Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


CONTABILITA' E BILANCIO NELL'IMPRESA TURISTICA, Dispense di Contabilità Aziendale

CONTABILITA' E BILANCIO NELL'IMPRESA TURISTICA: spiegazioni pp e appunti

Tipologia: Dispense

2025/2026

In vendita dal 19/06/2026

Lucky1002
Lucky1002 🇮🇹

4.7

(9)

22 documenti

1 / 73

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PDF 1 La Gestione come Sistema di Operazioni
SLIDE 3 L'Amministrazione Economica dell'Impresa
Gestire un'impresa significa occuparsi di tre grandi aree, sempre collegate tra loro:
Organizzazione come strutturare l'impresa (ruoli, gerarchie, procedure) Gestione → le operazioni
concrete che l'impresa compie ogni giorno Rilevazione → registrare e misurare tutto ciò che accade
(contabilità)
Nella realtà non esistono separati: se compri delle materie prime, stai facendo un'operazione di
gestione, ma devi anche registrarla (rilevazione) e seguire certe procedure (organizzazione).
SLIDE 4 Definizione di Gestione
La gestione è l'insieme di tutte le operazioni che le persone (il "fattore umano") compiono sul capitale
dell'impresa per raggiungere gli obiettivi aziendali.
Queste operazioni non sono casuali: sono organizzate, cioè volute e pianificate in anticipo. Non si fa
niente per caso in un'impresa ben funzionante.
SLIDE 5 La Gestione come Processo
Qui si precisano due termini importanti:
Processo = un insieme di attività che condividono un obiettivo comune. Le attività possono svolgersi
una dopo l'altra (in sequenza) oppure contemporaneamente (in parallelo).
Attività = un gruppo di operazioni elementari che sono tecnicamente simili tra loro.
Quindi: operazioni elementari → si raggruppano in attività → le attività si organizzano in processi.
SLIDE 6 Le Fasi della Gestione
Il processo di gestione di qualsiasi impresa si articola in almeno tre fasi:
PROVVISTA l'impresa si procura i fattori produttivi (materie prime, macchinari, lavoro)
TRASFORMAZIONE → li usa per produrre qualcosa SCAMBIO → vende i prodotti sul mercato
Se aggiungiamo anche il FINANZIAMENTO (la fase in cui l'impresa si procura il denaro), le fasi
diventano quattro.
SLIDE 7 La Fase del Finanziamento
Il finanziamento è una forma speciale di provvista: invece di procurarsi materie prime o macchinari,
l'impresa si procura il denaro, che è il fattore produttivo più fondamentale.
Chi mette denaro nell'impresa (il finanziatore) può farlo in due modi:
A titolo di proprietà (totale o parziale) → diventa socio o imprenditore, rischia insieme all'impresa A
titolo di credito → presta i soldi e vuole essere rimborsato (es. una banca), senza entrare nella proprietà
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49

Anteprima parziale del testo

Scarica CONTABILITA' E BILANCIO NELL'IMPRESA TURISTICA e più Dispense in PDF di Contabilità Aziendale solo su Docsity!

PDF 1 — La Gestione come Sistema di Operazioni

SLIDE 3 — L'Amministrazione Economica dell'Impresa

Gestire un'impresa significa occuparsi di tre grandi aree, sempre collegate tra loro:

Organizzazione → come strutturare l'impresa (ruoli, gerarchie, procedure) Gestione → le operazioni concrete che l'impresa compie ogni giorno Rilevazione → registrare e misurare tutto ciò che accade (contabilità)

Nella realtà non esistono separati: se compri delle materie prime, stai facendo un'operazione di gestione, ma devi anche registrarla (rilevazione) e seguire certe procedure (organizzazione).

SLIDE 4 — Definizione di Gestione

La gestione è l'insieme di tutte le operazioni che le persone (il "fattore umano") compiono sul capitale dell'impresa per raggiungere gli obiettivi aziendali.

Queste operazioni non sono casuali: sono organizzate , cioè volute e pianificate in anticipo. Non si fa niente per caso in un'impresa ben funzionante.

SLIDE 5 — La Gestione come Processo

Qui si precisano due termini importanti:

Processo = un insieme di attività che condividono un obiettivo comune. Le attività possono svolgersi una dopo l'altra (in sequenza) oppure contemporaneamente (in parallelo).

Attività = un gruppo di operazioni elementari che sono tecnicamente simili tra loro.

Quindi: operazioni elementari → si raggruppano in attività → le attività si organizzano in processi.

