e il Destino ”, che riportiamo in parte: “Vi è una gran differenza fra il dire: questa cosa è ragionevole, oppure questa cosa è savia. Dall’essere una cosa ragionevole non consegue che sia savia, e ciò che è molto savio non è quasi mai sensato agli occhi della fredda ragione. La Ragione, ad esempio, genera la Bontà, la quale - os- serva Plutarco - si estende assai più lontano della Giustizia. È dalla Ragione o dalla Saggezza che dipende l’eroismo? Si potrebbe dire che la Saggezza non è che il sentimento dell’Infinito, ma in es- sa questo sentimento non è che una fredda constatazione, ed essa è quasi in obbligo verso sé mede- sima di non tenerne affatto conto nella vita. La Saggezza è tanto più savia, quanto più grande è l’attivo predominio che l’Infinito acquista su tutto ciò che essa fa compiere. Non esiste Amore nella Ragione: molto ve n’è entro la Saggezza, e la più elevata saggezza poco si distingue da quanto vi è di puro nell’Amore.” (pag. 68) “La Ragione e l’Amore contrastano violentemente entro un’anima che si eleva, ma la Saggezza nasce dal finale rappacificarsi dell’Amore e della Ragione. Questa pace è tanto più perfetta quanti più diritti la Ragione ha ceduto all’Amore. La Saggezza è la Luce dell’Amore, e l’Amore è l’alimento della Luce. Quanto più profondo, tanto più saggio diviene l’Amore; quanto più la Sag- gezza si eleva, tanto più si avvicina all’Amore. Amate e diverrete savi, divenite savi e arriverete ad amare. Non si ama veramente che divenendo migliori, e il divenire migliori è divenire più saggi.” (pag. 69) Un’altra funzione del Secondo Raggio è quella costruttiva. Il primo Raggio pone e formula il proposito, lo scopo del dramma evolutivo, ne fissa la meta sublime. Il Secondo Raggio elabora il piano dell’evoluzione, traccia le vie, sceglie i modi, crea le forme e i mezzi per attuare quel proposi- to. Perciò Esso è chiamato il Grande Costruttore, il Grande Geometra. Si ricordi il detto di Platone: “Dio geometrizza.” Così il Secondo Raggio corrisponde alla Seconda Persona della Trinità: il Verbo, il Logos, il Cri- sto. Al Secondo Raggio appartennero, oltre al Cristo, gli altri Istruttori e Salvatori dell’Umanità, sia Coloro i quali scesero fra gli uomini a dar loro Luce, ad indicar loro la via della liberazione dal do-

