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CONTABILITA' E BILANCIO NELL'IMPRESA TURISTICA: spiegazioni pp e appunti
Tipologia: Dispense
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PDF 1 — La Gestione come Sistema di Operazioni
SLIDE 3 — L'Amministrazione Economica dell'Impresa
Gestire un'impresa significa occuparsi di tre grandi aree, sempre collegate tra loro:
Organizzazione → come strutturare l'impresa (ruoli, gerarchie, procedure) Gestione → le operazioni concrete che l'impresa compie ogni giorno Rilevazione → registrare e misurare tutto ciò che accade (contabilità)
Nella realtà non esistono separati: se compri delle materie prime, stai facendo un'operazione di gestione, ma devi anche registrarla (rilevazione) e seguire certe procedure (organizzazione).
SLIDE 4 — Definizione di Gestione
La gestione è l'insieme di tutte le operazioni che le persone (il "fattore umano") compiono sul capitale dell'impresa per raggiungere gli obiettivi aziendali.
Queste operazioni non sono casuali: sono organizzate , cioè volute e pianificate in anticipo. Non si fa niente per caso in un'impresa ben funzionante.
SLIDE 5 — La Gestione come Processo
Qui si precisano due termini importanti:
Processo = un insieme di attività che condividono un obiettivo comune. Le attività possono svolgersi una dopo l'altra (in sequenza) oppure contemporaneamente (in parallelo).
Attività = un gruppo di operazioni elementari che sono tecnicamente simili tra loro.
Quindi: operazioni elementari → si raggruppano in attività → le attività si organizzano in processi.
SLIDE 6 — Le Fasi della Gestione
Il processo di gestione di qualsiasi impresa si articola in almeno tre fasi :
PROVVISTA → l'impresa si procura i fattori produttivi (materie prime, macchinari, lavoro) TRASFORMAZIONE → li usa per produrre qualcosa SCAMBIO → vende i prodotti sul mercato
Se aggiungiamo anche il FINANZIAMENTO (la fase in cui l'impresa si procura il denaro), le fasi diventano quattro.
SLIDE 7 — La Fase del Finanziamento
Il finanziamento è una forma speciale di provvista: invece di procurarsi materie prime o macchinari, l'impresa si procura il denaro , che è il fattore produttivo più fondamentale.
Chi mette denaro nell'impresa (il finanziatore) può farlo in due modi:
A titolo di proprietà (totale o parziale) → diventa socio o imprenditore, rischia insieme all'impresa A titolo di credito → presta i soldi e vuole essere rimborsato (es. una banca), senza entrare nella proprietà
SLIDE 8 — Definizione di Finanziamento
Più precisamente, si chiamano operazioni di finanziamento tutte quelle attraverso cui l'azienda ottiene i mezzi — monetari (denaro) e non — necessari alla sua attività.
SLIDE 9 — La Fase di Provvista
Le operazioni di provvista sono tutte quelle con cui l'impresa si approvvigiona dei fattori produttivi di cui ha bisogno per funzionare: materie prime, macchinari, lavoro, energia, ecc.
SLIDE 10 — Le Categorie di Fattori Produttivi
I fattori produttivi si dividono in due categorie principali:
A fecondità semplice → si "consumano" in un unico processo produttivo. Esempio: la farina usata per fare il pane. Una volta usata, non c'è più.
A fecondità ripetuta → possono essere usati in più processi produttivi nel tempo. Esempio: un forno industriale, che dura anni e sforna centinaia di infornate.
Esiste anche una seconda distinzione trasversale: Materiali (fisici, tangibili) vs Immateriali (brevetti, marchi, know-how, ecc.)
SLIDE 11 — La Fase di Trasformazione
La trasformazione è l'insieme delle operazioni che trasformano i fattori produttivi acquistati in prodotti finiti. Le materie prime "diventano" prodotto.