SLIDE 6 — Le Fasi della Gestione

Il processo di gestione di qualsiasi impresa si articola in almeno tre fasi :

PROVVISTA → l'impresa si procura i fattori produttivi (materie prime, macchinari, lavoro) TRASFORMAZIONE → li usa per produrre qualcosa SCAMBIO → vende i prodotti sul mercato

Se aggiungiamo anche il FINANZIAMENTO (la fase in cui l'impresa si procura il denaro), le fasi diventano quattro.

SLIDE 7 — La Fase del Finanziamento

Il finanziamento è una forma speciale di provvista: invece di procurarsi materie prime o macchinari, l'impresa si procura il denaro , che è il fattore produttivo più fondamentale.

Chi mette denaro nell'impresa (il finanziatore) può farlo in due modi:

A titolo di proprietà (totale o parziale) → diventa socio o imprenditore, rischia insieme all'impresa A titolo di credito → presta i soldi e vuole essere rimborsato (es. una banca), senza entrare nella proprietà

SLIDE 8 — Definizione di Finanziamento

Più precisamente, si chiamano operazioni di finanziamento tutte quelle attraverso cui l'azienda ottiene i mezzi — monetari (denaro) e non — necessari alla sua attività.

SLIDE 9 — La Fase di Provvista

Le operazioni di provvista sono tutte quelle con cui l'impresa si approvvigiona dei fattori produttivi di cui ha bisogno per funzionare: materie prime, macchinari, lavoro, energia, ecc.

SLIDE 10 — Le Categorie di Fattori Produttivi

I fattori produttivi si dividono in due categorie principali:

A fecondità semplice → si "consumano" in un unico processo produttivo. Esempio: la farina usata per fare il pane. Una volta usata, non c'è più.

A fecondità ripetuta → possono essere usati in più processi produttivi nel tempo. Esempio: un forno industriale, che dura anni e sforna centinaia di infornate.

Esiste anche una seconda distinzione trasversale: Materiali (fisici, tangibili) vs Immateriali (brevetti, marchi, know-how, ecc.)

SLIDE 11 — La Fase di Trasformazione

La trasformazione è l'insieme delle operazioni che trasformano i fattori produttivi acquistati in prodotti finiti. Le materie prime "diventano" prodotto.

Questa fase produce due tipi di risultati:

Produzioni intermedie interne (semilavorati) → prodotti non ancora finiti, che servono come input per una fase successiva della stessa impresa Produzioni terminali o finali → il prodotto finito, pronto per essere venduto

SLIDE 12 — La Fase dello Scambio

Lo scambio è l'insieme delle operazioni con cui l'impresa porta i prodotti finiti sul mercato e li vende ai clienti.

È la fase che chiude il ciclo: l'impresa ha speso per produrre, ora incassa vendendo.

SLIDE 13 — Sintesi: Gestione Interna ed Esterna

Questa SLIDE riepiloga tutto con uno schema molto importante.

L'impresa è al centro. A sinistra ci sono i mercati da cui acquista:

  • Mercato del lavoro (dipendenti)
  • Mercato degli altri fattori produttivi (materie prime, macchinari)
  • Mercato finanziario (denaro)

All'interno avviene la Trasformazione (Input → Produzione → Output).

PDF 2 — La Gestione come Sistema di Valori

SLIDE 4 — Le Operazioni di Gestione Esterna: due aspetti

Ogni operazione di gestione esterna può essere osservata sotto due aspetti separati ma complementari :

Aspetto originario (finanziario) → guarda il profilo monetario: quanto denaro entra o esce, e in che direzione (segno + o – )

Aspetto derivato (economico) → guarda la causale di quella variazione monetaria: perché è entrato o uscito del denaro? È un costo o un ricavo?

Si chiamano così perché l'aspetto finanziario è quello che si "vede" per primo (il movimento di cassa), mentre quello economico ne è la spiegazione (il "perché").

SLIDE 5 — Aspetto Finanziario

L'aspetto finanziario guarda gli effetti delle operazioni sulla liquidità dell'impresa (la "massa monetaria" disponibile).

Si misura in termini di entità (quanto cambia) e segno (aumenta o diminuisce).

Ci sono due tipi di variazioni finanziarie:

ENTRATE → afflussi di denaro verso l'impresa = variazioni finanziarie positive (attive) USCITE → deflussi di denaro dall'impresa = variazioni finanziarie negative (passive)

SLIDE 6 — Aspetto Finanziario (schema)

Fase di provvista → genera variazioni finanziarie negative (l'impresa paga per comprare fattori produttivi → esce denaro)

Fase di scambio → genera variazioni finanziarie positive (l'impresa incassa vendendo → entra denaro)

SLIDE 7 — Valori e Variazioni

Distinzione fondamentale tra due tipi di grandezze:

Grandezze stock (valori) → fotografia in un momento preciso. Esempio: "Ho 10.000€ in cassa oggi." Sono i valori su cui le operazioni intervengono.