lore, a porgere loro aiuto, conforto ed incoraggiamento, sia i Maestri di Saggezza e di Compassione, che, fatta per Amore e Compassione la grande rinuncia, sono rimasti ad operare “dietro le scene”, ma non in modo meno reale ed efficace. Tale è la tendenza materialistica a credere solo in ciò che è palpabile e visibile, che l’esistenza stessa di questi Grandi Esseri è messa in dubbio, è negata, e non costituisce, in ogni modo, una Re- altà vivente per l’uomo moderno. Non ammettere l’esistenza dei Grandi Esseri - a qualsiasi livello di vita e in qual che si voglia forma - porta a conclusioni assurde. Non possiamo negare che Uomini Saggi e Grandi siano apparsi ed abbiano operato nella storia lasciando tracce indelebili e potenti. Questi Grandi Esseri (Cristo, Buddha) fondatori di Religioni, di Filosofie, di Culture, Artisti sommi, sono apparsi, hanno vissuto e sono scomparsi nel Mistero. Si potrebbe perciò credere che si siano dissolti nel Nulla, o che abbiano abbandonato l’umanità, che si siano annullati nella Divinità per il solo fatto di aver lasciato questo corpo fisico e questo piano fisi- co di esistenza. Possibile che la loro missione, il loro servizio siano finiti col corpo? Non è invece più logico pensare che Essi siano ritornati sotto altra forma, e continuino a vivere in altre sfere, e che da lì irradino tuttora il loro possente Amore di Saggezza sull’Umanità? È logico ed anche in ac- cordo con tutte le religioni, pensare che Essi costituiscano un anello di congiunzione tra l’uomo e il Divino, un Quinto Regno. Vi sono molte ragioni per comprendere perché non si manifestano diret- tamente, e lo ha accennato Cristo prima della Sua Gloriosa sparizione, dicendo ai Suoi discepoli: “Occorre che Io me ne vada. Se Io non vado il Consolatore non verrà a voi. Ma se me ne vado, Io ve Lo manderò.”(Giov. 16, 7) Ciò è stato detto anche ad altri. La tendenza degli uomini di appoggiarsi ad altri, ad aiuti esterni, è tale che costituisce un gran- dissimo ostacolo. Come sarebbe possibile evitare l’attaccamento, l’appoggiarsi ad Esseri così Ele- vati? Sono così Puri, così Spirituali, la Loro attrazione magnetica è troppo potente perché gli uomi- ni, che vivono in un grave travaglio, non si attacchino ad Essi. Ma ciò è contro la Legge Evolutiva. Finché l’aiuto verrà da altri, l’umanità resterà debole. Essa, collettivamente ed individualmente, de- ve trovare in se stessa la Verità, ed in tal modo avvicinarsi al suo Vero Centro. L’aiuto esterno può essere dato solo in una data misura, che i Grandi Esseri sanno dosare, in modo che non ostacoli il corso evolutivo e la sacra libertà di ascesa dell’uomo. Infatti, in quest’Amore Saggio, in questa forte Misericordia consapevole, Essi sono apparsi, hanno elargito il proprio Messaggio, e si sono ritirati. Essi, così, ci chiedono che li cerchiamo, e suscitano in noi una viva nostalgia, un protendersi verso di Loro, che ci aiuta a crescere. (Parsifal dice a Kundry quando lo allontana da sé: “Tu sai dove mi puoi trovar ancor.”) Un tale aiuto ci sostiene, c’incoraggia, suscita in noi forze vive e spirituali, ci eleva con l’onda nascente della Vita, e costituisce un aiuto reale. Tutto ciò può venire compiuto molto meglio da Esseri invisibili che non da Personalità incarnate. Ogni Santo, ogni grande Istrutto- re ha provocato attaccamenti eccessivi, fanatismi, idolatrie, che non sono benefici per lo sviluppo interiore, per quanto possano avere una funzione utile per dare l’impulso iniziale, e per ridestare le Anime dal loro torpore; inoltre, al livello di sviluppo attuale, solo un numero infinitesimo di uomini potrebbe resistere a lungo alle vibrazioni che emanano da quei Grandi: sono troppo forti. Possiamo in ciò trovare un’analogia con la Luce: essa è una benedizione divina, ma se supera una data intensità offende gli occhi: se osiamo fissare il sole ne restiamo accecati. La Luce deve es- sere dosata a seconda delle capacità di ricezione e di resistenza del nostro occhio. Così è per la Luce Spirituale, affinché sia per noi benefica e non accecante. Si tratta di Realtà possenti, di Energie. Ma i Grandi Esseri sono Saggi ed Amano. La Legge che opera per effetto di questo Raggio è quella dell’attrazione, che collega, attira e tende ad unire ogni cosa manifestata, dalle stelle agli atomi, dalle anime ai corpi. Simbolo di questo