Questa fase produce due tipi di risultati:
Produzioni intermedie interne (semilavorati) → prodotti non ancora finiti, che servono come input per una fase successiva della stessa impresa Produzioni terminali o finali → il prodotto finito, pronto per essere venduto
SLIDE 12 — La Fase dello Scambio
Lo scambio è l'insieme delle operazioni con cui l'impresa porta i prodotti finiti sul mercato e li vende ai clienti.
È la fase che chiude il ciclo: l'impresa ha speso per produrre, ora incassa vendendo.
SLIDE 13 — Sintesi: Gestione Interna ed Esterna
Questa SLIDE riepiloga tutto con uno schema molto importante.
L'impresa è al centro. A sinistra ci sono i mercati da cui acquista:
All'interno avviene la Trasformazione (Input → Produzione → Output).
PDF 2 — La Gestione come Sistema di Valori
SLIDE 4 — Le Operazioni di Gestione Esterna: due aspetti
Ogni operazione di gestione esterna può essere osservata sotto due aspetti separati ma complementari :
Aspetto originario (finanziario) → guarda il profilo monetario: quanto denaro entra o esce, e in che direzione (segno + o – )
Aspetto derivato (economico) → guarda la causale di quella variazione monetaria: perché è entrato o uscito del denaro? È un costo o un ricavo?
Si chiamano così perché l'aspetto finanziario è quello che si "vede" per primo (il movimento di cassa), mentre quello economico ne è la spiegazione (il "perché").
SLIDE 5 — Aspetto Finanziario
L'aspetto finanziario guarda gli effetti delle operazioni sulla liquidità dell'impresa (la "massa monetaria" disponibile).
Si misura in termini di entità (quanto cambia) e segno (aumenta o diminuisce).
Ci sono due tipi di variazioni finanziarie:
ENTRATE → afflussi di denaro verso l'impresa = variazioni finanziarie positive (attive) USCITE → deflussi di denaro dall'impresa = variazioni finanziarie negative (passive)
SLIDE 6 — Aspetto Finanziario (schema)
Fase di provvista → genera variazioni finanziarie negative (l'impresa paga per comprare fattori produttivi → esce denaro)
Fase di scambio → genera variazioni finanziarie positive (l'impresa incassa vendendo → entra denaro)
SLIDE 7 — Valori e Variazioni
Distinzione fondamentale tra due tipi di grandezze:
Grandezze stock (valori) → fotografia in un momento preciso. Esempio: "Ho 10.000€ in cassa oggi." Sono i valori su cui le operazioni intervengono.
Grandezze flusso (variazioni) → il cambiamento nel tempo. Esempio: "Questo mese sono entrati 3.000€." Sono le variazioni che modificano i valori.
I valori possono essere:
SLIDE 8 — Esempio Pratico: Valori e Variazioni
Esempio concreto dalla SLIDE:
L'impresa vende prodotti finiti e incassa subito in contanti.
→ Entra del denaro in cassa → Questa è una variazione finanziaria positiva (attiva) → Essa interviene sul valore finanziario "Cassa" , aumentandone la consistenza
Riepilogo:
SLIDE 9 — I Valori Finanziari
I valori finanziari comprendono due grandi categorie:
1. Valori numerari , a loro volta suddivisi in: - Certi → fanno riferimento a entrate/uscite in moneta contante, certa e immediata. Esempi: denaro contante, assegni circolari, valori bollati. Certezza assoluta. - Assimilati → fanno riferimento a entrate/uscite differite nel tempo , gravate da incertezza sul loro effettivo verificarsi. Esempi: crediti e debiti di funzionamento (es. vendo oggi ma il cliente paga tra 30 giorni — potrebbe non pagare). - Presunti → entrate/uscite gravate da alto grado di incertezza sia sul "se" avverranno sia su "quanto". Esempi: crediti e debiti in moneta estera (il tasso di cambio può variare, quindi non si sa esattamente quanto si incasserà). 2. Crediti e debiti di finanziamento → derivano da operazioni di prestito (es. un mutuo bancario genera un debito di finanziamento verso la banca).
