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anno 2023/2024 contabilità e bilancio
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il bilancio è un documento contabile, di cui si serve l’azienda per soddisfare le esigenze informative degli stakeholder interni ed esterni. Ad esempio: azionisti, management. Investitori istituzionali, lavoratori dipendenti, fornitori, clienti ecc… In Italia sono previsti due diversi modelli di bilancio riferibili ad ambiti diversi:
quotate, bancarie, assicurative e finanziarie in genere)
insufficiente per trattare adeguatamente i complessi temi contabili e valutativi. Per
prevalgono le norme del cc. La disciplina parte dall’ art .2423 e prevede che ‘ ’Il bilancio d’esercizio deve
economico d’esercizio’’ Le norme sul bilancio le dovremmo immaginare come se costituissero una piramide al cui vertice c’è LA CLAUSOLA GENERALE, da cui discendono principi di redazione e criteri di valutazione. IL PRINCIPIO DELLA CHIAREZZA riguarda sia un contenuto sostanziale che un aspetto formale.
difficoltà che possono derivare dal linguaggio contabile.
carattere della neutralità dell’informazione. In questo senso, il processo di
risultati della gestione aziendale. IL PRINCIPIO DELLA VERIDICITA’ richiede una corretta e motivata applicazione delle stime , da effettuare nella redazione del bilancio (considerare solo utili conseguiti e perdite subite) per impedire annacquamenti di capitale e di reddito. IL PRINCIPIO DELLA CORRETTEZZA ha il fine di perseguire una rappresentazione corretta e veritiera della situazione aziendale. Operare correttamente significa comportarsi secondo buona fede (comportamento coerente con principi e regole), attenersi alle regole di valutazione stabilite dalla legge ecc. anche operando correttamente non sempre è possibile una verità oggettiva perché molte poste sono frutto di stime e legate alle circostanze in cui viene redatto. Nella piramide, al gradino inferiore rispetto alla clausola generale, troviamo I PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO che sono in totale 8:
capitale andando, ad esempio, a mascherare perdite con utili presunti (attraverso sovrastime dell’attivo o sottostime del passivo) o al fenomeno contrario della riserva occulta.
Rendiconto Finanziario, e dalla Nota Integrativa.
rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria della società. Ha uno schema
Per le voci contabili dell’attivo vi è una classificazione basato sulla destinazione degli elementi patrimoniali. Le voci sono ordinate secondo un criterio di liquidità crescente dalla meno liquida alla più liquida, ad esempio: si parte dalle immobilizzazioni, che sono risorse che non possono essere convertite rapidamente in denaro (come immobili e macchinari), e si procede verso le disponibilità liquide, che sono già in forma di denaro. In sintesi, lo Stato Patrimoniale offre una rappresentazione statica come una
il valore del capitale di funzionamento.
includere "l'importo e la natura dei singoli elementi di ricavo o costo di entità o incidenza eccezionali". Al bilancio d’esercizio, è corredata, in forza dell’art. 2428 Cod. Civ., la Relazione sulla gestione, che deve contenere considerazioni sullo svolgimento della gestione passata , sotto il
ATTIVO
ma non ancora versate all’atto di costituzione del capitale sociale. Per quanto riguarda le società di capitali , al momento dell'atto costitutivo vi è l'obbligo di versare il 25% dei conferimenti in DENARO, mentre per ciò che riguarda i conferimenti in NATURA essi devono essere conferiti nella loro totalità. Possono essere conferimenti:
funzionanti insieme , ad esempio: un’attività già avviata
attraverso la combinazione con altri elementi.
Le immobilizzazioni sono quei beni (tangibili o intangibili) che un'azienda acquista o
ciclo aziendale. Questi beni sono destinati a essere utilizzati o detenuti per più di un anno, e non per essere rivenduti rapidamente come le merci o gli stock. Abbiamo 3 tipologie di immobilizzazioni: -Immobilizzazioni materiali: Fattori produttivi a fecondità ripetuta tangibili ; -Immobilizzazioni immateriali: Fattori produttivi a fecondità ripetuta intangibili -Immobilizzazioni finanziarie: Investimenti a lungo termine. La distinzione tra immobilizzazioni finanziarie e attivo circolante dipende principalmente dall'intenzione aziendale e dal periodo previsto per la detenzione dell'investimento. Se l'azienda prevede di disfarsi dell'investimento entro un anno o meno, è più appropriato classificarlo come parte dell'attivo circolante.