IL TERZO RAGGIO: DELL’ATTIVITÀ INTELLIGENTE

Il Terzo Raggio, chiamato Raggio dell’Attività Intelligente, forma con i due precedenti - il Rag- gio della Volontà e il Raggio dell’Amore Saggezza - La Triade dei Raggi Maggiori. Il Terzo Rag- gio è, in un certo senso, più evoluto degli altri due, più ampiamente manifestato. Ciò dipende dal fatto che esso era il Raggio predominante del precedente (primo) grande Ciclo, o Sistema Solare, ed ha raggiunto in esso il suo pieno sviluppo, mentre il Secondo è il Raggio predominante dell’attuale Ciclo, e non giungerà a piena manifestazione che alla fine di questo Ciclo. (Si tratta di Cicli di dura- ta enorme, per noi incalcolabile). Il Terzo Raggio rappresenta la Vita Divina manifestata nella Natura, in ogni forma, in ogni esse- re. la qualità specifica di questo Raggio è l’Intelligenza meravigliosa insita in ogni particella di ma- teria, in ogni atomo, in ogni organismo. È la Vita del Terzo Logos, del Brahma degli Indiani, che tutto pervade, che tutto vivifica, evolve, trasforma. È il potere di scelta, di discriminazione, che ope- ra già nella materia cosiddetta inorganica, e che si rivela a noi più palesemente nelle finissime rea- zioni, nelle sorprendenti e complesse coordinazioni della materia vivente della psiche cellulare ed organica. Si può dire che tra le funzioni della Materia vivente quella che particolarmente dimostra la quali- tà del Terzo Raggio è la funzione nutritiva ed assimilativa che si compie mediante una mirabile ca- pacità di selezione. Ogni pianta, ad esempio, sa scegliere con sicurezza tra tutte le sostanze del terreno quelle, e solo quelle, che servono al suo accrescimento ed alla sua conservazione. In senso più ampio e generale il Terzo Raggio sviluppa la facoltà di risposta e di adattamento della materia e delle forme allo Spirito, del corpo all’Anima. È ciò che sta alla base della manifesta- zione dei pianeti e di tutti gli esseri che li abitano, e ciò che rende possibile l’evoluzione stessa. Quindi, mentre, in un certo senso, essa rappresenta il polo della materia, ha una funzione altissima e necessaria. È il punto di appoggio per l’azione dello Spirito, è ciò che rende possibile l’attuazione del glorioso Piano Divino. Il capolavoro del Terzo Raggio nella materia è il corpo umano. Un corpo sano costituisce una unità meravigliosa nella quale le cellule sono tutte differenziate, ma raggruppate in organi ed in si- stemi di organi (apparato respiratorio, circolatorio, digerente, ecc.) che funzionano in perfetta ar- monia, sotto la direzione dei centri nervosi. Nel campo delle emozioni, invece, tale ordine non esiste ancora : vi è spesso conflitto, caos, tu- multo. La mente, poi, è ancora in via di sviluppo nell’umanità, ed è spesso sotto il dominio degli istinti e delle emozioni. La definizione “l’uomo è un animale ragionevole”, dovrebbe venire sostituita da quella, meno ottimistica, ma più realistica “l’uomo è qualche volta un animale ragionevole”. Secondo gli inse- gnamenti ai quali attingiamo, l’attuale funzionamento spontaneo, intelligente ed armonico del corpo umano è frutto di una lunga e faticosa conquista. Nell’epoca Lemurica (corrispondente alla Terza Grande Razza) i vari organi del corpo doveva- no venir fatti funzionare per mezzo di un intervento attivo della volontà e dell’intelligenza dell’uomo, e perciò la sua coscienza era concentrata sulla vita fisica, che richiedeva un’attenzione continua. Attualmente invece la coscienza dell’uomo funziona prevalentemente nella sfera emotiva. La sua attività interiore e la sua attenzione sono prevalentemente rivolte a portare, con la volontà e con la ragione, ordine, armonia e pace nella sfera delle sue agitate e contrastanti passioni, dei suoi di-

versi e mutevoli sentimenti. Ma vi è già una minoranza di uomini più evoluti, le cui passioni sono trasmutate e dominate, i cui sentimenti sono armonici, e che sono quindi liberi di mantenere abi- tualmente il “fuoco " della loro coscienza concentrata nel livello mentale, di rivolgere a lungo la lo- ro attenzione ad attività intellettuali. Inoltre possiamo prevedere che in un lontano avvenire gli uomini arriveranno ad un tale grado di sviluppo e di elevazione che anche le loro menti, allenate e disciplinate, opereranno in modo facile, spontaneo, senza il continuo controllo della volontà cosciente. Allora l’uomo sarà divenuto vera- mente padrone dei suoi tre aspetti, la Personalità sarà coordinata e costituirà lo strumento obbedien- te dell’Entità Spirituale che la abita, e l’uomo sarà realmente un’Anima cosciente, incarnata e vivrà nel vero mondo Spirituale: il Regno di Dio (il Quinto Regno) sarà allora “venuto” sulla terra. Sarà l’avvento che invochiamo col Pater Noster : “Venga il Tuo Regno”. Di questa gloriosa possibilità i Grandi Maestri Spirituali ci hanno dato una conferma e un esem- pio vivente. Cristo ha detto: “Non io vivo ma il Padre mio che vive in me”. In Lui la personalità era coordinata ed automatica. Egli viveva realizzata la vera “impersonalità”, tanto che la Sua vita per- sonale non esisteva per Lui stesso. Egli era realmente libero. Teniamo presente un così alto Modello ed aspiriamo ad adeguarci ad Esso. Cristo ci ha lasciato questa Parola che deve avere il suo compi- mento : “Siate perfetti come è perfetto il Padre Mio che è nei Cieli”. Procediamo sempre più coscienti nella nostra ascesa, alla conquista delle nostre reali possibilità, poiché noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio.