Grandezze flusso (variazioni) → il cambiamento nel tempo. Esempio: "Questo mese sono entrati 3.000€." Sono le variazioni che modificano i valori.

I valori possono essere:

  • Finanziari → subiscono variazioni finanziarie (es. cassa, crediti, debiti)
  • Economici → subiscono variazioni economiche (es. costi, ricavi, capitale)

SLIDE 8 — Esempio Pratico: Valori e Variazioni

Esempio concreto dalla SLIDE:

L'impresa vende prodotti finiti e incassa subito in contanti.

→ Entra del denaro in cassa → Questa è una variazione finanziaria positiva (attiva) → Essa interviene sul valore finanziario "Cassa" , aumentandone la consistenza

Riepilogo:

  • Entrata denaro in cassa = variazione finanziaria attiva
  • Cassa = valore finanziario attivo

SLIDE 9 — I Valori Finanziari

I valori finanziari comprendono due grandi categorie:

1. Valori numerari , a loro volta suddivisi in: - Certi → fanno riferimento a entrate/uscite in moneta contante, certa e immediata. Esempi: denaro contante, assegni circolari, valori bollati. Certezza assoluta. - Assimilati → fanno riferimento a entrate/uscite differite nel tempo , gravate da incertezza sul loro effettivo verificarsi. Esempi: crediti e debiti di funzionamento (es. vendo oggi ma il cliente paga tra 30 giorni — potrebbe non pagare). - Presunti → entrate/uscite gravate da alto grado di incertezza sia sul "se" avverranno sia su "quanto". Esempi: crediti e debiti in moneta estera (il tasso di cambio può variare, quindi non si sa esattamente quanto si incasserà). 2. Crediti e debiti di finanziamento → derivano da operazioni di prestito (es. un mutuo bancario genera un debito di finanziamento verso la banca).

SLIDE 10 — Tabella dei Valori Numerari

La tabella riassume i valori numerari in modo schematico:

Certi (valore liquido) Assimilati (rischio insolvenza) Presunti (valore stimato) Positivi Cassa Clienti Clienti esteri Negativi Nessuno (*) Fornitori Fornitori esteri

(*) La nota spiega che, nella loro impostazione del corso, solo la Cassa è valore numerario certo. Se si considera anche la banca come numerario certo, si potrebbero avere valori certi negativi (scoperto bancario). Ma nella logica adottata, la cassa non può essere negativa.

Clienti = crediti assimilati positivi (ho venduto a credito, aspetto i soldi) Fornitori = debiti assimilati negativi (ho comprato a credito, devo pagare) Clienti/Fornitori esteri = presunti, perché il valore in euro dipende dal tasso di cambio

SLIDE 11 — Variazioni Finanziarie Attive e Passive

I valori finanziari subiscono due tipi di variazioni :

Variazioni finanziarie attive (positive) — aumentano la ricchezza finanziaria:

  • Corrispondono a ricchezza destinata a essere consumata nel processo produttivo
  • Concorrono negativamente alla produzione di ricchezza (variazioni economiche negative)

Esempio: acquisto materie prime per 5.000€ → costo di 5.000€ = ricchezza sacrificata per produrre.

SLIDE 16 — I Ricavi (valori economici positivi)

I ricavi sono:

  • Vantaggi, benefici che derivano dalla vendita di beni o servizi prodotti
  • La loro entità si misura attraverso l'entrata monetaria (quanto incasso)
  • Corrispondono a ricchezza che viene creata grazie al processo produttivo
  • Concorrono positivamente alla produzione di ricchezza (variazioni economiche positive)

Esempio: vendo prodotti finiti per 8.000€ → ricavo di 8.000€ = ricchezza creata.

SLIDE 17 — Utile e Perdita

Il confronto tra ricavi e costi dell'esercizio determina il risultato economico :

Ricavi > Costi → UTILE D'ESERCIZIO (l'impresa ha creato ricchezza, è andata bene)

Ricavi < Costi → PERDITA D'ESERCIZIO (l'impresa ha distrutto ricchezza, è andata male)

Questo è il principio base del conto economico.

SLIDE 18 — Il Capitale Proprio

Il capitale proprio è la ricchezza che l'imprenditore ha inizialmente investito nell'impresa.

Ha natura economica, ma non è né un costo né un ricavo: è qualcosa di diverso, una categoria a sé. È la ricchezza netta di partenza.

