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I principi chiave del diritto amministrativo, inclusi la limitazione alla sfera della libertà, il ruolo della legge e la riserva di legge. il principio di rappresentazione, il criterio gerarchico e specialità, la perdita di validità e la riserva di legge formale ordinaria. Viene inoltre distinto tra atti formalmente e sostanzialmente presidenziali e governativi.
Tipologia: Sintesi del corso
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Lo stato è una particolare forma storica di organizzazione del potere politico, che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio e si avvale di un apparato amministrativo. Lo stato moderno nasce in Europa tra il XV ed il XVII e si differenzia dalle precedenti forme di governo per due caratteristiche:
1. concentrazione del potere legittimo in un determinato territorio nelle mani di un unica autorità 2. presenza di un organizzazione amministrativa in cui opera una burocrazia professionale
Lo stato moderno nasce in risposta alla dispersione del potere tipica del Sistema feudale. Differenza tra lo stato moderno e il sistema feudale è la concentrazione del potere.
Lo stato è sovrano in quanto possiede l’uso esclusivo della forza, limitato al proprio territorio. La sovranità ha due aspetti: interno ed esterno.
- Il primo consiste nel supremo potere di comando in un determinato territorio, che è tanto forte da non riconoscere altro potere sopra di esso.
I due concetti sono strettamente intrecciati, non può esserci supremo potere di comando se uno stato non è indipendente.
Ma chi esercita effettivamente il potere sovrano all’interno dello stato? Le teorie sono tre: sovranità della persona giuridica (stato), sovranità della nazione, sovranità del popolo.
Stato come persona giuridica , vero e proprio soggetto di diritto e titolare di sovranità. Era utile a rafforzare l’identità nazionale appena creata, dando carattere “oggettivo”allo stato. Sovranità della nazione, invenzione più importante del costituzionalismo francese, (art. 3 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino). l’identità della nazione andava in sostituzione di quella del Re, come possessore della sovranità. Andava quindi contro la sovranità del Re, la sovranità spetta alla nazione, e la Nazione essendo una collettività omogenea, metteva fine alla divisione del paese per ordini e ceti sociali ( cittadini eguali) Sovranità popolare, (Rousseau) la sovranità coincide con la volontà generale che a sua volta è identificata con la volontà del popolo. Visione iper-democraticistica, il popolo doveva esercitare direttamente la sovranità, senza ricorrere alla delega di potere ad alcuni rappresentanti. Quella che si è affermata nelle moderne democrazie.
Tutte e tre le teorie sono accomunate da un elemento, il rifiuto di qualsiasi legge fondamentale capace di vincolare il sovrano, Re o popolo che fosse.
Il costituzionalismo del 900 e del secondo dopo guerra ha affermato il principio della sovranità popolare (art. 1.2 della costituzione). La sovranità del popolo però ha visto perdere la sua assolutezza a causa di tre circostanze:
I. La sovranità popolare non si esercita direttamente ma attraverso un sistema rappresentativo. Chi esercita il potere deve farlo in virtù del consenso popolare, che si esprime attraverso le elezioni. II. Diffusione di costituzioni rigide , con efficacia superiore alle leggi, la supremazia della costituzione viene garantita dalla corte costituzionale. III. Organizzazioni internazionali, istituite con lo scopo di limitare la sovranità degli stati “esteri”, in particolar modo dopo le guerre mondiali. In Europa nasce un Organizzazione sovranazionale (CEE, CECA, CEEA,) tutte e tre riunite dal trattato di maasticht , nella comunità europea e oggi in unione europea.
Abbiamo detto che la sovranità viene esercitata dallo stato all’interno di un determinato territorio, in modo indipendente da altri stati. Se altri soggetti volessero esercitare il medesimo potere sullo stesso territorio, metterebbero in discussione la sovranità e l’esistenza stessa di quello stato.
Ragion per cui, una precisa delimitazione del territorio è essenziale la sovranità dello Stato. Tutta la terraferma tranne l’Antartide, è divisa tra Stati. Perciò il diritto internazionale ha stabilito delle regole per delimitare l’ambito territoriale di ciascuno stato. Il territorio è costituito cosi: terraferma, mare territoriale, piattaforma continentale.
Terraferma: porzione di territorio delimitata da confini, naturali (fiumi, catene montuose) o artificiali. Definiti da Trattati internazionali. Mare territoriale: fascia di mare costiero sotto la sovranità dello stato. Quasi tutti gli stati fissano a 12 miglia marine il limite di mare territoriale. Piattaforma continentale: costituita dallo zoccolo continentale, quella parte di fondale marino di profondità costante che circonda le terre emerse fin quando non sprofonda negli abissi marini. Riservato agli stati l’utilizzo delle risorse naturali estraibili da tale piattaforma.
Il popolo è la comunità su cui si esercita la sovranità dello stato, popolo e stato sono legati tramite la relazione di cittadinanza. La cittadinanza è l’insieme di diritti(politici) e doveri(pagare le imposte ) di cui il soggetto è titolare a seconda della costituzione. Essa è condizione per l’esercizio dei diritti politici, come l’elettorato “attivo o passivo”, ma è anche fondamentale di alcuni doveri costituzionali come espressione della solidarietà ( difendere la patria, concorrere alle spese pubbliche, fedeltà alla repubblica, osservanza delle leggi e della costituzione) La costituzione stabilisce che nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici. I modi per acquisire, perdere o riconquistare la cittadinanza sono disciplinati dalla legge.
