Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Cristologia e trinitaria, Dispense di Filosofia

Teologia della cristologia e della trinitaria dal I secolo al V secolo

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 10/02/2021

salvatore-bonetti
salvatore-bonetti 🇮🇹

4.8

(8)

23 documenti

1 / 67

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
0
Gregorio Nazianzeno (Vescovo del IV Sec.)
il TeoLogo (Logos = Dio)
«i Discorsi Teologici»: panorama della questione eunomiana
Eunomio, seguace di Ario
«pretesa» di conoscere Dio (Logos ≠ Dio)
Orazione 27
Polemica contro i «funamboli di parole»;
«il grande mistero corre pericolo di ridursi a un espediente tecnico»;
«voi promettete di sapere tutto con tanta ignoranza»;
Difficile parlare di Dio
«Non crediate che il parlar di Dio sia una cosa che compete a chiunque.
Niente affatto: tale argomento non lo posseggono quelli che vivono terra
terra. Aggiungerò anche che non si può parlar sempre di Dio, a tutti. È
un compito che spetta a quelli che si sono esercitati e hanno trascorso
tutta la loro vita nella contemplazione e, soprattutto, hanno purificato
l’anima e il corpo o, almeno la stanno purificando. Forse, infatti, può
essere addirittura pericoloso, per chi non è puro, toccare l’essere puro, cosi
come è pericoloso accostarsi al raggio del sole per uno che non ci vede
bene. E quando lo si potrà fare? Quando non subiremo più il turbamento
procuratoci dal fango e dal disordine delle cose esteriori, quando la nostra
parte dominante non si sconvolge nelle impressioni malvagie e false
che le giungono dall’esterno, le quali, a mo di lettere mal fatte, confondono
delle lettere ben scritte, oppure, come fossero fango, guastano il profumo
degli unguenti. Bisogna, veramente, dedicarsi allo studio disinteressato
«E con chi si può farlo? Con quelli che prendono la cosa sul sério e non
come una qualunque altra occupazione, nella quale si possa provar
gusto a ciarlare stupidamente: non so, dopo le corse dei cavalli, i teatri, le
canzoni, i piaceri del ventre e quello che sta al di sotto del ventre. Costoro
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43

Anteprima parziale del testo

Scarica Cristologia e trinitaria e più Dispense in PDF di Filosofia solo su Docsity!

Gregorio Nazianzeno (Vescovo del IV Sec.)  il TeoLogo (Logos = Dio)  «i Discorsi Teologici»: panorama della questione eunomiana Eunomio, seguace di Ario «pretesa» di conoscere Dio (Logos ≠ Dio) Orazione 27 Polemica contro i «funamboli di parole»; «il grande mistero corre pericolo di ridursi a un espediente tecnico »; «voi promettete di sapere tutto con tanta ignoranza »; Difficile parlare di Dio « Non crediate che il parlar di Dio sia una cosa che compete a chiunque. Niente affatto: tale argomento non lo posseggono quelli che vivono terra terra. Aggiungerò anche che non si può parlar sempre di Dio , né a tutti. È un compito che spetta a quelli che si sono esercitati e hanno trascorso tutta la loro vita nella contemplazione e, soprattutto, hanno purificato l’anima e il corpo o, almeno la stanno purificando. Forse, infatti, può essere addirittura pericoloso , per chi non è puro, toccare l’essere puro, cosi come è pericoloso accostarsi al raggio del sole per uno che non ci vede bene. E quando lo si potrà fare? Quando non subiremo più il turbamento procuratoci dal fango e dal disordine delle cose esteriori, quando la nostra parte dominante non si sconvolge nelle impressioni malvagie e false che le giungono dall’esterno , le quali, a mo di lettere mal fatte, confondono delle lettere ben scritte, oppure, come fossero fango, guastano il profumo degli unguenti. Bisogna, veramente, dedicarsi allo studio disinteressato .» « E con chi si può farlo? Con quelli che prendono la cosa sul sério e non come una qualunque altra occupazione, nella quale si possa provar gusto a ciarlare stupidamente : non so, dopo le corse dei cavalli, i teatri, le canzoni, i piaceri del ventre e quello che sta al di sotto del ventre. Costoro