Per includerlo correttamente nel sistema dei valori, bisogna ampliare la categoria dei valori economici aggiungendo i valori di capitale.

SLIDE 19 — I Valori Economici (classificazione completa)

I valori economici si dividono in due grandi sottocategorie:

Di reddito → ricavi e costi (misurano la performance nell'esercizio)

Di capitale → il capitale proprio e le sue variazioni nette (apporti dell'imprenditore, prelievi, utili accumulati)

SLIDE 20 — Le Variazioni Economiche

Anche i valori economici subiscono variazioni di due tipi:

Variazioni economiche negative (VAR. EC. NEG.):

  • Aumento dei costi (+Costi)
  • Diminuzione del capitale proprio (−Capitale)

Variazioni economiche positive (VAR. EC. POS.):

  • Aumento dei ricavi (+Ricavi)
  • Aumento del capitale proprio (+Capitale)

SLIDE 21 — Relazioni tra Valori Economici e Finanziari

Una domanda sorge spontanea: se i costi sono collegati alle uscite e i ricavi alle entrate, i valori economici non sono semplicemente la copia dei valori finanziari? La risposta è NO.

L'aspetto finanziario e quello economico esprimono due problematiche diverse della vita d'impresa. Sono collegati, ma non coincidono.

SLIDE 22 — La Problematica Finanziaria vs Economica

Eccola spiegata chiaramente:

Problematica finanziaria → l'impresa deve mantenere un equilibrio costante tra entrate e uscite monetarie. Deve essere in grado di pagare i propri debiti quando scadono, usando la liquidità disponibile. È la questione della solvibilità a breve termine.

Problematica economica → l'impresa deve ottenere che i ricavi superino i costi , dando vita a un processo produttivo che crei ricchezza invece di distruggerla. È la questione della redditività.

Le due cose non sempre coincidono: un'impresa può essere redditizia ma avere problemi di liquidità (ha ricavi alti ma incassa tardi), oppure avere buona liquidità ma perdite (sta dilapidando il patrimonio accumulato in passato).

SLIDE 23 — Sintesi: Operazioni, Aspetto Finanziario, Aspetto Economico

Questa tabella è fondamentale e va memorizzata bene:

Operazione Aspetto finanziario Aspetto economico Aumento del capitale di rischio + liquidità + cap. di rischio Rimborso del capitale di rischio − liquidità − cap. di rischio Acquisto di fattori produttivi − liquidità / + debiti di dilazione Costi Vendita + liquidità / + crediti di dilazione Ricavi

L'acquisto di fattori produttivi può avvenire in due modi: pagando subito (−liquidità) oppure a credito (+debiti di dilazione verso il fornitore). In entrambi i casi, dal lato economico genera comunque dei costi.

La vendita può avvenire con incasso immediato (+liquidità) oppure a credito (+crediti di dilazione verso il cliente). In entrambi i casi, economicamente genera ricavi.

SLIDE 24 — Le Permutazioni Finanziarie

Non sempre una variazione finanziaria misura un valore economico.

PDF 4 — Il Reddito

SLIDE 3 — Il Reddito (definizione iniziale)

Il reddito è lo strumento che misura quanta ricchezza un'impresa ha creato o distrutto in un determinato periodo di tempo.

Ogni decisione presa dall'organo di governo aziendale (chi gestisce l'impresa) si traduce in un'operazione che, in qualche modo, aumenta o diminuisce la ricchezza dell'impresa stessa.

SLIDE 4 — Definizione di Reddito

Il reddito è l' incremento o il decremento di ricchezza subito dal capitale iniziale per effetto di tutte le operazioni di gestione.

In altre parole: l'impresa parte con un certo capitale. Alla fine del periodo, quel capitale è aumentato o diminuito? La differenza è il reddito.

Attenzione alla SLIDE: c'è un errore tipografico nella SLIDE originale. Dice "reddito negativo (utile)" e poi di nuovo "reddito negativo (perdita)", ma il senso corretto è:

  • Se l'impresa remunera bene i fattori produttivi → si genera un reddito positivo (utile)
  • Se non ci riesce → si genera un reddito negativo (perdita)

SLIDE 5 — Reddito d'Impresa e suoi metodi di calcolo

Se consideriamo come periodo di riferimento l'intera vita dell'azienda (dalla nascita alla chiusura definitiva), il risultato si chiama reddito d'impresa o reddito totale.