SLIDE 10 — Tabella dei Valori Numerari
La tabella riassume i valori numerari in modo schematico:
Certi (valore liquido) Assimilati (rischio insolvenza) Presunti (valore stimato) Positivi Cassa Clienti Clienti esteri Negativi Nessuno (*) Fornitori Fornitori esteri
(*) La nota spiega che, nella loro impostazione del corso, solo la Cassa è valore numerario certo. Se si considera anche la banca come numerario certo, si potrebbero avere valori certi negativi (scoperto bancario). Ma nella logica adottata, la cassa non può essere negativa.
Clienti = crediti assimilati positivi (ho venduto a credito, aspetto i soldi) Fornitori = debiti assimilati negativi (ho comprato a credito, devo pagare) Clienti/Fornitori esteri = presunti, perché il valore in euro dipende dal tasso di cambio
SLIDE 11 — Variazioni Finanziarie Attive e Passive
I valori finanziari subiscono due tipi di variazioni :
Variazioni finanziarie attive (positive) — aumentano la ricchezza finanziaria:
Esempio: acquisto materie prime per 5.000€ → costo di 5.000€ = ricchezza sacrificata per produrre.
SLIDE 16 — I Ricavi (valori economici positivi)
I ricavi sono:
Esempio: vendo prodotti finiti per 8.000€ → ricavo di 8.000€ = ricchezza creata.
SLIDE 17 — Utile e Perdita
Il confronto tra ricavi e costi dell'esercizio determina il risultato economico :
Ricavi > Costi → UTILE D'ESERCIZIO (l'impresa ha creato ricchezza, è andata bene)
Ricavi < Costi → PERDITA D'ESERCIZIO (l'impresa ha distrutto ricchezza, è andata male)
Questo è il principio base del conto economico.
SLIDE 18 — Il Capitale Proprio
Il capitale proprio è la ricchezza che l'imprenditore ha inizialmente investito nell'impresa.
Ha natura economica, ma non è né un costo né un ricavo: è qualcosa di diverso, una categoria a sé. È la ricchezza netta di partenza.
Per includerlo correttamente nel sistema dei valori, bisogna ampliare la categoria dei valori economici aggiungendo i valori di capitale.
SLIDE 19 — I Valori Economici (classificazione completa)
I valori economici si dividono in due grandi sottocategorie:
Di reddito → ricavi e costi (misurano la performance nell'esercizio)
Di capitale → il capitale proprio e le sue variazioni nette (apporti dell'imprenditore, prelievi, utili accumulati)
SLIDE 20 — Le Variazioni Economiche
Anche i valori economici subiscono variazioni di due tipi:
Variazioni economiche negative (VAR. EC. NEG.):
Variazioni economiche positive (VAR. EC. POS.):
SLIDE 21 — Relazioni tra Valori Economici e Finanziari
Una domanda sorge spontanea: se i costi sono collegati alle uscite e i ricavi alle entrate, i valori economici non sono semplicemente la copia dei valori finanziari? La risposta è NO.
L'aspetto finanziario e quello economico esprimono due problematiche diverse della vita d'impresa. Sono collegati, ma non coincidono.
SLIDE 22 — La Problematica Finanziaria vs Economica
Eccola spiegata chiaramente:
Problematica finanziaria → l'impresa deve mantenere un equilibrio costante tra entrate e uscite monetarie. Deve essere in grado di pagare i propri debiti quando scadono, usando la liquidità disponibile. È la questione della solvibilità a breve termine.
Problematica economica → l'impresa deve ottenere che i ricavi superino i costi , dando vita a un processo produttivo che crei ricchezza invece di distruggerla. È la questione della redditività.
Le due cose non sempre coincidono: un'impresa può essere redditizia ma avere problemi di liquidità (ha ricavi alti ma incassa tardi), oppure avere buona liquidità ma perdite (sta dilapidando il patrimonio accumulato in passato).