trovano un motivo di divertimento anche nel far mostra della loro litigiosità e delle loro obiezioni negli argomenti di teologia .» « E io non intendo dire che non si debba mai pensare a Dio : non si gonfino per attaccarci! Il ricordo di Dio deve essere più frequente del nostro stesso respiro; anzi, se è lecito dirlo, non dobbiamo far altro che questo. » Il vero teologo « guardiamo all’interno di noi stessi e plasmiamo come una statua il vero teologo. Consideriamo anzitutto questo aspetto della questione: che significa questa litigiosità nel discorrere, questa mania nel parlare? Che malattia è questa nuova, questa insaziabilità? Non apprezziamo più l’ ospitalità? Non ammiriamo l’amor fraterno, l’amore coniugale, la verginità, il sostentamento dei poveri? Non ha più valore per noi il canto dei salmi, la veglia durante la notte intera, il pianto? Non travagliamo più il nostro corpo con i digiuni? Non usciamo da noi stessi per andare incontro a Dio con la preghiera? Non sottomettiamo la parte peggiore del nostro corpo alla migliore, intendo dire «la terra» allo spirito, come fanno quelli che pronunciano un giusto giudizio sulla mescolanza che costituisce il nostro corpo? Non facciamo della nostra vita una meditazione della morte. Non ci poniamo come signori delle nostre passioni , memori della nobiltà che ci proviene dal cielo? Non domiamo la nostra ira , che è come una bestia feroce che si gonfia e infuria? Non facciamo altrettanto con l’ orgoglio che ci fa rovinare, con il dolore irrazionale, con il piacere grossolano, con il riso sguaiato, con la curiosità senza freni, con l’ascolto insaziabile, con il parlare senza limiti, con il pensare cose assurde, con tutti quegli atti che il Malvagio prende da noi e mette in pratica contro di noi, introducendo la morte attraverso le nostre finestre, come dice la Scrittura vale a dire attraverso i nostri sensi? No, facciamo tutto il contrario : abbiamo concesso la libertà alle passioni degli altri. E noi paghiamo una cattiva ricompensa a un’azione che non è buona, vale a dire doniamo all’empietà la libertà di parlare.»

Perchè ci fosse su nel cielo un premio maggiore. L'uomo lo potrà scoprire allorquando questa nostra sostanza d'aspetto e di natura divina intendo dire la nostra mente e la nostra ragione si sarà unita all'essere che ad essa è imparentato. Distinzione è impossibile lambàno : afferrare con i sensi con la mente; korèo : avere spazio per contenere includere comprendere; è possibile gignòsko : apprendere, imparare, avere relazione con qualcuno, contemplare.

Il cuore del mistero cristiano è Gesù Cristo La teologia pertanto è cristocentrica ne è la chiave ermeneutica La dottrina della trinità è l'elemento cristiano distintivo. Lo dice Origene. I cristiani sono monoteisti nella pratica religiosa Pare irrilevante se Dio sia uno, trino o decuplo In un contesto di problematicità della fede è già difficile credere in Dio come permettersi il lusso della Trinità? La confessione trinitaria sarebbe una formula difensiva per il mistero di Dio che non può essere compreso dalla ragione umana. Ma il mistero è anche ciò che ci è vicino e ci avvolge. La fede nel Dio uno e trino è l'espressione di Colui nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. Ma Dio si rivela all'uomo come egli è quindi dobbiamo confrontarci con questo essere di Dio che ci apre ad una comprensione nuova di Dio, di noi stessi, del mondo.