Questo reddito totale può essere calcolato in due modi:

Metodo sintetico → Capitale finale − Capitale iniziale dell'impresa. Guardando quanto vale l'impresa quando chiude rispetto a quando è nata, si capisce quanta ricchezza è stata creata o distrutta nel complesso.

Metodo analitico → Totale ricavi − Totale costi, dalla nascita alla liquidazione dell'impresa. Si sommano tutti i ricavi mai ottenuti e si sottraggono tutti i costi mai sostenuti.

I due metodi danno lo stesso risultato, solo calcolato in modo diverso.

SLIDE 6 — Il Reddito di Esercizio

Il reddito d'impresa totale ha un grande limite: lo si conosce solo quando l'impresa chiude definitivamente. Per chi gestisce o investe, questo è troppo tardi.

Per questo, nella pratica interessa il reddito di esercizio : il risultato economico di un singolo periodo amministrativo (di solito un anno).

È più informativo perché permette di valutare la gestione anno per anno, senza aspettare la fine dell'impresa.

Può essere calcolato anche questo in due modi:

Metodo sintetico: Capitale Netto Finale (Nf) − Capitale Netto Iniziale (Ni) = Risultato d'esercizio

  • Se Nf > Ni → utile d'esercizio (il patrimonio è cresciuto)
  • Se Nf < Ni → perdita d'esercizio (il patrimonio è diminuito)

Metodo analitico: Ricavi di competenza economica (R) − Costi di competenza economica (C) = Risultato d'esercizio

  • Se R > C → utile d'esercizio
  • Se R < C → perdita d'esercizio

Importante: il reddito di esercizio NON può essere calcolato come semplice differenza tra entrate e uscite monetarie. Questo perché entrate/uscite e costi/ricavi non sempre coincidono nello stesso momento (come vedremo con la competenza economica).

SLIDE 7 — Il Problema del Reddito di Esercizio

La gestione è continua, ma noi la "tagliamo" artificialmente in anni. Questo crea un problema: non tutti i cicli produttivi si completano entro un esercizio.

Esempio: un'impresa compra materie prime a novembre (ha già sostenuto il costo), ma trasforma e vende a gennaio dell'anno successivo (il ricavo arriva nel prossimo esercizio). C'è uno sfasamento temporale tra quando si usa il fattore produttivo e quando si ottiene il ricavo dalla sua cessione.

Per questo motivo, il reddito di esercizio è sempre frutto di stime : bisogna stimare quali costi e quali ricavi, già avviati ma non ancora conclusi, appartengono all'esercizio in chiusura

SLIDE 8 — La Competenza Economica

Il reddito di esercizio calcolato in via analitica si ottiene come differenza tra costi e ricavi di competenza economica , non di competenza finanziaria.

La distinzione è fondamentale: non conta quando si paga o si incassa (aspetto finanziario), ma conta quando il costo o il ricavo matura economicamente (aspetto economico).

Proprio perché dividiamo la gestione in anni, può verificarsi una sfasatura temporale tra il momento in cui avviene il movimento di denaro e il momento in cui il costo/ricavo è di competenza economica dell'esercizio.

SLIDE 9 — Competenza Economica e Principio della Correlazione

Un ricavo è di competenza economica di un esercizio quando, in quell'esercizio, si è verificato anche il costo ad esso correlato (es. le materie prime usate per produrre ciò che è stato venduto), oppure quando il ricavo è "economicamente maturato" in quel periodo.

I mesi di competenza dell'anno X sono 2, quindi la quota di costo di competenza è 2.000€.

Il costo sospeso (che non compete all'anno X) è 4.000€ e non concorrerà a formare il risultato dell'anno X.

Ricavo sospeso: è simmetrico al costo sospeso. È un ricavo già incassato in questo esercizio, ma che in parte compete all'esercizio successivo.

Esempio di ricavo sospeso (Omega S.r.l.):

La Omega riscuote anticipatamente in data 1/12/X i fitti annui attivi per 12.000€. L'anno di fitto va dal 1/12/X al 1/12/X+1 (12 mesi totali).

Sull'asse dei tempi:

  • 1/12/X → 31/12/X: 1 mese (anno X)
  • 31/12/X → 1/12/X+1: 11 mesi (anno X+1)

Il fitto mensile è 1.000€. Solo 1 mese compete all'anno X, quindi il ricavo di competenza economica dell'anno X è 1.000€, mentre i restanti 11.000€ sono un ricavo sospeso da rinviare all'anno X+1.

N.B. Esistono anche costi e ricavi con manifestazione finanziaria posticipata (i "futuri"), trattati nella SLIDE successiva.