SLIDE 23 — Sintesi: Operazioni, Aspetto Finanziario, Aspetto Economico
Questa tabella è fondamentale e va memorizzata bene:
Operazione Aspetto finanziario Aspetto economico Aumento del capitale di rischio + liquidità + cap. di rischio Rimborso del capitale di rischio − liquidità − cap. di rischio Acquisto di fattori produttivi − liquidità / + debiti di dilazione Costi Vendita + liquidità / + crediti di dilazione Ricavi
L'acquisto di fattori produttivi può avvenire in due modi: pagando subito (−liquidità) oppure a credito (+debiti di dilazione verso il fornitore). In entrambi i casi, dal lato economico genera comunque dei costi.
La vendita può avvenire con incasso immediato (+liquidità) oppure a credito (+crediti di dilazione verso il cliente). In entrambi i casi, economicamente genera ricavi.
SLIDE 24 — Le Permutazioni Finanziarie
Non sempre una variazione finanziaria misura un valore economico.
PDF 4 — Il Reddito
SLIDE 3 — Il Reddito (definizione iniziale)
Il reddito è lo strumento che misura quanta ricchezza un'impresa ha creato o distrutto in un determinato periodo di tempo.
Ogni decisione presa dall'organo di governo aziendale (chi gestisce l'impresa) si traduce in un'operazione che, in qualche modo, aumenta o diminuisce la ricchezza dell'impresa stessa.
SLIDE 4 — Definizione di Reddito
Il reddito è l' incremento o il decremento di ricchezza subito dal capitale iniziale per effetto di tutte le operazioni di gestione.
In altre parole: l'impresa parte con un certo capitale. Alla fine del periodo, quel capitale è aumentato o diminuito? La differenza è il reddito.
Attenzione alla SLIDE: c'è un errore tipografico nella SLIDE originale. Dice "reddito negativo (utile)" e poi di nuovo "reddito negativo (perdita)", ma il senso corretto è:
SLIDE 5 — Reddito d'Impresa e suoi metodi di calcolo
Se consideriamo come periodo di riferimento l'intera vita dell'azienda (dalla nascita alla chiusura definitiva), il risultato si chiama reddito d'impresa o reddito totale.
Questo reddito totale può essere calcolato in due modi:
Metodo sintetico → Capitale finale − Capitale iniziale dell'impresa. Guardando quanto vale l'impresa quando chiude rispetto a quando è nata, si capisce quanta ricchezza è stata creata o distrutta nel complesso.
Metodo analitico → Totale ricavi − Totale costi, dalla nascita alla liquidazione dell'impresa. Si sommano tutti i ricavi mai ottenuti e si sottraggono tutti i costi mai sostenuti.
I due metodi danno lo stesso risultato, solo calcolato in modo diverso.
SLIDE 6 — Il Reddito di Esercizio
Il reddito d'impresa totale ha un grande limite: lo si conosce solo quando l'impresa chiude definitivamente. Per chi gestisce o investe, questo è troppo tardi.
Per questo, nella pratica interessa il reddito di esercizio : il risultato economico di un singolo periodo amministrativo (di solito un anno).
È più informativo perché permette di valutare la gestione anno per anno, senza aspettare la fine dell'impresa.
Può essere calcolato anche questo in due modi:
Metodo sintetico: Capitale Netto Finale (Nf) − Capitale Netto Iniziale (Ni) = Risultato d'esercizio
Metodo analitico: Ricavi di competenza economica (R) − Costi di competenza economica (C) = Risultato d'esercizio
Importante: il reddito di esercizio NON può essere calcolato come semplice differenza tra entrate e uscite monetarie. Questo perché entrate/uscite e costi/ricavi non sempre coincidono nello stesso momento (come vedremo con la competenza economica).
SLIDE 7 — Il Problema del Reddito di Esercizio
La gestione è continua, ma noi la "tagliamo" artificialmente in anni. Questo crea un problema: non tutti i cicli produttivi si completano entro un esercizio.
Esempio: un'impresa compra materie prime a novembre (ha già sostenuto il costo), ma trasforma e vende a gennaio dell'anno successivo (il ricavo arriva nel prossimo esercizio). C'è uno sfasamento temporale tra quando si usa il fattore produttivo e quando si ottiene il ricavo dalla sua cessione.