L'ateismo oggi è fenomeno di massa le radici reazione contro quella decadente concezione del Dio assolutistico che reprime ogni libertà. Reazione contro la teonomia. Riscoperta dell'autonomia della soggettività. Si giunge a un antropoteismo per il quale l'uomo è il dio dell'uomo. L'uomo senza Dio ha riscontrato la sua assoluta incapacità di essere se stesso. La soluzione il dilemma è risolto in una visione dove Dio e l'uomo non vengono contrapposti ma interiormente congiunti. L'uomo appare come un essere essenzialmente aperto al religioso. Rischio è ridurre la trascendenza di Dio al senso che essa ha per l'uomo. L'uomo prende coscienza che il significato più alto della sua vita non può realizzarsi che sorpassando radicalmente il suo centro di gravità. Il relativismo Premesso che le diverse tradizioni religiose del mondo testimoniano e offrono dei valori. Il perenne annuncio missionario della Chiesa viene oggi messo in pericolo da teorie di tipo relativistico.

Incontriamo Dio nell'uomo Gesù ; il Figlio è l'esegeta del Padre ; adopera il termine Abbà; il Padre permane al di là di Gesù stesso. La riflessione teologica risale dal Cristo di Dio al Dio di Gesù, dalla cristologia alla teologia. È necessaria una precomprensione religiosa di Dio per un iniziale approccio alla figura storica di Gesù. È l' esperienza veterotestamentaria di Dio formata da diverse tappe. Il Dio di Abramo, Dio è il protettore della famiglia dell'esodo della monarchia e dei profeti ultimi sviluppi: i Saggi i Salmisti gli Apocalittici L'immagine veterotestamentaria di Dio trova il suo compimento nella missione rivelatrice di Gesù. Nello stesso tempo apre l'orizzonte ad una nuova conoscenza di questo Dio. Gesù e la critica dell'immagine di Dio: Dio non solo come Signore verso cui egli deve sentirsi debitore ma anche dinanzi al suo amore paterno Gesù e la rivelazione della nuova immagine di Dio: l'esperienza del perdono rivela che tutta la sua azione è espressione di un amore assoluto ; questo amore si manifesta in un dialogo inter-personale come comunione di amore. Fede cristologica e fede trinitaria si compenetrano.

Cristologia e Antropologia Solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo (GS 22) Compito imprescindibile per la cristologia: mostrare come in Cristo si realizza concretamente quel modello perfetto di umanità Dall'alto (teologicamente) evidenziare quella prospettiva originaria del piano divino della creazione in Cristo; Dal basso (antropologicamente) procedere ad una certa verifica antropologica dell'asserto dall'alto mostrando come in realtà l'annuncio in Cristo sia determinante per l'accesso all'uomo alla sua vera identità umana. Dall'alto dominanza dell'orizzonte sotereologico della cristologia odierna il luogo più adeguato di questa esperienza della potenza sotereologica universale del Cristo è stato proprio l'evento di pasqua e pentecoste. Cristo è il Mediatore universale della salvezza in forza del suo essere personale e del suo essere in sè trinitario. La conoscenza dell'in sé trinitario eterno del Cristo si raggiunge risalendo alla pre-esistenza (protologia) ma si raggiunge la gloria della pre-esistenza partendo dalla gloria escatologica del Risorto per cui la protologia si salda con l'escatologia.

non si può eludere il confronto con il trascendente solo dinanzi a questo mistero l'uomo può pervenire alla conoscenza della sua identità, della sua vocazione e destino. La cristologia media l'antropologia l'antropologia è mediata dalla cristologia. Cristo assolve un ruolo fondamentale per una rivelazione dell'uomo a se stesso. GS 22 GS 41 L'uomo infatti avrà sempre desiderio di sapere almeno confusamente quale sia il significato della sua vita del suo lavoro della sua morte. Ma soltanto Dio che ha creato l'uomo a sua immagine e che lo ha redento dal peccato può offrire a tali problemi una risposta pienamente adeguata e ciò per mezzo della rivelazione compiuta nel Cristo Figlio suo fatto uomo. Chiunque segue Cristo l'uomo perfetto diventa anch'egli più uomo. La cristologia media l'antropologia con un duplice orientamento: critico negativo operando criticamente liberando l'uomo da progetti di umanizzazione unidimensionali ed inadeguati. Alcuni progetti umani hanno bisogno di conversione. L'annuncio di Cristo si concentra nel messaggio del Cristo crocifisso. Gesù non incarna la potenza di una umanità che si identifica con l'assoluta bellezza e la prestanza. Positivo orientando verso una vera comprensione umana dell'uomo, operando

positivamente attraverso la proposta di quella novità di vita che proviene da Cristo Uomo nuovo.