SLIDE 12 — Costi e Ricavi Futuri (manifestazione finanziaria posticipata)

In questo caso, il pagamento o l'incasso avviene dopo che il costo/ricavo è già maturato economicamente. Bisogna quindi "integrare" il conto economico aggiungendo questi valori.

Esempio di costo futuro (Omega S.r.l.):

La Omega pagherà in data 1/5/X+1 un fitto passivo semestrale di 6.000€. Ma il semestre riguarda il periodo dal 1/11/X al 1/5/X+1.

Sull'asse dei tempi:

  • 1/11/X → 31/12/X: 2 mesi (anno X)
  • 31/12/X → 1/5/X+1: 4 mesi (anno X+1)

Il fitto mensile è 1.000€. I 2 mesi dell'anno X hanno già maturato competenza economica per 2.000€, anche se il pagamento avverrà solo nel futuro (1/5/X+1).

Per determinare correttamente il risultato dell'esercizio X, i 2.000€ maturati devono essere aggiunti (integrati) nel sistema contabile dell'anno X, anche se non sono stati ancora pagati.

SLIDE 13 — Competenza Economica e Fattori Produttivi Pluriennali

I fattori produttivi a fecondità ripetuta (macchinari, impianti, fabbricati) creano un problema di competenza: si pagano in un unico momento ma cedono la loro utilità su più anni.

Quindi la manifestazione finanziaria (il pagamento) avviene nell'esercizio in cui vengono acquistati, ma la loro utilità economica si distribuisce su più esercizi.

Per rispettare la competenza economica, il costo va ripartito tra tutti gli esercizi nei quali il fattore viene utilizzato. Questa ripartizione si chiama ammortamento.

Esempio dalla SLIDE (Omega S.r.l.):

La Omega acquista in data 1/3/X un macchinario per 60.000€, che prevede di utilizzare per 6 anni.

Il costo di 60.000€ non va imputato interamente all'esercizio X, perché il macchinario verrà usato per 6 anni. Il costo va distribuito in 6 quote di ammortamento uguali da 10.000€ ciascuna:

Anno X Anno X+1 Anno X+2 Anno X+3 Anno X+4 Anno X+ 10.000€ 10.000€ 10.000€ 10.000€ 10.000€ 10.000€

Ogni anno concorre al risultato d'esercizio solo la quota di ammortamento di quell'anno (10.000€), non l'intero costo d'acquisto.

SLIDE 14 — Il Conto Economico

Il Conto Economico (CE) è il documento contabile che raccoglie e confronta tutti i costi e i ricavi di competenza economica dell'esercizio, per determinare il risultato d'esercizio.

Struttura tradizionale (a sezioni):

  • Sezione sinistra → componenti negativi (costi di competenza)
  • Sezione destra → componenti positivi (ricavi di competenza)

La differenza tra ricavi e costi di competenza dà il reddito d'esercizio (utile o perdita). Il Conto Economico è uno dei documenti fondamentali del bilancio d'esercizio.

SLIDE 15 e 16 — Caratteristiche del Reddito di Esercizio

Il reddito di esercizio ha quattro caratteristiche fondamentali:

  1. Economica → non è una somma di denaro in cassa, ma un valore economico astratto. Dipende dal confronto tra costi e ricavi di competenza, non da movimenti monetari.
  2. Astratta → non coincide con la liquidità disponibile. Un'impresa può avere un grande utile ma poca liquidità (se ha venduto a credito), o viceversa.
  3. Mai certa nel suo valore → dipende da stime e valutazioni soggettive (quanto ammortamento fare, come valutare le rimanenze, come stimare i crediti inesigibili). Due imprese identiche potrebbero calcolare redditi diversi in base alle scelte valutative adottate.
  4. Dinamica → cambia di anno in anno in funzione delle operazioni di gestione svolte.

SLIDE 17 — Le Aree della Gestione (ripasso)

Ripresa dello schema già visto, qui applicato al reddito. La gestione si divide in:

- Gestione ordinaria → operazioni della normale attività aziendale - Gestione straordinaria → operazioni eccezionali fuori dalla routine - Gestione fiscale → operazioni per il pagamento delle imposte

Ogni area contribuisce al risultato finale dell'impresa in modo distinto

PDF 3 — La Contabilità Generale

SLIDE 3 — L'Amministrazione Economica dell'Impresa (ripasso)

Le tre direttrici fondamentali dell'amministrazione aziendale sono Organizzazione, Gestione e Rilevazione, sempre strettamente collegate. Questo PDF approfondisce la rilevazione.

SLIDE 4 — Definizione di Rilevazione

La rilevazione è il processo attraverso cui l'impresa raccoglie, classifica, elabora, rappresenta e interpreta i dati relativi alle proprie attività.