materiali e immateriali deve essere soggetto alla procedura di ammortamento ossia
Il piano d’ammortamento presuppone l’i ndividuazione di alcuni elementi: il valore
costanti, variabili, crescenti, decrescenti). Qui si utilizza il principio numero 7 ovvero quello della costanza dei criteri di valutazione, non si può variare la tipologia di ammortamento adottata per evitare di abbassare o alzare il valore dell’utile a proprio piacimento. (se non in alcuni casi eccezionali riportati nell’art 2426 p.3)
In base alla normativa civilistica, le immobilizzazioni immateriali si iscrivono al costo di acquisto o al costo di produzione , per i quali valgono i riferimenti all’art. 2426 p.1 c.c.:
sottoposta ad ammortamento). Queste due voci rappresentano gli Oneri pluriennali in cui il livello di intangibilità è massimo. L’art. 2426 p.5 stabilisce che: I costi di impianto e ampliamento devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni. I costi di sviluppo sono ammortizzati secondo la loro vita utile ; nei casi eccezionali in cui non è possibile stimarne attendibilmente la vita utile, sono ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni.
disponibili sufficienti a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati.
Le caratteristiche riconoscibili nei diritti di brevetto, ai fini dell’iscrizione in bilancio, sono identificate nelle seguenti:
trasferisce ad altri soggetti i propri diritti o poteri , con i relativi obblighi e oneri. DIRITTI SU BENI DI PROPRIETA’ DEGLI ENTI CONCEDENTI esempio: sfruttamento del suolo demaniale.
Esse possono essere in base a come sono acquisite assumono la forma di:
permette di registrare una plusvalenza o una minusvalenza derivante dal confronto con il valore del bene ceduto in cambio di permuta + eventuali costi sostenuti)
costi sostenuti)
ai valori di mercato , ai valori d’uso e ai costi di ricostruzione a nuovo attribuibili ai singoli beni oggetto di conferimento. In caso di minor valore accertato dagli amministratori rispetto al valore di stima , lo scostamento non determina necessariamente una riduzione del patrimonio sociale. Se tale differenza non supera il 20% della natura dei conferimenti, si procede alla riduzione del valore dello stesso con contropartita una voce di Patrimonio Netto con segno negativo a rettifica del capitale sociale. Invece, quando la differenza di valore è superiore al 20%, vi sono tre possibili soluzioni:
La vita utile non è legata alla durata fisica dell’immobilizzazione, ma alla sua durata economica, cioè al periodo in cui si prevede che il cespite sarà utile alla società.
Tale periodo è normalmente inferiore alla durata fisica ed è ragionevolmente stimato sulla base di una pluralità di fattori, quali: il logorio fisico, il grado di utilizzo, l’evoluzione dei mercati, l’evoluzione della situazione finanziaria, l’obsolescenza del cespite, ecc. Ogni anno si deve effettuare il TEST OF EMPIREMENT che è una verifica sul valore delle immobilizzazioni, ovvero se io mi accorgo che un immobilizzazione alla data di oggi ha un valore inferiore a quello contabile io devo iscriverlo al minor valore per
Il procedimento consiste nel confrontare il valore contabile con il valore MAGGIORE >>> tra : VALORE DI MERCATO (fair value) VALORE D’USO Valore per cui ad oggi potrei acquistare dato dalla sommatoria del flusso di Sul mercato quel determinato bene ricavi futuri che mi aspetto di ottenere utilizzando il bene Una volta determinato il valore maggiore tra questi due, lo confronto con il valore contabile e scelgo il MINORE tra i due per procedere alla SVALUTAZIONE. Qualora in seguito nei successivi esercizi dovesse esserci un ripristino di valore del bene (recuperi di valori precedentemente svalutati) esso deve essere idoneamente registrato in modo tale da evitare effetti come la riserva occulta con cui si va a sottostimare l'attivo. Può avvenire solo nei limiti del costo originario. Vi è anche il caso di rivalutazioni di immobilizzazioni con cui noi andiamo ad incrementare il valore di un immobile. Abbiamo due tipologie di rivalutazioni DI TIPO ECONOMICO quando l'immobilizzazione subisce un reale incremento di valore a causa di qualche fattore che ne incrementa l'utilità. d esempio un terreno agricolo a seguito di una variante del codice urbanistico diventa edificabile per questo quindi subisce un incremento di valore. DI TIPO MONETARIO in presenza di apposite leggi dello Stato al fine di adeguare i valori di bilancio Le voci sono:
