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Definizione Cloud Computing, Guide, Progetti e Ricerche di Informatica

Relazione sul termine "cloud computing"

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2017/2018

Caricato il 01/05/2018

mattimilan22
mattimilan22 🇮🇹

4.4

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Cloud computing
Definizione
Con il termine “cloud computing” si intende una tecnologia, basata sulla
gestione di un insieme di elaboratori, che permette l'utilizzo di risorse
hardware e software in remoto.
E' in qualche modo riconducibile ad altri tipi di tecnologie:
l'architettura secondo la quale erano tipicamente costruite le reti
aziendali prima dell'avvento dei PC (Host + terminali stupidi)
rappresenta anch'essa un esempio di condivisione di risorse in remoto.
Il servizio è così chiamato perchè l'insieme delle componenti che lo
costituiscono rappresenta idealmente una “nuvola”, cioè un qualcosa di
abbastanza distaccato dalle componenti client che ne fanno uso.
L'immagine mostra in maniera semplice le componenti di
un cloud
La “nuvola”: un fenomeno diffuso a livello globale
Il cloud computing è un mezzo su cui sempre più imprese fanno
affidamento. Fin dalla nascita delle prime applicazioni (più di dieci
anni fa), il cloud si è dimostrato un ottimo mezzo per gestire la parte
informatica dei sistemi aziendali.
La “nuvola” viene solitamente creata su macchine appartenenti al provider
del servizio, il quale le gestisce lasciando all'utilizzatore finale un
certo grado di libertà al riguardo. Questo permette alle aziende di
risparmiare sui costi di costruzione/manutenzione degli apparati
informatici. Fra i principali motivi di diffusione del cloud computing,
questo è sicuramente uno dei più rilevanti.
Inoltre esiste un notevole numero di servizi cloud gratuiti, pensati per
scopi non commerciali, che hanno avuto e continuano ad avere un ottimo
riscontro da parte dell'utenza. I più famosi (Dropbox, Skydrive ecc.)
sono utilizzati da milioni di persone nel mondo.
Ciò che spinge l'utente medio ad utilizzare servizi di questo tipo (la
maggior parte dei quali non offre niente di più di un servizio di storage
di file) è indubbiamente il vantaggio relativo alla sicurezza e alla
condivisione delle informazioni. Le applicazioni cloud sono infatti
progettate per essere utilizzabili su praticamente ogni dispositivo
esistente, sia esso uno smartphone o un semplice PC desktop. Il vantaggio
di poter salvare dei dati in una locazione sicura e facilmente
raggiungibile è sfruttato anche dalle piccole aziende, dato che
praticamente tutti i servizi di questo tipo sono (almeno in parte)
gratuiti.
Caratteristiche principali:
I vantaggi offerti sono ben inquadrabili e facilmente intuibili. Le
componenti hardware e software giocano un ruolo fondamentale nella buona
riuscita del servizio.
Indipendenza da hardware e software:
il cloud è gestito in maniera tale che il funzionamento dell'applicazione
sia indipendente dalla piattaforma hardware su cui gira e dal software
che ne permette l'esistenza. Ciò è reso possibile attraverso la
virtualizzazione degli hard disk e del sistema operativo dei server e
rende l'applicazione estremamente potente e versatile: i problemi di
accesso ai dati sono limitati, ed è questo che permette agli utenti di
accedere senza problemi ai dati tramite i dispositivi più disparati.
Virtualizzazione: è il meccanismo su cui si basa tutto il sistema. I
provider gestiscono i loro server tramite macchine virtuali che
permettono di risolvere gran parte dei problemi relativi alle
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Cloud computing

Definizione Con il termine “cloud computing” si intende una tecnologia, basata sulla gestione di un insieme di elaboratori, che permette l'utilizzo di risorse hardware e software in remoto. E' in qualche modo riconducibile ad altri tipi di tecnologie: l'architettura secondo la quale erano tipicamente costruite le reti aziendali prima dell'avvento dei PC (Host + terminali stupidi) rappresenta anch'essa un esempio di condivisione di risorse in remoto. Il servizio è così chiamato perchè l'insieme delle componenti che lo costituiscono rappresenta idealmente una “nuvola”, cioè un qualcosa di abbastanza distaccato dalle componenti client che ne fanno uso.