Per questo motivo, il reddito di esercizio è sempre frutto di stime : bisogna stimare quali costi e quali ricavi, già avviati ma non ancora conclusi, appartengono all'esercizio in chiusura
SLIDE 8 — La Competenza Economica
Il reddito di esercizio calcolato in via analitica si ottiene come differenza tra costi e ricavi di competenza economica , non di competenza finanziaria.
La distinzione è fondamentale: non conta quando si paga o si incassa (aspetto finanziario), ma conta quando il costo o il ricavo matura economicamente (aspetto economico).
Proprio perché dividiamo la gestione in anni, può verificarsi una sfasatura temporale tra il momento in cui avviene il movimento di denaro e il momento in cui il costo/ricavo è di competenza economica dell'esercizio.
SLIDE 9 — Competenza Economica e Principio della Correlazione
Un ricavo è di competenza economica di un esercizio quando, in quell'esercizio, si è verificato anche il costo ad esso correlato (es. le materie prime usate per produrre ciò che è stato venduto), oppure quando il ricavo è "economicamente maturato" in quel periodo.
I mesi di competenza dell'anno X sono 2, quindi la quota di costo di competenza è 2.000€.
Il costo sospeso (che non compete all'anno X) è 4.000€ e non concorrerà a formare il risultato dell'anno X.
Ricavo sospeso: è simmetrico al costo sospeso. È un ricavo già incassato in questo esercizio, ma che in parte compete all'esercizio successivo.
Esempio di ricavo sospeso (Omega S.r.l.):
La Omega riscuote anticipatamente in data 1/12/X i fitti annui attivi per 12.000€. L'anno di fitto va dal 1/12/X al 1/12/X+1 (12 mesi totali).
Sull'asse dei tempi:
Il fitto mensile è 1.000€. Solo 1 mese compete all'anno X, quindi il ricavo di competenza economica dell'anno X è 1.000€, mentre i restanti 11.000€ sono un ricavo sospeso da rinviare all'anno X+1.
N.B. Esistono anche costi e ricavi con manifestazione finanziaria posticipata (i "futuri"), trattati nella SLIDE successiva.
SLIDE 12 — Costi e Ricavi Futuri (manifestazione finanziaria posticipata)
In questo caso, il pagamento o l'incasso avviene dopo che il costo/ricavo è già maturato economicamente. Bisogna quindi "integrare" il conto economico aggiungendo questi valori.
Esempio di costo futuro (Omega S.r.l.):
La Omega pagherà in data 1/5/X+1 un fitto passivo semestrale di 6.000€. Ma il semestre riguarda il periodo dal 1/11/X al 1/5/X+1.
Sull'asse dei tempi:
Il fitto mensile è 1.000€. I 2 mesi dell'anno X hanno già maturato competenza economica per 2.000€, anche se il pagamento avverrà solo nel futuro (1/5/X+1).
Per determinare correttamente il risultato dell'esercizio X, i 2.000€ maturati devono essere aggiunti (integrati) nel sistema contabile dell'anno X, anche se non sono stati ancora pagati.
SLIDE 13 — Competenza Economica e Fattori Produttivi Pluriennali
I fattori produttivi a fecondità ripetuta (macchinari, impianti, fabbricati) creano un problema di competenza: si pagano in un unico momento ma cedono la loro utilità su più anni.
Quindi la manifestazione finanziaria (il pagamento) avviene nell'esercizio in cui vengono acquistati, ma la loro utilità economica si distribuisce su più esercizi.
Per rispettare la competenza economica, il costo va ripartito tra tutti gli esercizi nei quali il fattore viene utilizzato. Questa ripartizione si chiama ammortamento.
Esempio dalla SLIDE (Omega S.r.l.):
La Omega acquista in data 1/3/X un macchinario per 60.000€, che prevede di utilizzare per 6 anni.
Il costo di 60.000€ non va imputato interamente all'esercizio X, perché il macchinario verrà usato per 6 anni. Il costo va distribuito in 6 quote di ammortamento uguali da 10.000€ ciascuna:
Anno X Anno X+1 Anno X+2 Anno X+3 Anno X+4 Anno X+ 10.000€ 10.000€ 10.000€ 10.000€ 10.000€ 10.000€
Ogni anno concorre al risultato d'esercizio solo la quota di ammortamento di quell'anno (10.000€), non l'intero costo d'acquisto.