RAGGI E PIANI

Nel suo aspetto più alto e perfetto il Terzo Raggio corrisponde al Terzo Piano o sfera di vita, chiamato Piano atmico, che costituiva il culmine della perfezione nel precedente Sistema o Ciclo Solare. Nell’attuale sistema, invece, tale perfezione per l’uomo è costituita dal Piano Monadico, ove hanno sede le Monadi, le quali costituiscono l’elemento più alto, veramente divino dell’essere uma- no, di cui l’Anima è espressione e strumento, così come la Personalità è organo e strumento dell’Anima. Però la sua manifestazione più piena ed attiva ha luogo, attualmente, nel Piano Menta- le. Nel Piano Mentale Superiore costituisce l’attività della Mente Divina, ed ha per effetto principa- le la formulazione del grande Piano Evolutivo e l’attività intelligente messa in opera per produrre l’attuazione obiettiva. Alcuni dei Nomi esoterici attribuiti al Signore del Terzo Raggio sono assai significativi ed aiuta- no a comprenderne le qualità specifiche, ad intuirne l’essenza e le funzioni :

Il Signore della Memoria. Il Costruttore delle fondamenta. L’Interprete di ciò che si vede. Il Precursore della Luce. Il Signore dell’equilibrio. Colui che vela ed anche svela. Il Divino Separatore. Il Dispensatore del Tempo. L’Essenziale Vita discriminatrice. Il Signore dello Spazio. La Mente Universale.

Prima di esaminare le Leggi che corrispondono a questo Raggio, è opportuno riferire quali sono i vari gruppi di Leggi operanti nel mondo, secondo gli insegnamenti che costituiscono la base di que- ste lezioni. Vi sono tre Grandi Leggi Cosmiche: Legge di Sintesi

Secondo il Trattato, il Raggio che caratterizza qualitativamente il Logos del nostro Pianeta, e quindi, in qualche misura, tutti gli Esseri Viventi sulla Terra è il Terzo: “Questo Raggio produce la discriminazione mediante l’attività mentale, controbilanciando così la nota dell’Amore, che è la qualità predominante dell’intero Sistema Solare, e questa è la vera cau- sa del nostro sviluppo evolutivo. La vita entro le forme, grazie all’attività discriminativa e selettiva, passa da un’esperienza all’altra in una scala sempre più ampia di contatti.” (pag. 338). Nell’Umanità il Raggio dell’Attività Intelligente sta alla base d’ogni Civiltà: da esso derivano tutte le forme di vita sociale, ogni progresso tecnico e culturale, tutte le Arti e le Scienze, tutto ciò che di specificatamente umano si produce : tutta l’attività artistica ed intellettuale è il prodotto delle energie di questo Raggio, e degli altri quattro Raggi Minori, che da esso dipendono, e che costitui- scono delle differenziazioni. Particolarmente dovuti all’influsso di questo Raggio sono i mezzi di comunicazione fra gli uo- mini, come i vari mezzi di trasporto, il telegrafo, il telefono, la radio, ed anche i mezzi di scambio, come l’oro ed il denaro in genere. Vi sono poi interessanti corrispondenze fra i Raggi e le Razze: Secondo gli insegnamenti orien- tali, l’evoluzione della nostra Terra si svolge attraverso Sette Grandi Razze, dette Root-Races o Razze Radicali, che si susseguono l’una dopo l’altra, ma con lunghe sovrapposizioni. Ognuna di queste Razze si suddivide in Sette Sottorazze, le quali pure si susseguono sovrapponendosi in parte. Attualmente siamo nel Ciclo della Quinta Razza, alla quale appartengono gli Indo-Europei e gli Americani, mentre i Cinesi e i Giapponesi appartengono ancora alla Quarta Razza. La Quinta Razza è dominata dal Terzo Raggio, che gli dà le sue caratteristiche. Gli uomini che appartengono a questo Raggio sono coloro in cui prevale la nota dell’attività: che tendono a realizzare, ad incarnare, ad attuare concretamente le idee, i sentimenti, gli impulsi: Sono coloro che s’interessano vitalmente alle manifestazioni civili e sociali, al progresso, alla cultura in ogni suo senso. Perciò essi sono generalmente Rajasici o Attivi, dinamici ed estrovertiti. Venendo a valutazioni qualitative più precise, si può dire che le note con le quali si esprime il Terzo Raggio nei vari uomini sono diverse a seconda del grado di evoluzione di ciascuno. Negli uomini meno sviluppati mentalmente e spiritualmente si manifestano le note inferiori, se- parative e disarmoniche; cioè attività ed intelligenza usate a scopi egoistici, interesse eccessivo per le cose materiali, sopravvalutazione delle forme, mentalità materialistica, tendenza all’astuzia, all’inganno, allo sfruttamento, immersione nell’illusione, nell’accecamento, in Maya. Esistono spesso degli edonisti che apprezzano molto gli agi, le comodità, i piaceri dei sensi, e fra questi, for- se, soprattutto quelli della gola. Ciò non meraviglierà ricordando i rapporti fra il Terzo Raggio e la funzione nutritiva: la selettività della pianta diviene delicatezza del palato e schizzinosità del buon- gustaio. Invece negli uomini più elevati spiritualmente, appartenenti a questo Raggio, troviamo un uso in- telligente delle varie forze per l’attuazione del Piano Divino, un’attività ritmica ed ordinata in coo- perazione col Tutto. La loro maggiore virtù è di essere dei realizzatori, di dedicare la loro vita a dei compiti ideali. La differenza tra gli uni e gli altri sta soprattutto nel movente che spinge all’attività. Però anche i migliori debbono guardarsi dall’errore di sopravalutare l’attività esterna ed i risultati visibili e tangibili, debbono evitare l’insidia dell’attivismo, dell’eccessivo affaccendarsi, anche se sono animati da ottime intenzioni. Essi devono dominare, insomma, la loro tendenza a dare troppa importanza alla manifestazione, alla forma, attribuendo ad essa valore di per sé, e perdendo di vista il fatto che è solo un mezzo, che riceve ogni significato e valore dal Volere, dal Proposito e dall’Amore che la ispirano, dalla Saggezza che la guida. Essi devono apprender a riconoscere i Va-