La cittadinanza italiana può essere acquisita secondo la legge 91/
con la nascita per:
Con l’espressione Forma di stato s i intende il rapporto che intercorre tra chi detiene il potere e la Società , è un rapporto Verticale perché tra livelli diversi (governanti e governati). Per Forma di governo invece si intende il rapporto tra i vari organi principali che compongono lo Stato, un rapporto di tipo orizzontale. Dal tipo di rapporto che intercorre tra i vari organi, che è disciplinato dalla costituzione, mi dice di fronte a che tipo di forma di governo mi trovo.
le forme di stato si distinguono in; Stato assoluto, Stato liberale, Stato di democrazia pluralista, totalitario e socialista. Questi sono degli idealtipi o modelli di forme di stato. (con quali finalità lo stato esercita il potere?)
Stato assoluto
È la prima forma dello Stato modero, nasce in Europa e si caratterizzava per un apparato autoritario distinto e separato dalla società e per il potere che era concentrato interamente nelle mani della Corona, era titolare delle funzioni legislative ed esecutive. Il potere giudiziario era rimesso a corti e tribunali formati da giudici nominati dal Re.
La volontà del re era la fonte primaria di diritto e non incontrava limiti legali, ciò era legittimato dal fatto che il potere regio non derivava da scelte umane ma dalla volontà divina. Lo stato assoluto non interveniva sul mercato.
Stato liberale (tutela delle libertà, ma non di eguaglianza)
Nasce tra la fine del 700 e la prima metà del 800 a seguito della crisi dello stato assoluto, dello sviluppo del modo di produzione del sistema capitalistico e dell’affermazione della borghesia, che entra a far parte dei processi decisionali in cambio dei finanziamenti che da allo stato. La crisi dello stato assoluto fu principalmente per motivi finanziari , dovuti ai costi eccessivi per il suo funzionamento, e il mancato riconoscimento della libertà dei vari componenti della società. La borghesia in cambio di finanziamenti volle entrare al potere. Lo stato liberale è caratterizzato da alcuni tratti essenziali:
lo stato liberale ad un certo punto subisce una trasformazione da stato monoclasse a stato pluriclasse fondato sul riconoscimento e garanzia della pluralità dei gruppi, degli interessi, delle idee, dei valori che possono ora esprimersi e confrontarsi nei parlamenti. A determinare questa trasformazione fu l’ampliamento quantitativo della base elettorale che portò anche ad una trasformazione qualitativa, rendendosi conto che la società non è composta solo da borghesi. Tre sono le caratteristiche della democrazia pluralista:
la rappresentanza politica ha due significati che si collegano a contesti storici diversi, il primo significato ci dice che per rappresentanza si intende “ agire per conto di ” e lascia intendere un rapporto tra rappresentato e rappresentante per cui il rappresentato da al rappresentante il potere di agire nel suo interesse, attraverso il mandato. Questo significato di rappresentanza era tipico del parlamento medievale, dove erano presenti alcuni pari del Re, nobili, ecclesiastici, e poi erano presenti i rappresentanti di vari corpi che componevano la società (corporazioni dei vari mestieri) questi rappresentanti agivano per conto di queste corporazioni su mandato imperativo. Il secondo significato invece nasce con la rivoluzione francese e la differenza sta nel fatto che non presuppone l’esistenza di un rapporto tra rappresentato e rappresentante, il quale dispone di una certa situazione
europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e del cittadino. l’errore di fondo che viene commesso è quello di credere che l’unione europea fosse uno stato sovrano, con un popolo, una costituzione, un parlamento, questo porta ad un deficit. l’UE non nasce con questo intento, ma come stato sovranazionale che ha molti compiti e funzioni provenienti dalla volontà dei vari stati. Il trattato introduce il principio di cooperazione rafforzata , dove alcuni stati che sono pronti a fare un passo avanti, possono farlo lasciando indietro quelli che non possono o non vogliono farlo. Comincia cosi la crisi dell’esperienza comunitaria. l’introduzione della moneta unica è un esempio di cooperazione rafforzata, infatti non tutti i paesi vogliono la moneta unica, mentre altri non rientrano nei parametri indicati dal trattato di maastricht. A dettare questi parametri è la germania che è uno degli stati più forti economicamente, essi sono tre:
calcola la ricchezza di uno stato (il debito non deve superare del 60% il PIL il deficit (squilibrio tra entrate e uscite) dello stato non deve superare il 3% del PIL inflazione (perdita di potere d’acquisto della moneta) non deve essere superiore al 2%
il controllo della moneta è dato dalla banca centrale europea diretta da Mario draghi. Legge di bilancio per controllare e abbassare il debito ecc.. l’organizzazione dell’unione europea nel tempo si è accresciuta, le parti fondamentali sono:
consiglio dei ministri UE: diverso dal consiglio europeo, è formato da rappresentanti dei governi degli stati. Nei casi più importanti può andare il presidente del consiglio, in altri casi un ministro. Il presidente cambia ogni 6 mesi commissione dell’UE: il presidente cambia ogni 5 anni (junker), c’è un componente per ogni stato membro, che deve avere competenze tecniche e garanzia di indipendenza, rappresenta l’interesse di tutta l’UE, infatti è con la commissione che l’italia discute per la manovra di finanza pubblica. Parlamento europeo: è composto da parlamentari eletti dai cittadini degli stati membri. La quantità di parlamentari è decisa in base alla popolazione, esso è rappresentante del popolo dell’UE
tutti e tre gli organi collaborano per approvare atti. l’ultima istituzione è la corte di giustizia ed è l’unico giudice che può interpretare il diritto europeo ed è composto da avvocati generali e giudici.
le forme di governo conosciute dallo stato liberale sono; la monarchia costituzionale e il governo parlamentare.