Il rapporto tra fede ed esperienza La fede ha a che fare con l'esperienza la fede nel Dio trino anche. Problematicità la fede è qualcosa che non appare non cade nella sfera dell'esperibilità. Prima che la fede raggiunga l'uomo questi fa sue esperienze cerca di condurre ad unità la loro molteplicità. Ma molte esperienze restano oscure rimandano al di là di sé. L'esperienza si fa chiara quando entra in un contesto complessivo, un orizzonte d'esperienza integrante. La fede cristiana è un tale orizzonte. Tale orizzonte lo si deve alla rivelazione di Dio. Credere è fare una nuova esperienza con l'esperienza. Quanto già prima esperito viene posto in un orizzonte più ampio. È solo l'evento della rivelazione che porta con se quella luce nella quale le esperienze dell'esistere umano vengono liberate dalla loro ambivalenza. Quindi rivelazione e fede non si situano al di là dell'esperienza

pertanto tra fede nella Trinità ed esperienza della realtà vi è un rapporto di reciprocità e integrazione. Tracciamo un bilancio Da una parte vi è la convinzione che l'autorivelazione trinitaria di Dio è una grandezza esclusiva della fede. Dall'altra vi è chi ha visto nel creato immagini della Trinità. Per tale motivo è la ragione guidata dalla fede nel Dio unitrino che è in grado di scoprire ed attuare le più profonde potenzialità di tutto il reale. I problemi immanenti di spiegazione della teologia della trinità vanno chiariti guardando anche all'esperienza.

Nesso della fede della Chiesa con la storia emerge nei dati del NT considera l'evento cristologico come centro e compimento del tempo salvifico emerge nella struttura delle confessioni di fede che annunciano e proclamano un evento è evidente nel genere letterario dell'evangelo attraverso la forma della narrazione storica l'annuncio del Risorto è inseparabilmente unito con la storia della sua vita prepasquale. La storia di Gesù è parte integrante della fede cristologica. Distanza dalla mitologia. Di qui l'importanza di dare rilievo in ogni disegno sistematico di cristologia a ciò che Gesù è stato, ha fatto e ha detto. La struttura della rivelazione è realizzata da fatti e parole. Quindi accanto all'evento della Parola incarnata in Gesù Cristo, è necessario un'espressione originaria linguistica in concetti e parole. L'eco fedele è rintracciabile nel

linguaggio cristologico esplicito post pasquale. Il linguaggio che si ritrova negli evangeli è la parola che manifesta il senso originario del fatto della sua vita. Questo evento primordiale è attingibile solo mediante la testimonianza di coloro che sono stati i testimoni diretti dei fatti e delle parole. Costituiscono il primo stadio fondamentale della Tradizione apostolica. Questa tradizione spicca nella struttura degli evangeli anche se non si trova allo stadio puro ma si esprime all'interno di una anamnesi che comprende il passato storico di Gesù alla luce dell'esperienza di pasqua pentecoste e in rapporto alle esigenze presenti delle comunità. Scrittura e tradizione