lori Spirituali, le Realtà Invisibili, la potenza dell’Irradiazione Silenziosa, il mistero di Wu-Wei, l’agire senza agire. Da ciò risulta ben chiaro un principio ed un monito di carattere generale : nessun Raggio è com- pleto e perfetto quando operi separato ed isolato dagli altri. Come il Primo ed il Secondo Raggio hanno bisogno del Terzo per manifestarsi obbiettivamente, per attuare pienamente il Piano Divino, così il terzo Raggio trae da essi il suo scopo, la sua dignità, il suo significato Spirituale. Soltanto nella loro armonica integrazione o fusione il Volere Divino si attua e l’uomo diviene un cosciente e perfetto “collaboratore di Dio”.

La Legge corrispondente a questo Raggio è la Legge del Dominio Magnetico, sotto l’azione del- la quale la Personalità finisce col venir dominata dalla Monade, attraverso il corpo causale ed egoi- co (strumento dell’Anima). “Per opera di questa Legge la forza dell’evoluzione spinge l’Ego a progredire verso il Ciclo delle Reincarnazioni, finché ritorna ad unirsi alle altre Anime. Per mezzo della separazione esso trova se stesso, acquista cioè l’autocoscienza, e poi sospinto dal Principio Buddhico o Cristico dimorante in Lui, trascende se stesso e si ritrova in tutti i Sé... é la Legge del Piano Buddhico. Maestro è colui che sa funzionare sui livelli Buddhici e che sa dominare magneticamente i tre mondi inferiori (fisi- co, emotivo o astrale, mentale). In questo consiste la Legge dell’Amore che tiene unito e che attira tutto verso l’alto... Questa Quarta Legge è di primaria importanza nell’attuale periodo dell’evoluzione umana. Meta degli sforzi umani è, sia di essere dominati da questa Legge, sia di u- sarla nel servizio. È la Legge mediante la quale l’espressione del sesso, come noi lo conosciamo, viene trasmutata ed elevata. La manifestazione della sessualità, quale unione di due esseri, si tra- sforma nella comunione di molti, con lo scopo di compiere atti di Servizio, i quali daranno luogo a nuovi ideali e ad una nuova razza, la Razza Spirituale”.( Trattato del Fuoco Cosmico pag. 583-584). Altre corrispondenze del Quarto Raggio, indicate nella Dottrina Segreta sono :

Pianeta: Mercurio Giorno: Giovedì Colore exoterico: Crema Colore esoterico: Giallo Principio Divino: Intuizione (Buddhi) Principio Umano: Visione-Percezione Spirituale Elemento: Aria