deve devolvere questi beni all'ente pubblico in perfetto stato di funzionamento e senza ricevere alcun compenso per essi. All'interno del patrimonio dell'impresa concessionaria, i beni possono essere suddivisi in tre categorie: -Beni di proprietà industriale : Questi sono beni che rimangono di proprietà dell'impresa anche alla scadenza della concessione. Ad esempio, macchinari che l'impresa può utilizzare altrove. .Beni di proprietà industriale da devolvere dietro il pagamento :
Le immobilizzazioni finanziarie rappresentano investimenti a lungo termine effettuati da un'azienda, destinati a rimanere nel patrimonio aziendale per un periodo superiore a un esercizio. Questi investimenti sono finalizzati a supportare l'attività operativa nel lungo periodo e non sono destinati a essere venduti o convertiti in denaro a breve termine. Le principali tipologie di immobilizzazioni finanziarie includono:
Le rimanenze solo valori economici comuni a due esercizi , espressione dei processi produttivi non conclusi alla fine dell’esercizio o periodo amministrativo. Rappresentano i beni non venduti o non utilizzati entro la fine del periodo contabile. Secondo il principio contabile di correlazione tra costi e ricavi , il valore delle rimanenze deve essere sottratto dai costi totali dell'anno. Questo perché le rimanenze non sono state utilizzate completamente nel periodo corrente e, quindi, non dovrebbero essere considerate come costi dell'anno in corso. Invece, vengono considerati come parte del capitale operativo dell'azienda, pronto per essere utilizzati nei cicli produttivi futuri. Esse possono variare a seconda del tipo di attività dell'azienda: -Imprese che producono in serie : Queste aziende producono grandi quantità di prodotti standardizzati. -Imprese che lavorano su commessa : Queste aziende producono beni su richiesta specifica del cliente, richiedono un tempo di lavorazione più lungo.
La voce 3, riguarda i lavori in corso su ordinazione che si riferiscono a contratti , normalmente di durata ultrannuale , per la realizzazione di un bene o la fornitura di servizi. Nell'elemento formale (contratto) devono essere indicati: -i costi che si dovranno tenere per la realizzazione -il corrispettivo -la percentuale di completamento per ogni esercizio (ci sono diversi metodi per calcolarla come quello delle ore lavorate, unità consegnate, misurazioni fisiche) -costi pre-operativi trattasi dei costi sostenuti dopo l’acquisizione del contratto , ma prima che l’attività di produzione abbia avuto inizio. -costi post-commessa riguardano quei costi sostenuti dopo la chiusura dei lavori , rappresentati da costi di smobilizzo del cantiere, costi di collaudo ecc. Sono eseguiti su ordinazione del committente , secondo le specifiche tecniche da questi richieste. Per la loro valutazione abbiamo una discrezionalità di scelta tra due criteri previsti dall’art.2426, il p.9 e il p.11. L’OIC 23 consiglia di applicare il p.9 per le commesse di breve durata. Il CRITERIO DELLA COMMESSA COMPLETATA prevede la valutazione delle rimanenze per lavori in corso su ordinazione al minore tra il costo e il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato. In base a tale criterio , il riconoscimento dei ricavi e dei relativi utili si ha solo nel momento in cui il contratto è completato , ossia alla data in cui avviene il trasferimento dei rischi e benefici connessi al bene. Mentre consiglia di applicare il p.11 per le commesse di lunga durata (superiori ai 3 anni). IL CRITERIO DELLA PERCENTUALE DI COMPLETAMENTO soddisfa il principio di competenza economica, in quanto favorisce la rilevazione dei costi e dei ricavi di competenza, attribuendo i relativi utili nel corso degli esercizi di realizzazione della commessa in base alla percentuale di avanzamento dei lavori. I costi pre-operativi sono trattati diversamente a seconda della scelta tra p.9 e p.11. Se scegliamo il p.9 li trattiamo come normali costi d’esercizio. Se scegliamo il p.11 li trattiamo come immobilizzazioni immateriali e quindi subiscono la procedura di ammortamento. I costi post-commessa invece sono riportati in un apposito fondo che tratto come se fosse un fondo rischi ed oneri che viene alimentato ogni anno in base alla percentuale di completamento. Quindi andrà iscritto nel Passivo nella voce C. 3)
I crediti rappresentano diritti ad esigere importi di disponibilità liquide, o una determinata quantità di beni o servizi ad una certa scadenza. Abbiamo diverse tipologie di crediti:
dallo svolgimento dell’attività produttiva dell’impresa, rappresentando l’espressione finanziaria delle vendite o prestazioni aziendali. Sono chiamati anche crediti di regolamento o di funzionamento.