1. Incontro storico umano con Gesù di Nazaret è necessario che durante la vita di Gesù alcuni abbiano visto ed udito 2. Permane anche quella presenza attuale del risorto che insegna mediante l'opera dello Spirito e del ministero apostolico. Così la cristologia della Chiesa apostolica raggiunge le nascoste dimensioni cristologiche dell'evento originario. La tradizione apostolica ha la sua codificazione scritta nel NT che ha un posto preminente quello di regola suprema della fede. 3. C'è anche una Tradizione post – biblica. Si fonde in unità con la Scrittura. La Tradizione coglie il sensus plenior della Scrittura attraverso: la predicazione la prassi della vita di fede e di culto la letteratura dei Padri il sensus fidei del popolo cristiano DV 8 con la contemplazione e lo studio dei credenti con l'intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali

non può ridurre interamente la storia a razionalità questo perchè contiene ambiguità per cui il senso totale resta inaccessibile modello pluralistico la storia universale appare astrazione inesistente non può ridurre la storia a pura irrazionalità. La lettura dei fatti della vita di Gesù suppone una visione teologica per cui vuol dire interpretare la loro realtà alla luce di una visione di fede. La storia vera non si sovrappone del tutto alla storia esatta. Evitare due posizioni estreme : rinnegare il valore storico fattuale insistere solo sulla storicità dei vangeli. Principio di totalità cogliere tutti i testi del NT; prendere in considerazione l'esistenza storica e la fede pasquale. Cristologia ed inchiesta storica L'approccio storico è partito agli inizi del XIX secolo. Diversi orientamenti:

1. Tentativo di ricostruire la storia della vita di Gesù spogliata da interpretazioni fideistiche. Storicismo positivista. Renan. Tale orientamento si rivela fallimentare. Critiche di Albert Schweitzer. 2. Concezione della storia come funzione interpretativa ( Bultmann , rinuncia a tutto ciò che concerne la persona di Gesù, la biografia ) Unilateralismo kerygmatico. Kerygmatismo. Frattura tra fatto e

senso.

3. La nuova ricerca sul Gesù storico. Kӓsemannsemann. La dimensione storica del Gesù prepasquale ha rilevanza teologica. Il rapporto tra storia e fede 1. Il legame delle confessioni di fede con la storia di Gesù per un confronto della fede col suo fondamento; 2. il legame dell'evento cristologico con la storia universale. Per due motivi, Cristo è nella storia si compie nella storia determinata; La storia è in Cristo, Cristo è il fine compimento della storia e ne è centro.

Il rapporto tra oikonomia e theologhia Oikonomia Oikos nomos = la legge dell'amministrazione della casa Nelle lettere paoline indica: il piano e l' attenzione provvidenziale di Dio per la creazione Diviene il termine per indicare: gli eventi dell' incarnazione di Cristo e dell' invio dello Spirito.

Tale assunto vale anche per la riflessione cristologica. L'agire salvifico di Gesù ci rivela la natura del suo essere.

Una sostanza in tre persone Il concetto trinitario di persona Uso in senso negativo esprime le differenze in Dio; Uso in senso positivo esprime la relazione , l'elemento dialogico. Conseguenza : si intende il Dio cristiano come communio. Il primato dell'unità Ricondurre ogni pluralità ad unità

  • è principio della razionalità del pensiero;
  • è tipico della filosofia platonica e neoplatonica: il molteplice è emanazione dall'uno. Questa visione diviene modello della riflessione trinitaria. I Padri della Chiesa Tendenza ad assoggettare le ipostasi emananti all'unità originaria vista come superiore. Conseguenze subordinazioniste. Almeno fino all'anno 355.

Superamento del subordinazionismo. Tuttavia si conserva l'orizzonte concettuale platonico. Uguaglianza della natura divina del Figlio e dello Spirito. Procedono dall'eternità dall' unità del Padre. I modelli: Due

1. Teologia occidentale Unum in Trinitate 2. Teologia orientale Unus in Trinitate Occidentale Si dà come presupposta l'unità di Dio si tenta di comprendere come sorgano le differenze Dio è presentato come una sostanza pre personale Orientale L'unità non è intesa come una unità essenziale pre personale ma come unità che si realizza in forma personale nel Padre. I due modelli sono entrambi apprezzabili. Comunque entrambi i modelli evidenziano l'unità di Dio rispetto alla pluralità trinitaria. Si prediligerà l'impostazione del modello orientale.

Diverse Cristologie Rassegna dei recenti approcci Due prospettive :