MANIFESTAZIONI UMANE DEL QUARTO RAGGIO

Il Quarto Raggio ha un’importanza primaria ed uno speciale interesse per l’uomo, perché è il Raggio che domina il Quarto Regno della Natura nel suo insieme. “Vi è un Essere incarnato in ogni Regno della Natura. Proprio come le miriadi di vite atomiche (poiché ogni atomo è in sé una piccola vita), esistenti nel corpo umano costituiscono lo strumento d’espressione dell’uomo e ne formano l’apparenza esteriore, così avviene per la Grande Vita che informa il Quarto Regno della Natura... Si può dire simbolicamente che il Raggio Egoico (o dell’Anima) della vita che informa la famiglia umana è il Quarto, mentre il suo Raggio personale è il Quinto, il Raggio della Conoscenza concreta. L’armonia attraverso il conflitto ed il potere di ac- quisire conoscenza mediante la scelta discriminatrice, questi sono gli influssi principali che operano sull’umanità collettiva e la sospingono verso il suo Divino Destino. Essi costituiscono la garanzia del raggiungimento della meta, ma da essi derivano il travaglio ed il temporaneo dualismo. L’armonia che si esprime in bellezza ed in potere creativo, viene conquistata con il conflitto, lo sforzo ed il travaglio”. ( Trattato sui Sette Raggi Vol. I° pag. 342-

Le manifestazioni personali inferiori di questo Raggio sono state così indicate: lotta confusa, cioè senza definito scopo e continui momenti di crisi. La tenebra che precede l’espressione della forma, il velarsi dell’intuizione, percezione acuta della disarmonia ed identificazione con la parte e non col Tutto. Eccessiva sensibilità per ciò che appartiene al non-sé.

Quando il Quarto Raggio domina e qualifica la mente di un uomo poco evoluto produce in lui: spirito combattivo, spinta verso mete di natura materiale; impulso a creare, che si manifesta come istinto di riproduzione fisica, ma anche come spinta a costruire forme di pensiero o forme esterne di vario genere (sia pure la capanna del selvaggio). Le manifestazioni superiori sono: il raggiungimento dell’armonia e dell’unità, il retto giudizio e la ragione pura, il risveglio dell’intuizione. Quando il Quarto Raggio anima la mente di un uomo spiritualmente sviluppato produce in lui :

  1. Lo Spirito di Arjuna (Bhagavad Gita), cioè la spinta verso la vittoria, la netta presa di posizione fra le paia di opposti ed infine la “percezione del nobile sentiero di mezzo”.
    1. La tendenza alla sintesi.
  2. La qualità magnetica dell’Anima, esprimentesi nel rapporto e nell’attrazione tra il sé inferiore ed il Sé Superiore. Questo culmina nell’unione mistica o “matrimonio nei cieli”. (glandola pineale, corpo pituitario, scintilla, campo magnetico).
  3. Il potere di creare forme di bellezza, o l’impulso artistico.

A questo proposito vien fatto osservare che non tutti gli artisti appartengono al Quarto Raggio, cioè hanno un’Anima qualificata da esso. Anime incarnate in tutti i Raggi possono essere, nel mon- do degli artisti creativi. Quando l’Entità, che costituisce la vita della mente, appartiene al Quarto Raggio, l’attività artistica creativa diviene la linea di minor resistenza. Quando poi anche il Raggio dell’Anima e quello della Personalità siano il Quarto, possiamo avere un Leonardo Da Vinci, uno Shakespeare. Le caratteristiche psicologiche di una personalità appartenente al Quarto Raggio sono acutamen- te delineate nel Trattato sui Sette Raggi : “Il Quarto Raggio è stato detto il Raggio del conflitto poiché in chi vi appartiene le qualità di ra- jas (attività) e tamas (inerzia) si trovano così stranamente in eguale misura, che esso è dilaniato dal conflitto. Ma quando l’esito è soddisfacente, esso produce la “nascita di Horus” o la “nascita del Cristo interiore”, che avviene nel travaglio di una continua sofferenza. Tamas produce desiderio delle comodità e del piacere, avversione ad infliggere dolore, che può giungere alla codardia mora- le, indolenza, tendenza a procrastinare, a lasciar andare le cose per la loro china, a riposarsi, e a non prendersi pensiero del domani. Rajas invece rende l’uomo ansioso ed impaziente, sempre voglioso di agire. Queste forze contrastanti rendono sempre irrequieta e combattiva la vita di un uomo del Quarto Raggio. Questo attrito e l’esperienza che ne deriva, può produrre un’evoluzione assai rapi- da, ma il risultato può essere tanto un uomo che non conclude nulla, quanto un eroe”. (pag. 206) Una Manifestazione Spirituale di questo Raggio che ha speciale valore è la Rivelazione sulla ter- ra del mondo dei significati, ciò che è al di là del vero. Quando l’intuizione si risveglia, l’uomo co- mincia a comprendere, a scoprire la vera ragione, la giustificazione, lo scopo, insomma, l’intimo si- gnificato di tutto quanto avviene nel mondo visibile, e delle creature d’ogni specie che lo abitano. Questa è una vera e propria rivoluzione che trasfigura il mondo e la vita, ne fa percepire la bellezza e la bontà, ed è ciò soprattutto che compone le lotte, gli antagonismi, i conflitti dovuti quasi sempre all’incomprensione, e produce l’armonia, l’unificazione, la sintesi. Tale comprensione è veramente creativa, come ha messo bene in luce Hermann Keyserling, che ne ha fatto il centro della propria visione della vita.