La monarchia costituzionale si caratterizza per la netta divisione dei poteri tra il Re e il parlamento, il re ha il potere esecutivo, il parlamento il potere legislativo. Il re aveva il potere di nominare e revocare i suoi ministri, il parlamento di approvare leggi ma le leggi non entravano in vigore senza il consenso del re. Il re è legittimato dal principio monarchico-ereditario, mentre il parlamento dal principio elettivo, sia pure circoscritto solo ai cittadini abbienti e istruiti. In seguito la monarchia costituzionale si trasforma in governo parlamentare. Nel governo parlamentare tra re e parlamento si inserisce il governo, che progressivamente diventa autonoma dal re cercando invece
il consenso del parlamento e può reggere solo se ha la fiducia del parlamento. Il rapporto di fiducia è ciò che caratterizza la forma di governo parlamentare. Questa forma è influenzato dal sistema dei partiti , con cui intendiamo riferirci al numero di partiti e al tipo di rapporto che si instaura tra di essi, dal sistema elettorale, dalla società, dai principi e dai regolamenti costituzionali. Ma la cosa più importante è la capacità di aggregazione tra i partiti. Il parlamento dando fiducia al Governo gli da legittimazione da parte del popolo, quindi quindi la relazione di fiducia è necessaria perché crea un legame anche con il corpo elettorale. Il primo comma dell’art 94 della costituzione dice che il governo deve avere la fiducia da parte delle due camere, che deve essere data entro 10 giorni dalla sua formazione. l’articolo 94 vuole disciplinare il rapporto di fiducia ma lo fa in modo ridotto, a differenza della costituzione tedesca.
In opposizione del governo parlamentare troviamo quello presidenziale. Questa forma di governo prevede che il capo dello stato è eletto dall’intero corpo elettorale nazionale, non può essere sfiduciato da un voto parlamentare durante il suo mandato, presiede e dirige i governi da lui nominati. Il parlamento prende il nome di congresso, ed è formato da due camere, il senato ( membri) composto da due rappresentanti per ogni stato e la camera dei rappresentanti formata su base nazionale in proporzione al numero di abitanti dei vari stati. La loro legittimazione è autonoma e non hanno nessun rapporto di fiducia,, inoltre non c’è la distinzione tra capo dello stato e del governo, è la stessa persona che ha le due funzioni. Non ci sono i ministri ma i segretari, che sono eletti dal presidente e vengono dimessi da lui. Non c’è il governo come organo a se. Il popolo elegge dei grandi elettori distinti nei vari partiti che poi eleggeranno il presidente. I partiti più forti sono i democratici e repubblicani. Tra congresso e presidente c’è un rapporto di separazione e il presidente non può sciogliere il congresso
la forma di governo semipresidenziale si caratterizza per via di alcuni elementi come, il capo dello stato è eletto direttamente dal popolo, il presidente è indipendente dal parlamento perché non ha bisogno della sua fiducia, tuttavia non può governare da solo ma deve servirsi di un governo da lui nominato, il governo deve avere la fiducia del parlamento.
Altre forme di governo contemporanee sono: neoparlamentare che si caratterizza per il rapporto di fiducia tra governo e parlamento, elezione popolare diretta del primo ministro, elezione contestuale del primo ministro e parlamento, il governo di legislatura.
l’articolo 92 della costituzione dice che il governo è composto dal presidente e dai ministri, che insieme formano il consiglio dei ministri. Il presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio che dopo presenterà una lista di ministri che dovranno essere nominati dal presidente della repubblica, i membri del governo dovranno effettuare un giuramento nelle mani del capo dello stato, entro 10 giorni dalla sua formazione il governo deve presentarsi alle camere e ottenere la fiducia, la fiducia. Il procedimento di formazione del governo non è disciplinato dalla costituzione ma da alcune prassi. Dopo le elezioni il presidente della repubblica deve promuovere la formazione del governo svolgendo delle consultazioni con i presidenti delle due camere, i presidenti dei gruppi parlamentari, i leader dei partiti o delle coalizioni, il governatore della banca d’italia. Attraverso le consultazioni si deve capire quali sono i partiti disposti ad allearsi. Dopo il presidente contatta la persona che secondo lui deve diventare presidente del consiglio e gli da l’ incarico. Il ore-incarico si ha quando il presidente della repubblica non trova nessuno e quindi deve dare l’incarico, in questo caso sarà un incarico di prova, a qualcuno che di solito può essere anche qualcuno di esterno con
nel primo turno. Se la maggioranza è relativa allora basta ottenere più voti possibile anche se non si arriva al 50%+1. nei sistemi elettorali proporzionali invece, i seggi vengono assegnati a seconda dei voti ottenuti da ciascuna lista in competizione( clausole di sbarramento che fissano la percentuale minima, in italia è il 3%), quindi tutte le liste che abbiano ottenuto almeno una certa percentuale di voti minima che prende il nome di quoziente elettorale ottengono in proporzione dei seggi.