In parole semplici: è l'attività di registrare sistematicamente tutto ciò che accade nella gestione, in modo da poter monitorare e controllare l'andamento dell'impresa.

Senza rilevazione, l'impresa "vola cieca": non saprebbe quanto ha guadagnato, quanto deve ai fornitori, quanti clienti le devono dei soldi, ecc.

SLIDE 5 — Gli Scopi della Rilevazione

La rilevazione serve a tre grandi obiettivi:

Seguire lo svolgimento delle operazioni aziendali man mano che avvengono → permette di avere una fotografia aggiornata in tempo reale di ciò che l'impresa sta facendo.

Determinare periodicamente i risultati della gestione → calcolare il reddito d'esercizio, conoscere il patrimonio, capire se si sta andando bene o male.

Eseguire adempimenti imposti dalla normativa → la legge obbliga le imprese a tenere certi registri, redigere il bilancio, presentare dichiarazioni fiscali, ecc. La rilevazione serve anche a rispettare questi obblighi.

SLIDE 6 — Classificazioni delle Rilevazioni

Le rilevazioni possono essere classificate secondo vari criteri:

Per strumento di rilevazione:

  • Contabili → usano il "conto" (come la contabilità generale)
  • Extra-contabili → usano tabelle, grafici, percentuali (es. statistiche di vendita)

Per il momento in cui avvengono:

  • Antecedenti → redatte prima che le operazioni avvengano (es. budget, previsioni)
  • Concomitanti → redatte man mano che i fatti si manifestano (registrazione in tempo reale)
  • Consuntive → redatte dopo che i fatti sono già accaduti (es. il bilancio di fine anno)

Per obbligo di legge:

  • Obbligatorie → previste dalla legge (es. libro giornale, libro mastro)
  • Facoltative → tenute su base volontaria dall'impresa per proprie esigenze

Per criterio di rilevazione:

  • Cronologiche → le operazioni sono registrate in ordine di data
  • Sistematiche → le operazioni sono classificate per oggetto (per tipo di conto)

Per livello di elaborazione:

  • Elementari → riguardano oggetti semplici e non sono collegate tra loro
  • Sezionali → riguardano oggetti semplici ma sono collegate con rilevazioni più complesse
  • Complesse → riguardano un oggetto complesso (es. il patrimonio o il reddito) e sono collegate tra loro

Per natura dell'oggetto:

  • Quantitative → espresse in termini monetari o numerici
  • Non quantitative → espresse con linguaggio descrittivo/qualitativo

SLIDE 7 — La Contabilità Generale (Co.Ge.)

La Contabilità Generale è il sistema di rilevazione più importante, più diffuso e più consolidato nelle imprese.

È obbligatoria per legge (codice civile e norme fiscali) e costituisce la base informativa principale per i soggetti esterni all'impresa.

Le sue caratteristiche sono:

  1. Obbligatoria → prevista dal codice civile e dalle norme fiscali; le imprese non possono farne a meno.
  2. Sistematica → è un insieme ordinato di scritture complesse, non scritture isolate. Tutto è collegato.
  3. Formale → le registrazioni avvengono in libri ufficiali (libro giornale, libro mastro), che hanno valore legale.
  4. Consuntiva → rileva i fatti della gestione già avvenuti , non quelli previsti. È una registrazione "a posteriori".
  5. Cronologica → le operazioni vengono registrate in ordine temporale, una dopo l'altra, man mano che accadono.
  6. Segue modelli e procedure standardizzati → deriva dalla dottrina aziendale e dalla prassi contabile consolidata nel tempo.

SLIDE 8 — La Valenza della Co.Ge.

La contabilità generale ha una doppia funzione:

Valenza interna → serve ai soggetti interni all'impresa (manager, soci, consiglio di amministrazione) per controllare l'andamento della gestione, prendere decisioni, verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti.  Valenza esterna → serve agli stakeholder (banche, fornitori, clienti, fisco, potenziali investitori) per valutare la situazione economica e finanziaria dell'impresa. Il bilancio, prodotto dalla Co.Ge., è il principale documento informativo verso l'esterno.

SLIDE 13 — Terminologia del Conto

Ecco il vocabolario tecnico essenziale:

Intestare un conto → scrivere il nome dell'oggetto del conto (dargli il titolo).  Aprire un conto → scrivere il primo importo in quel conto (iniziare a usarlo).  Movimentare un conto → scrivere gli importi successivi nel conto.  Chiudere un conto → calcolare il saldo , cioè la differenza tra il totale degli importi scritti in Dare e il totale degli importi scritti in Avere. Se il Dare è maggiore → saldo Dare; se l'Avere è maggiore → saldo Avere.  Addebitare un conto → registrare un importo nella sezione di Dare (a sinistra).  Accreditare un conto → registrare un importo nella sezione di Avere (a destra).