L'immagine mostra in maniera semplice le componenti di un cloud La “nuvola”: un fenomeno diffuso a livello globale Il cloud computing è un mezzo su cui sempre più imprese fanno affidamento. Fin dalla nascita delle prime applicazioni (più di dieci anni fa), il cloud si è dimostrato un ottimo mezzo per gestire la parte informatica dei sistemi aziendali. La “nuvola” viene solitamente creata su macchine appartenenti al provider del servizio, il quale le gestisce lasciando all'utilizzatore finale un certo grado di libertà al riguardo. Questo permette alle aziende di risparmiare sui costi di costruzione/manutenzione degli apparati informatici. Fra i principali motivi di diffusione del cloud computing, questo è sicuramente uno dei più rilevanti. Inoltre esiste un notevole numero di servizi cloud gratuiti, pensati per scopi non commerciali, che hanno avuto e continuano ad avere un ottimo riscontro da parte dell'utenza. I più famosi (Dropbox, Skydrive ecc.) sono utilizzati da milioni di persone nel mondo. Ciò che spinge l'utente medio ad utilizzare servizi di questo tipo (la maggior parte dei quali non offre niente di più di un servizio di storage di file) è indubbiamente il vantaggio relativo alla sicurezza e alla condivisione delle informazioni. Le applicazioni cloud sono infatti progettate per essere utilizzabili su praticamente ogni dispositivo esistente, sia esso uno smartphone o un semplice PC desktop. Il vantaggio di poter salvare dei dati in una locazione sicura e facilmente raggiungibile è sfruttato anche dalle piccole aziende, dato che praticamente tutti i servizi di questo tipo sono (almeno in parte) gratuiti.

Caratteristiche principali: I vantaggi offerti sono ben inquadrabili e facilmente intuibili. Le componenti hardware e software giocano un ruolo fondamentale nella buona riuscita del servizio. Indipendenza da hardware e software: il cloud è gestito in maniera tale che il funzionamento dell'applicazione sia indipendente dalla piattaforma hardware su cui gira e dal software che ne permette l'esistenza. Ciò è reso possibile attraverso la virtualizzazione degli hard disk e del sistema operativo dei server e rende l'applicazione estremamente potente e versatile: i problemi di accesso ai dati sono limitati, ed è questo che permette agli utenti di accedere senza problemi ai dati tramite i dispositivi più disparati. Virtualizzazione: è il meccanismo su cui si basa tutto il sistema. I provider gestiscono i loro server tramite macchine virtuali che permettono di risolvere gran parte dei problemi relativi alle

prestazioni. Inoltre esse permettono l'interfacciamento tramite diversi sistemi operativi. La virtualizzazione dei dischi permette di risolvere qualsiasi tipo di problema relativo alla memorizzazione perchè consente elevati gradi di scalabilità del sistema. Inoltre, le macchine virtuali vengono create su un server solo quando necessario e possono essere facilmente “trasferite” da un server all'altro: in poche parole, l'utente non si accorge nemmeno dei cambiamenti strutturali e il servizio può operare senza interruzioni. Multitenancy: su ogni server possono essere eseguite contemporaneamente macchine virtuali dedicate ad utenti diversi. Ciò è reso possibile dalle elevate prestazioni dei server. Questo è un'ulteriore step rispetto alla semplice virtualizzazione e consente ai provider di ottimizzare al massimo la gestione dei tempi di CPU delle macchine a loro disposizione. Scalabilità: facilmente attuabile, come già detto, grazie all'elevato grado di virtualizzazione dei sistemi ma anche dalla posizione vantaggiosa delle macchine. Risolve i problemi di ampliamento del parco macchine: solitamente basta collegare alla rete altri server/HDD. Sicurezza: è un'ulteriore vantaggio fornito ma può anche diventare il punto a sfavore delle applicazioni. Dato che solitamente i server non appartengono all'azienda che li utilizza, è difficile rintracciarli: l'azienda stessa non ne conosce la posizione. Il provider, d'altra parte, deve assicurare un elevato livello di protezione dato che può essere l'unico bersaglio possibile di malintenzionati. Vi sono varie diatribe al riguardo, questo è uno degli aspetti più discussi del cloud computing.

Tipologie di cloud: A seconda del grado di personalizzazione del servizio offerto all'utente, i cloud si dividono in tre categorie:

Iaar (Infrastructure as a service): è l'applicazione più semplice, cioè vengono fornite all'utente direttamente le macchine virtuali e/o altri metodi che operano sull'hardware per personalizzare il servizio. Ovviamente, un servizio del genere può essere fornito solo ad aziende in grado di operare con questi strumenti. E' un servizio solitamente on demand, cioè l'utenza paga solo ciò che serve e solo quando serve. La scalabilità è facilmente attuabile perchè all'utente basta avvisare il provider dell'imminente richiesta di risorse: sarà quest'ultimo a fornirle nel più breve tempo possibile. Inoltre, data l'elevata potenza di calcolo dei computer dei provider, utilizzare un cloud di questo tipo significa di solito aver un vantaggio sia economico (spese ridotte per i computer) sia applicativo.

Saas (Software as a service): E' il servizio più diffuso perchè su questo si basano praticamente tutti i sistemi di cloud gratuiti. Vengono fornite all'utente delle possibilità di personalizzazione solo a livello software. E' una scelta ottima per piccole imprese o per l'utente medio che utilizza servizi di cloud per scopi ridotti data la scarsa importanza che viene data all'hardware (l'utente, di fatto non sa dove i suoi dati sono salvati ne nulla sa riguardo essi). Sono richieste ridotte competenze per usare cloud di questo tipo, dato che le interfacce sono solitamente accessibili tramite browser o al più tramite programmi installabili su praticamente ogni dispositivo.