In italia fino al 1993 le due camere erano elette con sistema proporzionale, ma le trasformazioni della società, la crisi dei partiti e le difficoltà del parlamentarismo compromissorio spingevano verso una democrazia maggioritaria, che ha raggiunto l’apice nel referendum del 1993 che ebbe la più alta percentuale di si nella storia dei referendum in italia (80%) che proponeva l’abrogazione di alcune norme della legge elettorale del senato. Le leggi non furono abrogate ma ne vennero emanate due leggi, che per entrambe le camere hanno previsto un sistema misto in prevalenza maggioritario con il 75% dei seggi che viene assegnato in collegi uninominali con maggioritario a turno unico, mentre il 25% con sistema proporzionale. Tuttavia nel 2005 il sistema maggioritario viene abbandonato e introdotto il sistema elettorale proporzionale con liste bloccate, sii vota per la lista ma non si può esprimere preferenze dei candidati, preventiva indicazione del capo della coalizione, clausola di sbarramento e premio di maggioranza per garantire alla lista più votata che abbia la maggioranza. Questa legge elettorale 270/2005 è ribattezzata porcellum) il porcellum è stato criticato come incostituzionale per l’esito di alcune elezioni e la corte ha accolto la questione di illegittimità. Nel 2015 è stata approvata la legge elettorale chiama italicum. Nel 2017 è stata approvata la legge chiamata rosatellum. Con questa legge il 37% dei seggi (232 alla camera e 116 al senato, vengono assegnati con sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali. Il 67% (386 alla camera e 193 senato) dei seggi è assegnato con metodo proporzionale in collegi plurinominali piccoli, tra le coalizioni o singole liste che hanno superato la soglia di sbarramento che sono stabilite al 3% per le coalizioni è del 10%, il 2% dei seggi (12 alla camera e 6 al senato) è destinato al voto dei cittadini residenti all’estero.
Cosa si intende per costituzione e di cosa è fatta? È la fonte suprema del diritto posta al vertice di tutte le altre fonti. La costituzione non ci da prescrizioni operative ma i Principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale , questi sono in formula generale , elastica (principio della libertà di espressione) che è generale. La costituzione viene posta da qualcosa che la precede ma che successivamente non ci sarà più nell’ordinamento, stiamo parlando del potere costituente. Questo potere viene poi esercitato nei limiti della costituzione nel momento in cui essa entra in vigore e diventa potere costituito. Le costituzioni possono essere rigide o flessibili. Un esempio di costituzione flessibile è lo statuto albertino, che poteva essere modificato con una legge ordinaria. La costituzione rigida che è quella italiana non può essere modificata nei principi fondamentali, la parte modificabile si può fare soltanto con un procedimento di revisione aggravata. Nella LEGGE invece troviamo regole, differenze tra regole e principi sono.. la regola mi dice che cosa è permesso e che cosa è vietato, quindi ha un contenuto prescrittivo concreto che il principio non ha. (Es della legge sull’aborto. La legge ha cercato un equilibrio tra due principi, diritto alla vita e diritto alla salute) da un lato tutelare il feto e dall’altro la salute della madre) bilanciamento tra due diritti in
conflitto. Finché il principio resta principio non va in conflitto con niente, nel momento che vengono trasformate in regole ci si accorge di possibili contrasti.
la fonte del diritto è ogni atto e ogni fatto che un ordinamento giuridico abilita a produrre regole giuridiche.
Le fonti sono decise dall’ordinamento giuridico, non sono inventate. In questo caso l’ordinamento giuridico italiano, questo significa che fonti del diritto di ordinamenti di altri stati non hanno effetto sul nostro paese. Ognuno ha le sue fonti. Per fonti europee discorso a parte.
Le fonti si trovano nella costituzione dall’articolo 70 fino all’articolo 81. le fonti previste dalla costituzione sono fonti PRIMARIE che sono sottoposte alla costituzione, quindi un gradino immediatamente sotto la costituzione. Cosa sono gli atti? Quando si parla di atto come fonte, ci riferiamo ad atti normativi: sono atti giuridici che sono comportamenti producono come effetto(giuridico) le norme o regole giuridiche , gli atti giuridici sono in genere: gli atti sono comportamenti volontari posti in essere per produrre effetti, agisco per ottenere qualcosa( firmo un contratto per acquistare una casa). Ci sono atti che non dipendono dalla volontà di nessuno, che producono comunque effetti giuridici. Un terremoto che distrugge una città, occorre stanziare dei soldi per la ricostruzione, provvedimenti per i soccorsi, il terremoto appartiene alla categoria dei fatti giuridici. Fonte fatto, accadimento che non dipende dalla volontà di nessuno ma che produce effetti giuridici. Le fonti fatto sono fatti normativi (eventi,accadimenti) che
La consuetudine è un comportamento che viene tenuto da tante persone in modo continuativo, pensando che sia obbligatorio, due sono gli elementi che servono per una consuetudine, uno oggettivo che possiamo osservare, ovvero il comportamento tenuto dalle persone, e quello soggettivo che è la convinzione che quel comportamento sia obbligatorio. La consuetudine è una fonte fatto perché produce un effetto giuridico. Esistono consuetudini internazionali, sono regole non scritte (gli accordi si devono rispettare) comportamento ripetuto da secoli che impegna gli stati a rispettare gli accordi.