SLIDE 14 e 15 — Classificazione dei Conti

I conti si classificano secondo più criteri:

Per funzionamento:

  • Bifase (bilaterali) → accolgono variazioni sia in Dare che in Avere (es. Cassa: entra Dare, esce Avere)
  • Unifase (unilaterali) → le variazioni vengono registrate solo su un lato; la chiusura avviene dall'altro (es. i conti di reddito nell'approccio unifase)

Per informazioni sull'oggetto:

  • Sinottici → danno una visione d'insieme sintetica
  • Descrittivi → forniscono dettagli più analitici

Per grado di analisi:

  • Sintetici → raggruppano più elementi in una voce (es. "Crediti verso clienti" in totale)
  • Analitici → dettagliano ogni singolo elemento (es. un conto per ogni singolo cliente)

Per forma grafica (SLIDE 15):

  • A due sezioni contrapposte → la forma classica a T, con Dare a sinistra e Avere a destra su righe separate
  • Scalare → una sola colonna per le descrizioni, con due colonne affiancate per gli importi (Dare e Avere sulla stessa riga)

Le SLIDE mostrano entrambe le forme graficamente.

SLIDE 16 — Il Metodo Contabile

La registrazione dei fenomeni aziendali nei conti non può avvenire liberamente. Bisogna seguire delle regole precise che nel loro insieme definiscono un metodo contabile.

Senza regole condivise, i conti di imprese diverse sarebbero incomparabili e caotici. Le regole garantiscono uniformità, verificabilità e chiarezza.

SLIDE 17 — Il Metodo Contabile (dettaglio)

Il metodo contabile è definito da tre elementi:

- Forma → le norme che regolano come si usano e come funzionano i conti. Ad esempio, che ogni conto ha un Dare e un Avere, che i conti finanziari funzionano in modo opposto ai conti economici, ecc. - Ordine → il criterio con cui i valori vengono iscritti nei conti. Nella Co.Ge. i fatti vengono registrati in ordine cronologico (prima nota e libro giornale). - Collegamento → le relazioni che si stabiliscono tra i vari conti. Nella partita doppia, ogni operazione coinvolge almeno due conti che si "parlano" tra loro: uno viene addebitato e l'altro accreditato dello stesso importo.

SLIDE 18 — La Partita Doppia

Il metodo usato nella Co.Ge. è il metodo della partita doppia , il più diffuso al mondo per la tenuta dei conti. La regola fondamentale è: ogni operazione viene registrata contemporaneamente in almeno due conti diversi e in sezioni opposte (Dare di un conto e Avere di un altro), per importi uguali.

Il risultato è che la somma di tutti gli addebitamenti (Dare) deve sempre essere uguale alla somma di tutti gli accreditamenti (Avere): questo si chiama equilibrio contabile (o bilanciamento).

SLIDE 19 — I Principi della Partita Doppia

La partita doppia si basa su due principi fondamentali:

Principio del funzionamento antitetico delle sezioni dei conti → ogni conto ha due sezioni (Dare a sinistra, Avere a destra) che accolgono variazioni di segno opposto. Se in Dare registro un aumento, in Avere registro una diminuzione dello stesso tipo di valore.

Principio del funzionamento antitetico delle serie dei conti → esistono due grandi famiglie di conti (finanziari ed economici). I conti di una famiglia funzionano in modo opposto ai conti dell'altra. Cioè: se in un conto finanziario metto qualcosa in Dare, nel conto economico corrispondente metto qualcosa in Avere (o viceversa).

SLIDE 20 — La Partita Doppia: Metodo Bilanciante

Le conseguenze matematiche della partita doppia sono tre proprietà sempre verificate:

Proprietà 1 → Per ogni singola operazione: totale addebitamenti = totale accreditamenti (Dare = Avere).

Proprietà 2 → In ogni momento: la somma di tutti gli importi scritti in Dare di tutti i conti aperti = la somma di tutti gli importi scritti in Avere di tutti i conti aperti.

Proprietà 3 → In ogni momento: la somma di tutti i "saldi Dare" (conti con eccesso in Dare) = la somma di tutti i "saldi Avere" (conti con eccesso in Avere).

Queste proprietà permettono di controllare automaticamente la correttezza delle registrazioni: se i totali non tornano, c'è un errore.