SLIDE 14 — Il Conto Economico
Il Conto Economico (CE) è il documento contabile che raccoglie e confronta tutti i costi e i ricavi di competenza economica dell'esercizio, per determinare il risultato d'esercizio.
Struttura tradizionale (a sezioni):
La differenza tra ricavi e costi di competenza dà il reddito d'esercizio (utile o perdita). Il Conto Economico è uno dei documenti fondamentali del bilancio d'esercizio.
SLIDE 15 e 16 — Caratteristiche del Reddito di Esercizio
Il reddito di esercizio ha quattro caratteristiche fondamentali:
SLIDE 17 — Le Aree della Gestione (ripasso)
Ripresa dello schema già visto, qui applicato al reddito. La gestione si divide in:
- Gestione ordinaria → operazioni della normale attività aziendale - Gestione straordinaria → operazioni eccezionali fuori dalla routine - Gestione fiscale → operazioni per il pagamento delle imposte
Ogni area contribuisce al risultato finale dell'impresa in modo distinto
PDF 3 — La Contabilità Generale
SLIDE 3 — L'Amministrazione Economica dell'Impresa (ripasso)
Le tre direttrici fondamentali dell'amministrazione aziendale sono Organizzazione, Gestione e Rilevazione, sempre strettamente collegate. Questo PDF approfondisce la rilevazione.
SLIDE 4 — Definizione di Rilevazione
La rilevazione è il processo attraverso cui l'impresa raccoglie, classifica, elabora, rappresenta e interpreta i dati relativi alle proprie attività.
In parole semplici: è l'attività di registrare sistematicamente tutto ciò che accade nella gestione, in modo da poter monitorare e controllare l'andamento dell'impresa.
Senza rilevazione, l'impresa "vola cieca": non saprebbe quanto ha guadagnato, quanto deve ai fornitori, quanti clienti le devono dei soldi, ecc.
SLIDE 5 — Gli Scopi della Rilevazione
La rilevazione serve a tre grandi obiettivi:
Seguire lo svolgimento delle operazioni aziendali man mano che avvengono → permette di avere una fotografia aggiornata in tempo reale di ciò che l'impresa sta facendo.
Determinare periodicamente i risultati della gestione → calcolare il reddito d'esercizio, conoscere il patrimonio, capire se si sta andando bene o male.
Eseguire adempimenti imposti dalla normativa → la legge obbliga le imprese a tenere certi registri, redigere il bilancio, presentare dichiarazioni fiscali, ecc. La rilevazione serve anche a rispettare questi obblighi.
SLIDE 6 — Classificazioni delle Rilevazioni
Le rilevazioni possono essere classificate secondo vari criteri:
Per strumento di rilevazione:
Per il momento in cui avvengono:
Per obbligo di legge:
Per criterio di rilevazione:
Per livello di elaborazione:
Per natura dell'oggetto:
SLIDE 7 — La Contabilità Generale (Co.Ge.)
La Contabilità Generale è il sistema di rilevazione più importante, più diffuso e più consolidato nelle imprese.
È obbligatoria per legge (codice civile e norme fiscali) e costituisce la base informativa principale per i soggetti esterni all'impresa.
Le sue caratteristiche sono:
SLIDE 8 — La Valenza della Co.Ge.
La contabilità generale ha una doppia funzione:
Valenza interna → serve ai soggetti interni all'impresa (manager, soci, consiglio di amministrazione) per controllare l'andamento della gestione, prendere decisioni, verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti. Valenza esterna → serve agli stakeholder (banche, fornitori, clienti, fisco, potenziali investitori) per valutare la situazione economica e finanziaria dell'impresa. Il bilancio, prodotto dalla Co.Ge., è il principale documento informativo verso l'esterno.