La fonte dell’ ordinamento straniero può essere presa e applicata nell’ordinamento italiano, questa presa si chiama rinvio (caso di un cittadino straniero che muore in italia ad esempio). La legge straniera in questo caso è una fonte fatto perché le fonti atto sono solo quelle scritte nell’ordinamento italiano.
Le fonti dell’unione europea hanno modalità diversa (l’Italia ha rinunciato all’esercizio della sua sovranità)ma anche queste sono fonti fatto.
Nel caso in cui ci troviamo di fronte a due leggi che vanno in contrasto tra di loro o vanno on contrasto con la costituzione? In questo caso avremo delle ANTINOMIE NORMATIVE contrasti tra fonti. Vedremo diversi casi di antinomie.
Primo caso, di due funzioni pari ordinate esempio decreto legge e decreto legislativo, due leggi di pari livello ad esempio sull’adozione che vanno in contrasto si sceglie quella più recente.
Criterio cronologico, che dice appunto che devo scegliere la legge più recente, applicando quella nova, la vecchia legge viene abrogata( diversi tipi di abrogazione) ovvero la legge perde la sua efficacia. La perdita dell’efficacia riguarda solo il futuro (art. 11 c.d. che contiene il principio di irretroattività della legge) esempio una nuova tassa. Più
quanto offre maggiori garanzie al cittadino. La riserva di legge nasce come garanzia dei diritti del cittadino. ( Libertà personale ad esempio disciplinata all’articolo13 della costituzione)
diversi tipi di riserva di legge: sono due tipi. Primo tipo;
riserva di legge formale ordinaria: tutte le volte in cui una materia può essere disciplinata soltanto con una legge del parlamento(che ha un procedimento diverso dai decreti) e non con altre fonti primarie diverse dalla legge noi diciamo che c’è una riserva di legge formale ordinaria. Non posso usare atti con forza di legge (più avanti). Se ce una riserva di legge formale ordinaria quella materia può essere disciplinata soltanto da una legge del parlamento. Riserva di legge semplice: diviso in due sotto tipi; assoluta e relativa: Assoluta: per disciplinare quella materia devo utilizzare soltanto le fonti primarie, cioè la legge, il decreto legge, o decreto legislativo. Non posso usare i regolamenti ad esempio. (nei soli casi o modi previsti dalla legge). Relativa: posso usare accanto alle fonti primarie anche le fonti secondarie, cioè i regolamenti, (es. secondo disposizioni di legge) primarie + secondarie. La materia da disciplinare viene divisa in due parti, i principi della materia e la parte dell’attuazione, le fonti primarie andranno a disciplinare i principi(per il discorso della garanzia), mentre quelle secondarie la parte attuativa dei principi.
Sappiamo che la fonte suprema è la Costituzione, che è rigida e può essere modificata solo tramite un procedimento aggravato. Il procedimento di revisione costituzionale (aggravato inteso come più complicato) è disciplinato dall’articolo 138 della costituzione. Ultimo tentativo di revisione cost.. nel 2016 con Renzi. Per cambiare la costituzione sono previste due deliberazioni (approvazione) una deliberazione della camera e del senato, un altra deliberazione della camera e del senato. Quindi, il testo deve essere approvato prima dalla camera e poi lo stesso testo deve essere approvato anche dal senato, (prima lettura, prima fase), dopo questa prima approvazione ci sono tre mesi di pausa, durante questa pausa i parlamentari devono riflettere in modo personale. Dopo questa pausa il testo ritorna di nuovo ad essere esaminato, dalla camera che lo approva e poi al senato che lo approva, ma è lo stesso testo di tre mesi prima. Nella seconda fase il testo non si può cambiare, se si cambia si deve ricominciare di nuovo da capo. Nella seconda parte l’approvazione è diversa, se le due camere approvano a maggioranza di 2/3(più della maggioranza assoluta che è di 50+1)(della camera e del senato) quindi un consenso esteso, in questo caso il progetto arriva al presidente della repubblica che lo promulga , viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale e la costituzione è stata cambiata. Un altra ipotesi è che nella seconda delibera non si arrivi a due terzi, ma che sia approvata a maggioranza assoluta che è di 50+1 in entrambe le camere. Non basta una maggioranza assoluta per garantire un consenso generale (caso renzi), in questo caso c’è la pubblicazione che serve per far conoscere alle persone che il progetto è stato approvato a maggioranza assoluta, e dopo una pausa di tre mesi, in questa pausa ad esempio si può chiedere un referendum(costituzionale), che non è obbligatorio, deve essere richiesto, se non è richiesto vuol dire che sta bene. Chi può chiedere il referendum? Tre soggetti: (5)
500.000 elettori
5 consigli regionali, su venti possono chiedere un referendum costituzionali un quinto delle minoranze politiche della camere
che cosa non si può modificare della costituzione:
l’articolo 139, forma repubblicana non può essere soggetto di revisione costituzionale. Un limite esplicito che ne contiene di impliciti, come l’impossibilità di modificare i principi fondamentali della costituzione.
Partiamo dal fare una distinzione (fatta da crisafulli ) tra disposizione che è il testo scritto(un articolo, un comma), quindi ciò che il legislatore dispone e la norma che è il significato che si da al testo scritto e quindi alla disposizione. Per capire il significato di un testo usiamo l’interpretazione (che rende la legge viva e concreta) il giudice ha davanti il testo scritto, che interpreta per risolvere un determinato caso. Bisogna interpretare la legge perché generale ed astratta e rappresenta un modello di caso, esempio il furto, non è mai uguale e in base alle caratteristiche del caso bisogna trarre nella legge il significato adatto al caso. Esempio dell’adozione da parte di un singolo, non è prevista dalla legge italiana ma solo in casi particolari, da questo la legge è stata interpretata permettendo alle partner omosessuali di adottare figli.
La legge è la più importante fonte del diritto, fonte primaria, perché è approvata dal parlamento, l’organo che rappresenta il popolo. Tra le fonti primarie abbiamo il referendum abrogativo, il decreto legislativo e il decreto legge nel caso del decreto legge e legislativo si parla di atti con forza di legge. La legge doveva essere lo strumento centrale, un atto ordinario per introdurre regole nell’ordinamento giuridico. Non è più cosi per via dello scarso equilibrio del governo italiano, che ha poche leggi e tantissimi decreti legislativi.
La legge è frutto di un procedimento(iter, con ordine logico) che chiamiamo procedimento legislativo. Che cos’è?
Le fasi del procedimento legislativo sono tre:
1. Iniziativa legislativa: è la fase iniziativa. Chi può fare partire un iniziativa legislativa? Iniziativa parlamentare : anche un singolo parlamentare o più parlamentari (un deputato o un senatore). Iniziativa popolare: elettori che scrivono un progetto, fatto in articoli, si raccolgono 50. firme e si porta il progetto alla camera o al senato. Iniziativa del consiglio regionale: fa un progetto, sempre in articoli Iniziativa del consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: organo di consulenza del governo e del parlamento. Non si usa Il governo: iniziativa legislativa governativa, tutto il governo non una sola persona come il parlamento. Il consiglio dei ministri si deve riunire e deliberare il testo che sarà presentato alla camera.
deliberare lo stesso testo. In questo caso le due deliberazioni tornano e il presidente si troverà di fronte a un bivio, o promulga ma viene meno alla funzione di garante della costituzione o non promulga non rispettando la volontà del parlamento che è l’organo rappresentativo del popolo. Ma diciamo che il presidente è obbligato a promulgare la legge, a meno che la violazione della costituzione sia talmente grave che promulgandola sia accusato di attentare alla costituzione, in questo caso può rifiutarsi di nuovo di promulgare la legge.
Prima di parlare degli atti con forza di legge, parleremo della legge di bilancio. (articolo 81 della costituzione). l’italia entrando nell’europa fa parte di un sistema, viene quindi superata l’idea che l’italia possa prendere decisioni in piena autonomia. In più l’italia è un paese ad alto debito e che riesce a fare meno di tutti per recuperare al debito, nel 2012 è stato approvato un trattato internazionale (fiscal compact) e prevede che venga introdotto nella costituzione il principio del equilibrio di bilancio , e l’italia l’ha fatto modificando l’articolo 81. come funziona. Ogni anno tutti gli stati membri devono elaborare un documento il DEF documento di economia e finanza entro il mese di aprile, viene predisposto dal ministro dell’economia e delle finanze, poi viene esaminato dal consiglio dei ministri che lo approva, in seguito è presentato alle due camere che a loro volta devono approvarlo con un atto che si chiama risoluzione. Questo documento poi viene spedito alla commissione dell’ue che elaborerà a giugno per ciascuno stato delle considerazioni e potrà dire ad esempio se le previsioni sono eccessivamente ottimistiche o no. All’interno del documento troviamo in particolare le previsioni che riguardano l’andamento del debito pubblico riguardo all’anno venturo. Di quanto sarò indebitato il prossimo anno? Altra informazione sono le spese pubbliche, come poterle ridurre, tranne quelle spese irrinunciabili come la sanità e assistenza, in più visto l’alta percentuale di debito anche in vista di grandi profitti non possono essere utilizzati per le spese pubbliche ma per ridurre il debito pubblico. Nel def vanno inseriti anche le riforme (sul lavoro ecc..). perché ad aprile? Per ingabbiare il governo, facendogli prendere un impegno anticipatamente prima del disegno di bilancio di ottobre. A settembre e possibile che il governo presenti una nota di aggiornamento al def il NADEF, in cui ad esempio se si verifica un cambiamento rilevante non previsto nel DEF di aprile, si può modificare, renzi lo utilizzò nel caso del terremoto del centro italia, per dire che c’era un emergenza che richiedeva spese non previste. l’appuntamento successivo e ad ottobre dove il governo presenterà il disegno di bilancio definitivo. Cosa c’è nel disegno di bilancio, intanto si deve approvare entro il 31 dicembre, se questo non accade la costituzione prevede le camere autorizzino il governo all’esercizio provvisorio, per un periodo non superiore a 4 mesi e consiste nel poter spendere e guadagnare somme sulla base del disegno di bilancio che non è stato approvato. Se il parlamento non approva il disegno di bilancio è un chiaro segnale di mancanza di fiducia. Il bilancio dello stato è d i previsione , spese ed entrate che si prevedono. Il disegno di bilancio è diviso in due sezioni; la seconda sezione è la parte contabile (entra tot esce tot)per le vari settori (istruzione, sanità ecc..)l’ammontare di queste spese per settori è decisa nella prima sezione. la prima sezione si scontreranno le forze politiche perché ogni ministero chiederà la sua parte di denaro per finanziarsi, ma i soldi sono sempre gli stessi e sono quelli inseriti nel DEF di aprile o di settembre al massimo. Scontri politici per inserire nel DEF micro interventi per finanziare elementi che non hanno nessuna rilevanza per l’economia del paese.
Maxi emendamento, è composto da un solo articolo, e gli altri emendamenti diventano commi e quelli che erano commi diventano commi dei commi. Cosi la legge di bilancio diventa una questione di fiducia, che è un segnale di debolezza del governo che risulta minacciato non solo dalle opposizioni ma anche dai propri membri, tutti hanno parlato ma adesso il governo fa approvare
l’emendamento o ricatta la dimissione. Anche il governo attuale e i decreti legge diventano una questione di fiducia
Gli atti con forza di legge sono in grado di aggiungere regole all’ordinamento giuridico ma non hanno la stessa forma della legge e sono; decreto legislativo, decreto legge e referendum abrogativo.
Il decreto legislativo viene adottato dal governo ed è regolato dal comma 1 dell’articolo 77 della costituzione. Il governo deve ricevere la delega da parte delle del parlamento per poter emanare decreti con valore di legge, questo avviene con una legge di delega cui il governo riceve l’esercizio del potere legislativo del governo, ma l’articolo 76 della costituzione fissa alcuni limiti; la delega può essere conferita al Governo e non ai singoli organi che lo compongono, la legge di delega deve contenere delle indicazioni minime che devono restringere il campo tematico della funzione delegata indicando un oggetto definito e non generale, si deve restringere l’ambito temporale indicando un tempo limitato entro il quale il decreto deve essere emanato, devono essere indicati i principi e criteri direttivi che servono da guida per l’esercizio del potere delegato. Il decreto legislativo viene approvato dal governo ed emanato dal presidente della repubblica.
Il decreto legge è un atto con forza di legge che il governo può adottare in caso di necessità e urgenza. Entra in vigore subito dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale, ma gli effetti sono provvisori perché i decreti legge perdono efficacia sin dall’inizio se non vengono convertiti in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Il decreto legge deve essere deliberato dal consiglio dei ministri, emanato dal presidente della repubblica e immediatamente pubblicato sulla gazzetta ufficiale. Durante i 60 giorni il governo nel giorno stesso della pubblicazione deve presentare il decreto legge alle camere, chiedendo la conversione in legge. Il procedimento di conversione deve concluderti tassativamente entro i 60 giorni o il decreto perde efficacia fin dall’inizio. La perdita di efficacia si chiama decadenza, ben diverso dall’abrogazione, perché la decadenza travolge tutti gli effetti prodotti dal decreto legge, nel senso che quando il decreto entra in vigore è pienamente efficace e va applicato, ma se decade tutto ciò che si è compiuto in forza di esso è come se fosse stato compiuto senza una base legale, si hanno degli illeciti e quindi va ripristinata la situazione precedente al decreto e non sempre è possibile. l’articolo 77 prevede due possibili soluzioni, la legge sanatoria; ovvero una legge riservata alle camere con la quale si va a regolare i rapporti giuridici sorti dal decreto non convertito, quindi il parlamento va a risolvere il problema, tenendo conto che comunque non è tenuto ad approvare la legge sanatoria, e poi che non sempre è una soluzione praticabile, esempio nuova imposta e conseguente rimborso ai cittadini. Per questo la responsabilità giuridica di provvedimenti provvisori resta al governo. I ministri possono rispondere singolarmente di eventuali reati commessi con l’emanazione del decreto e responsabilità civili quindi di risarcimento danni prodotti a terzi.
decreto legge reiterazione, serviva al governo per evitare che il decreto decadesse, non perché non volevano convertirlo in legge ma perché non avevano tempo.
articolo 75 della costituzione. Il referendum abrogativo serve per togliere efficacia ad una legge o ad un atto con forza di legge. Il referendum è una fonte primaria quindi può togliere efficacia agli
Vengono utilizzati per disciplinare i dettagli di una materia
le fonti dell’ordinamento europeo si distinguono in atti vincolanti e non vincolanti. Gli atti vincolanti si dividono in tre tipi e sono;
regolamenti UE: caratteristiche tipiche della Legge del nostro ordinamento, hanno una portata generale (non si rivolgono a soggetti determinati), sono obbligatorie in tutti i loro elementi nel senso che non possono essere applicate in modo parziale nei singoli stati, infine, il regolamento UE è direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri, ciò significa che non è necessario un atto dello Stato che ne ordini l’esecuzione nell’ordinamento perché il regolamento ha forza propria. Direttive UE: atti normativi con destinatario gli stati membri e li vincolano per quanto riguarda gli obiettivi da raggiungere. Lo stato ha obbligo di raggiungere un risultato entro il termine prefissato dalla direttiva, la discrezionalità rimane allo stato per la forma e i mezzi per attuare la direttiva, se con legge, con regolamento o solo comportamento dell’amministrazione pubblica. Decisioni UE: hanno caratteristiche che sono tipiche del provvedimento amministrativo. Obbligatorie in tutti i loro elementi, e direttamente applicabili come i regolamenti, ma a differenza di questi hanno portata particolare nel senso che si rivolgono a soggetti determinati come stati membri o soggetti giuridici come una società commerciale. Come i provvedimenti amministrativi, sono atti con cui l’unione europea applica le norme generali e astratte
secondo la corte di giustizia l’ordinamento europeo e quello nazionale non sono separati ma integrati, quindi si dovrebbe applicare la fonte europea perché superiore a quella interna, invece la corte costituzionale dice che i due ordinamenti sono separati ma coordinati, nelle materie indicate dai trattati lo stato rinuncia all’esercizio della sovranità e si applicano le fonti europee.