METODI DI SVILUPPO SPIRITUALE

L’amore dell’unità, della pace e dell’armonia devono dominare. Ma tale amore non deve essere basato sul desiderio di sollievo, di pace, infingarda, pigra ed egoista, per sé stessi, del piacere arre- cato dall’unità. L’Anima così parla alla forma : “Le due parti in contrasto costituiscono un’unità. Non vi è guerra, né contrasto, né isolamento. Le forze avverse sembrano essere in lotta dal punto ove ti trovi. Procedi di un passo. Elèvati. Guar- da in verità con l’occhio della vista interiore aperto, e non scorgerai due, ma uno; non guerra, ma pace, non isolamento, ma un cuore che posa al centro. Così risplenderà la bellezza del Signore. Questa è l’ora.” A chiarimento e completamento di questa “tecnica d’integrazione”, il cui significato deve essere colto con l’intuizione, è opportuno riferire un altro brano del Trattato sui Sette Raggi pag. 309 che parla delle varie paia di opposti e della loro unificazione : “In riferimento alle paia di opposti ed al loro conflitto può interessare quanto segue: è utile ri- cordare che esistono diverse paia di opposti con cui ognuno si trova impegnato successivamente. Ciò viene per lo più dimenticato. Si accentua l’importanza delle paia degli opposti esistenti nel pia- no astrale, mentre quelli che si trovano nel piano fisico e nei livelli mentali vengono trascurati. Tut- tavia è essenziale che essi pure siano debitamente riconosciuti.” L’energia eterica permeante un corpo eterico individuale attraversa due stadi prima del periodo del discepolato:

  1. Lo stadio in cui assimila la forza latente nel corpo fisico denso, l’energia della sostanza ato- mica, producendo così una determinata fusione ed unificazione. Questo fa sì che la natura a- nimale si conformi completamente agli impulsi interni che emanano dal mondo dell’influsso pranico, quando si tratti di un uomo ai primi stadi d’evoluzione, e dal mondo astrale nel caso di un uomo di sviluppo medio. È questa la verità che informa la mia frequente affermazione che il corpo fisico denso è un automa.
  2. Tuttavia quando comincia un orientamento interiore verso il mondo dei valori superiori, la forza vitale o eterica viene a trovarsi in conflitto con l’aspetto inferiore dell’uomo - il corpo fisico - e la battaglia degli opposti inferiori si inizia. È interessante osservare che durante questo stadio viene data molta importanza alle discipline fi- siche, quali la totale astinenza degli alcolici, il celibato ed il vegetarianesimo. L’uomo può, quindi, affrancarsi dal dominio della vita che anima il corpo, l’espressione inferiore del terzo aspetto della divinità, venendo così a trovarsi libero per la vera battaglia delle paia degli opposti. Questa seconda battaglia è il reale “kurukshetra”, e viene combattuta nella natura Astrale. Da un interessante punto di vista si trova che la battaglia degli opposti sulla spirale inferiore, che riguarda il corpo fisico nel suo duplice aspetto, denso ed eterico, comincia già nel Regno animale. In ciò gli uomini hanno la funzione di agenti di disciplina, così come, a Sua volta, la Gerarchia dei Grandi Esseri agisce verso la famiglia umana. Gli animali domestici, costretti a conformarsi al do- minio dell’uomo si trovano, seppur inconsciamente, di fronte al problema delle loro inferiori paia degli opposti. Tale battaglia è combattuta per mezzo del corpo fisico denso e delle forze eteriche, ed in tal modo viene gradualmente a prodursi un’aspirazione superiore. Ciò, nel corso del tempo, pro- duce quell’esperienza che noi chiamiamo individualizzazione, nella quale viene seminato il seme della personalità. Nel campo di battaglia umano, il “Kurukshetra”, l’aspetto superiore dell’Anima, comincia ad operare e, col tempo, a dominare producendo quel processo d’integrazione divino - umano a cui noi diamo il nome di iniziazione. Meditate su questo concetto.