SLIDE 13 — Terminologia del Conto
Ecco il vocabolario tecnico essenziale:
Intestare un conto → scrivere il nome dell'oggetto del conto (dargli il titolo). Aprire un conto → scrivere il primo importo in quel conto (iniziare a usarlo). Movimentare un conto → scrivere gli importi successivi nel conto. Chiudere un conto → calcolare il saldo , cioè la differenza tra il totale degli importi scritti in Dare e il totale degli importi scritti in Avere. Se il Dare è maggiore → saldo Dare; se l'Avere è maggiore → saldo Avere. Addebitare un conto → registrare un importo nella sezione di Dare (a sinistra). Accreditare un conto → registrare un importo nella sezione di Avere (a destra).
SLIDE 14 e 15 — Classificazione dei Conti
I conti si classificano secondo più criteri:
Per funzionamento:
Per informazioni sull'oggetto:
Per grado di analisi:
Per forma grafica (SLIDE 15):
Le SLIDE mostrano entrambe le forme graficamente.
SLIDE 16 — Il Metodo Contabile
La registrazione dei fenomeni aziendali nei conti non può avvenire liberamente. Bisogna seguire delle regole precise che nel loro insieme definiscono un metodo contabile.
Senza regole condivise, i conti di imprese diverse sarebbero incomparabili e caotici. Le regole garantiscono uniformità, verificabilità e chiarezza.
SLIDE 17 — Il Metodo Contabile (dettaglio)
Il metodo contabile è definito da tre elementi:
- Forma → le norme che regolano come si usano e come funzionano i conti. Ad esempio, che ogni conto ha un Dare e un Avere, che i conti finanziari funzionano in modo opposto ai conti economici, ecc. - Ordine → il criterio con cui i valori vengono iscritti nei conti. Nella Co.Ge. i fatti vengono registrati in ordine cronologico (prima nota e libro giornale). - Collegamento → le relazioni che si stabiliscono tra i vari conti. Nella partita doppia, ogni operazione coinvolge almeno due conti che si "parlano" tra loro: uno viene addebitato e l'altro accreditato dello stesso importo.
SLIDE 18 — La Partita Doppia
Il metodo usato nella Co.Ge. è il metodo della partita doppia , il più diffuso al mondo per la tenuta dei conti. La regola fondamentale è: ogni operazione viene registrata contemporaneamente in almeno due conti diversi e in sezioni opposte (Dare di un conto e Avere di un altro), per importi uguali.
Il risultato è che la somma di tutti gli addebitamenti (Dare) deve sempre essere uguale alla somma di tutti gli accreditamenti (Avere): questo si chiama equilibrio contabile (o bilanciamento).
SLIDE 19 — I Principi della Partita Doppia
La partita doppia si basa su due principi fondamentali:
Principio del funzionamento antitetico delle sezioni dei conti → ogni conto ha due sezioni (Dare a sinistra, Avere a destra) che accolgono variazioni di segno opposto. Se in Dare registro un aumento, in Avere registro una diminuzione dello stesso tipo di valore.
Principio del funzionamento antitetico delle serie dei conti → esistono due grandi famiglie di conti (finanziari ed economici). I conti di una famiglia funzionano in modo opposto ai conti dell'altra. Cioè: se in un conto finanziario metto qualcosa in Dare, nel conto economico corrispondente metto qualcosa in Avere (o viceversa).
SLIDE 20 — La Partita Doppia: Metodo Bilanciante
Le conseguenze matematiche della partita doppia sono tre proprietà sempre verificate:
Proprietà 1 → Per ogni singola operazione: totale addebitamenti = totale accreditamenti (Dare = Avere).
Proprietà 2 → In ogni momento: la somma di tutti gli importi scritti in Dare di tutti i conti aperti = la somma di tutti gli importi scritti in Avere di tutti i conti aperti.
Proprietà 3 → In ogni momento: la somma di tutti i "saldi Dare" (conti con eccesso in Dare) = la somma di tutti i "saldi Avere" (conti con eccesso in Avere).
Queste proprietà permettono di controllare automaticamente la correttezza delle registrazioni: se i totali non tornano, c'è un errore.