dall’impresa a favore di soggetti terzi, rappresentando un vero e proprio finanziamento concesso dall’impresa.
presenti su conti correnti bancari.
sociale da parte dei soci, ovvero in altri impegni deliberati in sede assembleare che vincolano il socio al versamento di somme di denaro a favore della società.
si è generalmente in presenza dei cosiddetti anticipi o acconti corrisposti ai fornitori. Si tratta di pagamenti anticipati del prezzo di acquisto rispetto al ricevimento della fattura finale, e quindi prima del ricevimento dei beni acquisiti o della prestazione. Lo schema codicistico di Stato Patrimoniale, prevede che i crediti siano esposti sia nelle immobilizzazioni, che nell’attivo circolante.
nell’SP al netto del fondo. Dovranno iscriversi nel conto economico, nello specifico:
mesi del premio ( ottobre, novembre e dicembre) sono di competenza dell'esercizio 2023, mentre i restanti nove mesi sono di competenza dell'esercizio 2024.
La sezione dello Stato Patrimoniale denominata Passivo, si riferisce a due differenti tipologie di classi contabili:
le riserve possono distinguersi in:
In tale classe si iscrive il valore nominale del capitale sociale corrispondente al valore dei conferimenti operati dai soci, considerando il valore complessivo degli stessi comprensivo anche delle eventuali quote non versate che trovano iscrizione nell’attivo dello Stato Patrimoniale nella classe Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti. Esso può subire nella vita dell'impresa delle variazioni attraverso aumenti o riduzioni. Le riserve disponibili possono essere portate in aumento del capitale sociale. Le variazioni del capitale sociale possono essere: Reali: all'aumento di capitale sociale aumenta anche il suo valore monetario attraverso l'apporto di nuovi mezzi finanziari, il ciò fa aumentare anche il patrimonio netto dello stesso ammontare
Fittizie: nel momento in cui utilizzo una riserva disponibile e la porto in aumento del capitale sociale, in questo caso non si immette effettivamente del nuovo denaro all'interno dell'azienda, quindi il patrimonio netto NON aumenta.
È una riserva di capitale, si tratta della differenza data della maggior somma pagata dai sottoscrittori di azioni, rispetto al valore nominale delle stesse. Tale maggior valore costituisce quindi quella parte del conferimento (in denaro o in natura) che eccede il valore nominale. La previsione codicistica stabilisce un preciso vincolo in correlazione con la riserva legale, dal momento che, in base all’art. 2431 Cod. Civ., il sopraprezzo non può essere distribuito fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il limite stabilito dall’art. 2430 Cod. Civ. A livello di utilizzo , le riserve in questione sono disponibili per la copertura di perdite, l’aumento gratuito del capitale sociale e l’aumento della riserva legale.
Tali riserve discendono dall’iscrizione del Patrimonio Netto a seguito del maggior valore assegnato alle Attività Patrimoniali in applicazione di processi di rivalutazione monetaria, ovvero di adeguamento dei valori di bilancio quale correttivo delle variazioni che il modulo monetario genera sui valori di bilancio. Le riserve di utile discendono da accantonamenti di utili netti conseguiti dall’azienda nel corso della propria gestione. La dottrina giuridica riconosce l’origine di riserve di utili anche a seguito di plusvalenze o sopravvenienze attive. Tra le riserve di utili riconducibili a specifiche norme di legge o di statuto che ne rendono obbligatoria la costituzione, il legislatore ha inteso richiamare espressamente la riserva legale (classe IV) e le riserve statutarie (classe V).
La riserva legale è un tipo di riserva obbligatoria che ogni azienda deve creare per legge. L’art.2430 stabilisce che ogni anno, l'azienda deve mettere da parte almeno il 5% dei suoi utili netti. Questo deve essere fatto finché la riserva legale non raggiunge il 20% del capitale sociale dell'azienda. La riserva legale non ha vincoli specifici su come deve essere investita. Tuttavia, non può essere utilizzata prima che raggiunga il 20% del capitale sociale. La funzione principale della riserva legale è proteggere il capitale sociale dell'azienda. Serve come una sorta di "cuscinetto di sicurezza" che può essere utilizzato per coprire le perdite in caso di difficoltà finanziarie. Se la riserva legale scende al di sotto del minimo legale (20% del capitale sociale), l'azienda deve reintegrarla mettendo da parte di nuovo una parte dei suoi utili netti.