la struttura del parlamento può essere monocamerale o bicamerale. La costituzione italiana ha optato per il sistema bicamerale; camera dei deputati e il Senato della Repubblica. La costituzione all’art 55 ha optato per un bicameralismo perfetto, le due camere hanno infatti le medesime funzioni. Le camere variano nei numeri, infatti il senato prevede 315 senatori e la camera dei deputati 630 deputati. Per il senato il presidente della repubblica può nominare 5 senatori a vita. (età diverse per essere eletti deputati (18) e senatori (25) entrambe le camere hanno una durata della legislatura di 5 anni. La conseguenza del bicameralismo paritario è l’appesantimento del processo decisionale, perché osservando il processo di formazione di una legge notiamo che è necessario parecchio tempo prima che le due camere approvino il testo in via definitiva. La costituzione ha previsto anche il parlamento in seduta comune, è composto da tutti i parlamentari, senatori e deputati che si riuniscono solo per specifiche funzioni, come compiti elettorali o funzioni accusatorie (elezione presidente della repubblica, elezioni 5 giudici costituzionali ecc..) è considerato però un collegio imperfetto, perché non è padrone del proprio ordine del giorno. l’organizzazione interna del parlamento è regolata dalla costituzione e da regolamenti parlamentari,
che disciplinano il funzionamento interno di ciascuna camera. Ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi membri. Entrambe le camere presentano diversi organi: presidente d’assemblea, l’ufficio di presidenza, le commissioni, gruppi parlamentari, la conferenza dei capigruppo.
I due presidenti rappresentano entrambe le camere e hanno il compito di regolare l’attività di tutti gli altri organi facendo osservare il regolamento.
I gruppi parlamentari (riunione dei membri della camera) svolgono un ruolo fondamentale. Basa il suo funzionamento sulla dimensione collettiva per rafforzare il collegamento tra parlamento e la società organizzata politicamente nei partiti, salvaguardare l’efficienza decisionale del parlamento che potrebbe essere compromessa se il suo funzionamento dipendesse da scelte e decisioni di un singolo parlamentare.
Le commissioni parlamentari sono organi che possono essere temporanei o permanenti, monocamerali o bicamerali. Le commissioni temporanee assolvono funzioni specifiche e rimangono in carica il tempo necessario per lo svolgimento delle funzioni. Quelle permanenti sono invece stabili e necessari per ciascuna camera, e sono titolari di importanti poteri nell’ambito legislativo.
Il parlamento ha una funzione anche consultiva. Il parlamento è chiamato ad esprimere un parere tutte le volte in cui viene formato un nuovo decreto legislativo.
Le commissioni bicamerali , formate in parte uguale da rappresentanti di entrambe le camere, e hanno un potere di controllo, indirizzo e vigilanza. In particolare il comitato di sicurezza.
Le giunte , con funzioni diverse, da quelle legislative e di controllo: compiti di garanzia della corretta osservanza del regolamento e proposte di modifica dello stesso ecc..
abbiamo detto che la carica di entrambe le camere è di 5 anni, ma la costituzione prevede che le sue funzioni possono essere esercitate anche al di la del termine di scadenza, questo fenomeno si chiama prorogatio. Questo serve per assicurare la funzione del parlamento fino a quando non si sia provveduto al suo rinnovo, la prorogatio cessa con la prima riunione delle nuove camere. Un altro aspetto del funzionamento del parlamento riguardano la validità della seduta le modalità del voto parlamentare. Per essere valide le sedute la costituzione richiede la maggioranza dei componenti, il numero legale (quorum strutturale) si raggiunge con la metà più uno dei senatori, nel caso contrario la seduta è rinviata o è tolta. Per la validità delle delibere è richiesta invece la maggioranza dei presenti (quorum funzionale). Poi ci sono le astensioni, ovvero colui che al momento della votazione non esprime preferenze ne positive ne negative. Il voto può essere palese di regola, ma può essere segreto in alcuni casi, quando ad esempio si deve votare una delibera che riguarda la persona. Il voto può essere espresso per alzata di mano, per appello nominale, con processo elettronico, per schede.
il ruolo del presidente della repubblica oscilla, può essere organo di garanzia costituzionale e organo governante, secondo la prima accezione il presidente avrà il ruolo di garantire il corretto funzionamento del sistema costituzionale, rimanendo estraneo alle scelte che riguardano l’indirizzo politico. La costituzione si limita:
a fissare le modalità di elezione.