Quando un aspirante giunge a quel punto della propria evoluzione, in cui il dominio della sua na- tura fisica gli s’impone come un’urgente necessità, egli ricapitola nella propria esistenza questa precedente battaglia con le inferiori paia di opposti, e comincia a disciplinare il suo corpo fisico. Facendo un’ampia generalizzazione, possiamo dire che, per la famiglia umana in massa, il con- flitto denso - eterico viene combattuto in occasione delle grandi guerre, le quali rappresentano per tutti l’imposizione di prove e di discipline tremende. Risultato di questa prova è che, in virtù della purificazione a cui sono assoggettati, numerosissimi uomini passano sul sentiero probatorio. Tale processo di purificazione in qualche misura li prepara per il prolungato conflitto nel piano astrale, che attende ogni aspirante prima di giungere all’iniziazione. Oggi molti uomini si trovano determi- natamente di fronte all’esperienza “Arjuna”. Questo è un interessante punto su cui riflettere: esso racchiude molto del mistero e della difficoltà impliciti nello svolgimento dello sviluppo umano. L’individuo è incline a pensare solo in termini di sé stesso, delle proprie prove e dei propri con- flitti, ma egli deve imparare a pensare in termini d’attività di massa, e della preparazione a cui l’umanità nel suo complesso è sottoposta. Le guerre, i disastri collettivi, sono il punto culminante del processo di devitalizzazione del mondo di “Maya” (illusione), in riferimento all’umanità. Molta forza viene sprigionata e consumata, e molta energia viene spesa. Perciò molto viene anche chiarifi- cato. Numerosi uomini sono oggi impegnati nella loro vita individuale esattamente nello stesso pro- cesso e nello stesso conflitto. Su piccola scala, ciò che si produce con la guerra, deve prodursi in lo- ro stessi. Essi hanno a che fare coi problemi di “Maya”. Perciò assistiamo ad una crescente accen- tuazione delle culture e discipline fisiche. (Mi riferisco alla preparazione fisica che viene fatta nel mondo dello sport con esercizi atletici, l’allenamento militare, e la preparazione di giochi olimpici). Vi è, poi, una dualità superiore alla quale è necessario riferirci. Esiste per il discepolo la dualità che diviene evidente quando il Guardiano della Soglia e l’Angelo della Presenza (l’Anima) vengo- no a trovarsi faccia a faccia, ciò che costituisce l’ultimo paio di opposti. Il Guardiano della Soglia viene spesso considerato come qualcosa di terribile, come un orrore da essere evitato, e come un ultimo e culminante male. Pur tuttavia il Guardiano è colui che sta dinanzi al cancello di Dio, colui il quale dimora nell’ombra, alla porta dell’iniziazione, e si trova di fronte all’Angelo della Presenza, come viene chiamato nelle antiche scritture. Il Guardiano può essere de- finito come il complesso delle forze della natura inferiore, espresso nella personalità, prima dell’illuminazione, dell’ispirazione e dell’iniziazione. La personalità di per se stessa è, a questo sta- dio, molto potente, e il Guardiano incarna tutte le forze psichiche e mentali che lungo le età sono state sviluppate e nutrite con cura in un uomo. Può essere considerato come la potenza della triplice forma materiale, prima della sua cosciente cooperazione e consacrazione alla Vita dell’Anima, e al servizio della Gerarchia Spirituale, di Dio e dell’Umanità. Il Guardiano della Soglia è tutto ciò che l’uomo è, indipendentemente dal Sé Superiore Spirituale : è il terzo aspetto della Divinità, quale si esprime nella Personalità umana, ed attrae verso di essa. Questo terzo aspetto dovrà subordinarsi al secondo aspetto, l’Anima. Le due grandi forme contrastanti - l’Angelo e il Guardiano - vengono messe a confronto, e l’ultimo conflitto ha luogo. Si tratta di un altro conflitto fra un paio di opposti Superiori. Perciò, l’uomo nel suo progredire verso la Luce e la Liberazione deve combattere tre diverse paia di oppo- sti: